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Lo scarabeo alato:kepher

LO SCARABEO ALATO:KEPHER
 
 
 
 

Uno dei crop che più ha colpito l'attenzione dei ricercatori internazionali dal 2005 è quello apparso il 12 Agosto 2005 a East Field, nei pressi di Alton Priors, nello Wiltshire. Esso rappresenta indubbiamente un Kepher, ossia uno scarabeo alato, animale sacro agli antichi egizi, in quanto rappresentava il dio RA. Difatti alcuni scarabei (come lo stercoraro), hanno l'abitudine di avvolgere le loro uova in palle di fango e sterco (da qui il nome), dato che questi materiali sono ricchi di elementi chimici che scaldano le uova, aiutandone la schiusa. Gli egizi, notando che lo scarabeo moriva, per poi "rinascere" miracolosamente dalla palla di fango, videro in esso il simbolismo di RA, il dio sole che ogni giorno al tramonto moriva per poi rinascere all'orizzonte all'alba del giorno dopo.

Tuttavia, questo crop ha alcuni dettagli intriganti. Innanzitutto, non si tratta di uno scarabeo normale: quelli facilmente presenti in egitto, e così spesso rappresentati nell'iconografia faraonica, sono caratterizzati da zampe lunghe posteriori e piccole anteriori. Invece il nostro scarabeo rappresentato nel crop, al contrario, ha le zampe posteriori corte e quelle anteriori molto lunghe, addirittura tendono all'esterno come due mezzelune. Ebbene, questo tipo di insetto è simile a una variante di scarabeo esistente solo a Taiwan, chiamato appunto "Scarabeo dalle braccia lunghe", o Cheilotonus macleayi formosanus (Cheirotonus macleayi formosana) formosana perché che è di Formosa. Come vedete dalla foto comparativa, sono pressoché identici. Perché mai il simbolo del dio-sole egizio avrebbe rappresentato un animale tropicale, anzi delle foreste montane della Tailandia? Ebbene, due considerazioni vanno fatte: la prima è che, secoli or sono (e ben prima dell'era dei faraoni), la zona del Nilo dove sorgono le piramidi e i templi più antichi era ricoperta da una vegetazione lussureggiante, dai tratti tropicali. La desertificazione del Sahara è l'ultimo step di un processo di "riscaldamento" cominciato con la fine dell'ultima glaciazione, oltre 10.000 anni fa. Prima l'abitat sahariano era tale che avrebbe potuto tranquillamente ospitare tali insetti. Dopo, con la desertificazione, le civlità egizie più recenti avrebbero trovato alcune rappresentazioni dello scarabeo divinizzato, e per rappresentarlo nei bassorilievi avrebbero però preso poi spunto da quanto avevano nei pressi: scarabei dalle zampe più corte. Seconda considerazione di rilievo: lo scarabeo di Formosa dalle lunghe braccia è un insetto "fotocinetico". Con questa denominazioni si intende definire quegli insetti o piccoli animali che, in assenza di luce, hanno una mobilità nulla o fortemente limitata: in pratica, si muovono solo in presenza di fonti luminose. Possiamo immaginare dunque che nell'antichità, un insetto che sembrava quasi "paralizzarsi" alla scomparsa del sole, per poi riprendere a muoversi all'alba, potesse sembrare in qualche modo magicamente correlato con l'astro diurno.

Altro elemento importante è rappresentato dalle ali del Kepher rappresentato nel crop. Difatti, nella stragrande maggioranza delle rappresentazioni iconografiche egizie, lo scarabeo alato ha le ali curve, spesso talmente ricurve da chiudersi a vertice sopra la sua testa. NEl nostro crop, invece, le ali sono dritte, a taglio orizzontale addirittura. Questa particolarità era tipica della dea avvoltoio Mut, spesso rappresentata nei templi, e solo in alcuni casi era caratteristica di Kepher. Uno dei casi in cui viene raffigurato con le ali dritte è, ad esempio, in questa incisione presente nel tempio di Edfu. Ma anche qui, come vedete, le zampe dello scarabeo sono piccole.

 
 
Naturalmente i riferimenti all'egitto o al dio sole RA, simboleggiato anche dal suo "occhio onniveggente" così caro alla tradizione massonica (un occhio iscritto in una piramide), non sono mancati. Ed infatti, ecco che il 24 luglio, ad Aldbourne, nei pressi di Swindon, Wiltshire appare una perfetta piramide inscritta in una sorta di ragnatela magnetica, mentre il 20 Agosto, a Marden sempre nello Wiltshire, appariva una straordinaria rappresentazione di un occhio... Gli elementi rappresentanti il dio RA non mancano davvero! Che ci sia qualcosa da capire sul Sole, in generale? O il messaggio è un'altro, ricollegabile con le antiche civilità scomparse?
 
 
 

Simboli Lunari

Ma il sole, nelle sue rappresentazioni misteriche e iconografiche antiche, non è l'unico astro presente nelle rappresentazioni dei cerchi nel grano del 2005. Incredibilmente, molti altri agioglifi rapprensantano invece la luna, anche qui rappresentata in maniera simbolica, con una inquadratura iconografica che farebbe contenti gli studiosi di simbologia esoterica.

Difatti, 9 Agosto, a Wayland's Smithy, presso Ashbury, nell'Oxfordshire, viene segnalato l'apparire di questo cerchio insolito: una mezzaluna inscritta in una serie di cerchi, di cui l'ultimo è suddiviso in 20 simboli squadrati, in maniera non dissimile dal calendario azteco (suddiviso, rammentiamolo, in 18 mesi da 20 giorni ciascuno). Ma non è l'unico crop lunare: già il 28 Giugno, infatti, era apparso a Cuxham, nei pressi di Watlington ,Oxfordshire, un crop circle davvero intrigante. Rappresenta in effetti un antico simbolo pagano, la "Triplice Luna".

 
 
 
 
 
 
Secondo l'antica tradizione celtico/ellenica, la triplice luna rappresentava i tre aspetti della Dea madre: giovane fanciulla, madre matura e vecchia saggia (un pò come i tre aspetti di Ecate, o le tre norne dei miti celtici). Questa triplice forma rappresentava inoltre la luna nuova, la luna piena e la luna calante. Il simbolo in sè rappresenta l'energia femminile, il mistero e le abilità psichiche: non per nulla una volta appariva sulle tiare e corone delle maghe. Ancora oggi, grazie all'avvento della religione Wicca (una ripresa di temi pagani e di magia "positiva" vista in un'ottica fondamentalmente new age) è possibile trovare un grandissimo numero di gioielli o oggetti ornati dal simbolo della triplice luna.
 
 
 
 
 

Maggio 2006

Dopo il sole e la Luna, potevano mancare i pianeti? certo che no. Contrariamente ad altri crop più blasonati, ricchi di un appeal iconografico più forte, il 12 Agosto, con molta discrezione, uno strano cerchio nel grano è apparso sulla Bluebell Hill, vicino a Maidstone, nel Kent (UK). Certo la sua "grafica" rispetto a quella di altri crop non è così impressionante. Però, in qualche modo, sembra rappresentare il sistema solare: c'è una sfera centrale che rappresenta il sole, e quattro altre sfere disposte su delle linee circolari che potrebbero essere delle orbite. Di questo crop, tra l'altro, esistono pochissime foto, ma la disposizione dei pianeti è abbastanza chiara.

Essendo una persona curiosa, ho pensato di utilizzare un programma, SssimStudio, che è un simulatore 3D del nostro sistema solare, per vedere l'effettiva posizione dei pianeti del nostro sistema nella notte del 12 Agosto. In effetti, con una certa delusione, ho notato che i due quadri non corrispondevano affatto: d'altronde, come avrebbero potuto? le varianti planetaria di posizione erano così tante...

 
 
 
Poi, ho pensato che in effetti il crop forse voleva indicare una data: una data a venire? Avrebbe dovuto essere una data non troppo distante, meno di un anno, altrimenti l'avrebbero "segnalata" in un crop futuro (rammentiamo che il fenomeno dei crop avviene solo quando il grano è alto, da giugno ad agosto). Così, ho premuto il pulsante "play" e ho lasciato che il simulatore corresse, e osservavo il moto rotatorio dei pianeti, mentre in basso scorrevano le date corrispondenti. Ottobre, novembre, dicembre, e poi l'inizio del 2006... con un brivido ho premuto il pulsante di stop al 7 maggio 2006, ore 5 del mattino. Come potete osservare dalla foto, la posizione dei pianeti è perfettamente identica a quella rappresentata nel crop circle. non era corretta solo la posizione relativa dei pianeti, ma anche l'orbita di competenza, vale a dire che ogni pianeta era al posto giusto anche come sequenza. Poi mi domandai come mai nel crop non fosse stata rappresentata anche la luna: ebbene, con un tuffo al cuore mi resi conto che anche la luna era stata rappresentata! In effetti, nella foto del crop, a sinistra, accanto alla sfera che rappresenta la terra, c'è un pallino scuro in alto... e, anche quello, come il resto, era nella posizione perfetta rispetto alla terra: in alto a sinistra.
 
 
 
 
 
A tutt'oggi è ignoto che lasci questi pittogrammi incisi nel grano estivo. Si parla di sfere di luce che si muovono silenziose sui campi di grano, piegandolo con il loro passaggio, forse grazie a una repentina e potente irradiazione di microonde. Eppure, chiunque sia l'intelligenza che sta dietro al fenomeno, ci sta indicando cambiamenti nel sole, nella luna, e nei pianeti. E, con una chiarezza impressionante, ci sta indicando una data: il 7 Maggio (7-5-2006, ore 5 am). Sono anni che persone da tutto il mondo, contattisti, veggenti e ricercatori scientifici (non ultimo Michael Drosnin, autore di "Codice Genesi") parlano del 2006 come di un anno di svolta epocale per il nostro pianeta. Ma una domanda rimane, incisa nel grano della Blubell Hill: cos'è successo il 7 Maggio 2006?
 
 
 
 
 

I Crop circle e la spirale sacra: la Kundalini

I CROP CIRCLE E LA SPIRALE SACRA: LA KUNDALINI
 

Il 5 maggio 1970 presso Bordi in India, Shri Mataji Nirmala Devi dopo 2 giorni trascorsi in completa meditazione è testimone dell’apertura cosmica del Sahasrara chakra grazie al risveglio della Kundalini Primordiale. Tale evento, paragonabile ad una sorta di rete internet divina, consente agli esseri umani che lo desiderano uno stato di Unione (Yoga) spontanea (sahaja) con il Divino proprio attraverso il risveglio della kundalini presente in ognuno di noi addormentata a livello dell’osso sacro, così denominato dagli antichi greci che evidentemente ne conoscevano la potenzialità. Da quel momento Shri Mataji dedica la sua vita alla diffusione gratuita della Realizzazione del Sé e alla pratica di Sahaja Yoga.

