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日志


Abduction: il caso Zanfretta

IL CASO ZANFRETTA

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Fortunato Zanfretta

Nella tarda serata di mercoledì 6 dicembre 1978 la guardia giurata Pier Fortunato Zanfretta era in servizio su una “126” nell’area di Torriglia, un piccolo centro sulle alture dell’entroterra genovese. Faceva molto freddo e la neve caduta durante la giornata si era ormai trasformata in una pericolosa lastra di ghiaccio che invadeva buona parte dell’asfalto. Zanfretta procedeva lentamente cercando, per quanto possibile, di evitare i punti dove la luce ne denunciava la presenza. Del resto l’uomo era abituato sia al clima rigido dei monti sia alle insidie della zona che negli ultimi due anni aveva imparato a conoscere. Quella notte, però, sarebbe stata diversa, anche se fino a quel momento egli non lo sospettava neppure.
Erano le 23.30 quando Zanfretta imboccò la deviazione che dalla statale 45 conduce a Marzano. Il metronotte percorse la stradina che porta al centro del paese e da qui, continuando, si diresse verso la villa «Casa Nostra» del medico dentista genovese Ettore Righi. La notte era buia e senza luna, ma il cielo stellato rendeva meno tetro il brullo paesaggio dell’appennino ligure. Dopo circa un centinaio di metri la guardia giurata si lasciò alle spalle l’ultima casa e si ritrovò di nuovo solo in aperta campagna.
Era quasi arrivato quando, poco prima dell’ultima curva, il motore e i fari della “126” si spensero. “Ma che succede?”, mormorò sorpreso. Fu proprio mentre metteva piede a terra che vide distintamente nel giardino della villa quattro luci che si muovevano. Allora, dimenticando l’improvviso guasto all’impianto elettrico che lo aveva fatto fermare, prese in mano il microfono della radio per comunicare alla centrale operativa dell’istituto di vigilanza, ciò che si accingeva a fare. “Canguro dalla 68, canguro dalla 68 — chiamò - mi porto dentro la villa: ci sono dei ladri”. Ma la centrale non rispose: anche la radio non funzionava.
Impugnò quindi la sua Smith & Wesson calibro 38 special e, con la pila spenta nella sinistra, si avviò cautamente verso la villa. Il cancelletto del giardino e la porta d’ingresso erano aperti. Zanfretta entrò, si appiattì di schiena contro il muro perimetrale e pian piano si avvicinò all’angolo. Voleva sorprendere i ladri, evidentemente. Ma grande fu invece il suo stupore quando si sentì toccare le spalle. Rapido si voltò con la pila accesa e la pistola spianata, pronto a far fuoco, se fosse stato il caso. E del resto non sarebbe stata la prima volta. Ma il fascio di luce non illuminava un ladro. Interrogato la mattina dopo dal brigadiere dei carabinieri Antonio Nucchi, comandante della stazione di Torriglia, Zanfretta raccontò tremando di aver visto “un essere enorme, alto circa tre metri, con la pelle ondulata, come se fosse grasso o avvolto in una tuta molle, comunque grigia, occhi gialli a triangolo, vene rosse sulla testa, orecchie a punta e mani con dita dalle unghie rotonde”.
Terrorizzato, lasciò cadere la pila. Poi la raccolse e fuggì a gambe levate verso la “126”. Sempre in preda al panico, afferrò convulsamente il microfono. “La prima chiamata - ricorda Carlo Toccalino, operatore di turno quella notte - l’ho ricevuta soltanto verso mezzanotte e un quarto. Zanfretta urlava e diceva continuamente ‘Mamma mia, quant’è brutto’. Io allora gli ho chiesto se lo stessero aggredendo e lui di rimando: ‘No, non sono uomini, non sono uomini...’. A questo punto la comunicazione si è interrotta».
Mentre l’uomo urlava alla radio, improvvisamente una grande luce triangolare si alzò da dietro la casa. Zanfretta poi la descriverà come un disco luminosissimo più grande, in lunghezza, della stessa villa. La luce lo abbagliò a tal punto che dovette ripararsi gli occhi con il braccio. Sentì dunque un grande sibilo e, con un’accelerazione fantastica, il velivolo si perse nel cielo.
Sul terreno dove il misterioso oggetto si sarebbe posato, i carabinieri scoprirono poi una grossa impronta semicircolare che nel loro rapporto definirono come “il segno lasciato da un elicottero o qualcosa di grosso che si è posato sul prato adiacente alla casa”.
Zanfretta, comunque, svenne. I suoi colleghi lo ritrovarono dopo oltre un’ora accanto alla villa, in forte stato di choc. Mentre lo portavano via continuava a dire: “Li ho visti, li ho visti”.
E non fu il solo. Perché i carabinieri, durante la loro inchiesta, trovarono altri 52 testimoni i quali confermarono che a quell’ora, e in quella zona, notarono un grosso oggetto volante di forma piatta e triangolare, emanante un’intensa luce variante dal bianco al rosso. Venerdì 8 dicembre il quotidiano Il Secolo XIX usciva con un titolo a sei colonne: “Incontri ravvicinati a Torriglia”.
E fu così che il mondo venne a conoscenza della vicenda del “metronotte che aveva visto gli Ufo”.
Ovviamente non era facile prendere sul serio la storia dell’ ”extraterrestre alto tre metri”. Tuttavia, se si fosse voluto realmente archiviare l’episodio, sarebbe stato il caso di fornire una spiegazione logica ad almeno tre cose: lo stato di shock del metronotte, la grossa impronta trovata accanto alla villa, le testimonianze di 52 persone.
Zanfretta in seguito si sottopose a ipnosi regressiva,siccome l'ipnosi
è infatti uno dei metodi più usati per far rivivere passate esperienze, dissociando il lato cosciente dell’individuo.
Così la sera del 23 dicembre era già sdraiato e ipnotizzato sul lettino di pelle del medico genovese Mauro Moretti. Il risultato di quella seduta, registrata su nastro, fu sconcertante. Ad un certo punto Zanfretta cominciò ad ansimare: riviveva il momento in cui entrò nel giardino della villa.
Zanfretta: “Chi c’è? Che succede? Mamma...”.
Moretti: “Cosa c’è? Mi racconti. Io sono qui con lei e non può accaderle nulla. Mi racconti cosa vede”.
Zanfretta: “Madonna... Perché dovrei venire con voi? Cosa volete farmi? Cosa sono tutte quelle luci? Non voglio. Voi non siete esseri umani, via! Cosa mi mettete sulla testa? Via! Non voglio... Lasciatemi stare...”.
Appare chiaro che il metronotte sta parlando di particolari che gli sono ignoti allo stato cosciente. Sta dicendo in sostanza di essere stato prelevato e portato in un luogo luminoso e caldo dove lo hanno interrogato e esaminato.
Zanfretta: “Non voglio che tornate. Non posso dirlo? Si…farò come voi volete…
Datemi una prova... Non mi crederanno... Quante luci... Via! Via! Via quel coso dalla testa. Aspetterò che tornate... Che caldo. Via quel coso dalla testa... Via! Siete dei mostri... Voglio andare a casa. La mia pila…”.

Zanfretta, dunque, raccontava di essere stato rapito.
Le rivelazioni involontarie del metronotte mi sembravano troppo irreali per essere prese in considerazione.
In seguito Zanfretta sparì di nuovo. Era la notte tra il 27 e il 28 dicembre.
“Sono avvolto da una fitta nebbia e non vedo più nulla - urlò il metronotte per radio -la macchina sta andando da sola e acquista velocità. Non so cosa fare”. Erano le 23.46. Quattro minuti dopo Zanfretta chiamò di nuovo. Questa volta la sua voce era calma, quasi ubbidiente. “La macchina si è fermata - disse -, vedo una gran luce. Ora esco”.
Le ricerche furono ostacolate dalla nebbia e dalla pioggia che in quel momento gravavano sulla zona. La “127” su cui viaggiava Zanfretta fu comunque ritrovata dopo oltre un’ora su uno spiazzo della strada di montagna che porta all’abitato di Rossi. Il primo a vedere Zanfretta fu il brigadiere Travenzoli. Tremava e piangeva. “Dicono che mi vogliono portare via - diceva -. Che ne sarà dei miei bambini? Non voglio, non voglio...”. Stranamente, nonostante la pioggia e il freddo, il metronotte aveva il viso e gli abiti asciutti. “Dal naso in su - spiegò Travenzoli - era caldissimo. Le orecchie erano rosso fuoco”.

Inoltre, il tetto della «127» su cui viaggiava Zanfretta, scottava come se fosse stato sottoposto ad un forte calore. Accanto all’auto, chiarissime, alcune orme gigantesche, a suola concava, lunghe oltre 50 centimetri.
Tutti questi elementi fecero poi parte del “Rapporto informativo circa l’avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato” che il brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979 inviò alla Pretura unificata di Genova perché venissero presi provvedimenti. Il rapporto finì sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica Luciano Di Noto, che lo passò, per competenza, al giudice istruttore Gian Rodolfo Sciaccaluga. Da qui esso raggiunse il giudice Russo che l’11 gennaio 1980, un anno dopo, lo fece archiviare con il numero di registro 203 per “mancanza di estremi di reato”.
Del resto lo stesso comando dei carabinieri aveva già provveduto ad informare il ministero dell’Interno e gli alti comandi militari con due telex spediti rispettiva- mente 1’8 dicembre e il 28 dicembre 1978. Nei messaggi il grado di attendibilità degli eventi descritti veniva definito “buono”.
Dopo il secondo “incontro ravvicinato” qualcuno cominciava a pensare che, nonostante gli interrogativi emergenti dalle avventure notturne (orme gigantesche, lamiera dell’auto calda, eccetera), fosse il caso di accertare se Zanfretta fosse in condizioni di mente “normali” oppure no. E’ per questo che l’istituto di vigilanza lo mandò ripetutamente dal professor Giorgio Gianniotti, libero docente in neurologia, specialista in malattie nervose e mentali, vice-primario neurologo presso l’ospedale genovese di S. Martino.
Il 31 gennaio 1979 il professor Gianniotti rilasciò il seguente certificato: “Su richiesta della direzione dell’istituto di vigilanza da cui dipende, ho visitato in data 28 e 30 dicembre 1978 il signor Zanfretta Fortunato, anni 26, di professione vigile giurato, che mi viene rinviato in data odierna per essere sottoposto nuovamente a visita neuropsichiatrica. Come nelle due precedenti visite, ho trovato il signor Zanfretta in perfette condizioni psichiche e neurologiche. Il paziente non presenta alterazioni del pensiero né disturbi psicosensoriali, e normale è la sua capacità volitiva e logico–critica”.
Il certificato redatto dal professor Giannotti così concludeva: “Ritengo pertanto lo Zanfretta idoneo al suo lavoro in modo incondizionato, e non abbisognevole di periodo di osservazione né tanto meno di consigli terapeutici”. L’opinione del professor Gianniotti ebbe molta eco sia tra il pubblico sia tra le forze dell’ordine.
Intanto il “caso” usciva dai confini genovesi. Enzo Tortora, allora conduttore di “Portobello”, volle Zanfretta in trasmissione. Se lo portò anche due volte ad “Antenna Tre” scomodando per lui un personaggio come Cesare Musatti, l’ottuagenario padre della psicanalisi italiana. Musatti, dopo aver assistito ad una ipnosi in diretta davanti alle telecamere, disse che, per lui Zanfretta era in buona fede anche se era difficile distinguere la realtà oggettiva da quella soggettiva. Contemporaneamente, anche la stampa straniera si interessava al metronotte: il settimanale popolare statunitense a più vasta tiratura (5 milioni di copie) “National Enquirer” gli dedicò tre articoli e una copertina.
E’ in questo clima che la sera del 30 luglio 1979 il metronotte rimase vittima di una terza “abduction”. Questa volta era di servizio su uno scooter nella zona di Quarto, a Genova. Sui monti, visti i precedenti, ormai non lo mandavano più. Tuttavia sparì di nuovo e lo ritrovarono, dopo oltre due ore, sulla cima del monte Fasce, alle spalle di Genova. Dal momento che l’unica via di accesso al monte era pattugliata, e di lì Zanfretta non era passato, ci si chiedeva come avesse fatto ad arrivare fin lassù. La risposta venne cercata nell’ipnosi.
Questa volta venne condotto presso il Centro internazionale di ipnosi medica e psicologica di Milano dove il professor Marco Marchesan, su richiesta dello stesso Zanfretta, lo sottopose al Pentotal, e cioè il siero della verità, in risposta ad alcune polemiche nate sull’uso dell’ipnosi. Zanfretta non solo confermò tutto ciò che aveva detto, ma disse anche che l’ ultima volta era stato “sollevato” da una luce verde che lo aveva trasportato sull’ “astronave degli alieni”.
Ma le sue avventure non erano ancora finite. Alle 22.30 del 2 dicembre 1979 scomparve nuovamente mentre si trovava a bordo di una “Mini” alla periferia di Genova. In quell’occasione altre quattro guardie giurate videro distintamente l’Ufo. Infatti, da una nuvola ferma in cielo, si accesero improvvisamente due fari che illuminarono i metronotte alla ricerca del loro collega. L’episodio avvenne sui monti vicino a Torriglia. Il tenente Giovanni Cassiba, caposervizio dei metronotte, scaricò il caricatore della sua pistola contro i fari.
Nella successiva ipnosi Zanfretta raccontò ancora una volta di essere stato rapito e trasportato a bordo del “disco volante” con tutta l’auto. Qui, parlando con i suoi misteriosi interlocutori, ad un certo punto disse: “...Dove siete
andati? E a far che cosa sopra la Spagna? Perché? Ma tutti assieme? Belin, ma spaventate la gente!”.
L’indomani mattina, martedì 4 dicembre 1979, il servizio internazionale dell’Ansa trasmise a tutte le redazioni dei giornali italiani il seguente flash:
“Guadalajara (Spagna) - Un veterinario spagnolo ha affermato di essere stato seguito da un oggetto volante non identificato (Ufo) mentre si trovava al volante della sua automobile su una strada vicina a Guadalajara, ad una cinquantina di chilometri da Madrid. Secondo la sua testimonianza Alfredo Sanchez Cuosta ha avvistato, nella notte tra sabato e domenica scorsi, un Ufo che ha seguito la sua vettura, quindi l’ha superata per porsi una quindicina di metri al di sopra di essa. Accecato dal forte bagliore giallo, proveniente dall’apparecchio, Sanchez ha perduto ad un certo punto il controllo del veicolo che è uscito di strada. Secondo il veterinario, l’Ufo si allontanava dal percorso seguito dall’automobile quando questa attraversava i villaggi”. Conferma o coincidenza? Il dubbio rimane.
Zanfretta scompare un’altra volta il 14 febbraio 1980. Questa volta, però, la sua auto era sotto controllo e lo ritrovarono quasi subito. Quella notte volli partecipare anch’io alle ricerche, e così fui presente quando lo ritrovarono, ormai mezzo assiderato, sul ciglio di un burrone in stato di choc. Ci furono testimoni. Un contadino che abita nei pressi raccontò di aver visto una grossa massa luminosa “simile ad un pallone di rugby”.
L’ipnosi riservò altre novità. Infatti, tra la meraviglia dei presenti, ad un certo punto il metronotte, in ipnosi profonda, cominciò a par lare una lingua sconosciuta:
“Ei chi snaua. . . si naila. . . isne ghe... il se lai... go che ti snau exi che... sci nis che ixi kai snode. . . chisnauag the. . . aiex piscinau kep na... tei sdei...”.
L’ultima scomparsa “ufficiale” di Zanfretta risale al 13 agosto 1980. Ma anche questa volta era talmente guardato a vista che non riuscì ad “incontrare” i suoi interlocutori. Interrogato in continuazione dal dottor Moretti, Zanfretta rispose in questo modo: “Domanda con risposta negativa, tixel”. Ed inutile si rivelò ogni sforzo di andare oltre: la guardia giurata era ormai assolutamente fuori da ogni controllo ipnotico.
In seguito alle sue avventure notturne, il questore di Genova sospese senza ufficiale motivazione il porto d’ armi a Zanfretta. Glielo dovrà rendere quando Zanfretta si rivolgerà ad un avvocato. Ma ormai il metronotte è stanco. Con i capelli ingrigiti nel giro di pochi mesi, il 10 dicembre 1982 Fortunato Zanfretta lascia l’istituto di
vigilanza per il lavoro più tranquillo di magazziniere.
Però dopo qualche tempo avverte la nostalgia per il suo vecchio mestiere, e il primo dicembre 1983 indossa nuovamente la divisa dei metronotte nello stesso istituto. Ma di Ufo non vuole più parlare, né sentir parlare.


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Impronta

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Rapporto dei carabinieri


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Abduction: il caso John Velez

ABDUCTION: IL CASO JOHN VELEZ
 
 
John Velez
 
 

John Velez, un pittore statunitense, descrive le sue esperienze. "Ho visti tre tipi differenti di Alieni. I piccoli esseri Grigi sono alti da 90 centimetri a un metro e dieci. La loro testa è a forma di pera rovesciata, con il mento appuntito e grandi occhi neri che girano lateralmente sulla testa. Il corpo è sottile, magro, le braccia sembrano quasi di gomma. Non come le articolazioni di un bambino o qualcos’altro di umano. Sono davvero molto esili. Una seconda tipologia di alieni è ancora più minuta: sono alti forse 60 centimetri ed indossano indumenti grezzi, sembrano fatti di iuta... ed hanno la pelle blu, o a volte porpora, comunque è molto scura (di solito vengono definiti Java, ndr.). C’è poi una terza versione, più alta, dei Grigi descritti prima, esseri dai grandi occhi, normalmente adibiti alle procedure mediche. Sono questi ultimi, se si tratta di stabilire contatti in forma di comunicazione, ad incaricarsene. Del loro aspetto ti colpiscono gli occhi. Loro parlano con gli occhi. Se li guardi negli occhi, ti ci puoi perdere. Sono molto profondi, e ti parlano. I loro occhi parlano. Comunicano con te tramite lo sguardo. Nel comunicare, si avvicinano molto a te. Sino a pochi centimetri dal tuo viso, il loro volto è là. E i loro occhi sono tutto quello che vedi, ne avverti lo sguardo.
Normalmente inizia con delle luci, oppure con un suono basso e vibrante. La stanza viene inondata di luce. A volte alla luce si associano suoni bassi, oltre una sorta di sensazione di "elettricità" nell’aria. Quindi inizio a sentirmi molto, molto pesante - come se pesassi dieci tonnellate - oppure congelato, immobilizzato. A quel punto, di norma i piccoli esseri, i Grigi che ho descritto prima, entrano nella stanza e mi portano a bordo del velivolo. Non sempre, ma spesso avviene una sorta di check-up del mio fisico, o una procedura del genere. Hanno preso diversi campioni di sperma da me. Inoltre mi hanno impiantato apparecchi, di cui ignoro lo scopo e la natura, nel mio cervello e nel mio corpo. Avviene sempre una sorta di comunicazione, nel corso dell’abduction. Mi sono state mostrate scene apocalittiche di distruzione della Terra, e i risultati del nostro inquinare e depredare il pianeta: alluvioni, incendi, disastri di ogni genere. Penso che mi mostrassero quelle immagini perché rappresentavano il risultato del nostro interferire con l’ordine naturale del pianeta. Una tematica ricorrente nelle mie esperienze.