Questo evento a cavallo del 3° millennio pare realizzare tutte le profezie che parlano di questi tempi. E’ il tempo del passaggio dal 4° al 5° mondo con un periodo di purificazione secondo le profezie degli indiani d’America o di trasformazione secondo antichi testi dell’India.

Shri Mataji dice: “Nei Puranas, l’età moderna che stiamo ora vivendo è detta Kali yuga, Età della confusione e del conflitto. Gli “yuga” sono periodi di tempo, lunghi migliaia di anni, che ricorrono secondo una progressione ciclica a spirale. Il Dwapara yuga è la seconda età, nella quale la gente comincia a perdere alcune delle grandi qualità che aveva nella prima età, Età dell’Oro o Satya yuga, mentre nel Kali yuga (l’epoca moderna) segna il punto più basso di sviluppo morale e spirituale di ciascun ciclo. Il Kali yuga è seguito dal Krita yuga, l’età della trasformazione, ovvero quella in cui l’esperienza spirituale diventa un fatto concreto. Questa riconduce finalmente al Satya yuga, l’età della verità o della realtà, nella quale ritorna l’Età dell’oro, e tutte le facoltà dell’uomo cominciano a manifestarsi un’altra volta nella loro piena gloria.”

I cerchi nel grano, o crop circles, cominciano a manifestarsi proprio a partire dalla metà degli anni ’70, in Inghilterra (chakra dell’attenzione e della Pura Conoscenza). Una sorta di linguaggio divino. Shri Mataji Nirmala Devi è in Inghilterra negli anni ’70. Nel 1979 a Stonehenge percepisce la kundalini del luogo.

KUNDALINI

Ganeswara descrive la Kundalini in questi versi:

·         Molto piccola e arrotolata su se stessa

·         in tre giri e mezzo, Ella assomiglia a un

·         Serpente Femminina la cui testa é rivolta

·         Verso il basso... Ella è un anello lampeggiante

·         Un bouquet di fiamme, una colonna d'oro fino.

E’ così che viene descritte nelle Upanisha

   ·         Ella sgorga dal centro della base

  • E sale dritta
  • Fino all’apertura del Brahman
  • In Lei è l’Energia
  • Tale un serpente arrotolato su se stesso
  • Sfavillante come mille folgori
  • Delicata come una tige di loto

Shri Mataji Nirmala Devi la descrive così in uno dei suoi discorsi:

 Noi diciamo che essa è Puro Desiderio, ma non sappiamo che cosa significhi Purezza. Significa il vostro desiderio casto, significa che la kundalini non ha cupidigia, avidità, niente di tutto questo. Questa forza è, davvero, vostra Madre. Risiede nell'osso triangolare, ed è la vostra vera Madre. Sa tutto di voi. E' come un registratore. Sa tutto di voi ed è la vostra vera conoscenza assoluta, perchè è così pura. Qualsiasi chakra tocchi, sa anche in anticipo cosa c'è che non va. E' pronta e preparata, e si adatta completamente a voi, in modo che il suo risveglio non vi dia alcun problema: se qualche chakra è chiuso, lei aspetta e procede lentamente aprendolo a poco a poco”

Questa energia spirituale, riflesso dell’Energia Cosmica o Onnipervadente in ognuno di noi, giace addormentata in attesa di essere risvegliata all’interno dell’osso sacro e ha come simbolo la spirale e il serpente. Ella rappresenta quindi in ogni essere umano il puro desiderio di essere lo Spirito e una volta risvegliata ascende lungo la colonna vertebrale attraversando i centri di energia chiamati chakra nutrendoli e risvegliando in essi le qualità divine. Quando la Kundalini si stabilizza nel sahasrara chakra, il 7° chakra denominato dello yoga e dell’integrazione, risveglia la percezione vibratoria del nostro corpo sottile costituito da chakras e nadis (canali).Tale percezione ci permette così di discernere e curare i blocchi energetici del nostro corpo sottile rendendoci “maestri di noi stessi” e realizzando a pieno la famosa e tanto abusata affermazione: “Conosci te stesso”.

 

      Nella foto a sinistra al centro del cerchio è visibile un triangolo nel cui interno si risveglia il serpente che permette di raggiungere l’unità rappresentato dal cerchio, permettendo alla goccia di diventare l’oceano. Nella formazione apparsa a Barbury Castle (a dx) il 5 agosto 1999, la Kundalini che si srotola nell’osso sacro e ascende permette di raggiungere l’equilibrio, oltre ogni dualità, tra l’aspetto lunare e quello solare (yin e yang, femminile e maschile): i cui simboli sono la falce lunare e il cerchio solare.

La spirale o meglio il movimento a spirale è dunque la caratteristica di ogni forza creativa nell’universo: dalle forme primordiali di vita alle galassie, fino alla muscolatura del nostro cuore , nel microcosmo (vedi il DNA) e anche nel macrocosmo quindi. Singolari formazioni di Cerchi nel Grano sono apparse anche in questa direzione. La formazione apparsa a Pewsey ai piedi di uno dei famosi cavalli bianchi il 17 luglio del 2002 è la perfetta rappresentazione di un monile o chiocciola .

La Madre di tutti i pittogrammi  come è stata denominata la formazione apparsa a Barbury Castel il 16 luglio 1991 descrive proprio la kundalini che si irradia (con i cerchi concentrici) dal centro di un triangolo (osso sacro). Ella è simboleggiata dalla spirale nel vertice in basso e quando si mette in movimento (cerchio a forma di ruota) permette di raggiungere l’Unità (rappresentato dal cerchio in alto a sinistra).

  

Numerose sono state nel corso degli anni le formazioni a spirali o che comunque riguardano il movimento a spirale. La kundalini nella sua ascesa verso la sommità della testa ricorda molto il movimento a spirale del DNA, il codice genetico che è alla base della vita . Nel suo libro Oltre l’Era Moderna, Shri Mataji spiega:

“La verità è che esiste un’energia residuale che riposa nel Sacro, l’osso triangolare, chiamata kundalini. Questa energia interiore dormiente della nostra evoluzione. Ha il potere di donare nutrimento necessario e ricostruire i geni perturbati. Siano essi ereditari o acquisiti. Quando la kundalini viene risvegliata, muta la sequenza dei geni. Non solo corregge il codice del gene, ma penetra attraverso l’area della fontanella e connette il ricercatore al potere onnipervadente dell’Amore Divino. E’ anche chiamata la brezza fresca dello Spirito Santo, Ruh, Ritambhara o Param Chaitanya. Insomma l’individuo, con questa seconda nascita, diventa una persona realizzata: il Battesimo diventa un fatto reale. La luce dello Spirito, che è il riflesso di Dio Onnipotente nel nostro cuore, entra nell’attenzione e ci dona l’illuminazione. Il ricercatore è effettivamente nato una seconda volta; non ha un certificato ma cambia, poiché ha luogo la trasformazione interiore.”

Dopo aver attraversato il 6° chakra, conosciuto anche come terzo occhio, ci porta nel Regno dei Cieli, il sahasrara. La splendida formazione apparsa a Woodborough il 13 agosto 2000

 

descrive bene il sahasrara chakra così come può essere ammirato su alcune rappresentazioni del Buddha.

Il risveglio della kundalini viene sostenuto dalle qualità del primo chakra, il mooladhara, innocenza, purezza, saggezza e spontaneità. Essa poggia dunque su di fiore a 4 petali. E’ così che appare in una formazione del 2003.

La spirale Sacra è stata conoscenza nascosta di grandi artisti. Ad esempio il Borromini l’ha utilizzata per realizzare la cupola di S.Ivo alla Sapienza a Roma. Il Butinone in un affresco del ‘400, Gesù sconfigge gli intellettualismi, rappresenta il Figlio di Dio proprio al di sopra di una spirale.William Blake nel suo dipinto “la Scala” rappresenta l’ascesa verso Dio attraverso una scala a spirale.

La Dea Matsu detiene la spirale sacra nella mano.

Nella Cattedrale di Orvieto Maria tiene la spirale nella mano sinistra . La spirale appare anche nella cupola di S. Clemente a Roma. La volta che per gli artisti rappresenta il Cosmo, l’Universo, viene raffigurato con l’Albero della Vita: Cristo al centro e sotto di Lui la pianta di acanto i cui rami si dispiegano a spirale per tutta la cupola a simboleggiare l’irraggiamento dell’energia nata dal sacrificio di Gesù.

 

 

 

 

Crop circle e la purificazione della Terra

CROP CIRCLE E LA PURIFICAZIONE DELLA TERRA
 
 
Qual è il senso della presenza dei cerchi nel grano ogni anno scolpiti nei campi agricoli di tutto il mondo? Perché si formano e per quale motivo ci affascinano a tal punto da mobilitare centinaia di persone sui luoghi in cui appaiono? Sono interrogativi che mi pongo da diversi anni, ma che non hanno mai avuto una risposta definitiva! ? C'è chi vede nei pittogrammi una forma d'arte, chi una comunicazione simbolica diretta all'umanità, altri come l'astrofisico Hawkins hanno scoperto nuovi teoremi matematici e costanti come i numeri di Fibonacci e sicuramente tutte queste teorie sono vere e collaborano a definire una delle innumerevoli sfaccettature dei Crop Circles.

In questi anni mi sono reso conto insieme a molti altri che questi pittogrammi potrebbero avere un ruolo ancora più profondo, strettamente collegato a Madre Terra ed alla sua evoluzione. Ormai siamo consapevoli della natura dei cerchi nel grano grazie agli studi estremamente interessanti dello scienziato olandese Haselhoff: tali agroglifi potrebbero essere definiti anche "marchi a fuoco" sulla superficie della terra!
Sappiamo infatti che sono dovuti ad una breve ma intensa esplosione di calore che si manifesta mediante microonde che piegano dolcemente il raccolto distendendolo ordinatamente sul terreno per formare mirabili immagini geometriche cariche di simbologie e significati profondi.

I cerchi nel grano potrebbero di conseguenza essere anche definiti come dei veri e propri "tatuaggi" che non si limitano a piegare delle spighe, ma a formare un'invisibile impronta che spesso si manifesta anche l'anno successivo condizionando la crescita delle nuove piantine!
Gli antropologi hanno dimostrato che in molte tribù appartenenti alle più diverse regioni della terra hanno spesso utilizzato il tatuaggio con significati socio-religiosi evidenti. I corpi dei guerrieri Sciti, per esempio, sono in larga parte coperti di complessi tatuaggi raffiguranti animali reali e fantastici realizzati in stile "animalistico"; figure che si ritiene siano state eseguite pungendo la pelle con un ago e strofinandola con nerofumo. Probabilmente quelle figure avevano la funzione di comunicare qualcosa e forse rappresentavano l'essenza stessa dell'individuo che le portava sul corpo, i suoi animali protettori o la loro "forza divina" di cui l'uomo poteva usufruire proprio avendoli disegnati sul corpo.
Segni indelebili - definibili come tatuaggi - sono stati rinvenuti anche sulla pelle delle mummie egizie e di quelle della civiltà Maya e Inca, e strumenti per la realizzazione degli stessi sono stati trovati presso un gran numero di popolazioni vissute in zone diverse e distanti tra loro. Pare comunque che proprio la pratica del tatuaggio sia molto antica e sia impossibile definire la vera origine.
Ma perché incidere la pelle? Sembra che uno dei motivi fondamentali fosse la credenza che nel corpo dimorassero spiriti maligni: procurasi delle ferite significava creare delle "porte d'uscita" affinché le forze del male potessero andarsene.
Era quindi un rito che aveva a che fare con il sacro: un modo per purificarsi. Le cicatrici assumevano così un valore simbolico e decorativo.
Cosa centra tutto ciò con i cerchi nel grano? Ebbene sono convinto che uno dei motivi fondamentali per cui si formano in tutto il mondo, sia attribuibile ad un tentativo di "purificare la Terra" e catalizzare conseguentemente l'evoluzione che sta attraversando in questi anni.

Non è un caso che i cerchi nel grano appaiano soprattutto su luoghi sacri ritenuti tali fin dal passato più remoto dagli esseri umani: in tali luoghi è stato riscontrato il passaggio di linee di forza molto particolari (Lay-Line) appartenenti alla Terra che, se paragonate al corpo umano, corrisponderebbero ai chakra ed ai canali energetici su cui si basano antiche scienze mediche orientali come l'agopuntura.

I Crop circles sono simboli, i simboli sono energia, l'energia aiuta il nostro pianeta a crescere e maturare come fa ogni essere vivente: questi agroglifi sacri che appaiono ogni anno nel mondo sono quindi in grado di Guarire ed evolvere non soltanto la terra, ma anche tutto ciò che è in simbiosi con essa! Ne consegue che anche il genere umano può trarre vantaggio dai cerchi nel grano nella misura in cui si rende conto che il suo ruolo non è di sfruttare, ma di custodire la Terra? E la guarigione che ne consegue non è soltanto fisica, ma ben più profonda e radicale, capace di ricollegarci al cielo e ripristinare il nostro ruolo di mediatori fra l'immanente e il trascendente.

Cosa sono i crop circle?

COSA SONO I CROP CIRCLE?
 
 

Non esiste una risposta univoca alla domanda “cosa sono i cerchi nel grano”. La domanda è stata posta, in una serie di interviste televisive, a ricercatori ed autori che si sono specializzati nello studio di questo fenomeno. Ecco le loro risposte:

- Anette Faringer: “Credo che siano creati per la nostra meditazione interiore ed evoluzione verso un nuovo tempo e un nuovo mondo”.
- Colin Andrews: “I cerchi nel grano sono forme circolari, in cui la vegetazione viene piegata e disposta in forme geometriche perfette”.
- Freddy Silva: “Il cerchio nel grano è una zona in cui le leggi dell’elettromagnetismo, del suono e della luce, sono state alterate”. ”.
- Bert Janssen: “Sono forme che raccontano qualcosa in modo subliminale, influenzando la mente. Sono una specie di portale verso un sé più elevato”. ”.
- Rod “Bearcloud” Berry: “Per me non sono necessariamente comprensibili razionalmente, ma piuttosto con il cuore e l’anima. Sono un linguaggio spirituale silenzioso che parla degli elementi di cui siamo fatti”. ”.
- Andreas Muller: “Credo che abbiano a che fare con i fenomeni sconosciuti e i misteri della natura, piuttosto che con gli alieni”. ”.
- Janet Ossebaard: “Sono un miracolo ed un dono di Dio”. ”.
- Andy Thomas: “Non ne ho idea. Li studio da 11 anni e ne so meno di quando ho iniziato. Ma sono fantastici, ispirano le persone, e sono un mistero”. ”.

In effetti ognuno di loro, dal suo punto di vista, ha ragione. Perché non esiste una risposta “ufficiale” alla domanda “cosa sono i cerchi nel grano”. Tuttavia questo non può e non deve generare confusione, perché oggi molte cose si sanno con certezza. Evidentemente poi, a partire da queste poche certezze, è inevitabile e legittimo che ognuno costruisca una sua personale interpretazione. Vediamo dunque di focalizzare l’attenzione su alcuni dati di fatto incontrovertibili, che ci dicono – fattualmente - cosa sono i “crop circles”:

* Sono forme geometriche (non sempre perfette) che si formano (o vengono create) generalmente durante la notte (probabilmente nell’arco di poco tempo, nell’ordine di secondi o minuti) attraverso l’appiattimento della vegetazione in senso orario o antiorario, centrifugo, rettilineo, a svastica, composito. Le colture interessate sono varie: grano, colza, mais e ogni genere di cereali; erba, in rari casi si ha notizia anche di cerchi sull’acqua, ghiaccio, neve o sabbia. Le forme sono generalmente di quattro tipologie: circolari, ad anello, ellittiche o quadrangolari.

* I cerchi compaiono in una notte, qualunque sia la loro dimensione, ma si sono riscontrati rari casi in cui si sono formati di giorno, ed altri casi in cui ai primi cerchi sono state apportate delle forme aggiuntive fatte in notti successive, a volte anche piuttosto distanti da quella della prima creazione, a volte totalmente o parzialmente sovrapposte.

* Con il passare degli anni le forme geometriche dei “crop” sono andate diversificandosi e sofisticandosi, dando luogo a formazioni sempre più complesse e spettacolari. Secondo alcuni ciò è la prova che si tratterebbe dell’evoluzione di un’arte terrestre o manifatturiera umana, attraverso la raffinazione di una tecnica sempre più articolata (ed in effetti molti circoli di falsari hanno raggiunto gradualmente un alto livello di sofisticazione nel costruire cerchi). Secondo altri si tratterebbe invece di una risposta dei veri circle-makers a chi, ingenuamente o con arroganza, avrebbe preteso di creare cerchi con mezzi terreni o inappropriati; oppure di una strategia aliena per coinvolgerci in modo graduale, allo scopo di non sconvolgerci. Secondo altri ancora, questa evoluzione è dovuta a fattori naturali come l’aumento del campo magnetico terrestre, ed è influenzata dal vento solare e da altre concause di natura geofisica e metereologica. In ogni caso alcuni crop presentano delle strutture geometriche e simboliche molto complesse, e spesso le formazioni grafiche possono essere viste nella loro completezza solo dall'alto, da un aereo.

* L’anno successivo alla formazione di un cerchio, e quindi diversi mesi dopo la mietitura successiva di quel campo, sul terreno è spesso rimastra una traccia “fantasma” del cerchio. Questo significa che anche il sottosuolo è stato interessato dal fenomeno, ed ha subito degli influssi. O più semplicemente la presenza sul terreno di significativi resti delle spighe appiattite del crop, interferiscono sia sulla quantità di seme caduto all’interno di quelle zone sia sulla sua normale capacità di sviluppo, percui la disposizione delle piante e la loro crescita (fitta/meno fitta, stentata/meno stentata) ricrea, in parte, il crop circles ospitato in quel terreno precedentemente.

* I cerchi sembrano avere un legame geografico con le aree preistoriche, in particolare gli antichi cerchi di pietre megalitiche (ad esempio Stonehenge, nel Wiltshire). Questo tuttavia è vero soprattutto (e non sempre) nel caso inglese e tedesco, ma credo sia azzardato ipotizzare un legame particolare tra cerchi e siti preistorici. Vero invece che le formazioni si formano quasi sempre in zone in cui il terreno ricco di acqua nel sottosuolo o comunque arabile.

* In alcuni casi è stata ritrovata, in corrispondenza dei cerchi, una certa quantità di “polverina bianca”, poi identificata al microscopio elettronico come biossido di silicio e quarzo. La stessa polvere, detta di “Coconino”, si trova in Arizona, USA, vicino a Coconino Peak e si trova anche all'interno e nei pressi del cratere del Meteor Crater. Alcuni ritengono che queste particelle sferiche di biossido di silicio (così appaiono al microscopio) vengano formate dalla fusione della sabbia eventualmente posata dal vento sugli steli prima dell'azione termica. In rari casi si sono trovati anche filamenti gelatinosi noti come “capelli d’angelo”, di cui non si conosce ancora oggi esattamente la composizione né l’origine.

* Il grano è piegato, non spezzato, ed i margini del disegno appaiono quasi sempre molto netti e precisi. A volte, oltre che piegato, il grano è anche intrecciato in strati sovrapposti, e di tanto in tanto presenta lievi bruciature all’altezza del primo stelo a partire da terra (dove anche avviene la piegatura). Solo raramente, probabilmente a causa della potente energia che li produce, alcune spighe vengono divelte e gettate fuori dal cerchio e la vegetazione viene danneggiata.

* Gli insetti tra le spighe sono stati trovati tutti morti o fortemente tramortiti, secondo alcuni studi letteralmente "esplosi", come se fossero stati esposti ad un forte calore. Tuttavia, fanno notare gli “scettici”, i casi di insetti morti sono rari, e sono dovuti alla Entomophthora muscae, un fungo che attacca le mosche. Il fatto che dalle analisi non sia stato rilevato questo fungo è perché una volta morte, altri funghi (alternaria e cladosporium ad esempio) attaccano le mosche, sostituendosi alla Entomophthora. La posizione della mosca con addome piegato e ali alzate, zampe tese e rostro incollato, lascia immaginare che sia stato il fungo la causa della morte, e non affatto delle radiazioni al microonde, con le quali – sostiene ad esempio l’ingegner Grassi del Cicap – le mosche non esplodo, le ali non si sollevano, e il rostro non si allunga né si incolla.

* Il grano (o la coltivazione) di solito non risulta particolarmente danneggiato, e le spighe continuano a crescere in senso orizzontale. Spesso la crescita delle spighe raccolte all’interno di un “crop circle” è anomala (più lenta in certi casi o fino a 5 volte maggiore in altri casi), come ha dimostrato un esperimento sulla germinazione condotto dallo stesso Haseloff, e pubblicato su una importante rivista scientifica. Inoltre i chicchi delle spighe raccolte nei cerchi risultano deformati, mentre quelli di “controllo” (cioè prelevati nel restante raccolto, al di fuori del cerchio, per poter fare dei raffronti) sono perfetti. Le spighe piegate presentano mutazioni genetiche, con deformazione dei chicchi, ingrossamento dei nodi, esplosione dei pori delle cellule, riproducibile artificialmente mettendo le spighe in un comune forno a microonde per circa due minuti. Si presume dunque una rapida ed intensissima esposizione a una fonte di calore da parte delle spighe interessate.