Voglio descrivere una mia esperienza recente: era sera, stavo facendo ritorno a casa. Vidi una strana luce sopra un palazzo, che sparì dietro i tetti. Accingendomi ad uscire dall’edificio mi assalì una sensazione di paura e di paranoia. Mi sentivo come se da un momento all’altro qualcuno o qualcosa stesse per saltare fuori da un cespuglio e aggredirmi o ferirmi in qualche modo. Mi trovavo ormai a tre o quattro metri dal portone di casa, quando da dietro alcune piccole siepi che la costeggiavano, vidi sbucare tre o quattro piccoli esseri che si posizionarono proprio di fronte a me, in modo che potessi vederli. La mia prima reazione fu di confusione. Non sapevo cosa stessi guardando. Forse, qualche strano tipo di animali, forse gatti senza pelle. Non riuscivo a farmene una ragione, a capire. Ma quando realizzai che non erano alcunché di umano, il panico mi pervase, così intensamente da impedirmi di respirare o di muovermi. Non saprei dire se la paralisi che provai fosse provocata da loro mentalmente o se fu solo causata dalla mia paura, fatto sta che non mi potevo muovere. Ma è normale che i primi momenti di esperienze simili generino una confusione iniziale, quindi shock, paura e terrore. Poi una calma olimpica scende su di te. Diventi molto calmo. E provi la sensazione di riconoscerli. Ricordai di averli già visti in precedenza e tutta la paura venne spazzata via. Una volta venni prelevato dal mio letto una notte. Mi portarono fuori di casa. Quegli esseri avevano letteralmente la capacità di attraversare muri, porte, oggetti solidi. Non so se grazie a qualche tipo di apparecchio o cos’altro, ma possono attraversare gli oggetti. E quando attraversammo il muro posteriore della mia casa, riguadagnai momentaneamente il mio normale stato di coscienza e iniziai a combatterli con tutta la forza che avevo. Ero in uno stato di puro terrore e panico. Gli urlavo contro: "Questo è reale! Voialtri siete veri! Tutto questo sta accadendo davvero!" E uno dei piccoli esseri che vi ho descritto prima, quelli con la pelle blu, tirò fuori quella che sembrava una specie di antenna chiusa telescopica (come quelle delle automobili), e con essa mi toccò la fronte. Ne uscì una luce accecante. Tutto il mio corpo divenne flaccido e molle e persi ogni capacità di reazione. Ma per quei pochi istanti fui lucidissimo e cercai di lottare. Erano davvero molto forti. Non riuscii a scappare, né a fargli male in alcun modo. Poi tirarono fuori una specie di "pungolo da bestiame" per umani, che era un giocattolino davvero pratico...
In diverse occasioni ricordo che mi ritrovai soggetto a procedure che riguardavano il prelievo di liquido seminale. Ero sdraiato su un tavolo operatorio, immobilizzato. Venivo indotto all’erezione, anche se dovete tenere a mente che non c’era alcun trasporto sessuale o sentimenti collegati al fatto: era una procedura molto fredda. Mi sentivo irrigidito e dolorante nella zona inguinale. Loro avevano un apparecchio a forma di cono collegato alla parete tramite un lungo tubo flessibile (lo stesso descritto da Strieber, come si vede nel film "Communion", ndr.). Lo piazzarono sui miei genitali. Sperimentai una sensazione di pizzicore elettrico e poi l’orgasmo. Il seme veniva raccolto da quello strumento. Gli alieni di solito esprimevano il loro compiacimento per il risultato: sembravano persino euforici. Dopo un’ora di procedure mediche, venni guidato in un altro ambiente attraverso una serie di corridoi. Appena entrato, la nuova stanza mi apparve completamente spoglia. Era rettangolare, e tutto, dalle pareti al soffitto, era in metallo. Niente, sui muri. Poi le pareti si sollevarono verso il soffitto, rivelando innumerevoli file di contenitori. Non so se erano fatti di vetro, plexiglass o plastica, ma erano comunque recipienti, pieni di un liquido verde chiaro e luminoso, e ognuno conteneva, attaccato con fili e altro, un piccolo essere ibrido. Erano in sospensione là dentro e per un secondo pensai che fossero solo dei "modelli", senza vita. Invece venni inondato telepaticamente dalla presenza delle loro menti e delle loro intelligenze. Intendo dire che ero cosciente di essere in presenza di una intelligenza superiore, là. Ed essi erano coscienti della mia presenza, sapevano che ero là. Ma a guardarli, veniva da pensare che fossero senza vita, sembravano dei modellini infilati in giare. Dovevano essere dieci o quindici file, una sull’altra. E gli scaffali su cui stavano i recipienti erano profondi, entravano nel muro per un bel pezzo. Quindi, approssimativamente, i piccoli esseri ibridi dovevano essere centinaia. A quel punto, dalla parte opposta della stanza, sei di quelle creature aliene giunsero con un carrello. Tre di loro portavano dei bambini ibridi, due per ciascuno. Una creatura me ne mostrò uno. Me lo porse, chiedendomi se lo volevo prendere. Era molto piccolo, forse 25 centimetri e sembrava molto fragile. Potevo tenerlo nelle mani chiuse a coppa. Avevo paura che mi cadesse. E a quel punto mi venne detto che questi sette esserini - che erano femmine, benché non vedessi genitali di sorta - erano la mia progenie. Mi diedero quella creaturina e mi fu detto che quella che stavo tenendo nelle mani, e le altre sei in braccio a quelle "bambinaie", erano mie. Sentii tutto nella mia mente. Essi comunicano telepaticamente. Allora piansi. Ero terribilmente sconvolto. E lo sono ancora. Gli dissi: "Come possono essere mie? Esse (Velez non usa mai il termine "figlie") non sono umane! Non sembrano umane!" ed io ero terribilmente sconvolto perché sapevo che le avrebbero portate via da me, lontano. Non si trattava di una progenie che avrei potuto crescere, proteggere, tenere. Non avrei saputo come farlo, a ogni modo. Ma il senso di perdita era enorme.
Personalmente ritengo che queste creature siano sempre state qui. Penso che il loro ruolo sia sempre stato quello di prendersi cura di noi, che siano una sorta di guardiani. Credo che la loro razza sia incapace di riprodursi da sola, e che abbiano vissuto una relazione simbiotica con la razza umana attraverso i secoli. Hanno bisogno di noi per riprodursi. Credo che gli ibridi siano proprio questo: solo altri di loro. Non ho l’autorità per dire se provengono da un altro pianeta o no - forse in origine - e quale sia il loro reale proposito. Certo, tutto questo potrebbe essere il preambolo di un’invasione, per quello che so. Ma la mia personale sensazione è che essi sono preoccupati per lo stato "fisico" del mondo. La Terra si trova in una situazione molto precaria. E credo che loro siano anche terribilmente in apprensione per le nostre tendenze suicide, come razza. Cosa stanno facendo? Sai, noi ci stiamo dirigendo verso l’oblio senza curarcene minimamente. E credo che loro siano costretti dagli eventi ad interagire".

Abduction: il caso Kelly Cahill

ABDUCTION: IL CASO KELLY CAHILL
 
 
Kelli Cahill
 
 Kelly Cahill è una donna australiana dal carattere forte, che l'otto Agosto 1993 subì una tramuatica esperienza di abduction. Era sera e Kelly con il marito Andrew stava tornando a casa dopo una visita ad amici. Attraversavano in auto la località di Eumemmerring Creek, a Belgrave, Victoria, circa trenta miglia fuori Melbourne. All'epoca Kelly aveva 25 anni e Andrew 31. Dietro di loro, ad una distanza di circa 100 metri, avevano notato la presenza di altre due macchine. Verso mezzanotte, i coniugi Cahill e gli occupanti degli altri veicoli osservarono delle strane luci, alte almeno il doppio degli alberi, che sembravano librarsi a circa 400 metri da loro. Guardando più attentamente, si accorsero che c'erano delle sagome all'interno delle luci. Kelly disse: "Guarda, ci sono delle persone là dentro." Dopo un attimo le luci si spensero e scomparvero in una manciata di secondi a est di Melbourne, o almeno così sembrò.

I fatti in realtà erano andati molto diversamente. Fu Kelly la prima ad accorgersi del Missing Time: sembravano essere passati solo dei secondi, ma Kelly ricordava bene che la prima volta che videro le luci la loro auto viaggiava a 110 Km orari, e subito dopo, quando gli oggetti sparirono, stavano marciando a soli 40 Km orari. Inoltre giunsero a casa alle 2:30, ed erano partiti alle 11.45. Di solito impiegavano circa 90 minuti per coprire quel tragitto. La sera stessa Kelly cominciò a perdere sangue dall'area vaginale (il suo ciclo mestruale era finito una settimana prima) e tanto copiosamente da dover mettere i propri vestiti a lavare. Mentre si svestiva Kelly si accorse con stupore di avere un segno triangolare rosso proprio sotto l'ombelico (il segno scomparve dopo alcuni mesi, ma la cicatrice rimane tuttora). Kelly cominciò a sospettare che tutto fosse connesso con il suo avvistamento, ma dato che aveva sofferto di problemi ginecologici fin dall'età di 16 anni, decise di non rivolgersi al proprio dottore. L'emorragia tuttavia continuò per circa tre settimane, al che Kelly si decise ad andare all'ospedale. Visti i sintomi i dottori pensarono che fosse incinta, ma i test risultarono negativi, e alla fine conclusero che aveva un'infezione all'utero. Anche il marito Andrew era turbato e benché continuasse ad insistere che non era accaduto nulla, alla battuta scherzosa di un amico sugli UFO rispose scuro in volto: "Non parleresti così se avessi visto quello che abbiamo visto Kelly e io!" Poco tempo dopo, ripercorrendo casualmente la stessa strada che era stata teatro dell'avvistamento, Kelly ebbe dei flashback. La sua mente si sbloccò e poco dopo iniziò a ricordare tutto spontaneamente, ricostruendo l'accaduto.
 
 Quella notte Andrew aveva accostato la macchina al lato della strada e Kelly scese, cominciando a camminare verso l'UFO, che era atterrato in un campo vicino. L'oggetto aveva un diametro di circa 50 metri e emanava una luce blu ventralmente e di fronte. A quel punto Kelly notò due persone che attraversavano la strada, provenienti da una macchina posteggiata. Dopo pochi secondi, dall'UFO uscì un essere scuro, allampanato, alto circa due metri e dalla testa insolitamente grande. Kelly pensò che fosse possibile comunicare in qualche modo, ma qualche secondo dopo udì una frase (forse proveniente dall'essere alto), che suonava come "uccidiamoli" e fu presa dal panico. Arrivarono sette o otto altri esseri simili al primo, e Kelly avvertì delle ondate di energia in tutto il corpo. Cominciò ad urlare: "Loro...non hanno l'anima!" e solo allora gli occhi degli esseri divennero visibili: erano grandi, rotondi e rossi. Le entità "scivolarono" rapidamente sulla strada e si divisero in due gruppi: il primo si diresse verso gli altri testimoni, il secondo si mosse in direzione di Kelly e Andrew. All'improvviso lei avvertì un forte colpo allo stomaco e cadde supina sull'erba. Si mise seduta e prese a chiamare Andrew ad alta voce, scoprendo allibita di aver perso la vista. Cominciò a vomitare violentemente e avvertiva dei fischi nelle orecchie. Apparentemente le entità informarono Kelly (verbalmente) che non le avrebbero fatto del male, al che Andrew replicò: "E allora perché l'avete colpita?". Dopo qualche istante svenne e quando riprese i sensi era ancora cieca. La paura cedette il posto alla rabbia e si mise ad urlare "in nome di Dio...". L'ultima cosa che rammenta era di essere nuovamente seduta in macchina.

Decisa ad andare a fondo della questione, in Ottobre Kelly riuscì a contattare John Auchettl, uno dei ricercatori UFO più stimati di tutta l'Australia. Kelly e Auchettl si incontrarono e dopo che la donna gli espose l'accaduto, Auchettl la sorprese, affermando che la sua esperienza non era poi così rara. Le ricerche seguenti di Auchettl rivelarono che il luogo dell'abduction si trovava sulla statale Belgrave-Hallam. Furono eseguiti dei test chimici del suolo in quella zona, che confermarono l'avvenimento. Erano presenti dei segni sul terreno lasciati probabilmente dai tre sostegni (tripode) dell'oggetto; e i livelli di magnetismo del luogo del presunto atterraggio erano superiori a quelli naturali, mentre il suolo era stato compattato. Auchettl scoprì che il terreno in questione aveva subito un forte disidratamento, cosa che indicava un brusco aumento di calore. Kelly era più che sicura che anche altre persone si trovavano sul posto al momento dei fatti, così Auchettl mise degli annunci sui giornali, invitando tutti quelli che credevano di aver visto un UFO a telefonargli. Ricevette molte chiamate, ma nessuna connessa al caso di Kelly, fino al 17 Novembre 1993 quando gli giunse conferma che altre tre persone si trovavano lì, quella notte. I coniugi Jane e Bill (che omettono il cognome) e la loro amica Glenda affermavano di aver viaggiato sulla statale Belgrave-Hallam l'otto Agosto 1993 e di aver visto un oggetto simile a quello segnalato da Kelly. Avevano fermato la macchina e videro numerose entità nel campo ed un'altra macchina dietro di loro. Bill (come Andrew) aveva pochissimi ricordi dell'avvenimento e non voleva rivelare la propria identità ai giornali, per timore di perdere il posto di lavoro. Si scoprì che anche questo gruppo arrivò a casa con circa due ore di ritardo, un vuoto temporale di cui non avevano alcun ricordo. Glenda e Jane ricordarono di aver visto un UFO nel campo, la macchina di Kelly e un'altra vettura dopo la loro (la terza), con un uomo alla guida.

Una volta scesi dalla macchina, Bill, Glenda e Jane si incamminarono verso l'UFO. Descrissero un grande oggetto appoggiato a terra su tre sostegni e diverse entità scure tutte intorno, mentre si poteva sentire un forte suono ronzante. Poi il nulla. Le donne ricordavano solo di essersi risvegliate in macchina. Auchettl sottopose allora i tre testimoni ad ipnosi regressiva. Le donne ricordarono di essere state legate ad un tavolo e di un'entità che stava loro a fianco, poi delle creature le settoposero ad un esame vaginale con degli "strumenti". Pur separate, le testimonianze delle due donne coincidevano su un fatto: si erano sentite in pericolo. Bill non fu in grado di fornire alcuna informazione, sebbene ricordasse che attorno a lui c'era "molta attività". Dopo l'evento Glenda scoprì un brutto ematoma da legaccio sulla caviglia e decise di andare dal medico. Le due donne riscontrarono tre punti rossi all'interno delle gambe e un segno triangolare rosso sotto l'ombelico. Fecero una foto alla lesione di Glenda, mentre Bill riscontrò la perdita di un cerchio perfetto di capelli sulla nuca, subito dopo l'evento. I Cahill decisero di mettere tutto per iscritto, omettendo però alcuni particolari e in breve Kelly e la sua storia attirarono l'interesse dei ricercatori australiani.

Tra i ricordi di Jane emergeva spesso quello di un "drago rosso fluorescente passatole vicino nell'oscurità". Auchettl tenne questo particolare segreto fino all'Ottobre 1996 e inoltre non fece incontrare i vari testimoni fino al Giugno 1994. Ma il primo Ottobre 1996, durante un'intervista al periodico australiano Who, Auchettl e Kelly fecero cenno alla terza macchina e all'uomo alla sua guida. Dopo qualche tempo, il giornalista ricevette una lettera dalla moglie del presunto conducente dell'auto in questione, contenente dettagli sul caso che andavano oltre la semplice coincidenza. Tra l'altro, la signora (rimasta anonima) diceva: "So che non c'è modo di provare la presenza di mio marito sul luogo, ma posso fornire un particolare: sulla parte posteriore destra della macchina di mio marito (una 4X4, N.d.R.) è montata una ruota di scorta, protetta da una copertura di tela, su cui spicca un disegno, dipinto con materiale riflettente rosso, a forma di drago, l'ho fatto io a mano e non si trova in commercio, è unica. Potrebbe chiedere ai testimoni se l'hanno notata?" È chiaro che si trattava proprio dello stesso drago visto da Kelly Cahill, un dettaglio che allora non era ancora noto. L'automobilista non si fece mai vivo: impiegato presso il Victorian Government Law Department (Dipartimento Legale dello Stato di Victoria, N.d.R.), preferì mantenere l'anonimato.
Benché si continui a parlare principalmente di casi di IR4 con soggetti prelevati dalle loro stanze da letto, le esperienze notturne, per strada o a bordo di un'auto, sono frequenti. Vale rammentare i casi di Barney e Betty Hill, di Travis Walton, o dell'italiano Fortunato Zanfretta, avvenuti in condizioni simili. Nel caso Cahill, tutti i testimoni avevano subito un'esperienza traumatica e una parziale perdita di memoria. Il libro in cui Kelly ha raccontato la sua esperienza, Encounter, è stato accolto molto favorevolmente nel suo paese. Kelly ha iniziato a occuparsi di ricerche UFO.
 
 
 
 
 

Abduction: il caso Travis Walton

ABDUCTION: IL CASO TRAVIS WALTON

 
 
 
TRAVIS WALTON
 
 

La sera del 5 novembre del 1975 si verificò, in Arizona, uno dei casi di abduction più importanti della storia.

Il protagonista di questa incredibile esperienza fu Travis Walton, a quei tempi 25enne, che lavorava come taglialegna in una zona montuosa dell'Arizona. Quella sera, lui e il resto della sua squadra (7 in tutto), tornando a casa con il furgone da lavoro, si accorsero di un enorme oggetto metallico a forma di piatto fermarsi al di sopra di una radura. Il capo squadra Mike Rogers, che era alla guida, fermò il furgone. Tutti guardavano terrorizzati e inchiodati ai propri sedili quello strano oggetto infuocato sospeso nell'aria. Travis Walton incuriosito, decise di scendere dal veicolo per vedere più da vicino quell'oggetto che ormai gli era a meno di 30 metri. I compagni di Travis, completamente inchiodati nei sedili del furgone, lo supplicarono di rientrare nel veicolo e di allontanarsi da quell'oggetto che non auspicava niente di buono. Ad un tratto, l'Ufo iniziò a barcollare, proprio come se volesse riprendere il volo, fu allora che Travis cercò di rientrare nel furgone, ma un raggio di luce azzurro uscito dall'oggetto glielo impedì colpendolo in pieno petto e facendolo cadere qualche metro più in la.

I suoi compagni, completamente in preda al panico, non esitarono minimamente a ripartire, allora riaccesero il furgone e scapparono, lasciando il malcapitato lì. Dopo aver fatto non molta strada, Mike Rogers, che era alla guida, arrestò il furgone perché voleva tornare indietro per soccorrere l'amico Travis che poteva addirittura essere morto per il bruttissimo colpo ricevuto. Allora tutta la squadra scese dal furgone e iniziò a discutere sul da farsi, alla fine decisero di tornare indietro a soccorrere Travis. Una volta tornati nella radura però, non c'era né traccia di Travis Walton, né dello strano oggetto... Entrambi erano spariti nel nulla.

Ai compagni di Travis non rimaneva altro che raccontare tutto quello che avevano visto alle autorità, ovviamente non vennero creduti, anzi, la polizia credeva che erano stati loro ad uccidere Travis Walton, considerato il fatto che aveva avuto un diverbio con un compagno di squadra; oppure che aveva avuto un incidente sul lavoro e i suoi compagni avevano paura di raccontare la verità. In parole povere la polizia credeva che la storia fosse stata inventata per mascherare qualcos'altro. Le ricerche partirono quella notte stessa, l'intero bosco fu passato completamente al setaccio, ma non c'era nessuna traccia di Travis. I suoi compagni, convinti di quello che avevano visto, ed intenzionati a dimostrare la loro innocenza, decisero di sottoporsi alla macchina della verità. Gli esiti dei test risultarono positivi, la gente allora iniziava a credere nella loro innocenza.

Travis Walton fu ritrovato cinque giorni dopo, vicino ad un'autostrada nella stazione di Exxon. Era in pessime condizioni: era disidratato, sotto shock e con una strana puntura nel braccio destro. L'ultima cosa che si ricordava era la sensazione di andare indietro. Si risvegliò gelato e disidratato e aveva nella mente delle vaghe immagini. Appena si ristabilì, Travis fu sottoposto a sedute di ipnosi regressiva per scandire bene quei ricordi confusi e quindi per cercare di capire che cosa aveva vissuto nel dettaglio in quei cinque giorni in cui era scomparso (a lui sembrava fossero passate solo poche ore!); i particolari che uscirono fuori erano incredibili: inizialmente fu portato a bordo dell'ufo che aveva visto la sera del 5 novembre e si risvegliò sdraiato sopra un tavolo metallico. Travis credeva allora di trovarsi in ospedale dopo la brutta caduta, provava un forte dolore nella testa e nel petto. Si accorse che non era solo nella stanza, vedeva delle sagome non definite che si muovevano intorno a lui, in un primo momento Walton credeva che queste sagome fossero i medici che erano in suo soccorso, ma quando le riuscì a mettere ben a fuoco si accorse che non erano medici, ma strane creature non molto alte, con la pelle color fungo e grandi occhi scuri. Travis allora si sentì minacciato e si ribellò, riuscì ad afferrare un oggetto metallico con il quale cercava di tenere lontano quelle strane creature che improvvisamente e senza un apparente motivo, uscirono dalla stanza attraverso una porta. Allora Travis decise di scappare, ma si perse nei corridoi dell'immensa astronave; ad un tratto entrò in una stanza circolare completamente vuota, le uniche cose che si potevano notare erano: una sedia al centro della stanza e tre porte rettangolari chiuse alle pareti. Ad un certo punto si aprì una porta da dove uscì una creatura robusta e molto simile ad un uomo, che prese Travis Walton per il braccio e lo portò in un corridoio. Travis faceva delle domande all'uomo, ma non ottenne alcuna risposta. Lo strano uomo condusse Walton fino ad una stanza del tutto bianca, con un tavolo metallico al centro. In questa stanza erano presenti altre tre creature anch'esse molto simili ad esseri umani, che fecero sdraiare Travis Walton sul tavolo metallico, poi gli misero una specie di maschera di ossigeno in faccia. Travis cercò di toglierla ma poi svenne... Quando riprese conoscenza si risvegliò in un area di servizio dove vide l'oggetto luminoso che lo aveva prelevato, muoversi ad altezza non molto elevata, per poi schizzare in cielo e sparire. Travis riuscì a raggiungere le cabine telefoniche nella stazione di Exxon, Heber, dove riuscì a chiamare sua sorella. Al telefono c'era il cognato che inizialmente rispose seccato credendo la chiamata uno scherzo telefonico di cattivo gusto, ma poi dovette ricredersi e lo andò a prendere alla stazione di Exxon che si trovava a 33 miglia di distanza. Quando Travis Walton si ristabilì tutti erano curiosi di sapere che cosa era successo realmente in quei cinque giorni in cui era sparito, allora anche lui decise di sottoporsi alla macchina della verità, per dimostrare che la sua storia non era falsa. Anche per lui, come i suoi compagni di squadra, gli esiti dei test furono positivi.

Nel 1993 fu realizzato il film "Fire in the sky" o "Bagliori nel buio" nella versione italiana, riguardante l'incredibile storia di Travis Walton, seppur con alcune discordanze con la storia vera.

Questo caso rimane uno dei più importanti e credibili della storia e i particolari a favore della sua veridicità sono notevoli. Nonostante ciò, le indagini della polizia hanno sempre sostenuto che si trattasse di una storia inventata, però non riuscirono mai a trovare una prova per dimostrarlo. Se si fosse trattato di una storia inventata da Travis Walton e i suoi compagni, sarebbe stato veramente difficile per loro riuscire a raccontare la stessa storia senza mai contraddirsi (anche anni dopo l'avvenimento le storie erano identiche e senza contraddizioni per ognuno), difficilmente avrebbero superato positivamente i test della macchina della verità, poi sarebbe stato impossibile per Travis Walton riuscire a simulare uno stato di shock fisico e psicologico. Detto questo, io personalmente, credo che non ci siano prove per affermare che questa storia sia una burla o una storiella, purtroppo però non ci sono neanche prove tangibili che affermano la veridicità del caso, ma credo che i particolari appena elencati siano sufficienti per affermare che il caso potrebbe non essere una semplice storia inventata.

Il caso dei coniugi Hill

ABDUCTION: IL CASO DEI CONIUGI HILL
 
 
 
 
 

Quando il caso dei coniugi Hill divenne di dominio pubblico, nel 1966, nonostante il rapimento fosse avvenuto nel 1961, l'ufologia mondiale lo trattò come un episodio isolato, non troppo attinente con la casistica più tradizionale. Il caso Hill fu invece il primo di una lunga serie. Tutto iniziò, come ormai è risaputo, nel 1961 vicino alla località di Lincoln, nel New Hampshire. Ripercorriamo insieme l'incredibile vicenda. I due coniugi Betty e Barney Hill si trovavano a bordo della loro auto, quando videro delle luci. Sembrava che seguissero proprio la loro vettura. Si fermarono ed entrambi scesero dall'auto per constatare cosa fossero quei misteriosi lumi. Dopo pochi minuti videro 11 individui venire verso di loro con passo sincronizzato. Fu quella particolare camminata, simile a una marcia militare, a spaventare Barney, che poi riferì:" Avevo come l'impressione che volessero catturarci e quindi risalimmo subito in macchina ". L'auto degli Hill si trovava sulla statale, ma d' improvviso, inspiegabilmente, si ritrovarono in una strada laterale. I due coniugi, molto spaventati, fecero ritorno alla loro abitazione, senza riuscire a darsi una spiegazione di quell'assurdo cambiamento di strada. La paura è a volte l'elemento che provoca la perdita di memoria durante i rapimenti; proprio per questo molti studiosi, con nozioni di psicologia, cercano di sensibilizzarci a non avere paura di questi ET.
Le amnesie, che poi consentono ai ricordi di affiorare a poco a poco grazie alle sedute ipnotiche, vengono chiamate missing time "tempo mancante". Questo fattore è presente in quasi tutti i casi di abduction.
Col passare dei giorni, la povera Betty iniziò ad avere degli incubi e a ricordare l'esperienza vissuta attraverso i sogni. Proprio in quel periodo Barney iniziò a soffrire di malesseri gastrici e di attacchi d'ansia. Andarono dal loro medico di fiducia, che gli consiglio di rivolgersi a Benjamin Simon un noto psicologo specialista di Boston. Il dottor B. Simon sottopose entrambi all'ipnosi regressiva ed ecco cosa i due coniugi ipnotizzati dissero durante le sedute:

BARNEY - Guardo attraverso i finestrini dell'auto e vedo una stella. È strano, ma dico: "Betty, è un satellite". Poi mi accosto al bordo della strada, e Betty si precipita fuori con il binocolo... Guardo il cielo... e dico a Betty: "Sbrigati, voglio vedere anch'io". E vedo che non è un satellite. È un aereo. Lo dico a Betty e gli ripasso il binocolo. Sono soddisfatto.
Dr. SIMON - Che tipo di aereo?
BARNEY - Sto guardando. Si trova sulla mia destra. Non va nella direzione che pensavo. Non mi sorpasserà venendo da destra, la mia spalla destra. Passerà lontano verso nord. Mi trovo di fronte all'ovest, e la mia destra è verso nord. Non sta andando verso nord!
Dr. SIMON - Ci sono dei motori?
BARNEY - Non saprei. Ma trovo strano il non sentire il motore... Quell'oggetto che era un aereo non era un aereo. Era... era strano, veniva verso di noi. Guardavo a volte il cielo a volte la strada, e pensavo: "Com'è buio! Che cosa succederebbe se venisse fuori un orso?". Sono tornato alla macchina e ho detto: "Andiamocene, Betty. Non è che un aereo, viene da queste parti. Cambiano rotta. E' senz'altro un Piper Club".
Dr. SIMON - Un Piper Club non avrebbe avuto che uno o due finestrini. Lei ha notato finestrini in quell'aereo?
BARNEY - È quello che ho detto ed è quello che ho visto ritornando alla mia macchina. Un Piper Club... C'incamminiamo, e Betty seguita a guardare. Dice: "Barney, non è un aereo. Ci segue sempre". Mi fermo e lo vedo. In lontananza. Cerco un posto per parcheggiare. Vedo un sentiero a destra della strada. Penso che sia il posto adatto per fermarmi: se altre macchine passano, non mi urteranno. Esco dalla macchina e ancora una volta dico tra di me: "è strano".
Torna alla macchina. Il tono della voce esprime lo stupore.
BARNEY - È ancora lì. Betty dice: "Credo che sia...". Sono furioso, lei cerca di farmi credere che si tratta di un disco volante... lo mi chiedo perché non se ne và. Mi fermo per guardare. Penso: "Quando avrò passato Old Man, c'è un posto da dove si ha una buona visibilità; potrò vedere bene quella cosa".
Dr. SIMON - Crede sempre che si tratti di un Piper Club?
BARNEY - Mi chiedo se quei piloti sono militari. Non dovrebbero volare a quel modo. Girando così potrebbero causare un incidente. Cosa succederà se mi piombano addosso? Dei militari non dovrebbero agire così.
Dr. SIMON - Sta cercando un posto per parcheggiare, e poter meglio osservare. Betty la sta esasperando.
BARNEY - Voglio svegliarmi.
Questa è la reazione normale di un soggetto sul punto di rivivere un avvenimento penoso. Così avvertito, il Dr. Simon sa che il soggetto si trova forse sull'orlo di una violenta reazione emotiva.
Dr. SIMON - Non si sveglierà. E' immerso in un sonno profondo. Si sente bene, è rilassato. Non deve essere inquieto. Andiamo. Adesso si ricorda di tutto.
BARNEY - Si trova proprio sulla mia destra. Signore! Ma che cos'è? (La sua voce incomincia a tremare) Provo a dominarmi. Betty non potrà dire che ho paura. Dio, ho paura!
Dr. SIMON - Molto bene proseguiamo.
BARNEY - (Scoppia in singhiozzi poi urla). Un'arma, voglio un'arma! (Urla di nuovo. I singhiozzi diventano incontrollabili. Che cosa deciderà di fare il Dr. Simon? O imporgli l'amnesia e farlo uscire dalla catalessi o proseguire l'esperimento e applicare la terapia dell'esteriorizzazione: liberarsi dai propri sentimenti come di un peso.)
Dr. SIMON - Dorma. Adesso può dimenticare. Ha dimenticato. E' tranquillo. Si rilassi. E' perfettamente rilassato. Non deve urlare. Ma può ricordarsi. Continui a parlare. Ma può ricordarsi. Continui a ricordare. Sente il bisogno di un'arma?
BARNEY - Sì.
Dr. SIMON - Sente che gli faranno del male?
BARNEY - Sì. Apro il cofano della macchina. Prendo la chiave per smontare i pneumatici. Tomo in macchina.
Viene ripreso dal panico.
Dr. SIMON - Sia ragionevole, conservi la calma.
BARNEY - Tengo la chiave con me. Esco con il binocolo. L'oggetto è lì. Guardo. Proprio nel prato accanto. Penso e ripenso: "Non sono impaurito, non ho paura... Io avrò. Non ho paura!". E attraverso la strada... È lì... proprio davanti a me. Ohh!
Ricomincia a urlare.
Dr. SIMON - L'oggetto è lì. Lo vede. Ma non l'aggredirà.
BARNEY - Perché non se ne va? Guardi là. C'è un uomo dentro! Sarà il comandante? Chi è? Mi... mi guarda!
Dr. SIMON - Descriva l'oggetto.
BARNEY - Assomiglia... a una rossa frittella con dei finestrini, file di finestrini, e luci. No, non sono luci, ma un alone di luce.
Dr. SIMON - File di finestrini? Come un aereo di linea?
BARNEY - File di finestrini. Non come un aereo di linea. Diventano rotonde tutt'intorno a quella rossa frittella. Non è possibile. Sto sognando. Eppure no. L'oggetto è lì. Se almeno potesse venire qualcuno. Se potesse venire qualcuno e dirmi che non c'è. Non può essere, eppure...
Il dottore, pensando che Barney ha potuto sognare tutto ciò, vuole chiarire questo punto.
Dr. SIMON - Ma non aveva sonno?
BARNEY - Mi pizzico il braccio destro...
Dopo aver scambiato qualche frase su quell'argomento, il dottore si è convinto che Barney è realmente sveglio. La conversazione prosegue sullo stesso tono e arriva a conclusione.
Il 29 febbraio Barney si sottopone alla seconda seduta di ipnosi e pro segue col racconto descrivendo com'è stato catturato e portato all'interno dell'oggetto.
BARNEY - Ho visto un gruppo di uomini in mezzo alla strada. Era tutto illuminato come fosse quasi pieno giorno. Ma non era la stessa luce… Sono venuti verso di me. Non pensavo più alla chiave inglese. D'altronde temevo di venire aggredito qualora avessi pensato alla chiave come ad un'arma. Se non l'avessi usata non mi sarebbe stato fatto niente. Sono arrivati e mi hanno fatto uscire dalla macchina: Mi sentivo molto stanco ma non avevo paura. Non ero neanche perplesso. Non mi pongo domande… I mie piedi mi trascinano… Non ho paura. Ho l'impressione di sognare… I miei piedi non vanno a sbattere contro le rocce. È strano. Avevo avuto l'impressione di urtare le rocce con i piedi. Ho paura ad aprire gli occhi perché il mio corpo mi ordina di tenere gli occhi chiusi. Non li apro. Non voglio essere operato… È a quello che sto pensando, ma ho gli occhi chiusi, è una immagine mentale. Non sento male. È soltanto una sensazione. Ho una sensazione di freddo all'inguine.
In seguito, Barney continua a raccontare quello che gli è stato fatto all'interno dell'oggetto e arriva alla conclusione della sua avventura.
Dr. SIMON - E l'oggetto volante? Scomparso?
BARNEY - Sì. Betty mi disse a mo' di scherno: "Allora, adesso ci credi ai dischi volanti?" Risposi: "Betty, non essere ridicola. No, non ci credo". Ed è allora che sentimmo dei suoni come se la nostra macchina emettesse un ronzio ed ho taciuto.
Dr. SIMON - Ha udito dei suoni?
BARNEY - Bip-bip-bip-bip-bip.
Dr. SIMON - Questi bip assomigliavano ai segnali in codice che si utilizzano per radio? O forse ricordavano qualche altro suono?
BARNEY - Bip-bip-bip… Era un suono particolare…
Dr. SIMON - Quegli uomini parlavano bene l'inglese?
BETTY - Uno solo parlava. Aveva un accento straniero. Abbiamo camminato. Siamo arrivati vicino all'oggetto posato la suolo. Credo proprio si trattasse di quello che avevo osservato nel cielo. Mi hanno fatta entrare nell'oggetto… Alzano le maniche del mio vestito e osservano le mie braccia. Me le girano per vedere anche la parte interna. Hanno uno strumento. Assomiglia a un microscopio, un microscopio con una grossa lente. Ho pensato che stessero fotografando la mia pelle. Poi con lo strumento che assomigliava ad un tagliacarte mi hanno grattato il braccio. E così hanno raccolto come delle piccolissime particelle di pelle, sa come quando la pelle è molto secca e si squama e hanno messo quelle particelle in un sacchetto di plastica o di cellophane, che il capo del gruppo ha riposto in un cassetto… Di nuovo sdraiata sulla schiena, mi accorgo che quello che mi fa passare l'esame ha in mano un ago lunghissimo. Gli chiedo cosa abbia intenzione di farne. Quando mi dice di volermelo mettere nell'ombelico, che si tratta di un test, mi metto ad urlare: "No, mi potete ferire, non lo fate". Grido, gli dico: "Fa male, fa male, me lo tolga". Allora il capo si avvicina, mi passa la mano sugli occhi e mi dice che va tutto bene, che non sento nulla… Il dolore scompare. Ma ho un senso di fastidio là dove mi hanno messo l'ago.
Dr. SIMON - Le hanno fatto proposte sessuali?
BETTY - No, quando ho chiesto al capo perché mi mettevano un ago nell'ombelico, mi rispose che era un test di gravidanza.
(Nota: All'epoca i test di gravidanza non esistevano).
Dr. SIMON - Bene. Fermiamoci qui.
Così finisce questa conversazione del 7 marzo e la settimana successiva la seduta riparte con una domanda riguardante il famoso ago.
Dr. SIMON - A proposito di quell'ago, l'hanno introdotto molto profondamente?
BETTY - Era un ago lungo. Non so. Non ho guardato, ma doveva misurare 10 cm, forse 15. C'era collegato una specie di tubo. Non me lo hanno lasciato dentro per molto. Un secondo…
Dr. SIMON - Che tipo di dolore ha sentito?
BETTY - L'impressione di un taglio. Ho molto gradito quando il capo ha fatto cessare il dolore. Era la fine del test… Gli dissi che mi sarebbe piaciuto avere una prova. Notai un libro, un libro molto grosso. Potevo tenerlo? Mi disse di guardarci dentro. Lo sfogliai. C'erano delle pagine scritte, ma in modo del tutto particolare: i segni sembravano salire e scendere.
Dr. SIMON - Era inglese o qualche altra lingua conosciuta?
BETTY - No, non era inglese.
Dr. SIMON - Lei conosce tipi di scritture verticali?
BETTY - Non ne conosco, ma potrei riconoscerli, per esempio l giapponese.
Dr. SIMON - Giapponese. Assomigliava al giapponese?
BETTY - No.
Dr. SIMON - Era scritto o stampato?
BETTY - Era diverso… i tratti erano a volte snelli, a volte di grossezza media, a volte molto spessi. C'erano dei punti, delle linee erette, delle curve.
Betty continua a descrivere l'interno del disco e arriva al momento di lasciare l'oggetto. È a questo punto che accade un incidente; il "capo" che le aveva promesso il libro, glielo riprende all'uscita. BETTY - Non dimenticherò! Può riprendersi il libro, ma non mi farete mai dimenticare…! Mi ricorderò, dovesse essere l'ultima cosa che dovessi fare… (il capo) si mise a ridere e mi disse: "Forse si ricorderà ma spero di no. Non le farebbe che del male; Barney, lui, dimenticherà. E sarebbe preferibile che dimenticasse anche lei". Mi trovavo sulla rampa, avevano portato via Barney... Sono tornata alla macchina. Barney vi si trovava già. Aveva l'aria di un automa: gli occhi aperti, agiva normalmente... Ho guardato l'oggetto, diventava sempre più chiaro e brillante, si alza, si allontana... Barney mette in moto. Mi sento felice. Dico a Barney: "Allora prova ancora a dirmi che non credi ai dischi volanti". Mi risponde: "Non essere ridicola!". Credo che stia scherzando e di colpo ecco di nuovo il bip-bip-bip.
Dr. SIMON - È la seconda volta che lo sente?
BETTY - Sì, e ho pensato: "È il loro saluto. Ovunque vadano, se ne sono andati. In quanto a noi, penso che dimenticheremo..." Ho continuato a guardare fuori per tutto il tragitto di ritorno... Credo che avevo voglia di dimenticare. Cos'altro avrei potuto fare? Mi chiedo se mai torneranno... li continuo a cercare.
Dr. SIMON - Betty fa molti sogni? Ha degli incubi?
BARNEY - Sì. Diceva di aver sognato che la portavano via a bordo di un oggetto e nel sogno portavano via anche me.
Dr. SIMON - In che modo gli raccontò tutto ciò?
BARNEY - Generalmente quando c'era gente in casa. Raccontava di essere stata in un disco volante e di aver parlato con il personale di bordo.
Dr. SIMON - Gli raccontò che cosa le è successo mentre stava no esaminando lei?
BARNEY - No. Non me lo disse mai. Ero sdraiato su di un tavolo e sentivo che mi stavano esaminando.
Dr. SIMON - Ciò accadde nel sogno di Betty?
BARNEY - Le sto raccontando ciò che veramente accadde.
(Il 28 marzo il Dr. Simon ha una conversazione con i coniugi Hill ma questa volta a livello cosciente. Barney esprime dei dubbi rispetto alla veridicità del racconto che fece sotto ipnosi: gli è impossibile precisare se si tratta di un sogno o no.)
BARNEY - Non ci posso credere... Sono sconvolto...
Dr. SIMON - Sconvolto da cosa?
BARNEY - Da quello che ricordo dal nostro precedente incontro. L'aver visto un oggetto non identificato, aver avuto dei contatti con i suoi occupanti... tutto ciò eccita la mia immaginazione e il lato incredibile del caso. Le faccio una domanda: ci sono probabilità che si tratti di allucinazioni?
Dr. SIMON - Mi sta chiedendo se credo possibile che si sia sognato tutto? Qual'è la sua idea in proposito?
BARNEY - Per essere sincero se non avessi il timore di sembrare ridicolo, direi che è veramente successo.