* Non ci sono impronte tra il grano né vicino ad esso. Le spighe, si ritiene, si spezzerebbero e si rovinerebbero se calpestate, come quando avviene quando arrivano i primi visitatori del sito2. Gli scettici ed i detrattori hanno fatto però notare come sarebbe stato possibile ed agevole accedere ai campi attraverso i solchi dei trattori, che sono presenti i tutti i cerchi. Vedremo però, anche con le fotografie, che questa obiezione non è sempre ed esattamente valida, poiché sebbene vi siano i solchi dei trattori che attraversano o lambiscono sempre qualsiasi formazione nel grano, è altresì vero che in alcuni casi vi è una parte della formazione – come ad esempio un cerchio separato – che è a se stante e non si avvicina ad alcun tracciato, né vi è traccia di calpestamento tra questo e la restante parte della formazione. Infine in alcuni campi di granoturco non vi sono affatto questi sentieri tracciati dai trattori o dalle macchine agricole.

* All'interno di alcuni cerchi sono riscontrate anomalie dello spettro elettromagnetico e radioattivo, che spesso suscitano nausee e mal di testa ed altre volte generano malfunzionamento di strumenti sensibili come orologi, fotocamere, microfoni ecc. Molti sostengono che all'interno dei cerchi appena formati si può sentire un basso ronzio o, a volte, un fischio costante ed ipnotico. Gli scettici ritengono che si tratti per lo più di autosuggestione. Alcuni studiosi hanno invece rilevato all’interno di alcuni cerchi, nelle 24-48 ore successive al momento in cui si era formato, un suono con una frequenza di circa 5,2 Hz.

* Si è constatata la modificazione chimica del terreno dove compaiono i disegni. All'interno dei disegni non ci sono le sostanze inquinanti presenti al di fuori degli stessi, forse per il forte calore impiegato nella costruzione dei crop circles. Da indagine di laboratorio si è potuto constatare che i valori delle sostanze minerali inquinanti del terreno rilevati nei campioni presi all'interno dei crop circles differiscono in percentuale significativa da quelli presi all'esterno, anche se questi erano a pochi centimetri di distanza dal disegno. Ad esempio nel caso del "Bilanciere" del Canavese è stato riscontrato come il suolo, all'interno del disegno, non presentasse tracce di ordinario inquinamento.

* Molti testimoni, senza prove a confermare le loro affermazioni, confermano di aver visto "sfere luminose" volare basse sui campi ad alta velocità. In alcuni casi si hanno fotografie di tali sfere (note come “balls of light”, o più semplicemente “BOL”) e perfino un filmato – sulla cui attendibilità vi sono ancora forti dispute - che mostra tali sfere creare in pochi secondi un cerchio nel grano. Sulla natura di tali “BOL” vi sono varie teorie di natura scientifica, meteorologica, ufologia ecc di cui dirò più avanti.

* I cerchi che sappiamo essere stati fatti dall'uomo presentano indizi inequivocabili 2 Molti ritengono che utilizzando particolari cautele, se si volesse addentrarsi in un campo di grano o di erba senza lasciare tracce evidenti, si potrebbe riuscire a farlo in vari modi. della loro manifattura: buchi nel centro dove sono posti i pali di misurazione, segni del passaggio di piedi, imperfezione nei margini, dimensioni contenute, difficoltà a celare il lavoro durante la notte della creazione, spighe spesso spezzate, mai intrecciate, e soprattutto assenza di fenomeni biologici e di mutazioni genetiche delle piante. Tuttavia alcuni falsi sono davvero opere d’arte. La disputa su quando, come e perché siano cominciati questi falsi è ad oggi irrisolta (tanto che secondo la maggior parte delle persone poco informate sono “tutti” falsi). Ci sono comunque ormai prove piuttosto evidenti che portano a concludere se non altro che molte formazioni non possono essere state fatte da un gruppetto di persone annoiate.

* I cerchi hanno la tendenza ad apparire molto vicino a basi militari (il Wiltshire ne è disseminato) e l'interesse dimostrato dall'esercito inglese e da quello statunitense per il fenomeno è un fatto documentato e – secondo alcuni - piuttosto sospetto. Anche i servizi segreti e i governi si sono a più riprese interessati al fenomeno (a Colin Andrews un ufficiale britannico chiese un dossier di ricerca da stendere per il governo Thatcher3). Questo, naturalmente, ha dato adito ad altre speculazioni che coinvolgono voci di armi segrete e nuove tecnologie testate sul territorio, ma qui si entra in un ambito che non è mia intenzione andare a scandagliare. Sono invece piuttosto d’accordo con l’ipotesi, assai più semplice e verosimile, che l’esercito come le istituzioni si interessino al fenomeno poiché lo ritengono potenzialmente importante (esattamente come ogni ricercatore). Ciò sarebbe anzi una ragione di ottimismo, sempre che le eventuali scoperte da parte di questi attori non finiscano poi in carte “top sectret” delle quali non è dato sapere nulla (ma a quanto racconta Colin Andrews, che avrebbe dei contatti in CIA, i servizi e le istituzioni non hanno una conoscenza del fenomeno che supera quella degli altri ricercatori, anche perché altrimenti non si spiegherebbe perché avrebbero chiesto a lui una ricerca per il governo).

Queste sono, molto schematicamente, le caratteristiche salienti dei cerchi che sono stati analizzati sempre più a fondo da un numero sempre crescente di ricercatori, scienziati, neofiti ed appassionati.
Che si abbia alla fine una opinione diversa non è necessariamente un elemento negativo, bensì potrebbe perfino facilitare il confronto e stimolare nuove ricerche.
Come dice Haseloff “il fatto stesso che non lo so, mi spinge ad andare avanti [con la ricerca]”.
Ma poiché qualcuno ha tentato in più riprese di ridurre il tutto ad una barzelletta, vorrei iniziare a parlare di ciò che si sa, che è stato appurato, partendo dalla banale e basilare constatazione che i “crop” ci sono, hanno una loro storia ed evoluzione, sono un fenomeno complesso, e sono proprio lì sotto gli occhi di tutti. Vediamo allora quali sono le principali teorie ed ipotesi.
 
 
 

I crop circle e la Bibbia

I CROP CIRCLE E LA BIBBIA
 
 
 
 
Figura A                                          Figura B 

 

Già altri si sono accorti della somiglianza fra queste figure ma non so quanti abbiano poi letto la Bibbia...

La figura A rappresenta un crop circle.

La figura B rappresenta una  channukkijah incisa in bassorilievo su rame (ma non sono ancora riuscita a trovare la provenienza e l’anno di questo reperto).

 

CENNI RELIGIOSI

La festa di Channukkah, abbraccia un periodo di 8 giorni, durante il quale, è tradizione accendere, un giorno dopo l'altro, i lumi della channukkijah , la speciale lampada con nove lumi dedicata a questa ricorrenza, in ricordo della riconsacrazione del Tempio di Gerusalemme, operata dai Maccabei nel 169 a.c.

Channukkah è la festa ebraica che ricorda un episodio dell'antica storia del popolo ebraico, contenuta nel libro dei Maccabei, dal nome del vecchio sacerdote ebreo e dei suoi figli che combatterono contro i Seleucidi per la salvaguardia dell'identità ebraica contro il dilagare della cultura idolatrica di derivazione ellenistica. Essi riuscirono a far ripristinare il culto al Tempio di Gerusalemme, dopo che per anni era stato abolito e reso illegale.

La tradizione narra che in tale occasione sia avvenuto  il miracolo dell'olio. I Maccabei, entrati nel Tempio di Gerusalemme per ripristinare il culto ebraico, vollero riaccendere la menorah, il candelabro a sette bracci, che la Torah prescrive debba rimanere acceso alimentato solo da purissimo olio di oliva. Nel tempio profanato, i Maccabei ne trovarono soltanto una piccola quantità, bastante per tenere acceso il candelabro una sola notte, ma miracolosamente il candelabro rimase acceso per 8 giorni, il tempo necessario per produrre altro olio. Da qui la tradizione dell'accensione delle luci.

 L'accensione dei lumi costituisce un rituale importante della festa: ogni sera con la famiglia riunita, dopo il tramonto, viene acceso un lume fino ad arrivare progressivamente, l'ultimo giorno, all'accensione di tutti i nove lumi, uno per ogni giornata più il lume di servizio, della channukkijah, che viene posta alla finestra per essere visibile all'esterno. Tale gesto conferisce a questa ricorrenza una dimensione pubblica e universale, ricordando la vittoria del monoteismo sull'idolatria.

 Le figure A e B sono simili es. la Fig.A  ha un disegno più piccolo, al di sopra del crop grande,che sembra rappresentare un toro con le corna o meglio dicendo uno spicchio di luna…,la Fig.B  allo stesso modo, al di sopra degli altri simboli e precisamente nel mezzo ha un altro simbolo più piccolo.

Quello che non combacia è il numero dei bracieri, nel channukkijah ce ne sono 9 come da tradizione…,mentre nel Crop ce ne sono solo 7...

La Menorah, il candelabro a sette bracci, è uno dei simboli più antichi dell'Ebraismo.

Vediamo cosa dice la bibbia: : ‘Mi farai –dice il Signore a Mosé (Esodo, 25:31-40)- un candelabro d’oro puro fatto tutto d’un pezzo: il piedistallo e il fusto, i suoi calici, i suoi bocciòli e i suoi fiori formeranno un solo corpo con esso. Sei rami usciranno dai suoi lati, tre rami del candelabro da una parte e altri tre dall’altra…’

La Menorah è citata in numerosi passi biblici: in Esodo 37:17-24 per dire che Betzalel, l’artista designato da Dio in persona, ha costruito il candelabro esattamente come l’aveva progettato il Signore. Sempre in Esodo, 30:27 per raccomandare che il candelabro, insieme ad altri oggetti del Tabernacolo, sia unto con olio sacro. Ancora in Esodo il candelabro è citato tre volte: quando il lavoro è ultimato e portato a Mosé (39:37), allorché il Signore ne ordina a Mosé la collocazione nell’Abitazione o ‘Tenda dell’incontro’ a lui consacrata (40:4). In Numeri è citato due volte: (3:31) per ribadire che l’accensione del candelabro è riservata ai leviti e (8:24) per la raccomandazione del Signore a Mosé che le sette lampade illuminino la parte anteriore del candelabro. Nel Libro di Daniele, il candelabro è citato (5:5) per ricordare il banchetto del re Baldassar, figlio di Nabucodonosor, durante il quale, apparve una mano di fronte al candelabro e scrisse parole che solo Daniele riuscì a interpretare. Nel I Libro dei Re (7:49) e nel II Libro delle Cronache (4:7) per predisporre 10 candelabri all’interno del Tempio: 5 a destra e 5 a sinistra del santuario.Ancora nel II Libro delle Cronache (13:11) si ricorda che l’accensione delle lampade è un obbligo verso il Signore. Nel I Libro dei Maccabei (4:49-50) il candelabro è utilizzato per la riconsacrazione del Tempio, mentre in Siracide (26:17) ha la funzione di metafora poetica: la lampada che brilla sul candelabro è paragonata a un bel volto di donna sopra un corpo grazioso.