Le testimonianze dei coniugi Hill aprirono un nuovo capitolo della ricerca ufologica. Grazie a loro l'ufologia si evolveva ed entrava in un ambito che neppure Hynek aveva indagato. Oltre gli incontri, i rapimenti. Qualcuno prova sgomento, nel pensare a quanto le entità extraterrestri dissero ai due testimoni ovvero che se avessero voluto ritrovarli, non avrebbero avuto alcuna difficoltà. La deduzione può sembrare ovvia: gli alieni ci controllano e possono disporre di noi a loro piacimento. I casi di abduction successivi, tuttavia, ci inducono a esplorare il fenomeno sotto diverse prospettive e a considerare che fino ad ora gli occupanti degli Ufo non hanno mai manifestato una reale ostilità verso i loro "ospiti".

Come distinguere un'abduction da un delirio?

Incontri ravvicinati e follia: come distinguere un'abduction da un delirio?
 
 
 
 
 
 
(Dott.ssa giulia d'ambrosio)  

Una delle abilità che si acquistano col trascorrere degli anni, durante la giovinezza, è quella di stabilire il grado di fondatezza di ciò che ci dicono gli altri. Da piccoli, mamma e papà ci ammoniscono sul dare o meno retta agli estranei; da "grandi" sono le esperienze personali che ci conducono a sfumare le verità assolute dell'infanzia: diventiamo cioè in grado di stabilire quanto la realtà esterna corrisponda a ciò in cui crediamo. Impariamo anche a percepire che la verità del nostro vicino può non essere tale per noi o che addirittura può essere una verità con dei parametri totalmente sconosciuti. Se siamo fortunati, con l'andar del tempo arriviamo a tollerare la presenza di queste zone sconosciute della "verità" e, ancor più, a cercare di procurarci degli strumenti per arrivare a penetrarle e farle diventare parte del nostro mondo. Questo processo, se realmente vissuto, non è mai indolore, perché dobbiamo accettare di misurare alcune delle certezze su cui fondiamo la nostra stabilità di esseri viventi. Inoltre, la comodità di un pensiero abitudinario è indiscutibile.
Se quindi impariamo a distinguere, mediamente, la verità dalla fantasia, le bugie dette per timidezza da quelle dette per apparire più importanti, i travisamenti da stato di shock e le parole non dettate con verità ma dette per incoraggiare, incontriamo maggior difficoltà quando si tratta di capire più sottilmente lo stato d'animo di qualcuno che ci racconta qualcosa di molto privato. In questo caso dobbiamo disfarci dei parametri con cui sopravviviamo nel quotidiano per calarci in una dimensione speciale: quella che prevede la messa in gioco delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, in un campo dove la ragione da sola si perderebbe come una nave in cerca della longitudine.
Vi sono aspetti della vita mentale scarsamente esplorati, e fenomeni di cui si scrive molto - perciò ne siamo informati - ma di cui si capisce poco, perché lo sforzo da porre in atto per penetrarli non scardina solo le abitudini quotidiane, ma il sistema intero delle credenze sociali cui è opportuno conformarsi per non essere emarginati. Il primo prezzo cui dobbiamo far fronte è quindi la paura di perdere la considerazione degli altri e, quindi, di dover veleggiare da soli con le nostre idee. Tuttavia ha paura anche chi si trova, suo malgrado, a fare esperienze fuori del comune. La paura sembra essere quindi il denominatore comune di chi s'incammina, per scelta o per gioco del destino.
Allora uno dei primi passi da fare è quello di entrare in contatto con la nostra paura, accettare la sua esistenza, parlarne con altri - la compagnia è sempre più ampia di quello che immaginiamo - fare tesoro delle opinioni e delle strategie di chi ci è già passato e, soprattutto, tenersela sempre ben stretta: la paura è gemella della cautela ed è l'altra faccia della medaglia rispetto al coraggio. Non si può prendere l'uno senza l'altro. Accettare la paura significa prendere possesso del coraggio.
Gli esseri umani sono sempre stati affascinati dall'esistenza di altre dimensioni. Quello che noi banalmente chiamiamo "il culto dei morti" è un tentativo di dare corpo a un'intuizione che l'essere umano ha da sempre, cioè che al di là della vita conosciuta ci sia un mondo i cui parametri di manifestazione sono differenti rispetto a questo.
Si pensava che l'Uomo di Neanderthal avesse un interesse più scarso nei confronti dei morti rispetto all'Uomo di Cro-magnon. Con le recenti scoperte circa comunità formate da entrambe le razze, si è visto invece che anche in queste cosiddette unità primitive il senso di una continuazione della vita dopo la morte era già molto presente.
Facilmente si potrebbe ribattere che l'Uomo ha da sempre avuto paura della morte e che questo è un modo di esorcizzare la paura. Proviamo invece a considerare il fatto che questi esseri facessero uso di facoltà che noi abbiamo dimenticato, e che l'intuizione fosse una caratteristica essenziale della sopravvivenza. Il "culto dei morti" derivava anche allora da una certezza interiore: l'espressione della vita non è solo quella che si tocca e si vede quotidianamente.
Negli ultimi quarant'anni abbiamo visto espandersi il desiderio delle persone di far rifiorire tutta la cultura dell'ultradimensionalità. E' necessario accostarsi a questa cultura senza spavalderia, senza certezze cieche - perché la nostra lontananza di specie da questi fenomeni ci ha reso ingenui - ma con l'intento di osservare attentamente, di ascoltare, di leggere molto e di sentire dal profondo di noi stessi quali sentimenti si muovono e anche quali desideri. L'onestà di riconoscere i desideri che sorgono dentro di noi a contatto con questa cultura dell'ultradimensionale ci mette al riparo dal confondere i desideri con la realtà. Alla fine una briciola, un brandello di realtà rimane: e questo è il nostro genuino, minuscolo contatto con la verità dei fenomeni d'altra dimensione.
L'essere umano produce fenomeni strani e inquietanti di vario genere. In parte si tratta di processi fisiologici, come le paralisi muscolari prima del risveglio, durante le quali possiamo sperimentare allucinazioni di grande effetto, perché miste a elementi realmente esistenti nel luogo in cui stiamo dormendo. Queste paralisi con allucinazioni sono probabilmente delle Esperienze Fuori del Corpo (OBE) non riuscite. Le OBE stesse mettono, per chi riesce a sperimentarle con serenità, nella condizione di staccarsi dal corpo materiale e dallo spazio-tempo conosciuto e di provare la sensazione che davvero nulla di quello che rimane quaggiù sia così importante, tanta è la vastità della dimensione che si percepisce durante queste esperienze.
Da tempo, in psicologia, sono riconosciute la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione e la psicocinesi come percezioni extrasensoriali (ESP) facenti parte del bagaglio dell'essere umano e anche di altri esseri viventi. L'unica cautela che va usata nel trattare ciò è di doversi ricordare che questi fenomeni non sono così diffusi nelle loro espressioni eclatanti come spesso viene dichiarato; sono tuttavia diffusi in modo frustro, tanto che la gente di solito non dà loro veramente importanza. Bisogna tener presente che chi è veramente un fruitore abituale di queste facoltà di solito non ne parla.
C'è poi una porta verso i grandi spazi dell'universo che è accessibile a tutti, ed è quella che a mio parere dovrebbe essere aperta per prima: si tratta del sogno. Concentrandoci sulla nostra storia e sulle questioni che vogliamo risolvere, i sogni cominciano subito a fornirci ciò di cui abbiamo bisogno: metafore sulla nostra situazione, ritorno di memorie di eventi sepolti, la rappresentazione dei sentimenti e delle emozioni che tutto ciò ci scatena: la nostra rabbia, l'impotenza, il bisogno di essere accompagnati, la fame e la sete interiori che i nostri genitori - esseri umani come noi - ci hanno provocato, le paure ancestrali che ci accompagnano come specie, le nostre parti "Ombra", la ricerca della nostra giusta metà affettiva, la ricerca di un'espansione spirituale.
Le potenzialità del sogno non sono solo queste, perché una volta raggiunta una certa consapevolezza della propria natura, possiamo cominciare a ricevere informazioni d'altro genere, di solito legate allo scopo che dovremmo attribuire alla nostra vita. E' intuibile che una persona che arrivi a questi livelli abbia lasciato dietro di sé la falsità, la corruzione e l'ingiustizia. Non che con ciò si diventi dei santi, ma diciamo che si lasciano alle spalle il bisogno di sfruttare gli altri esseri umani e il pianeta su cui viviamo. Quindi le informazioni che otteniamo hanno il senso di aiutarci a raggiungere il nostro Tao, di farci proseguire lungo la strada e a perseguire l'esatto scopo per il quale ci siamo presi la responsabilità di nascere Ci si chiedeva quale fosse il modo di distinguere, in particolare, un contatto con creature non terrene-terrestri da un delirio.
Un delirio su un rapimento da parte di extraterrestri pare sia ora abbastanza diffuso tra i ricoverati delle cliniche psichiatriche o tra coloro che chiedono aiuto in pronto soccorso. Perciò per muoversi in questo campo è necessario tenere da conto tutto quello che ho descritto fino a questo punto: l'esistenza di particolari facoltà, di produzioni anomale di percezioni, l'intuizione che esista qualcosa d'altro e tutta la capacità di immagazzinamento e di riproduzione proprie dell'inconscio. Abituati a considerare tutto questo con naturalezza - ma sempre con viva curiosità e meraviglia - risulta altrettanto naturale ascoltare le esperienze di chiunque con partecipazione di cuore e distacco mentale contemporaneamente. Il cuore consente di entrare in sintonia con la persona e di cogliere tutta la parte emotiva che non viene raccontata, i sottintesi, di essere in definitiva capaci di vera compassione. Dal suo canto la mente paragona ciò che registra con avvenimenti già acquisiti, osserva come si presenta la persona e il suo modo di muoversi, pesca nelle nozioni scientifiche, accosta, pesa, scarta, aggiunge, chiede particolari …
Più difficile è stabilire la verità per un appassionato che incontra persone che sommessamente raccontano certi fenomeni: l'appassionato non vede l'ora di avere conferme a ciò che sta studiando e può, senza accorgersene, rinfocolare un'immaginazione fino a ingigantirla e a confonderla con la verità. Gli appassionati che si "impossessano" di questi casi, e che spingono il loro intervento in modo ingenuo fino a farsi raccontare approfonditamente i fatti della vita di queste persone, non hanno né tecnica né bagaglio personale per discernere ciò che veramente è accaduto, e nella maggior parte dei casi il loro inesperto intervento - ammesso che arrivi all'osservazione di un professionista, perché il consolidare così l'esperienza fa ritenere in genere al soggetto di non aver bisogno d'altro - rende necessario in seguito un lungo lavoro di ricucitura da parte del terapeuta, rendendo più costoso in tutti i sensi il recupero della persona.
Per quanto riguarda la mia esperienza, coloro che hanno avuto veramente dei fenomeni arrivano di solito con le idee tutt'altro che chiare, senza nessun messaggio spirituale da donare all'umanità, con tanta paura di scoprire che quello che pensano sia qualcosa di così altamente insolito e necessitano di lunghi tempi di contatto prima di decidersi a superare certe barriere con l'uso delle tecniche ipnotiche.
Gli elementi che abbiamo a disposizione fanno ritenere che la necessità fondamentale dell'essere umano sia attualmente quella di modificare profondamente la sua cognizione della realtà e della meccanica degli avvenimenti della vita. Quello che è assolutamente certo, sia che gli ET siano qui oppure no, è che l'essere umano è sconvolto da una richiesta che si sta affacciando dalle sue profondità: la necessità di una ricerca di sé e di un ritorno alle origini, quel ritorno che da sempre è indicato come meta in tutte le religioni del mondo e di ogni tempo.

Abduction: allucinazionioni o realtà cognitive?

ABDUCTION: ALLUCINAZIONI O REALTà COGNITIVE?

(Dott.ssa giulia d'ambrosio)

 

Non è necessario soffrire di "pieroangelismo" per allevare, dentro di noi, un cauto approccio nei confronti di tutta la fenomenologia che riguarda gli Incontri Ravvicinati, specialmente quelli dal terzo tipo in poi. Ci troviamo, infatti, di fronte a un fenomeno che non ha contorni così chiaramente definiti, perché si tratta di un campo in cui fattori neurologici, biochimici, sociologici e psicologici giocano ruoli del tutto nuovi, combinati in un modo tanto complesso quanto inusuale.
E' importante che questa nuova frontiera venga esplorata con il massimo dell'apertura, intellettuale ed emotiva. E' importante non essere guidati dalla sola razionalità, cioè da prove di laboratorio, né da posizioni fideistiche: entrambe non hanno nulla a che vedere con la serenità di spirito con cui si devono condurre simili studi.
Altrettanto importante è che i bisogni profondi - da un punto di vista psichico - di chi si occupa del fenomeno siano sufficientemente coscienti da portare al minimo il rischio che ad analizzare i dati siano le proiezioni degli scienziati impegnati sul campo.
Alcuni studiosi del campo neurologico
hanno cercato di interpretare i fenomeni IR 4 come legati a diversi meccanismi di ordine fisiologico che occorrono piùo meno normalmente, come ad esempio l'evento che viene denominato "paralisi nel sonno". Durante questo stato, per la durata massima di un minuto, può succedere che il dormiente si svegli e che i suoi sensi siano del tutto funzionanti, ma che il corpo sia bloccato. E' un'esperienza che pare sperimentino tutti gli adulti, mediamente una volta ogni due anni. A questa forma semplice di paralisi si affianca una variante con allucinazioni, molto rara, che sembra verificarsi nelle fasi di passaggio tra il sonno e la veglia.
Si intende con "allucinazione" una percezione del tutto soggettiva, che si verifica in mancanza di un oggetto reale da percepire. Le allucinazioni congiunte alle paralisi nel sonno - dette "ipnagogiche" - vengono descritte nei testi di neurologia come fenomeni di liberazione, verosimilmente legate al "riposo" delle funzioni di coscienza del cervello. Nelle forme allucinatorie con paralisi si possono avere visioni, sentire suoni o voci o addirittura si può avere l'impressione di toccare, di essere toccati, di muoversi, di avere un peso sul petto, di sentire odori. Si possono vedere luci o nebulosità luminose e i sintomi si possono accompagnare ad "Out of the Body Experiences" (OBE), sensazioni di uscire dal proprio corpo e di librarsi all'interno della stanza o all'aperto. La durata di simili fenomeni pare essere di una decina di minuti al massimo.

Un'esperienza reale

"Sto sognando, e nel sogno mi accade di volermi alzare per prendere le guide telefoniche. Questo innesca un inizio di OBE  credo. Faccio uno sforzo per aprire gli occhi. Sento delle voci sommesse e qualche stridio di bambino provenire dal corridoio di casa. Mi sembra la voce di mia figlia, come se stesse dialogando e ridacchiando con qualcuno. Vedo un chiarore, come se ci fosse della luce. A volte capita che la bambina si alzi di notte e accenda la luce per andare in bagno. Non so distinguere se stia succedendo proprio questo. Vorrei alzarmi ma non riesco, è come se pesassi una tonnellata. Percepisco le voci ma non capisco cosa dicono. Una parte di me ha il dubbio che tutto ciò sia un sogno. Sento una forte inquietudine. Una luce rossa a vortice, circondata da un alone rosso madreperlaceo dall'aspetto di labbra, appare sopra l'armadio della stanza. Per due volte cerco di non guardarla. Un ulteriore sforzo e mi sveglio realmente. La casa è buia, nessun rumore. E' in questo stato pienamente cosciente che avverto la paura per quanto mi è accaduto".

Apparizioni tranquillizzanti, nel corso di questi eventi, sembrano essere rare. Più spesso le persone identificano con mostri, fantasmi o vampiri le entità che sembrano animare in modo così improvviso le loro notti. Salvo poi rendersi conto di aver vissuto un'esperienza in uno stato alterato di coscienza. L'allucinazione appare perfettamente inserita nell'ambiente in cui la persona si trova in quel momento, dandosi quindi un'impressione di estremo realismo. Oltre che in persone che usano attivare il loro patrimonio cerebrale con sostanze chimiche di vario genere, e al di là degli stati patologici (psicosi), queste esperienze paiono verificarsi soprattutto in condizioni di stress - ed è ciò che riferiscono anche le persone che hanno delle OBE indesiderate. Le paralisi con allucinazioni sono probabilmente OBE non riuscite.
Da sempre l'umanità dichiara di vedere "demoni, fantasmi, vampiri, lupi mannari, mostri e folletti"

(1): provenienti da un mondo parallelo al nostro o materializzazioni di archetipi dell'inconscio collettivo che siano, il fenomeno è universale, presente fin dagli albori della civiltà attuale, descritto anche dagli autori classici come Orazio, Plutarco, Erodoto, Apuleio e Galeno.
Il campo, a questo punto, non è più di stretta pertinenza della neurologia, ma della psicologia analitica
(2), che può aiutarci a identificare larga parte di questi fenomeni come un prodotto semionirico, legato alle parti "Ombra" del soggetto che le produce. L'inconscio prende spunto da forme e concetti che gli esseri umani hanno codificato fin dall'inizio della vita psichica, quando la sopravvivenza sembrava collegata soprattutto alle mere forze del destino e non vi era alcun concetto di autodeterminazione. Sono questi mostri antichi, i compagni quasi palpabili delle lunghe notti dei nostri progenitori, che utilizziamo per rappresentare, in modo comprensibile, le forze oscure che, da dentro di noi, attendono di essere portate alla coscienza.
Da ultimo, è possibile che le visioni siano legate alla produzione di allucinogeni endogeni - cioè prodotti dal nostro encefalo. Oppure che si possa seguire un "modello psicofisiologico", a causa del quale stato di sogno e stato di veglia potrebbero sovrapporsi, con una penetrazione della paralisi muscolare tipica del sonno REM
(3) all'interno dello stato di veglia cosciente, e con una sovrapposizione delle immagini del sogno alla percezione reale dell'ambiente circostante.
Tutte queste spiegazioni sono molto interessanti, ma appaiono macchinose se confrontate con le memorie di chi è reduce da un IR4. Nei racconti, la costanza degli elementi - anche di quelli non rivelati agli appassionati della materia - rendono alle esperienze dei contorni troppo precisi e coerenti per essere totalmente di origine allucinatoria. Il ritrovamento di oggetti di origine sconosciuta - i cosiddetti "impianti" - e le cicatrici sono elementi dotati di innegabile fisicità.
Ma volendo affrontare la questione dal solo punto di vista psicologico, la prima cosa importante da fare, in questi casi, è una valutazione della sensazione soggettiva di paura. Chi prova esperienze di OBE o di paralisi con allucinazioni riferisce la paura o al momento della sensazione di "stacco" dal corpo (per le OBE) o successivamente al ripristino dello stato normale di coscienza - in una sorta di "shock del ritorno". Sia le OBE che le paralisi con allucinazioni sono vissute intensamente nell'attimo stesso in cui sono esperite e non vi è spazio per le emozioni dirette, che irrompono invece come una vampata successivamente alla presa di coscienza: cioè la vera paura si respira dopo, quando la razionalità può riprendere il sopravvento e si trova a fare i conti con qualcosa che è stato incontrollabile.
La maggior parte dei tecnici della neurologia e della psicoterapia non credono alla realtà oggettiva degli extraterrestri, e tanto meno al fenomeno degli IR4. Non sappiamo però se abbiano avuto contatto con qualche caso, e pensiamo di no. E' probabile, effettivamente, che una parte dei risultati della casistica esistente sia frutto di un influenzamento da parte di psichiatri che già credevano ai fenomeni di Incontro. A questo proposito è bene ricordare che le memorie estratte sotto ipnosi non sono probatorie di realtà, in sé e per sé, ma devono essere conglobate alla vita del soggetto, ai suoi sogni, alle fantasie e all'espressione creativa per avere un senso. Si tratta perciò di condurre un lavoro approfondito sulle persone, e quindi le statistiche che producono dati basati sulla testimonianza di centinaia di persone sono probabilmente inattendibili, dato il lungo e complesso lavoro necessario per srotolare in modo univoco le "vite parallele" dei soggetti che riferiscono gli Incontri.
La paura espressa durante i racconti di IR4 tocca le corde delle esperienze di violenza - quindi la paura è presente durante lo svolgersi dei fatti - ma ha una vibrazione peculiare, perché si percepisce una forte sensazione di diversità negli elementi del racconto, che possono costringere il terapeuta a rivedere il suo proprio rapporto con la paura, e a trasformarlo. Non è pensabile che si possano ascoltare centinaia di casi di questo genere con la dovuta attenzione, a meno che si sia totalmente non in contatto con la propria paura e con se stessi. Va da sé che, data la particolarità che l'ascolto terapeutico deve avere, questo atteggiamento renderebbe del tutto invalidato qualsiasi lavoro di approfondimento.
Lavorare a fondo sulla paura dei soggetti porta sicuramente a scoprire qualcosa di nuovo nella loro storia individuale: che si tratti di traumi del passato di origine familiare o sociale, di una fragilità dell'Io, di desideri di compensare un senso di inferiorità o di fatti realmente, oggettivamente avvenuti, è qualcosa che possiamo sapere solo stando molto a lungo con queste persone, aperti ad accettare qualsiasi possibilità.
Cosa dobbiamo veramente cercare? Ci sono in giro molte teorie e nessuna esposizione di una metodologia di lavoro seriamente condotto. In questo senso - e riprendo l'affermazione all'inizio - l'approccio al fenomeno deve essere cauto, tenendo presente ogni genere di teoria. Ma ci deve essere il supporto di un grande rigore professionale: prima fra tutti, la regola di non parlare in senso definitivo di ciò che non si conosce direttamente.
Ognuno di noi ha un suo modo di vivere e di utilizzare le esperienze. Sono i nostri bisogni a dirigere l'atteggiamento che abbiamo verso l'esterno e l'interpretazione dei fatti. Chi è vissuto con un desiderio non colmato di affetto, e ha scelto una strategia di ritiro nei confronti dei propri sentimenti, vede negli extraterrestri il nemico. Ma anche chi li vede a priori come portatori di una luce nuova sta facendo i conti con qualcosa che ha a che fare con la ricerca d'amore. Odio e amore sono due facce della stessa realtà, e da sempre l'essere umano si aspetta che l'Amore arrivi dall'alto, dal cielo. Solo un sano rapporto con questo tipo di Forza - insieme a una conoscenza coltivata - consente l'esplorazione profonda e disincantata dei fenomeni dell'Universo.

 

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UN ELENCO DI 58 DOMANDE, CORRISPONDENTI AD ALTRETTANTI INDIZI DI  INCONTRI UFO O DI ABDUCTION DA PARTE DI ESSERI ALIENI.
 
 

Molti milioni di persone, a quanto sembra, hanno avuto incontri con esseri alieni. Molti attribuiscono la causa di tali esperienze a memorie soppresse e  la loro consapevolezza si limita a un occasionale evento paranormale, che sembra confonderli più di ogni altra cosa. Alcuni non sono pronti per sapere con certezza, altri provano un profondo bisogno di sapere se sono coinvolti con gli alieni. Se sei tra questi ultimi, continua a leggere. Questo è un elenco di 58 frequenti sintomi condivisi dalla maggior parte degli addotti, basato su ricerche già divulgate e su scoperte personali, compilato solo per fornire un supporto che consenta di stabilire se sei un addotto (non è un metodo assoluto, ovviamente potrebbero esserci altre spiegazioni). Se tu o qualcuno di tua conoscenza si rivede in molti dei tratti qui elencati, sarebbe opportuno cercare l’aiuto di un ricercatore o terapista qualificato. L’elenco non segue un ordine particolare.

Chiediti se…

1.  Hai avuto inspiegabili missing o lost time (tempo mancante, o vuoto temporale) di un’ora o più.

2.  Ti sei trovato paralizzato a letto con un essere nella tua stanza.

3.  Hai cicatrici o segni insoliti, senza alcuna possibile spiegazione su come te li sei procurati (strane cavità simili a cucchiaiate, cicatrici diritte, segni triangolari, cicatrici sul palato, nel naso, dietro o nelle orecchie, lateralmente al ginocchio).

4.  Hai mai visto sfere di luce o flash di luce in casa tua o in altri luoghi.

5.  Hai ricordi di volare nell’aria che non potrebbero essere sogni, o sogni ricorrenti che riguardano l’azione di volare.

6.  Hai un “ricordo particolare” che non se ne andrà (ad es. un volto alieno, un esame, un ago, un tavolo, un neonato molto esile e strano, etc.).

7.  Hai visto raggi di luce fuori di casa o che entrano nella tua stanza attraverso una finestra.

8.  Hai sognato spesso avvistamenti UFO, raggi di luce o esseri alieni.

9.  Hai mai avuto un avvistamento scioccante o avvistamenti multipli nella tua vita.

10.  Hai una consapevolezza cosmica, interesse per l’ecologia, l’ambiente, la dieta vegetariana, o sei molto impegnato dal punto di vista sociale.

11.  Hai la forte sensazione di avere una missione o un compito importante da svolgere, a volte, senza sapere a cosa sia dovuto questo impulso.

12.  Hai una sensazione segreta di essere “speciale” o “scelto” in qualche modo.

13.  Hai vissuto eventi inspiegabili nella tua vita, e ti sei sentito stranamente ansioso, di conseguenza.

14.  Hai avuto molte, insolite esperienze psichiche - come sapere che sta per succedere qualcosa prima che accada.

15.  Per le donne: hai mai avuto gravidanze isteriche, o feti fantasma (essere in stato interessante, e non esserlo più).

16.  Ti sei mai svegliato in un posto diverso da quello dove ti sei addormentato, o non ricordi di essere mai andato a dormire (svegliandoti con la testa ai piedi del letto o in macchina).

17.  Hai mai sognato occhi simili a quelli degli animali (come quelli di un gufo o un cervo) o ricordi di aver visto un animale che ti guardava. O, anche, se hai paura degli occhi.

18.  Ti sei mai svegliato nel bel mezzo della notte spaventato.

19.  Hai reazioni forti davanti alla copertina di Communion o di raffigurazioni di alieni. Sia di avversione che di attrazione.

20.  Hai inspiegabili forti paure o fobie (ad es. altezza, serpenti, ragni, grossi insetti, alcuni suoni, luci, la tua incolumità o lo stare da solo).

21.  Hai avuto problemi di auto-stima per molta della tua vita.

22.  Hai visto qualcuno con te restare paralizzato, non potersi muovere o congelato nel tempo, soprattutto qualcuno con cui vivi.

23.  Ricordi di aver avuto un posto speciale, di significato spirituale, quando eri più giovane.

24.  C’è mai stato qualcuno, nella tua vita, che ha affermato di aver visto un’astronave o un alieno vicino a te, o è stato testimone di una tua scomparsa.

25.  Hai mai trovato strane macchie di sangue sulle lenzuola o sul cuscino, senza riuscire a spiegartele.

26.  Ti interessano gli avvistamenti UFO o gli alieni, che ti spingono forse a leggere molto a riguardo.

27.  Hai una forte avversione verso l’argomento UFO o alieni - non vuoi parlarne.

28.  Hai mai sentito la necessità improvvisa di guidare o camminare in direzione di una località lontana o sconosciuta.

29.  Hai la sensazione di venire osservato spesso, soprattutto di notte.

30.  Hai mai sognato di passare attraverso una finestra chiusa o una parete solida.

31.  Hai mai visto una strana nebbia o foschia, che non dovrebbe esserci.

32.  Hai udito strani ronzii o suoni pulsanti di cui non sei riuscito a identificare la fonte.

33.  Hai avuto insolite perdite di sangue dal naso, in qualsiasi momento della tua vita. O ti sei svegliato con il naso che sanguina.

34.  Ti sei mai svegliato con un dolore ai genitali che non puoi spiegare.

35.  Hai  mai avuto problemi al collo o alla schiena, vertebra T3 spesso fuori, o ti sei svegliato con un insolito indolenzimento in qualche parte del corpo.

36.  Hai mai avuto sinusiti croniche o disturbi nasali.

37.  Ci sono oggetti elettrici attorno a te che vanno fuori controllo o smettono di funzionare, senza alcuna spiegazione (come le luci della strada, che si spengono quando ci passi sotto, interferenze nella TV e nella radio quando ti avvicini, etc.)

38.  Hai  mai visto una figura incappucciata vicino a casa tua o in casa tua, e soprattutto vicino al tuo letto.

39.  Hai mai sentito frequenti o sporadici suoni all’orecchio, soprattutto in uno.

40.  Hai una paura insolita dei dottori o hai la tendenza a evitare trattamenti medici.

41.  Soffri d’insonnia o disturbi del sonno che ti sconvolgono.

42.  Sogni di medici o procedure mediche.

43.  Soffri di frequenti o sporadici mal di testa, soprattutto nella zona del setto nasale, dietro un occhio o in un orecchio.

44.  Hai mai la sensazione di impazzire persino a pensare a questo genere di cose.

45.  Hai mai avuto esperienze paranormali o psichiche, inclusa l’intuizione.

46.  Sei predisposto verso comportamenti compulsivi o di dipendenza.

47.  Hai mai canalizzato messaggi telepatici da parte di extraterrestri.

48.  Hai udito una voce esterna nella tua testa, che ti parla, magari dandoti delle istruzioni o guidandoti.

49.  Hai mai avuto paura dell’armadio, ora o quando eri piccolo.

50.  Hai mai avuto problemi sessuali o relazionali (come la strana sensazione di non doverti impegnare in una relazione perché questo interferirebbe con “qualcosa”).

51.  Devi dormire contro la parete o con il letto contro la parete.

52.  Hai paura di dover essere vigile, altrimenti verrai preso da “qualcuno”.

53.  Hai difficoltà a fidarti delle persone, soprattutto se si tratta di figure autoritarie.

54.  Sogni di distruzioni o catastrofi.

55.  Hai la sensazione di non dover avere il permesso di parlare di certe cose, o che non dovresti parlarne.

56.  Hai vissuto molte delle esperienze qui elencate, e ti ricordi dei tuoi figli o genitori che parlavano di esperienze simili, all’occasione.

57.  Hai tentato di risolvere questo tipo di problemi con scarso successo o non riuscendovi affatto.

58.  Presenti molti di questi sintomi, ma non riesci a ricordare niente riguardo un’abduction o un incontro alieno.

 

IL QUESTIONARIO DEL PROF. RICHARD BOYLAN

Ecco i punti chiave del dottor Richard Boylan per comprendere preliminarmente se un soggetto è rapito o meno.