Infine, in Zaccaria (4:1-12), il candelabro fa parte della quinta visione del profeta: “L’angelo incaricato di parlarmi venne a scuotermi come si fa con uno che dorme. Mi domandò: ‘che cosa vedi?’ Io risposi: ‘vedo un candelabro d’oro, con in cima un recipiente per l’olio. Il candelabro a sette lucerne e sette beccucci per dare olio a ogni lucerna. Vicino al recipiente ci sono due ulivi, uno a destra e l’altro a sinistra.’ E domandai all’angelo: ‘che significa tutto questo, mio signore?’ Allora l’angelo mi spiegò: ‘Le sette lucerne rappresentano gli occhi del Signore che osservano tutta la terra…” (Forse chi ha disegnato il Crop ci vuole dire che c’è qualcuno che ci controlla??)

 

 

 

E' il suono a creare i Crop Circle? (Seconda parte)

E' IL SUONO A CREARE I CROP CIRCLE?
 
Seconda parte
 

 

 Gli esperimenti condotti costantemente fin dal 1989 dal fisico americano Dott. W. Levengood mostrano come l'energia che crea i cerchi nel grano è capace di colpire l'embrione del seme e la crescita di pianta, allungare i nodi della stessa, perfino alterare il modello dei loro cromosomi. Inoltre l'effetto si estende al di là ed oltre le piante.

Il ricercatore agricolo George Smith trovò che esponendo il mais a frequenze sonore, si generava un livello di calore più alto al suolo, nonché una live bruciatura delle piante.

L'effetto è paragonabile alle piccole cotture-bruciature regolarmente osservate nei crop circles, dove l'area interessata evidentemente appare essiccata rispetto al resto del campo, nonostante la pioggia della notte prima; lo stesso accade alle piccole bruciature alla base degli steli nei cerchi nel grano. Abbastanza stranamente, Smith allora speculò sul fatto che l'energia del suono aumentasse anche l'attività molecolare nelle piante, tre decadi prima che ciò venisse scoperto da Levengood in alcuni esemplari di cerchi nel grano. Essendo noto che una repentina ed anomala crescita si potesse verificare nelle piante interne ad un cerchio, si postulò che dietro la creazione dei crops potesse esserci l'opera delle microonde, le quali sarebbero le responsabili di ciò.

Tuttavia le microonde hanno l'abilità di rendere i sistemi biologici sterili, ed una certa dose di onde ucciderebbe anche gli organismi.

Invece le piante dei crop circles sono vive e vegete. Dopo quattro anni di esperimenti sul grano effettuati all'Università di Ottawa, Mary Measures e Pearl Weinberger trovarono nei campioni analizzati in laboratorio una crescita accelerata, e postularono che la frequenza di suono che loro avevano applicato aveva prodotto un effetto risonante nelle cellule delle piante, allo stesso tempo colpendo il loro metabolismo. La frequenza che Measures e Weinberger applicarono era identica a quella del trillare ascoltato all'interno dei crops. Sembra allora che l'idea di una fonte di energia capace di creare crop circles diviene così molto praticabile. Ma quale tipo di suono riesce a far piegare le piante al suolo, applicando una decisa ma garbata pressione con un grado eccellente di controllo?
E' interessante notare che gli ultrasuoni sono incredibilmente capaci di interagire con gli elementi fisici. Possono essere puntati, focalizzati e pressoché riflessi come un raggio leggero, e le specifiche frequenze possono essere focalizzate per causare la vibrazione in determinate molecole, mentre altre molecole vicine vengono mantenute immobili. Più è alta la frequenza dell' ultrasuono, più è grande la sua capacità di essere diretto. Questo richiede alte frequenze nel campo dei MHz, come quelli scoperti nei cerchi nel grano da Paul Vigay. I suoi dati empirici mostrano come il livello di suono di fondo collassa improvvisamente quando lui attraversa la soglia di una formazione. Vicino al centro, si registrano attorno ai 260-320 MHz.
Comunque, nel momento in cui cerchi nel grano hanno fatto un salto avanti nella complessità matematica, nel corso dei due anni passati, allo stesso tempo i dati hanno registrato un salto a 540 MHz. Incredibilmente, questo coincide con gli esperimenti di Jenny, il quale mostra che esiste davvero una relazione tra la complessità sorgente delle geometrie di cimatica in proporzione all'aumento di frequenza dispensata. In altre parole, il livello di frequenza, sia in un laboratorio che in un campo, è correlato con l'aumento in complessità di disegno. Si sa che frequenze estremamente alte sono in grado di colpire lo stato di consapevolezza e coscienza delle creature umane, influenzando la parte sinistra del cervello. Curiosamente le persone che visitano le formazioni nei campi spesso si rendono conto esse stesse di questo fenomeno. Quando accordato su determinati MHZ l'ultrasuono previene anche danni ai tessuti sensibili, e le sue proprietà salutari sono usate nel trattare indisposizioni muscolari; e i casi di persone che si sentono meglio o guariscono quando si trovano all'interno dei crop circles stanno divenendo frequenti.

Una persona che soffriva da molto tempo del morbo di Parkinson ha raccontato di essere guarito durante la notte. Sotto i 20 Hz il suono diviene infrasuono, e tali frequenze sono direttamente coinvolte nei processi biologici. Si sa bene che la lunga esposizione ad infrasuoni può provocare condizioni sgradevoli come fatica e nausea, e tali sintomi sono riportati da vari visitatori di cerchi. Quando combinato con alta pressione, il potere acustico creato dagli infrasuoni è nell'ordine dei chilowatt. Nel caso di piante, questa pressione fa bollire l'acqua contenuta nei gambi in un nanosecondo. L'acqua riscaldata si espande, e guardando attentamente le piante del crop si rivelano infatti i piccoli buchi nei loro nodi, da dove questa acqua è fuoriuscita.

Con una cavità vicino alla base e i gambi resi sottili come vetro fuso dal calore, le piante (la cui cima è più pesante) collassano nella nuova posizione orizzontale. Dal momento che questa "cavitazione di vapore" crea anche l'incremento della temperatura locale di un centinaio di migliaia di gradi per una frazione di un secondo, non è difficile capire perché milioni di galloni di acqua al suolo scompaiono all'interno dell'area di un cerchio, o capire perché le piante hanno un odore di malto cucinato. Confrontando ciò con la scoperta di Levengood di microscopici buchi-cavità nella parete di cellulle delle piante (che indica il bollire rapido di acqua nella pianta), tutto inizia ad essere chiaro.
Questo processo ultra-infra-sonico crea anche un sibilo, e se si è così fortunati da visitare un cerchio nel grano entro poche ore dalla sua apparizione ci si troverà circondati da tale sibilo. Poichè l'infrasuono è anche capace di atomizzare molecole d'acqua e creare una nebbia sottile, si dovrebbe ricordare che nel 1996 un coltivatore raccogliendo il suo raccolto ad Etchilhampton vide quello che lui descrive come "una serie di colonne di nebbia che sorge come sparata da cannoni dal campo del vicino". La nebbia è fuori luogo in un campo di grano, in pieno pomeriggio su un terreno asciutto, un giorno di estate. Poco dopo questo episodio, una serie di tredici cerchi connessa da un viale lungo tre quarti di miglio ed un glifo in Sanscrito apparvero nel campo stesso.
Infine, le "cavitazioni di vapore" sono accompagnate da una scintilla improvvisa di luce chiamata suonoluminescenza, causata dalla produzione di scarichi elettrici poichè l'acqua-vapore è ionizzata. E più è bassa la frequenza di conduzione, più è grande l'effetto. In un laboratorio, 18 Hz è usato come la soglia di sicurezza più bassa sotto la quale la pressione formata da infrasuoni produce la disgregazione dei cromosomi. Ogni estate, piante di cerchi nel grano di ogni varietà vengono spedite al Dott. Levengood, ed alcune inevitabilmente mostrano una chiara disgregazione dei loro cromosomi. Quando invece gli vengono recapitate piante estratte da cerchi falsi, egli rileva che si tratta di piante perfettamente "a norma".
La scala musicale, costruita sulle armonie della geometria sacra, e ora scoperta all'interno della struttura dei cerchi nel grano, rappresenta la struttura matematica dell'anima del mondo perché incarna l'essenza dell'Universo.

Non è quindi una coincidenza il fatto che una buona percentuale di cerchi di raccolto può essere identificata con antiche culture, che ai giorni nostri onorano le loro tradizioni attraverso la canzone e la musica, compiendo i loro rituali salutari con suono e ritmo.

Questa relazione è estesa ulteriormente ai mandala buddisti le cui geometrie elaborate sono usate per alterare stati di coscienza. Forse non è un caso che i disegni dei crop circles riflettono questi modelli intricati, nel momento in cui supportano una familiarità misteriosa alle materializzazioni sonore di Jenny.
Se le vibrazioni sonore sono cifrate nei crops e generate anche dai crops, non è possibile che possano anche risvegliare l'individuo ad un livello spirituale? Dopo tutto, è attraverso musica che tutte le esperienze umane sono celebrate e portarono da generazione a generazione. È molto probabile che è per questa ragione che la forma dell'orecchio umano - più specificamente la coclea - è un spirale costruita secondo le leggi armoniche di tono, come se queste spirali formassero le basi da cui migliaia di crop circles hanno preso spunto. [...]

E' il suono a creare i Crop Circle? (Prima parte)

E' IL SUONO A CREARE I CROP CIRCLE?
 