1. Inspiegabile ansietà e/o impossibilità a rilassarsi dopo aver vissuto esperienze insolite.

2. Panico davanti a oggetti, immagini, storie, film o altro raffiguranti incontri ravvicinati con alieni.

3. Insonnia persistente dopo un evento altamente inusuale, e/o incubi relativi a UFO, ET o incontri ravvicinati.

4. Lunghi periodi di tempo passati a pensare o fantasticare (sogni lucidi) su ET, UFO e incontri ravvicinati.

5. Strani comportamenti concernenti UFO ed ET, ad esempio leggere tutto il possibile sull'argomento.

6. Inspiegabili mutamenti di umore o irritabilità dopo alcuni avvenimenti anomali.

7. Sintomi fisici o segni caratteristici di un incontro ravvicinato.

8. Vuoti di memoria (Missing Time) in seguito ad un avvenimento anomalo.

9. L'insorgere improvviso di sentimenti antisociali o socialmente non comuni.

10. Senso di risveglio verso una coscienza cosmica e nuove prospettive universali.

11. Improvvisa sensazione di affinità verso gli addotti e protagonisti di IR4, e di attrazione verso gli ET, sentendoli familiari.

12. Sensazione di aver ricevuto messaggi telepatici dagli ET, o incremento delle facoltà intuitive.

13. Sensazione di condividere il proprio spazio mentale con un ET.

14. Comparsa di poteri psichici (ESP), o un loro incremento.

15. Attrazione verso una spiritualità o una pratica religiosa basata sulla compenetrazione tra la natura e la Suprema Forza Vitale, rispetto di tutte le forme di vita.

16. Desiderio di rivedere l'ET con cui si sono avuti precedenti contatti.

17. Ossessivo senso di missione acquisito durante gli incontri ravvicinati, per quanto vago, poco chiaro e relegato nell'inconscio.

18. Forte impulso a recarsi in un dato luogo intuendo un probabile ed imminente contatto, per una ragione sconosciuta (che poi si rivela un incontro ravvicinato).

19. Senso di una parziale eredità extraterrestre, perché si condivide una certa prospettiva sulla situazione della Terra, o perché si possiede un patrimonio genetico in comune con gli alieni, o perché in qualche modo si ha un genitore biologico alieno, o perché si prova la sensazione di essere nati altrove.

20. Sensazione che il proprio destino sia con gli ET, altrove nella galassia, o di dover raggiungere la propria vera casa, un pianeta mostrato dagli ET.

In caso di risposta affermativa anche solo a tre o quattro delle domande precedenti, secondo Boylan potrebbero esistere sospetti di abduction o di IR4 avvenuti in fase onirica. A chiunque ritenga necessario un approfondimento in questa complessa e delicata materia, consigliamo innanzitutto di cercare di prendere coscienza dei diversi aspetti più evidenti dell'esperienza, annotando, ad esempio, su un diario tutte le fasi (con date, luoghi, circostanze, persone, etc.) del proprio vissuto che appaiano rilevanti, in associazione o meno a presunte interferenze o manifestazioni inusuali. Per esperienza, è davvero difficile in Italia trovare specialisti del settore, o organizzazioni di ricerca ufologica con validi gruppi di sostegno, peggio che mai psicologi che credano agli ufo o che vogliano giocarsi la propria credibilità professionale con questi argomenti. Se riuscite a trovarne uno, siete tra i pochi fortunati. Le sedute di ipnosi regressiva, che in America ormai fanno anche nelle scuole, qui in Italia sono disdegnate quasi da chiunque, specie dall'ambiente della psicologia.

 

Intervista a Jason Andrews

Intervista a Jason Andrews

 

 

 

Il caso di abduction dell’inglese Jason Andrews è uno dei più eclatanti, da premettere che è stato sottoposto ad accurati esami psichiatrici ed è risultato assolutamente sano di mente.

Per rendervi l’accaduto, ho riportato qui una parte dell’intervista durante il programma italiano “Piazza Grande” condotto da Giancarlo Magalli, in cui Jason Andrews e sua madre sono stati ospiti il 5 dicembre 2005.

Le parole della madre di Jason: “Immediatamente dopo la nascita di Jason nella sua stanza non lo trovavamo più, nella carrozzina, magari era nascosto sotto il letto oppure dietro alla porta… E’ stata una cosa che è andata avanti per dei mesi.

Quando questa cosa smise, noi non ci preoccupammo più e al 4° compleanno le cose cominciarono veramente a diventare pesanti.

Dopo la festa del compleanno ci fu una tempesta molto forte, sentivamo bussare alla porta e andavamo ad aprire, ma non c’era nessuno e poi c’era una specie di lampo di luce che aveva illuminato la stanza. Jason che dormiva si alzò, andò verso la porta e cominciò a parlare di numeri in codice binario, tutta una serie di formule strane. Andando verso la porta continuavano sempre più forti i rumori e tutta la casa era piena di rumori, di gente che batteva, sembrava gente che batteva e quindi io a un certo punto l’ho fermato e gli ho detto: - Dove stai andando?

E lui mi ha detto:<< Devo andare mi stanno aspettando>>.

Dopo questo episodio ci furono tutta una serie di episodi paranormali all’interno della nostra casa, una cosa che andò avanti per parecchio tempo fino all’età di 12 anni, prima che riuscimmo finalmente a scoprire cosa stesse succedendo.”

 

 Per dare ai lettori un'idea più precisa dei fatti che riguardano Jason può essere utile riportare la trascrizione di un'intervista che egli concesse un po' di tempo fà alla televisione Discovery Channel.

"Intervistatore: "E' ormai ben documentato il fatto che tu possieda capacità a dir poco inusuali! Affermi di aver dovuto sopportare rapimenti alieni per tutta la vita, ma ora sei giunto ad una fase in cui li accogli come benvenuti e desideri imparare sempre più cose da loro. Giungi addirittura ad affermare che "essi" hanno risvegliato in te la consapevolezza di essere tu stesso di origini aliene. Visto che ti hanno insegnato tante cose puoi spiegarci, per esempio, come fai a viaggiare e a proiettarti in astrale?

Jason: " Non è la stessa cosa, si tratta di due abilità differenti. Per proiettarmi in astrale in un altro posto devo semplicemente concentrarmi e desiderare fortemente di vedere quel luogo, tutto quel luogo; voglio trovarmi lì nella stessa realtà in cui esisto qui per diventare capace di vedere e di essere visto. Una parte di me, il me stesso, la mia energia va in quel posto e invia immagini al mio cervello. Mentre sono lì posso anche comunicare con le persone e il mio cervello può immagazzinare tutte queste informazioni come se stesse lì fisicamente. Ovviamente, visto che gran parte delle mie energie fisiche è ancora qui a supportare il mio corpo, è probabile che in quell'altro posto io sia visto come un'apparizione, un fantasma o qualcosa di simile; nel frattempo io sono anche in grado di camminare e di fare conversazione in quest'altra realtà: è un po' come guardare la televisione mentre, nel frattempo, stai facendo un sacco di altre cose.
Viaggiare in astrale, invece, è molto più facile e la maggior parte della gente può farlo, che ne sia cosciente o no. Succede quando si esce fuori dal corpo ed è uno stato in cui ci si può muovere agevolmente attraverso gli oggetti, i muri e si può andare dovunque. Più ci si impadronisce della tecnica e più velocemente si può viaggiare per raggiungere qualsiasi luogo, anche lo spazio, senza aver più paura di soffocare o di annegare.

Intervistatore: Quando dici di "aver visitato" in Australia Isabelle de Beaumont- una signora con cui non ti eri mai incontrato prima- una settimana prima di partire realmente dall'Inghilterra, come hai fatto a proiettarti lì se non ci eri mai stato prima? Non sapevi ancora dove fosse realmente la casa, come fosse e come apparisse Isabelle, eppure hai descritto perfettamente tutto ciò e la stessa Isabelle ha riferito con dovizia di particolari la conversazione che avrebbe avuto con te.
Come è possibile viaggiare in astrale verso una destinazione sconosciuta?

Jason: La prima cosa che si deve imparare è che il tempo non esiste e che bisogna uscire dalla diffusa convinzione che il tempo scorra in forma lineare. In quel caso io riuscii a vedere nel futuro abbastanza da sapere dove mi sarei trovato la settimana seguente. Vidi come sarei arrivato lì e come avrei incontrato Isabelle, per questo fui in grado di riconoscere lei e la sua casa. Non c'ero mai stato prima ma ero così eccitato all'idea di andare in Australia e volevo vederla prima per controllare se fosse in grado di sostenere tutta questa storia. Lei era in grado e lo fece alla grande ed è stato un piacere trascorrere del tempo con una persona tanto illuminata.

Intervistatore: Stai dicendo che puoi vedere nel futuro? Puoi prevedere i disastri che stanno per accadere. Per esempio, la tragedia in America dell'attacco alle Torri Gemelle, hai potuto vederla in anticipo?

Jason: Certo che l'ho vista.

Intervistatore: E perchè non hai cercato di avvertire le autorità o di dirlo a qualche giornalista?

Jason: Una delle cose più importanti che ho appreso da "Loro" è che non abbiamo il diritto di interferire. Ogni persona ha il proprio destino: un tempo per vivere e un tempo per morire. Ciò che accadde l'11 settembre 2001 è stato orrendo ma era destino che accadesse, doveva accadere. So che questo sembra crudele, ma i familiari delle vittime impareranno a reagire, troveranno nuovi significati nella vita e, forse, troveranno nuovi affetti. Tutto ciò rientra nello schema delle cose e ricordati che siete voi, la specie umana, che orchestrate i vostri destini fino alla fine. A volte mi è capitato di "vedere" incidenti che stavano per accadere a membri della mia famiglia o ad amici e sono intervenuto per avvertirli ed impedire che quei fatti avvenissero. Ricordati: il futuro non è mai scritto sulla pietra e, dato che il tempo non esiste, possiamo modificare gli eventi; però il fatto di impedire ad un mio amico di trovarsi in una macchina che avrà un incidente è una piccola cosa e non sarà certo in grado di modificare profondamente il futuro, mentre per un grave disastro nazionale è diverso. Mettiamolo in un'altra maniera: l'evento dell'11 settembre ha determinato tutta una nuova serie di eventi-alleanze di nazioni, movimenti di eserciti, giornalisti mobilitati etc.- che, per dirla come direbbe la Scienza, ha determinato un enorme fenomeno di causa-effetto. L'intera umanità ha la responsabilità di aver reso l'11 settembre possibile, già a partire dall'invenzione dell'aereo e delle bombe. Ancora non vi rendete conto di quanto sareste potenti senza tutta questa porcheria, perchè?

Intervistatore: Puoi spiegarti, per favore?

Jason: Devi capire che tutto, assolutamente tutto su questo pianeta - incluso il pianeta stesso- è energia. Ci può essere insegnato come usare questa energia, come manipolarla- ed è quello che faccio io- rispettandola. Osserva la grana del legno di un tavolo al microscopio: vedrai un'infinità di minuscole molecole che si stringono l'una all'altra per dare al tavolo la sua densità, per renderlo abbastanza resistente da sostenere il peso delle cose, anch'esse costituite di energia imbrigliata. Quando bruciamo il tavolo che accade? Il fumo si alza dal fuoco: abbiamo trasformato un tipo di energia densa in un altro tipo di energia. Questo fenomeno accade per tutte le cose: niente muore o cessa di esistere: si limita a trasformarsi in un tipo di energia o vibrazione differente. La stessa cosa accade agli uomini quando muoiono. Il corpo fisico cessa di essere, torna alla terra o diviene fumo con la cremazione, mentre l'anima -ovvero l'energia- continua ad esistere per assumere un'altra forma fisica o, per esempio, per esplorare l'universo. Sebbene io non concordi in tutto con la teoria della reincarnazione nel senso che riguarda le 'vite precedenti', sono certo che le energie da noi percepite come 'anime' possano assumere qualunque forma desiderino, in qualunque parte dell'universo e oltre.

Intervistatore: E allora come spieghi quei medium che dicono di ricevere messaggi dai trapassati?

Jason: E' semplice: queste persone, questi medium, sono già un gradino più su di voi, nel senso che sono in grado di usare l'energia - voi lo chiamereste un 'dono'- che permette di 'vedere' con la vista interiore. Alcune energie si lasciano dietro una traccia, una specie di 'lettera' e questi medium sono in grado di leggere tali 'lettere'. Tutte le forme di energia possiedono una memoria, anche l'acqua, e questo è stato verificato dalla scienza. Immagina un fiume che ogni anno viene imbrigliato per un certo periodo e che poi riprende il suo corso nei canali quando le chiuse vengono aperte, se uno di tali canali non viene chiuso il flusso dell'acqua tenderà ad ignorare la nuova via e cercherà di ripercorrere quella usuale. In altre parole il fiume 'ricorda' il percorso seguito per secoli e 'vuole' scorrervi dentro. Tutti voi sareste in grado di usare questi poteri se riusciste a liberarvi delle vostre paure e dei vostri dubbi. Gli esseri umani erano in grado di fare queste cose migliaia di anni fà: tutti usavano la telepatia, la visione a distanza ed erano in grado di vedere in anticipo gli avvenimenti futuri; ma ora queste facoltà sono perseguitate. L'unico motivo per cui ora tu sei qui e mi stai intervistando è perchè, secondo i vostri standards, io sono 'strano','differente' e ciò mi rende interessante per il grosso pubblico.

Intervistatore: Jason, tu sei uno splendido giovane con grandi conoscenze, è questo il tuo segreto? 'Loro' ti hanno dato una conoscenza tale da permetterti di fare ciò che vuoi?

Jason: Prima di tutto lasciami dire che nessuno è onnisciente perchè ciò è concesso solo alla 'Fonte Primaria', all' 'UNO'. Poi ti dico che sei in errore perchè il segreto non è il possedere una 'conoscenza' - o la conoscenza assoluta - ma è l'arte di usare la conoscenza che si possiede, averne la chiave. Impara ad usare la tua conoscenza ed andrai lontano.

Intervistatore: Hai menzionato la 'Fonte Primaria', l'UNO', presumo che tu ti riferisca a Dio?

Jason: Suppongo di dì, se è così che volete chiamarlo.

Intervistatore: cosa hai capito di Lui?

Jason: ho capito che eoni fa c'era il vuoto e che a un certo punto in tale vuoto apparve una specie di energia. Crescendo, tale energia divenne sempre più potente e, col tempo, la 'Fonte' si divise in altre energie simili a lei. Per essere esatti ci furono dodici forme di energia, ed è qui che la vostra Bibbia fà confusione: quando gli Scribi parlano di dodici Apostoli, delle dodici tribù di Israele etc., si sarebbero dovuti riferire, invece, alle dodici 'Entità' prodotte dalla 'Fonte'. Queste nuove forme di energia si dispersero nel vuoto e crearono gradualmente l'Universo acquistando, col passare delle decadi, sempre più conoscenza. Così, tecnicamente, la vostra teoria del 'Big Bang' potrebbe considerarsi corretta se riusciste a capire che tutto è energia e che tale energia reagisce contro se stessa. Secondo ciò che ho compreso tali dodici energie divennero sempre più intelligenti e sempre più indipendenti finchè, alla fine, tre di esse commisero il crimine massimo: si rivoltarono contro la 'Fonte' interferendo con la creazione che avevano contribuito a modellare. Come ho detto prima, noi possiamo dare avvertimenti in anticipo, ma non possiamo mai interferire direttamente. In conseguenza delle loro azioni le energie ribelli vennero scacciate dalla 'Fonte' (è quello che la vostra Bibbia chiama la 'cacciata' degli angeli ribelli). Ciò non significa che tali energie fossero demoniache ma non possiamo ignorare il ruolo che si erano assunte. Le nove energie rimaste vi hanno visitato diverse volte durante la storia e voi le avete conosciute sotto forma di grandi uomini come Gesù Cristo, il Buddha, Maometto etc., ma esse hanno visitato anche molti altri posti nell'universo e sono sempre state acclamate ed adorate allo stesso modo.

Intervistatore: Mi piacerebbe molto approfondire questi argomenti, Jason, ma non abbiamo molto tempo a disposizione e così passo ad altri tipi di domande: potresti parlarmi del tuo metodo di guarigione?

 

Jason: Bene, fondamentalmente accade quando dormo. Sento dove e quando andare in un posto specifico - per esempio dove è accaduto un grave incidente - e mi reco lì viaggiando in astrale. Di solito mi vengo a trovare nel posto prima che gli eventi accadano ma aspetto e poi fornisco l'aiuto che posso dare. Alcune delle vittime possono salvarsi e in quel caso mi applico per guarirle o per tenerle in vita in ospedale finché non iniziano a migliorare, ma per altri quello è il momento della fine del loro tempo fisico e anche lì mi adopero per aiutarli a raggiungere il loro prossimo stadio. Alcune di queste persone sono molto confuse, come se non capissero di essere morte, altre sono invece arrabbiate perchè pensano di avere ancora un sacco di cose da fare; in quest'ultimo caso io e gli altri come me li assistiamo gentilmente per portarli ad accettare la situazione. Prima hai parlato delle Torri Gemelle: io ero lì e ho cercato di fare tutto il possibile per aiutarli e c'erano molti altri come me. Altre volte, invece, quelli di voi che sanno come proiettarsi vengono da me, a casa mia, e mi chiedono aiuto per malattie e cose simili che riguardano loro stessi o i propri familiari ed io vado con loro e faccio quel che posso. Quando i miei genitori permettono a dei visitatori di venire qui a casa io opero anche delle guarigioni fisiche ed è sempre lo stesso procedimento: si tratta di smuovere e sbloccare le energie all'interno del corpo delle persone. Non ci sono certezze, ma, se il danno si è instaurato da poco tempo, spesso il mio aiuto riesce a migliorare le cose. In questi casi cerco, poi, di insegnare alle persone come comportarsi in seguito e per la maggior parte dei casi tutto va per il meglio.

Intervistatore: E' affascinante: persone - persone normali - che si proiettano in casa tua, e tu riesci a vederle facilmente?

Jason: Certo che le vedo, e a volte è molto divertente perchè alcuni di loro, sebbene perfettamente visibili, appaiono completamente fuori posto... Ricordi che ti ho detto che tutte le energie possono essere lette più o meno come una lettera? Bene, spesso il governo, l'esercito o altra gente come loro mi mandano certe persone (probabilmente con l'intento di spiarmi) ma io li riconosco subito. Lo sai che durante la Guerra del Golfo tutti dicevano che Saddam era pazzo perchè affermava di essere spiato psichicamente dagli Americani che si servivano si spie in grado di proiettare i propri corpi spirituali? Quelle persone non facevano altro che praticare la visione a distanza e proiettarsi su quelle coordinate per riportare informazioni strategiche. Te l'ho detto, ci sono molti di voi che possiedono queste facoltà.

Intervistatore: Passiamo molto rapidamente ad un altro argomento: tu affermi anche di essere a conoscenza dell'esistenza di "Figli delle Stelle". Per chi non conosce quest'argomento, puoi spiegare chi o cosa sono questi bambini e perchè si trovano qui in questo specifico momento?

Jason: I "Bambini delle Stelle" di solito nascono in famiglie dove uno dei genitori è stato rapito dagli alieni, che ne sia consapevole o no. Questi bambini sono incredibilmente intelligenti già da piccolissimi e percepiscono fin dall'inizio, sebbene amino profondamente i propri genitori, di provenire da qualche altra parte là fuori, tra le stelle. Questa sensazione spesso li riempie di tristezza e di desiderio di capire chi sono in realtà, anche se sono consapevoli che, quando saranno pronti, riceveranno le informazioni che desiderano, proprio come è accaduto a me. Si accorgeranno molto presto di non essere in sintonia con le richieste e le convenzioni di questa società e, crescendo, si sentiranno sempre più limitati dai propri corpi fisici. Sentiranno crescere in sé il proprio potere e avvertiranno in sè l'esistenza di ben altre capacità ma dovranno attendere finché tutto ciò non gli verrà confermato. Uso il verbo 'confermare' perchè questi ragazzi sanno già perfettamente chi sono e - cosa più importante - perchè sono qui in questo preciso momento storico. In definitiva essi sono la vostra salvezza, essi sono la nuova razza umana che, se le verrà permesso, condurrà il mondo su un sentiero di pace e di comprensione. Questi ragazzi ormai vengono riconosciuti in tutto il mondo e il Dott. Richard Boylan, in America, lavora già con molti di loro; la stessa cosa accade in Australia e, sia pur meno diffusamente, nella stessa Inghilterra. Molti dei cosiddetti "esperti scientifici" sono scettici sulle capacità e le motivazioni di questi ragazzi ed altri li pongono addirittura sotto la supervisione di psichiatri 'per il loro bene'.

Intervistatore: Tutto ciò è sbalorditivo, Jason. Ma, insomma, quanti ragazzi di questo tipo ci sono attualmente?

Jason: Non sta a me dirlo; percepisco chiaramente che non devo rivelarlo senza il loro permesso. Posso solo dire che ormai ce ne sono abbastanza da fare la differenza e il permettere loro di rivelarsi dipende da voi.

Intervistatore: Jason, voglio ringraziarti per il tempo concessoci e mi rendo conto che, all'inizio dell'intervista, hai detto che non avresti fatto nessuna dimostrazione dei tuoi poteri perchè non ami i giochetti da salotto ma non è che potresti fare qualcosa, anche una piccola cosa, solo per i telespettatori?

Jason: Non mi piace esser messo in queste situazioni: sono stato il più onesto possibile con te riguardo alle cose che sono in grado di fare ma tu ancora mi chiedi delle prove. Non mi stupisco che il vostro pianeta si trovi in un tale stato penoso visto che nessuno di voi è disposto a credere a niente e a nessuno senza prove. Bene, visto che l'intervista è finita non vi serve più che la telecamera funzioni o che le luci siano accese, vero?"

E a quel punto il faro principale che illuminava Jason si spense ed il cameraman scoprì con stupore che, sebbene il video ripreso non avesse subito danni, la telecamera aveva smesso di funzionare e fu impossibile rimetterla in azione, pur non presentando difetti apparenti. Questi fatti vennero riportati in seguito sulla registrazione audio dell'intervista.

RIFLESSIONI DI JASON

Non mi aspetto che crediate a tutto quel che vi dirò, vi chiedo solo di mantenere la mente aperta. Mi è stato concesso di venire qui, su questo piccolo pianeta azzurro in pericolo, nel disperato tentativo di risvegliare nelle persone il loro vero potenziale basato su:
- la consapevolezza di essere tutti parte dell'Universo
- la consapevolezza di essere connessi con la Madre Terra
- la padronanza delle proprie capacità psichiche usate per il bene dell'Umanità e con lo scopo di aiutare la gente a:
- rifiutarsi di seguire ciecamente come pecore gli altri e di derogare solo a questi ultimi il diritto di pensare
- diventare tutto ciò che vogliono essere senza limitazioni di sorta.

Dopo aver detto queste cose e le altre che ho chiesto a mia madre di aggiungere al libro, voglio ancora sottolineare che sono una persona assolutamente normale, per citare il Bardo "Se mi ferisci, forse non sanguino?" (dovrei aggiungere "alla lettera"! Se c'è una cosa che non posso soffrire è la vista del sangue , soprattutto del mio!) Al momento attuale la maggior preoccupazione del me stesso sul piano umano è quella di far funzionare bene la macchina e di trovare una casa più accogliente per me e per la mia Jacquie! Non credo di essere migliore di qualcun altro, sono solo differente, e il mio lavoro consiste nell'aiutare gli altri.

Ho una fiducia totale nelle potenzialità fisiche e mentali degli esseri umani perchè lo leggo nei loro cuori e sto solo cercando di fare la mia parte il meglio possibile.

Tra tutte le abilità che possiedo preferisco di gran lunga quella che mi permette di aiutare gli altri riconoscendo il vero essere celato all'interno di Ciascuno di loro. Sia che le mie guarigioni avvengano a livello fisico o astrale, io sono qui per aiutare.

Le persone che conoscono il vero io spesso mi fanno domande tipo: "Perchè mi trovo qui?"- "Da dove vengo?" - "Qual'è la mia missione?" e addirittura, "A che serve tutto questo?"

Altra gente mi pone domande più 'concrete' tipo: "Da quanto tempo ti trovi qui?", "Hai conosciuto Atlantide, eri già qui a quel tempo?", "Esiste davvero la magia?","Cos'è questa storia dei "Bambini delle Stelle?"

E' strano che nessuno mi abbia ancora chiesto se ho conosciuto Elvis! Tutto ciò mi dà molto fastidio ma, nel caso abbiate cominciato anche voi a farvi strane idee vi rispondo subito: "No, non conosco Elvis!"

Comunque, tornando a cose serie, posso dirvi che mi trovo qui da millenni, sotto varie forme. Ho visto la Terra distrutta centinaia di volte e non ho dubbi che accadrà di nuovo. Dovete iniziare a pensare al di fuori dei vecchi preconcetti per capire da dove vengo veramente. Quando avrete afferrato l'idea che il tempo non esiste vedrete l'intero universo che si riavvolge su se stesso, i fatti accadono e riaccadono in eterno.

Voi continuate ad arrovellarvi sui misteri di questo mondo, sui resti di edifici costruiti con tecnologie avanzate in quello che, secondo il vostro computo, era un tempo trascorso da millenni. Adesso provate a cancellare il fattore tempo e date di nuovo un'occhiata agli stessi misteri, ai testi che parlano di macchine volanti etc.: forse anche voi comincerete a capire. Aprite gli occhi, non tutto è stato costruito dal genere umano; molte cose sono state realizzate da altri viaggiatori che sono giunti qui di tanto in tanto e ciò è accaduto, per esempio, nel caso delle Piramidi. Tutto ciò che vi eccita tanto è, semplicemente, conseguenza del riavvolgersi dell'universo.

Gli Atlantidi: certamente erano una razza di cui essere fieri, osservarli ci dava la stessa sensazione che provereste voi vedendo vostro figlio che primeggia in tutti gli sports! Quando essi realizzarono tutto ciò che potevamo aspettarci da loro pensammo: "Beh, finalmente ce l'abbiamo fatta!" Ci costarono molta fatica e rappresentarono al meglio tutto ciò che avevamo sperato per l'umanità. C'eravamo riusciti: la loro cultura raggiunse tutti gli angoli del pianeta - erano un popolo intelligente che viveva in armonia - ed erano così intelligenti... La stessa vostra Bibbia parla del Giardino dell'Eden, pensateci! E' per questo motivo che incontrate sempre tante cose attribuite a loro!

Gli Atlantidei non erano semplicemente un'altra razza, come gli Aztechi o i Sumeri, essi erano il genere umano finalmente evoluto. Questa è la parte che non riuscite a capire: gli Atlantidei inglobavano tutte le razze umane in tutto il pianeta, erano i vostri progenitori. E poi si spensero. Tutto quel lavoro, tutto quell'orgoglio per averli generati, ed essi gettarono via tutto. Purtroppo, sebbene di tipo spirituale, la loro intelligenza li rese molto creativi ed essi la volsero ben presto verso la tecnologia . All'inizio ciò non creò danni e servì solo a divertirli, ma poi giunsero le armi e la gelosia di chi aveva meno nei confronti di chi aveva di più e, alla fine, giunsero le guerre. Essi si resero responsabili non solo della propria distruzione ma anche di quella della Terra che li aveva nutriti con tanto amore.

Pensateci! Da dove sono giunti genii come Leonardo da Vinci, Albert Einstein e Wolfgang Amadeus Mozart?

Non si è trattato di semplici casi fortunati, no, queste persone hanno scavalcato le generazioni ed hanno avuto chiari ricordi del tempo passato nel paradiso di Atlantide. Io credo nel Buddismo quando afferma che esista un giudizio per le azioni compiute in vita e che se si è vissuti bene si ha diritto ad una prossima incarnazione migliore mentre se si è vissuti male si scende di uno o più gradini. Alla fine ognuno di voi dovrebbe progredire abbastanza da poter ascendere attraverso le dimensioni e, così, nel caso di Einstein e degli altri come lui, la loro genialità non è stato altro che un richiamo all'intelligenza suprema che essi avevano già posseduto in altre vite.

Sfortunatamente questo processo avviene anche in senso inverso, come accade nel caso del gruppo degli "Illuminati" o, se preferite, di quelli che vogliono il "Nuovo Ordine Mondiale".

Sono riusciti a manipolare la situazione, grazie alla loro suprema intelligenza, e non si comportano certo come i Buddisti. Scoprirete che quelli ai vertici del potere sono tutti discendenti diretti degli Atlantidei, tutti con una memoria totale del loro intelletto originario. E, naturalmente, sono stati proprio loro i principali responsabili della fine di Atlantide, e sono pronti a farlo ancora. Essi sono pronti a servirsi di tutti i mezzi, anche dell'azione di certe razze rettiliane che hanno dei piani ben precisi. Essi hanno anche il totale controllo sui capi della terra - marionette nelle loro mani - convinti che denaro e potere siano tutto.

Ma anche queste marionette riceveranno un duro colpo, infatti quelli che li manipolano usano denaro e potere solo in vista di scopi ben maggiori: essi vogliono le anime degli esseri umani, le anime della gente che, come pecore, li seguiranno ciecamente, abbagliati dalla promessa di un qualcosa che renda le loro vite confuse degne di essere vissute.

Ma nessun potere, nessun essere o forza suprema potrà mai togliervi ciò che sarà sempre con voi: la vostra anima che è l'essenza di tutto ciò che voi siete. Voi indossate i vostri corpi come indossate i vestiti e ciò vi serve per godere degli aspetti fisici della Grande Madre, per vedere i colori della natura, sentire il tocco di un'altra persona, odorare i fiori, interagire con altre anime simili, toccare la vita altrui e amare e proteggere la bellezza del regno animale. I vostri corpi non sono altro che strumenti tecnologici costruiti allo scopo di farvi apprezzare il mondo fisico. L'energia della vostra anima è la forza indistruttibile di tutti gli esseri umani e non potrà mai essere controllata da un'altra forza, neanche se sarete voi a volerlo. Così, state attenti, questo è ciò che gli Illuminati vogliono: essi vogliono voi, tutti voi. Cercano di porsi in rivalità con l'"UNO" o, come dicono i Nativi Americani, il "Tutto Che E'.

Riguardo al controllo del pianeta c'è da dire che essi hanno già vinto la partita, non riuscirete a fermarli, è troppo tardi. Da quando, nelle ultime decadi, la tecnologia è cresciuta così selvaggiamente essi hanno raggiunto il massimo a cui aspiravano ed ora hanno il controllo completo. E' per le marionette che mi sento un po' triste, ancora non hanno capito che denaro e potere presto non avranno più alcun valore e che il peggio non tarderà ad accadere.

La magia: esiste? Certo che esiste, e, come ogni cosa sul pianeta, è lì per essere usata da voi. Così, in che consiste? La Magia è semplicemente la manipolazione delle energie presenti tutt'intorno a voi; può essere usata per controllare l'elettricità oppure per fare giochi da salotto tipo "far muovere gli oggetti". La levitazione è una facoltà alla portata di tutti e potete usarla non solo per voi ma anche per gli oggetti pesanti. Quelli che giunsero prima di voi - umani e non umani - conoscevano tutto questo; come pensate, altrimenti, che siano state costruite le Piramidi e gli altri edifici ciclopici? Rendetevi conto che tutto il pianeta dipende da frequenze elettromagnetiche per mantenere la rotazione, quelle stesse frequenze su cui sono sintonizzate le apparecchiature elettriche di tutti i tipi. Sono come l'aria che respirate, non potete vederle ma sapete che ci sono.

Ricordatevi anche che tutto, nell'esistenza, si riduce ad energia, in una forma o nell'altra. Spingete i vostri pensieri un poco oltre e capirete che la Magia non è altro che la capacità di manipolare tale energia. Tuttavia per riuscire a fare ciò dovrete prima diventare un tutt'uno con quell'energia, solo così potrete leggerla, comprenderla e, finalmente, piegarla ai vostri ordini. Spesso si dice che il pensiero ha un potere enorme e, ricordate le mie parole, è vero. E' difficile descrivere a parole una tale prodezza ma, per esempio, provate a immaginare questo: vi trovate in fondo ad una grande stanza e un vostro amico si trova al capo opposto; volete parlare al vostro amico ed è chiaro che, se userete un tono di voce normale, egli non potrà udirvi. Invece se urlerete egli vi ascolterà sicuramente. In effetti sarete costretti ad alzare la vostra voce su di una frequenza più alta capace di afferrare le energie vibranti tutt'intorno a voi affinchè le vostre parole giungano all'amico.

Quest'esempio è molto semplice ma spero vi possa aiutare a capire un po' di più come funziona la magia.

In questo campo c'è un'altra cosa che viene spesso fraintesa e riguarda la cosiddetta "magia nera". Io, personalmente, odio quando la gente parla di queste cose; non esiste niente del genere. La magia è magia e sono soltanto le persone ad essere buone o cattive.

Bambini delle Stelle o Indaco: loro sono qui in questo momento solo per insegnare e non per salvare.

Da sempre mi è chiaro che io sono qui non per cambiare il corso della storia ma soltanto per dare il mio aiuto, e soltanto nel caso in cui tale aiuto mi venga richiesto. I Bambini delle Stelle fanno esattamente la stessa cosa.

Noi non possiamo interferire con voi come specie ma possiamo cercare di insegnarvi ad intraprendere la strada giusta per diventare ciò che siete veramente. I Bambini delle Stelle sono una realtà, dovete abituarvici. Eppure continuate ancora a giudicarli secondo i vostri standards pensando che, solo per il fatto che alcuni di essi siano molto giovani - tre o quattro anni - e che ancora non sappiano leggere o scrivere, essi non siano in grado di darvi degli insegnamenti. Come siete arroganti, essi non partono dal livello di un normale bambino ma da molto più su. Le loro abilità non dovrebbero essere giudicate secondo le vostre misurazioni intellettive basate sul saper leggere, scrivere e far di conto: questi bambini sono così avanti da non aver praticamente bisogno di queste cose. Essi possono 'leggere' quando vogliono facendo scorrere le mani sulle pagine di un libro e coglieranno anche la traccia energetica dello scrittore, percependo sia il succo della storia che lo stato d'animo in cui veniva scritta. Alla fine non avranno la stessa immagine che avreste voi di quel libro, ma lo avranno compreso a modo loro. Non lasciatevi ingannare dalla loro età, pensate piuttosto a connettervi con loro e a permettere alla vostra forza vitale di fondersi con la loro per apprendere, per diventare una cosa sola, per diventare ciò che siete veramente e che dovete essere.

I cambiamenti della Terra: quando al vostro mondo accadrà l'inevitabile - e state certi che accadrà - i Bambini delle Stelle si salveranno. Come me, essi continueranno, sebbene in un'altra forma e non importa cosa accadrà : anche se il pianeta finirà noi TUTTI continueremo. Tuttavia la forma in cui voi continuerete è una cosa a cui dovreste pensare fin da adesso! Avete fatto abbastanza da guadagnarvi una nuova incarnazione su un nuovo pianeta? Ho sentito che gli scienziati ipotizzano che una volta la Terra abbia avuto un pianeta gemello; credete a me, ne ha avuto più d'uno e tutti adatti alla vita: capite dove voglio arrivare?

Forse la distruzione del vostro pianeta sarà conseguenza diretta del potere degli Illuminati o, forse, il vostro sole - che non è altro che una enorme sfera di idrogeno - riuscirà a penetrare le barriere che proteggono la Terra oppure esploderà cancellando tutto il Sistema Solare.

Oppure può darsi che la stessa Madre Terra ne avrà abbastanza di tutta la rovina che avete causato ai suoi doni, deciderà che il troppo é troppo e farà in modo che il proprio nucleo - la sua forza vitale - fermi la rotazione e si lascerà morire per conservare un po' di dignità. Forse essa si arrabbierà - ad un punto che non potete neanche immaginare - e vi procurerà tutta una serie di disastri che culmineranno con gli oceani che si solleveranno e spazzeranno via la terraferma. Forse finalmente i delfini e le balene potranno rioccupare il posto che compete loro e che avevano prima che iniziasse l'esperimento della razza umana: quello di intelligenze guardiane del pianeta.

Se so cosa accadrà? Forse, ma, ancora una volta, niente è scritto nella pietra. Il vostro destino può essere cambiato ma tocca a voi deciderlo. Vi suggerisco di pensarci seriamente.

Recentemente mi è stato chiesto quale sia la mia visione della realtà. La mia percezione della realtà è che non c'è alcuna realtà. Poichè io ritengo che tutte le forme di vita e tutti gli oggetti altro non sono che energia di un tipo o di un altro la realtà, in tale contesto, non ha alcun senso.