 
Prima parte
 
 
Come echeggiato in tutte le fedi e le tradizioni del mondo, fu il suono a creare la materia universale: "All'inizio era la Parola, e la Parola era Dio" – ci ricorda San Giovanni. Anche le tradizioni Hopi e Navajo asseriscono che in tempi antichi gli sciamani proferivano parole sopra la sabbia e creavano modelli (nel senso di forme, calchi), un concetto non dissimile al mandala indù che si dice che sia espressione della vibrazione di Dio. Di conseguenza, le fedi orientali - l'Islam in particolare - scelsero la geometria sacra per esprimere l'immagine di Dio, una tecnica usata più tardi nelle cattedrali gotiche, in quegli inni alla geometria sacra.
La scienza moderna ora mostra che questi ritmi geometrici giacciono al centro di strutture atomiche. Quando Andrew Gladzewski eseguì una ricerca su modelli atomici, piante, cristalli e armonie in musica, concluse che gli atomi sono risonatori armonici, mentre provò che la realtà fisica davvero è governata da ordini geometrici basati su frequenze di suono. E anche che il suono indù primordiale, l'OM, da cui è dedotto il nostro termine moderno 'hum', quando cantato in un tonoscopio produce le varie forme geometriche attribuite alla sacralità.
Forse il più importante di queste forme è l'esagono, sul quale la matrice egiziana chiamata “Fiore della Vita” è basato. Questa serie di esteriormente-ruotate divisioni del cerchio si conformano ai pilastri fondamentali della vita, gli aminoacidi. Questo Fiore della Vita si è successivamente manifestato in un cerchio nel grano.
Come l'espressione del numero nello spazio, la geometria è collegata inestricabilmente alla musica poichè le leggi della prima governano gli intervalli matematici che costituiscono le note nella scala musicale occidentale - i rapporti diatonici - da cui il motivo per cui gli antichi egizi si riferivano alla geometria come “musica congelata”.
Nella edizione di "Science News" del febbraio 1992, il Prof. Gerald Hawkins usò i principi della geometria euclidea per provare che quattro teoremi possono essere dedotti dalle relazioni degli elementi nei corp circles. Più significativamente, scoprì un quinto teorema dal quale si potrebbero dedurre gli altri quattro. Nonostante la sfida fosse stata lanciata, su oltre mezzo milione di partecipanti, nessuno è stato capace di creare tale teorema che Euclide stesso suggerì solamente ben ventitrè secoli prima nei suoi tredici trattati sulla matematica. Così fu una vera sorpresa quando la sua versione equilatera si materializzò in 160.000 piedi quadri di orzo appiattito a Litchfield, nell’Hampshire.
Dacchè i teoremi Euclidei di Hawkins producono anche rapporti diatonici, esiste un collegamento tra cerchi nel grano e note musicali, entrambi essendo il sottoprodotto delle leggi armoniche di frequenza del suono. Cerchi nel grano che presentavano associazioni chiare con il suono cominciarono ad apparire presto. Uno di questi conteneva una curiosa caratteristica a partire dalla quale è costruito anche un diagramma musicale ancora datato al tempo egizio, il Lambdoma. Anche noto come la Tavola di Pitagora, definisce le relazioni esatte tra armonie musicali e rapporti matematici.
Nel 1996 un altro cerchio dimostrò la combinazione di due importanti figure: il triangolo e la proporzione Aurea, producendo il diagramma geometrico necessario a produrre rapporti musicali. Ma fu una convincente formazione a Goodwood Clatford - le cui piante erano piegate a sei pollici dalla cima - quella che diede il “la”, dato che era una rappresentazione di un modello di cimatica inciso in 5.000 piedi quadri di orzo.
La cimatica è lo studio di modelli di onda vibrazionali. Uno dei suoi primi studiosi fu Margaret Watt-Hughes che, nel 1891, catturò modelli geometrici precisi su nastro mentre cantava in un'apparecchiatura che conteneva polvere di "lycopodium". Ma ci sarebbero voluti altri settantasei anni prima che lo scienziato svizzero Hans Jenny pubblicasse il primo dei suoi studi accurati sulla trasmissione di suono attraverso mezzi fisici, questa volta nella forma di frequenze elettroniche monitorate. Egli osservò come la vibrazione del suono creasse forme geometriche - una frequenza bassa produceva un semplice cerchio incluso in anelli, mentre una frequenza più alta aumentava il numero di anelli concentrici attorno ad un cerchio centrale. All'aumentare delle frequenze, aumentava la complessità delle forme, al punto da poter discernere tetraedri, mandala e altre forme sacre. Come Margaret prima di lui, Jenny abilitò umanità ad osservare la "musica congelata". Jenny offrì anche una spiegazione basata sulla fisica alla creazione di cerchi nel grano, dal momento che molti dei modelli vibrazionali trovati nelle sue fotografie mimano i loro disegni. Alcune sono imitazioni chiassose, come il cerchio circondato da anelli concentrici tipico di primi anni '80, il tetraedro di Barbury Castle nel 1991, il web mandala di Avebury del 1994, o anche il frattale estremamente strutturato della stella del 1997. Le altre fotografie dimostrano la geometria di costruzione codificata all'interno dello scheletro dei cerchi di raccolto.
Ci sono poi, a livello visivo, ben pochi argomenti per negare un collegamento. Ma che prove ci sono, a livello fisico, di suoni all'interno dei crop circles?
Esistono molte testimonianze di un trillo sentito da varie persone prima di essere testimoni della creazione di un crop circles.
Le testimonianze descrivono una calma improvvisa nell'aria, il canto degli uccelli all'alba sormontato da un trillo ed il piegarsi in testa delle spighe di grano nonostante l'assenza di vento. Una sezione intera di raccolto posa poi in giù in modo spirale, e il tutto dura non più di una quindicina di secondi. Il ricercatore Colin Andrews si è imbattuto in questo suono trillante egli stesso, quando, mentre ricercava disperatamente qualche risposta al fenomeno, imprecò al cielo "Dio se solamente potessi dirmi come queste cose sono create".
La risposta che ha ricevuto fu catturata su nastro magnetico. L'analisi susseguente svolta all'Università del Sussex e al laboratorio della NASA concluse che il rumore era di natura meccanica e di una frequenza di 5.0-5.2 kHz.
Mentre registravano un'intervista in un cerchio nel grano lo stesso suono fu sentito da un operatore cinematografico della BBC e allo stesso tempo malfunzionò la sua videocamera da 30mila dollari. Altra cosa interessante è che, quando il suono si manifestò di nuovo durante una ricerca di gruppo dentro un altro cerchio nel grano, mostrò qualità di movimento non lineare, e sembrò comportarsi in relazione a richieste specifiche, qualche volta a livello psichico.
Siccome ha anche l'abilità di emettere su frequenze di radio ed interferire con attrezzature elettroniche, uccelli ed insetti possono essere sbalzati fuori; ed anche se gli scettici sono rapidi ad accusare che il suono registrato è, infatti, quello di un usignolo e di una cavalletta, l'analisi stroboscopica di entrambi i timbri di voce ha rivelato le differenze enormi tra questi uccelli ed il rumore bizzarro inciso su nastro.
Inoltre, questi uccelli frequentano paludi, e non aperti campi di cereali. E' interessante come gli aborigeni siano in qualche relazione con questo suono. Durante le loro cerimonie per contattare quelli che loro chiamano gli spiriti del cielo, un "bora", consistente in un pezzo di legno sagomato legato alla parte terminale di una lunga corda, gira creando un rumore praticamente identico al borbottio ascoltato nei crop circles. Bisogna chiedersi da dove è venuta l'inspirazione per questa apparecchiatura, e chi erano questi spiriti del cielo, e cosa sulla terra ha fatto associare gli aborigeni senza tempo a questo rumore. Questo finché fu scoperto che non solo i cerchi erano apparsi in Australia, molti negli anni sessanta, ma la loro manifestazione figura nel sapere aborigeno, dal momento in cui le loro geometrie appaiono in dipinti di pietra.
Nel 1998 suoni di un genere più melodico furono sentiti e registrati da tre testimoni all'interno di una formazione; il disegno fu fondato sulla geometria delle "sette pieghe" (sevenfold), una rappresentazione degli intervalli nella scala di musica diatonica. Molti mesi più tardi io mi imbattei in un diagramma chiamato il Web di Athena nel quale tutti i punti dell'ottagono sono connessi.
Nonostante la confusione di linee, il diagramma consiste solo di tre lunghezze di linea, e giustapponendo questi sopra un strumento a corda, le stesse note esatte furono ricreate. Ma forse il più grande collegamento che collega il suono alla manifestazione di cerchi nel grano giace nella loro più grande anomalia: il permanente piegarsi dei gambi delle piante.
In Canada, durante gli anni sessanta, esperimenti di laboratorio misurarono gli effetti della musica sulle piante, sottoponendole a toni diversi. Esposizione a musica "heavy metal" fece inclinare le piante nella direzione opposta, mentre musica classica cullò le piante verso la fonte del suono. Ma nel caso di musica devozionale indù - e le canzoni di Ravi Shankar in particolare - i gambi volsero in eccesso di 60º in orizzontale, forse il più vicino che è mai stato riprodotto dall'uomo in grado di realizzare questo angolo, attribuito ai cerchi autentici. Gli ulteriori esperimenti all' Università di Annamalai, applicando canzoni devozionali indiane, generarono effetti supplementari: il numero di "stomata" [?] nelle piante utilizzate per l'esperimento era del 66% più alto, i muri epidermici erano più spessi, e le cellule erano più lunghe e più larghe di quelle de campioni di controllo [cioè altre piante non interessate dal fenomeno], qualche volta fino al 50% oltre. Cambi biofisici simili possono accadere in piante raccolte da cerchi nel grano.
 (VAI ALLA SECONDA PARTE)

Strangecircles

GLI STRANGECIRCLES
 
 
 
Altri casi particolari e anomali, non direttamente e necessariamente ascrivibili al fenomeno “cerchi nel grano”, sia che costituiscano una forma di “land art”, sia che il loro autore sia sconosciuto o la loro origine risulti pressoché ignota. Non ci interessa restare impelagati nel discorso “alieni – non alieni”, ma prendere in esame il prodotto finale, sperando di favorire una discussione nel merito, che non si areni sui pregiudizi o gli apriori di ognuno.

Cominciamo col segnalare una curiosa formazione apparsa su una spiaggia ("Byron Bay").

 

 

                                                         

A St. Chatarines, nell’Ontario (Canada), si è ritrovato qualcosa del genere su una superficie di ghiaccio. Lo stupore è minore poiché si tratta di semplici cerchi, apparentemente neppure collegati tra loro. Tuttavia la curiosità di comprenderne l’origine rimane alta, e il quesito di non facile soluzione.

 

 Perché appaiono queste forme circolari e cosa significano, ma soprattutto chi è l'artefice di tutto questo? E' un linguaggio che sicuramente non comprendiamo, forse qualcuno o qualcosa vuole darci un messaggio,ma quale?

Crop circle di Chibolton e il messaggio di Arecibo (Seconda parte)

CROP CIRCLE DI CHIBOLTON E IL MESSAGGIO DI ARECIBO
 
(Seconda parte)
 
 

Il silicio è il componente principale per vetro, cemento, semiconduttori, ceramica e silicone. A differenza del carbonio però, non è presente nelle strutture organiche dotate di vita. Mentre per noi è semplicemente un materiale che sta acquistando una sempre maggiore importanza nel settore sperimentale e della tecnologia avanzata (laser, transistor, celle solari, e apparati elettronici a basso costo), forse il Silicio è un elemento della “vita” extra-terrestre. Nel 1969 Ben Volani, microbiologo dello Scripps Institutions of Oceanography, aveva identificato un ruolo cruciale del silicio nella “vita al carbonio”. Egli aveva notato che la presenza del silicio nelle forme di vita terrestri, pur essendo precaria ed instabile, era una componente importante. Su un terreno meno scientifico e più esoterico o – direbbero altri – di conoscenza e saggezza cosmologica, vale giusto la pena di menzionare una pubblicazione di Ashayana Deane intitolata “Angelic Realities” (Granite Publishing 2001) un cui si parla di una scala cosmica e di Universi armonici: la realtà è formata da 15 matrici dimensionali-temporali, generate da 5 settori, ognuno dei quali tridimensionale (5 x 3 = 15). La Terra è nel primo Universo armonico, cioè ad un punto neanderthaliano della scala cosmica, dove scienza, regole e vita stessa sono basate sulla chimica organica basata sul carbonio. Nell’Universo armonico superiore al nostro invece, i processi vitali sono basati sulla biologia di carbonio e silicio. Nell’Universo ulteriormente superiore si parla solo di silicio (poi di forme liquide e cristalline di pre-materia e infine di pure energie viventi nell’anti-materia).
Tutte le entità extraterrestri, astrali, gli angeli e arcangeli, vivono e prolificano in questi vari universi armonici, dove gli universi più alti possono vedere quelli più bassi. Verosimilmente i creatori del crop di Chilbolton si sono identificati – e sono – secondo questo schema, abitanti del secondo universo armonico, basato sul sistema biologico del carbon-silicio.
C’è infine un aspetto curioso da tenere in considerazione e riguardante sempre il silicio. Nel 1999 era apparso sullo stesso campo un altro piccolo crop, che rappresentava una bella forma cristallina.
Si pensò allora soltanto alla geometria dei frattali, alla serie di crop che stava ben dimostrando la meravigliosità degli algoritmi. Ma alla luce della discussione sul Silicio, non è del tutto da escludere che il modello possa avere qualche cosa a che fare con la forma della struttura cristallina di Silicio (che è cubica, molto simile a quella di vari semiconduttori e in particolare del diamante).
Tornando allo schema del crop di Chilbolton, notiamo che a cambiare è anche il DNA, con un filamento aggiuntivo sulla sinistra, ed un diverso numero di nucleotidi. Sembra una struttura però molto simile alla nostra, tanto da legittimare l’ipotesi che possa trattarsi di una alterazione genetica, o una mutazione, del nostro stesso DNA; forse – siamo sempre nel campo delle ipotesi – una alterazione genetica indotta di proposito (esperimenti genetici?) sul nostro DNA di base. Il numero di nucleotidi varia da 4,293,917,614 a 4,294,966,190, cioè oltre un milione di nucleotidi in più. Alcune ricerche di Hoagland e Bara non escludono che possa effettivamente esistere un organismo vivente con una conformazione a tripla elica. E c’è di più: la Enzo Biochem Inc., una ditta americana, aveva depositato recentemente un brevetto sensazionale che presentava un nuovo processo per modificare il DNA, chiamando in esame proprio l’addizione di un terzo filamento di DNA nella classica doppia elica, trasformandola temporaneamente a tre filamenti.
A questo punto consideriamo anche una ipotesi interessante. L’RNA (Acido Ribonucleico) ed il DNA (Acido Desossiribonucleico) sono composti da unità che si ripetono. Nel caso dell’RNA le unità che si ripetono sono i ribonucleotidi e i monofosfati, mentre nel DNA si ripetono 2’desossiribonucleotidi monofosfati. Sia l’RNA che il DNA formano lunghe catene di polinucleotidi, le quali hanno delle polarità. La sequenza di un acido nucleico è di norma letta da 5’ a 3’ (ad esempio la sequenza delle molecole di RNA è AUGC mentre per il DNA è ATGC). Il DNA è più stabile, mentre la presenza di “2'OH” nell’RNA forma 2'3' “phosphodiester” che generano un mix di 2' e 3' monofosfati (quindi la catena di polinucleotidi dell’RNA è instabile). In altre parole l’RNA polimerizza in due differenti forme, rispettivamente 2', 5' oppure 3', 5'; ed è un mistero della evoluzione chimica il perchè la forma 3’, 5’ si è affermata sulla Terra..
. In termini teorici è però plausibile che l’RNA 2’, 5’ possa rappresentare un codice genetico alternativo all’RNA 3’,5’ o al DNA. Tutto ciò ha probabilmente a che fare con il crop di Chilbolton dove viene rappresentato il DNA a triplice elica. Infatti gli acidi nucleici 2’, 5’ formano una singola elica con 6 avvolgimenti (quella cioè rappresentata come la terza elica nel crop di Chilbolton). Inoltre molte persone vittime di “abduction” (coloro cioè che sostengono di essere stati rapiti da alieni) passano il resto della vita in modo apatico, colpiti da una sorta di affaticamento cronico, è ciò dipende anche dall’acido ribonucleico. Come se, insomma, il sistema immunitario di queste presone fosse entrato in contatto con l’RNA 2’, 5’. Ma – di nuovo – rischiamo di cavalcare delle “illazioni”, per cui lanciato il sasso ritiriamo subito la mano, e passiamo oltre.
Cambia anche il disegno dell’uomo, che nel crop appare piuttosto simile ad un cosiddetto “grigio” (cioè l’immagine dell’alieno nella cultura popolare): basso, con 2 braccia, 2 gambe, una testa molto più grande della nostra, due grandi occhi ben visibili. Cambia anche l’altezza media, indicata come 2 piedi (corrispondente ancora a quella standard del “grigio” secondo la fantasia popolare ed i racconti di abdction – cioè circa 3 piedi e 4 pollici), e cambia il numero degli abitanti, che sarebbero circa 21,3 miliardi. Ci si chiede se si tratta della popolazione soltanto del loro pianeta (e questa cifra, curiosamente, sembra corrispondere a quanto sostenuto da alcuni testimoni reduci da fenomeni di abduction, che hanno sostenuto che la loro popolazione è molto più numerosa della nostra), o se non si tratti piuttosto della loro popolazione sommata a quella della Terra, o perfino la popolazione futura della terra, o quella del sistema solare (comprendente le forme di vita su Marte, e sui satelliti di Giove?). Già, perché cambia anche la descrizione del sistema solare: il terzo pianeta dal sole (almeno da quello che nel messaggio di Arecibo era il nostro Sole) non è più il solo ad essere accentuato, ma è in compagnia del quarto e del quinto (e quest’ultimo sembra essere enfatizzato anche più, con tre supplementari pixel).
La differenza nelle informazioni di Sistema solare potrebbe indicare almeno un paio di scenari. E’ possibile che il disegno si riferisca sempre al nostro Sistema Solare, ma oltre ad accentuare la Terra si è accentuato anche Marte e Giove. In effetti, la zona di massima luce sul quinto pianeta potrebbe anche riferirsi alla cintura di asteroidi che giace tra Marte e Giove, che è in realtà il quinto elemento dal sole. Questo potrebbe voler dire che sul nostro Sistema solare c’è vita, oltre che sulla Terra, anche su Marte e su Giove (o sulla cintura di asteroidi attorno a Giove); cosa in effetti già sospettata dal Seti stesso e da chi studia da anni lo spazio. Si ritiene infatti, secondo alcuni studi scientifici, che almeno i satelliti (di Giove) “Io” ed “Europa” possano essere abitati da forme di vita.
Alternativamente, non corrisponderebbe al nostro Sistema solare, ma al loro sistema, che dunque sembrerebbe anche consistere di nove pianeti. Il sole è rappresentato leggermente più piccolo. Questo potrebbe essere allora il loro più piccolo sole, o si potrebbe supporre che rappresenti il nostro futuro, forse quando il sole sarà divenuto più piccolo e noi avremo popolato gli altri pianeti. Non è possibile dare risposte certe.
Infine al posto del disegno del trasmettitore di Arecibo c’è qualcosa che ricorda la forma di una sonda spaziale. Eppure a ben vedere potrebbe essere il diagramma del crop circle che fu ritrovato in quello stesso campo l’anno precedente, nel 2000.
Questa parte del crop è di difficile comprensione ed interpretazione. Come mai viene raffigurato il crop dell’anno precedente? Forse perché il crop del 2000, a sua volta, potrebbe essere la rappresentazione di una tecnologia che va oltre le nostre conoscenze, un avanzato metodo di comunicazione? Forse – sostengono altri più o meno ironicamente – rappresenta una diavoleria per costruire pittogrammi.
Inoltre, attraverso una analisi minuziosa, si è potuto constare che questa parte del disegno non corrisponde in modo perfetto al crop del 2000 ma ha una leggera differenza: al posto di due anelli concentrici presenti nella parte centrale dell’agroglifo del 2000 sono stati inseriti quattro punti disposti a croce (secondo alcuni ad indicare il presunto sistema solare alieno).
Il diametro del trasmettitore infine viene indicato – sempre in base a codice binario, calcoli alla mano - come più grande dei 305 metri di Arecibo.