Tuttavia penso che l'energia costante in tutto il mondo sia quella dell'emozione e si può dire che la mia visione della realtà coincida con la percezione della vibrazione d'amore.

Naturalmente la visione della realtà cambia da uomo a uomo: per qualcuno può essere lavorare cinque giorni alla settimana e poi andare al pub nel week end, per qualcun altro può coincidere con la famiglia e con i figli e per qualcun altro può essere basata sull'ambizione e su una buona carriera professionale.

Va tutto bene, basta che vi aiuti.

Per me, tuttavia è diverso, perchè ho la fortuna (o la sfortuna, se preferite) di vedere al di là delle cose reali e tangibili e di abbracciare il tutto oltre ciò che dato per sicuro. Finchè l'energia spirituale dell'amore incondizionato nutrirà l'intero universo - e questa è la mia visione della realtà - dovete credere nella sua continuazione.

Cercate di vivere in pace ed armonia o, come firma sempre le lettere mia madre:

Con Tanta Luce e Amore

Jason Simon Andrews

 

 EPILOGO 

(Quella che segue è una conversazione tra Jason e sua madre).

Ho chiesto a Jason se lo Tsunami è stato l'inizio dei cambiamenti terrestri e mi ha risposto:

"No. L'intero processo è iniziato molti mesi fà. Se avete avuto problemi con l'impianto elettrico o con la ricezione di radio e televisione sappiate che quelli erano già risultati indiretti dei cambiamenti nel campo d'energia. L'energia sta cambiando per prepararvi al prossimo stadio. Quando accadrà? Ancora una volta, dipende da voi. Non c'è limite di tempo perchè il tempo non esiste. Il tempo è solo un qualcosa inventato dagli uomini per illudersi di controllare le cose.

Il cambiamento avverrà soltanto quando - e ripeto "quando" - il mondo sarà pronto per il prossimo stadio, ma le energie hanno già iniziato a cambiare per prepararsi. Ho già detto che la Terra comincia a stancarsi degli abusi compiuti dagli uomini e il prossimo stadio è inevitabile.

Oltretutto, lo Tsunami non è iniziato come disastro naturale. Ho 'sentito' che è stata fatta detonare una bomba sotto il fondo dell'Oceano Indiano e ciò ha causato un movimento delle placche tettoniche.

E' stato questo a determinare il terremoto sottomarino che ha causato l'onda disastrosa."

Jason, nel libro abbiamo parlato della tua preoccupazione per gli esseri disincarnati. Lavori spesso con tali esseri?

"Alcune anime vengono attratte da me o, più correttamente, dalla mia energia ed io devo aiutarle ad andarsene. Non è molto diverso da quando sono presente sulla scena di incidenti o fatti tragici; in quei casi, però, mi adopero anche per i vivi, aiutandoli fino all'arrivo dei soccorsi fisici."

Ho chiesto a Jason di ripetere che tipo di aiuto presta in questi casi.

"Vengo attirato dal campo di energia delle persone quando esse sono ancora in vita e spesso vengo visto vicino a loro in modo molto reale. Quando mi trovai sulla scena della tragedia dell'11 settembre venni visto con l'aspetto di un pompiere. Come ho detto prima, faccio ciò che posso per guarirli o tenerli in vita fino all'arrivo dei soccorsi. Alcune persone sono ferite gravemente e, sebbene possano riprendersi in ospedale, io ascolto prima i loro desideri. Se mi dicono di lasciarle andare perchè ne hanno avuto abbastanza e non se la sentono di continuare io faccio un passo indietro e le lascio spirare."

A questo punto l'ho interrotto, dicendogli che lui dovrebbe in ogni caso fare tutto il possibile per salvare vite umane ma lui ha risposto:

"Assolutamente no, il farlo non è nelle mie possibilità, è nelle loro ed io obbedirò sempre ai loro desideri."

Ho insistito dicendo che, forse, in questi casi lui dovrebbe andare contro i desideri delle persone, visto che potrebbero guarire, e mostrare più compassione. Dopo avermi fissato in silenzio per alcuni secondi mi ha risposto:

"Se in queste situazioni io provassi compassione non potrei fare il mio lavoro. La compassione è un'emozione e le emozioni spesso finiscono per intralciare questo lavoro. Ultimamente mi sono molto stancato perchè come molti, molti altri, ho prestato il mio aiuto durante la tragedia dello Tsunami. Esistono altre centinaia di persone 'normali' che sono in grado di viaggiare come me e fanno tutto ciò che possono. Tuttavia tanti "soccorritori" non ce la fanno a sostenere ciò che vedono - cosa più che comprensibile - e crollano per l'emozione. A quel punto, che aiuto possono dare? Deve intervenire qualcun'altro, lasciare il proprio lavoro e soccorrere questi soccorritori: tutto ciò non fa che creare altri problemi.

Capisci cosa sto dicendo? Se mi lascio condizionare dalle emozioni non sono più in grado di fare quello che devo fare. A parte lo stress mentale ci sarebbe anche il senso di colpa di aver forzato qualcuno a 'decidere' di voler vivere. Tu parti dal presupposto che tutte le vite umane siano preziose - e lo sono, non mi fraintendere - ma voi siete molto di più ed è questo che, prima di tutto, vi dà la capacità di scegliere. E' questo che vi rende ciò che siete - avete il libero arbitrio - e il potere di scegliere da soli; è questo che vi rende degni."

Poi ho chiesto a Jason delle varie storie miracolose di sopravvissuti allo Tsunami - alcuni sono stati ritrovati vivi quattordici giorni dopo - perfino in buone condizioni. Uno di essi era un bambino ritrovato a galleggiare su di un materasso, e non era nemmeno stato bruciato dal sole. In fatti come questi potevano essere coinvolti dei "walk-ins"? (N.d.T. "Walk-In"= entità che si impadronisce di un corpo).

La sua risposta è stata illuminante:

"E' molto probabile. Non ho visto notizie su questi eventi particolari ma, con tanti corpi liberi, può darsi benissimo che molte entità abbiano pensato che fosse giunto il momento del proprio compleanno - nel senso letterale della parola! Nel caso del bambino illeso la spiegazione è facile; vedi, quando un'entità "cammina dentro" un corpo non le importa lo stato dell'"involucro". Può darsi benissimo che quel bambino sia stato, in realtà, ferito, ustionato o, addirittura, morto da un certo tempo. Quando l'entità si prepara ad usare un corpo ha anche il potere di ripararne i danni, ma solo prima di prenderne possesso; è una cosa che non può essere fatta dall'interno perchè, una volta entrata nel corpo, l'entità perde i propri poteri. Da quel momento, infatti, essa è inibita dalla forma umana e diviene soggetta alle vostre stesse leggi fisiche.

E' questo che ha dato origine a tutte quelle storie di persone uscite miracolosamente illese da catastrofi: esse sono state 'riparate' prima dal nuovo inquilino! Molte volte si legge che queste persone in seguito soffrono di amnesia: è perchè più a lungo lasci un corpo senza l'occupante originario, più difficile è l'accesso ai suoi ricordi da parte del nuovo arrivato. Di solito quando l'anima se ne va se ne vanno anche tutti i ricordi di quella incarnazione."

Ho interrotto Jason chiedendogli se tutti i "walk-ins" sono extraterrestri. Ha risposto:

"Definisci "extraterrestre", mamma."

"Lo sai: esseri non originari di qui."

E' rimasto a fissarmi per un momento e poi mi ha detto, con un sorriso sghembo:

"Ma nessuno di voi è di "qui".

Ho insistito chiedendo spiegazioni e mi ha detto:

"Devi ricordarti che la creazione di ogni cosa è iniziata con l'UNO ed è scaturita da esso. Le vostre anime non sono originarie di questo mondo, esse si limitano ad occupare i veicoli predisposti per loro; per esempio un bambino è il risultato della creazione operata da entrambi i genitori e così l'anima, che è una forma di energia indistruttibile, diviene umana solo quando 'stabilisce la sua residenza' in un corpo umano.

Così, tecnicamente, voi siete tutti extraterrestri perchè non c'è nessuno di voi che venga 'da qui'. Poichè tutto proviene dall'UNO non importa dove vi capiti di risiedere, siamo tutti la stessa cosa: energia proveniente dall'UNO. Ciò è vero anche per il Sistema Solare, per i pianeti, per i soli, le galassie e l'infinito: sono tutti energia proveniente dall'UNO.

Ed è a questo che voi umani dovete aspirare: dovete comprendere che siete tutti parte l'uno dell'altro, siete un'unica collettività. Solo quando smetterete di giudicarvi l'un l'altro e accetterete questa verità assoluta sarete pronti ad ascendere e ad unirvi agli altri esseri superiori per sviluppare il vostro vero potenziale. Così come è vero che tutti ci creiamo il nostro destino attraverso le scelte fatte, così è altrettanto vero, su scala superiore, che il nostro destino finale è la comprensione e l'accettazione del nostro ruolo nell'UNO creatore.

 

 Notizie su ANN ANDREWS

Ann Andrews è nata nella parte sud di Londra ed ha avuto un'infanzia povera ma felice. Sua madre era una casalinga della classe media ed aveva ereditato un grande amore per la natura e per gli animali dal proprio padre rumeno. All'età di dodici anni Ann si trasferì in campagna e lì incontrò suo marito Paul che, all'epoca, aveva 26 anni. Hanno due figli: Daniel di 25 anni e Jason di 21. Dopo la nascita di Jason iniziò a venire alla luce una parte della loro vita che fino ad allora era rimasta nascosta: sia Ann che Jason erano stati rapiti dagli Alieni. Da quel momento tutta la famiglia iniziò ad essere bersagliata da strani avvenimenti paranormali. Furono necessari 12 anni prima che gli Andrews scartassero tutte le spiegazioni razionali e, finalmente, accettassero la possibilità di una reale interazione aliena nelle loro vite.

Ann è autrice anche di "Rapiti : vera storia di un rapimento alieno nell'Inghilterra rurale"(1998) che testimonia la realtà della loro situazione di allora, le loro paure, la loro rabbia e la loro confusione.

"Jason, il mio figlio Indaco" è stato invece scritto sulla base di una raggiunta pace dovuta alla consapevolezza di quanto accaduto. Ora l'intera famiglia si sente capace di affrontare la questione aliena e tutti i fatti paranormali che continuano ad accadere in casa loro, anche se, di tanto in tanto, accadono ancora cose che li lasciano sbigottiti.

Ann afferma che, ormai, per qualche strano motivo, loro tutti si sentono grati.

 

ABDUCTION

 
 ABDUCTION
 
 

 
 
Abduction, nel senso stretto del termine inglese, vuol dire "rapimento". Nello studio degli UFO, il termine negli ultimi anni è andato ad indicare il rapimento di esseri umani da parte degli alieni.

Molte persone si rivolgono ad uno psicologo per via di "uno strano sogno ricorrente", o di una fobia riguardo, ad esempio, un certo animale e solo in un secondo tempo, spesso con l’ausilio dell’ipnosi regressiva, si avvicinano alla definizione della loro situazione di "addotti". Se si escludono i casi più eclatanti, infatti - in cui alcune persone vengono destate nel cuore della notte e prelevate a forza, o anche in presenza di testimoni oculari (si pensi al caso Travis Walton) - spesso i soggetti vivono la propria esperienza ignorandola completamente, o intuendola solo alla lontana. Nel corso di una abduction, infatti, di norma una persona non viene "svegliata", ma più semplicemente viene spostato il suo livello di consapevolezza dal sonno ad una veglia semi-onirica.

È un po’ come ipnotizzare una persona addormentata, indurla a fare un giro e poi riportarla a letto. Inoltre, secondo molte testimonianze, i rapimenti avverrebbero in uno status in cui si può levitare e attraversare le pareti, accrescendo così la sensazione di "sognare".
"Missing Time" (Tempo mancante, o vuoto temporale), amnesie, specialmente di un’ora o più. Il periodo di "missing time" di solito si verifica dopo un avvistamento UFO ed in genere, sotto regressione ipnotica, affiorano ricordi di entità che prelevano il soggetto e lo esaminano fisicamente, cancellando poi il ricordo dell’accaduto dalla sua mente. 

Non è raro che al ricordo originale venga sostituito un ricordo-schermo ("screen memory"), fatto di immagini realistiche e che costituiscono un evento fittizio e banale a copertura di un certo lasso di tempo mancante, mentre altre volte nella mente del soggetto viene lasciata memoria del vuoto temporale.

Fra i "patterns" di "località", le persone in questione vengono prese dall’abitacolo della loro auto (per lo più in posti isolati), dal proprio letto, o finanche in bicicletta o a passeggio.

Ne consegue che l’abduction può avvenire ovunque e che non c’è immunità geografica.


ELEMENTI CARATTERISTICI


Paralisi: il soggetto prova la sensazione di essere paralizzato e di giacere su una superficie dura, senza potersi muovere. A volte nell’ambiente si manifestano luci brillanti e si avverte la presenza di altri esseri.

Essere spiati: il soggetto sente di essere osservato, da qualcosa di indefinibile.

Sogni lucidi: il soggetto vive sogni lucidi, particolarmente intensi e riferisce di essere stato capace di volare e attraversare superfici solide, come le mura di casa.

Luci blu: durante il recupero dei ricordi originali, sotto ipnosi, ricorre l’immagine di una diffusa luce blu.

Simboli: a volte il soggetto menziona strani simboli, lettere o disegni incomprensibili, che in contatti successivi vengono illustrati dai presunti ET.

Esseri non Umani: il soggetto spesso sogna esseri le cui fattezze variano dallo stereotipo del Grigio (alto circa un metro e venti, macrocefalo e grandi occhi ovali neri), a spettrali figure alte e incappucciate, al tipo Nordico, biondo con penetranti occhi azzurri.

Insonnia: in particolare concomitanza con le ore centrali della notte, verso le 3.00, è comune l’insonnia. Il soggetto entra in uno stato di tensione, perché nel cedere al sonno teme il ripetersi dell’esperienza. Non di rado appaiono sfere di luce o lampi di luce blu al di là di una finestra o verso il soffitto.

Suoni e Ronzii: manifestazioni acustiche di origine ignota, simili ad impulsi, ticchettii o frequenze acutissime, talvolta meccaniche.

Richiami: alcuni addotti sentono di doversi recare in luoghi a loro sconosciuti, e spesso ben specifici.

Luoghi: il soggetto sogna grandi città di cristallo o di acciaio con edifici di foggia strana, cieli dal colore innaturale, o l’interno di sale dalle pareti metalliche dotate di apparecchiature futuristiche. Frequentemente il soggetto riferisce di essersi trovati di fronte allo schermo di un video o di un computer, in cui "qualcuno proietta" immagini di avvenimenti.

Visioni: chiudendo gli occhi nel desiderio di addormentarsi, di colpo si manifestano immagini di alieni di vario genere accanto al letto, o di UFO, che svaniscono riaprendo gli occhi.
 

EFFETTI FISICI
RISULTANTI DALLE ABDUCTIONS

 

Cicatrici o segni: si evidenziano soprattutto nella zona della bocca, del naso, dietro o nelle orecchie, sui genitali o sotto il ginocchio e nelle mani.

Bruciature inspiegabili: idem.

Dolori: frequenti quelli alla schiena o al collo, o ai genitali.

Per le donne: gravidanze apparenti (isteriche, secondo la medicina) e sparizione del feto prima del parto. Le fenomenologie sono talvolta accompagnate da sogni vividi in cui la donna viene fatta partorire anzitempo da qualcuno, spesso esseri non umani.

Sinusiti croniche: il blocco, o la sensazione di occlusione nasale, sono frequenti, talvolta in associazione ad epistassi (perdite di sangue).

Fobie: in particolare nei confronti degli occhi neri o di creature (anche animali) con occhi neri e grandi, come gufi e foche. Si palesano fobie nei confronti degli ambienti ospedalieri e delle procedure mediche. Tipiche quelle verso gli insetti e alcuni rumori meccanici, nonché disagio di fronte a film o altre rappresentazioni di tipo apocalittico.

Emorragie: tipiche quelle nasali e dalle orecchie, e per le donne talvolta in aree genitali.

Mal di testa: è un altro sintomo piuttosto frequente, talvolta accompagnato da perdita dell’equilibrio e malumore.

Corpi estranei: si manifestano sottocute. Di norma sono duri e sferoidali, e non superano il mezzo centimetro. Ad una analisi medica superficiale possono apparire come inusuali depositi calcarei o comunque litici, mentre una volta estratti rivelano una composizione minerale anomala. Forse si tratta di impianti di origine aliena.
 

CONSEGUENZE POST-ABDUCTIONS
 

Potenziamento di facoltà psichiche quali telepatia, preveggenza e l’evidenziarsi della capacità di emettere energia curativa (pranoterapia).
Improvvisa tendenza alla protezione ambientale, al vegetarianesimo e al rispetto della natura in genere. Spesso ci si associa a cause comunitarie, ispirazioni, credo e tendenze New Age, sviluppando un profondo senso civile.
La sensazione di avere un compito da portare a termine risulta parte integrante del post-incontro.
Intenso interesse negli UFO e fenomeni associati, nonché il desiderio di apprendere argomenti inerenti la scienza, l’astronomia e la magia.
Frequentazione di corsi di Yoga, di meditazione o di arti marziali, quasi a cercare una disciplina mediante la quale "allineare" e riequilibrare mente, corpo e spirito.
Irresistibile necessità di scoprire di più su se stessi e sul cosmo.
Sensazione dell’imminenza di un disastro di dimensioni bibliche, coincidente con la fine del mondo conosciuto e con l’inizio di un mondo nuovo.
Problemi nella sfera sessuale, forse derivanti da alcune procedure riproduttive o ispezioni dell’area genitale.
Interazione con gli apparecchi elettrici ed elettronici (computers): interferire in qualche modo con le trasmissioni televisive, dare o prendere la scossa, apparecchi elettrici che si spengono o si accendono da soli in presenza del soggetto.
Sensazione di essere in parte alieno, o comunque il sentirsi diversi dalla gente comune, con gusti e abitudini inusuali.
Forte tendenza antisociale che, unita all’insorgere della passione per la natura, può portare a vivere in campagna o in montagna.