 

 

 

Ad aggiungere carne al fuoco ci ha pensato anche Colin Andrews, che dopo alcune ricerche ha fatto notare che quello del 2000 (poi rappresentato nel 2001 con il crop di risposta al messaggio di Arecibo) non era il primo che si verificava in quel campo. C’era – come già detto – il crop che disegnava una figura particolare simile ad una struttura cristallina o a un diamante. Ma prima ancora, nel 1990-91 erano state ritrovate 2 strane “griglie” al suolo.
L’anno seguente alla comparsa di quelle 2 griglie, vi furono proprio sopra quel campo due misteriosi incidenti aerei, dei quali non si seppe mai la causa (il pilota era in entrambi i casi esperto, e sul motore non erano stati rilevati – ne prima né dopo – malfunzionamenti).
Il 22 Maggio del 1992 il mistero si infittisce. Viene trovato in un campo adiacente un altro crop: un largo cerchio all’interno di 2 anelli.
Lo stesso giorno una mongolfiera perse inspiegabilmente quota proprio mentre transitava sopra quel crop, e precipitò a non molta distanza. Dopo di che, prima del cosiddetto “Arecibo Reply” compaiono - come abbiamo già visto - i crops sul campo di Arecibo, da quello il cui disegno richiama una struttura cristallina cubica, al crop del 2000 di cui si è detto, alla faccia di Chilbolton. Ma in quei giorni appare anche un altro crop sensazionale a Milk Hill, non lontanissimo da li, precisamente il 13 agosto, dal giorno alla notte. Si tratta di 400 cerchi per un diametro complessivo di 450 metri. Qualcosa di assolutamente imponente, e perfettamente realizzato, da lasciare sbigottiti anche i più scettici.
Ma questi crop hanno a che fare con quello detto “Arecibo Reply”? Per quanto è dato sapere no, o almeno non sembra esserci alcun legame diretto. Tuttavia il boom di formazioni così spettacolari, importanti e significative, nell’arco di pochi giorni e non lontane tra loro, aveva creato un clima di stupore in tutti, e predisposto forse ad uno stato d’animo particolare. In altre parole la voce che gli alieni stavano comunicando con noi stava acquisendo un maggior spessore. Ma sarà bene attenerci ai fatti e tornare ad effettuare delle riflessioni sul caso di Chilbolton. Si perché il SETI stesso, che aveva ideato il messaggio di Arecibo, fu tra i primi a sostenere che il crop di Chilbolton non poteva in alcun caso essere la risposta di entità extra-terrestri. Per 5 fondamentali ragioni – dice il SETI – il crop di Chilbolton non può che essere di origine umana. Vediamo in sintesi queste 5 ragioni.
1. Se gli alieni avessero ricevuto il messaggio di Arecibo (e questo sarebbe per loro l’unico modo per conoscere la trasmissione effettuata nel 1974) significherebbe che le loro capacità di ricevere e inviare segnali radio ad alta frequenza sono eguali o superiori alle nostre. Allora perché non avrebbero usato le onde radio per rispondere? Perché avrebbero risposto con un metodo così grossolano come un disegno su un campo di grano, che permette di fornire una quantità di informazioni assai inferiori rispetto ad una trasmissione radio? Se non utilizzassero la radio avrebbero comunque potuto utilizzare dei supporti magnetici, cd, o anche giornali; o qualsiasi altro mezzo consono.
A questo punto molti obiettano però che una civiltà presumibilmente molto avanzata, come quella che ha risposto al messaggio di Arecibo, è sufficientemente consapevole dell’impatto che un loro deciso intervento creerebbe sul nostro Pianeta: il caos. Per questo utilizzare trasmissioni radio che potrebbero finire sulle televisioni e sulle radio di tutti i cittadini, o lasciare cd o prove materiali, potrebbe non essere stato ritenuto opportuno, in base alla cosìddetta “strategia della gradualità”, con la quale gli extra-terrestri si stanno avvicinando a noi, per avere un effettivo contatto solamente nel momento in cui l’umanità sarà pronta per questo passo.
2. Come mai questi alieni sono così somiglianti a noi? Nello stereotipo alieno di Hollywood gli ET sono effettivamente umanoidi, ma ciò a causa di una nostra presunzione antropocentrica. Basta visitare lo ZOO per rendersi conto che esistono circa moltissime specie e creature che pur condividendo milioni di anni di evoluzione e parte del DNA, non si somigliano affatto.
A questa interessante osservazione c’è però chi obietta che la vita intelligente nell’universo, pur potendo derivare da percorsi diversi, giunge necessariamente ad una conclusione simile. Se esiste una specie in grado di viaggiare nello spazio e di sviluppare una ingegneria genetica, si può presumere che questa civiltà sia anche in grado di dominare il modo di apparire. Oppure che il modo di apparire possa essere comunque simile per tutte quelle specie che sono ad un elevato grado di evoluzione. Nello stesso modo in cui tutte le scimmie che si evolvono tendono a stare su 2 zampe e a sviluppare determinate capacità ed abilità (che saranno poi quelle dell’uomo). Se abbiamo 2 occhi, 2 gambe, 2 braccia ecc ci sono valide ragioni, dovute ad uno sviluppo dell’intelligenza e all’adattamento anche genetico del corpo all’evoluzione e alle necessità. Sarebbe insomma curioso, al contrario, se le forme di vita intelligenti avessero tutte delle sembianze completamente diverse tra loro. Per non parlare dell’ipotesi – più che plausibile secondo molti, tra cui il noto scrittore Zechariah Sitchin – che potremmo essere noi umani a somigliare a loro, poiché deriviamo da loro, che ci hanno creati a loro immagine e somiglianza (chissà che il Dio cristiano della Bibbia non sia invece un ET, come sostengono alcuni revisionisti e studiosi delle origini dell’uomo). La controversia anche su questo punto, sembra restare insolubile.
3. Il Messaggio è stato inviato come detto all’ammasso M13, che dista circa 23 mila anni luce. Significa che, viaggiando il messaggio alla velocità della luce, impiegherebbe circa 230 secoli per giungere a destinazione (e magari altrettanti per tornare). Come è possibile che dopo 26 anni abbiamo già la risposta? E’ evidente che – se anche questa fosse una risposta – non proviene dagli abitanti dell’ammasso M13, perché questi non possono aver ricevuto ancora alcun messaggio. Dunque, si ipotizza, potrebbe essere una risposta (ammesso che lo sia) di qualche altro pianeta sulla via Lattea, che si trova nella traiettoria del messaggio e lo ha intercettato, ed ha risposto con il crop circle di Chilbolton?
Si è parlato, come unico candidato accettabile, di Hercules 86, stella non dissimile dal nostro Sole, posta a 26,4 anni luce da noi sulla traiettoria ideale (pur con una leggera deviazione di 17 gradi) seguita dal fascio radio a suo tempo inviato verso l’Ammasso Stellare M13 di Ercole: più o meno, in effetti, il tempo richiesto al messaggio di Arecibo da noi inoltrato verso la Costellazione di Ercole nel 1974 per raggiungere quel sistema stellare. Visto che l’eventuale risposta si sarebbe avuta oggi, più o meno in tempo reale, senza che trascorressero altri 26 anni, gli Ercoliani avrebbero dovuto bypassare la velocità della luce? La fisica teorica d’avanguardia del warp drive e dei wormholes permetterebbe questo a chi sapesse gestirla, com’è ben noto agli scienziati aerospaziali che attualmente studiano la cosiddetta breakthrough propulsion.
Secondo il SETI però questa ipotesi è talmente remota da potersi considerare del tutto trascurabile. Infatti abbiamo detto che il fascio di onde radio aveva una dimensione, come estensione spaziale, di circa un quindicesimo della superficie lunare. Ovvero era un fascio estremamente ristretto. Per dare un’idea potremmo paragonare il fascio di onde di Arecibo ad una freccia, scoccata verso un immenso spazio vuoto in cui vi siano alcune palline da ping-pong appese a dei fili (sarebbero altri Pianeti). Le palline distano fra loro molti chilometri. Quante possibilità ci sono che la freccia colpisca accidentalmente una di queste palline prima di arrivare alla pallina a cui è destinata? Pochissime (circa una su mezzo milione), ma si riducono ancora di più se consideriamo la possibilità alla data odierna, e cioè se ci poniamo la domanda: “quante possibilità ci sono che, ad oggi, il messaggio abbia già raggiunto qualche altro Pianeta”? E la probabilità che una sonda nelle nostre vicinanze possa averla intercettata sono ancora più piccole, infinitamente piccole.
Come obiettare a questa constatazione? Semplice: il SETI ignora che gli extraterrestri non sono affatto solamente su M13 o altri pianeti e galassie distanti milioni di anni, ma sono presenti anche sulla Terra (e qualcuno comincia lentamente ad esserne consapevole e ad accettarlo), per cui sono a conoscenza del messaggio dal giorno stesso in cui è stato inviato. Ed è possibile che gli extra-terrestri abbiano scelto questo semplice e gentile metodo di comunicazione per parlare e rispondere alle persone “open-minded” della Terra, rispettando allo stesso tempo il nostro diritto di ignorarli o di negarli.
Se così fosse, replica il SETI, allora perché attendere 26 anni? Potevano rispondere subito? La risposta che è stata fornita agli scettici è che è possibile che gli extra-terrestri abbiano atteso il momento opportuno, prima del quale non ci sarebbe stato nessuno disposto a credere a questa ipotesi e tutti si sarebbero comportati come il SETI fa ora. Non si può escludere poi che potrebbero aver comunicato anche prima, magari da anni, ma la notizia è stata regolarmente occultata, fraintesa, ignorata, non vista ecc..
4. Le informazioni biochimiche contenute nel crop di Chilbolton sono le stesse che erano contenute nel messaggio di Arecibo del 1974. E’ da notare quanto la biologia aliena sia simile alla nostra.
E’ vero, il DNA sembra avere un filamento extra ed un numero differente di nucleotidi, e si è anche notato che viene indicato il silicio come parte del kit di costruzione biologica. Tutto ciò non può convincere. Se il silicio è piuttosto popolare nei film di fantascienza, nella realtà è assai difficile che possa costituire un elemento fondamentale delle molecole necessarie alla vita.
Inoltre è fin troppo riguardevole quanto sia simile il loro DNA al nostro, addirittura al punto da presentare una molecola di DNA elicoidale. Inoltre essi fanno uso dello stesso numero di zuccheri e di basi che costituiscono il DNA umano per costruire il proprio. Ma è piuttosto strano che il silicio sopra menzionato non compaia poi nella formula di alcuno fra i componenti del DNA alieno (un punto questo evidenziato da Randy Wiggins). Va ricordato inoltre che a fronte di centinaia di possibili aminoacidi, nelle forme di vita terrestri ne compaiono solo venti. In altre parole, la nostra biochimica è piuttosto specifica. È curioso (ed improbabile) che anche la loro corrisponda così da vicino alla nostra.
Queste considerazioni neppure possono però rappresentare una efficace risposta a chi ha un punto di vista diverso su quel che è accaduto. Infatti se la genetica umana fosse stata modificata da antichi viaggiatori dello spazio (extra-terresti o in qualsiasi modo li si voglia chiamare), sarebbe ovvio che le strutture biochimiche e il DNA si somiglino, e sarebbe semmai strano il contrario. Riguardo il silicio non è stato provato che questo posa giocare un ruolo importante nel DNA, ma è stato tuttavia dimostrato che questo elemento gioca un qualche ruolo non secondario. Il Dott. Levengood, che è stato un pioniere negli studi biochimici sui crop circles, ha trovato in alcuni (rari) casi, degli anomali depositi di silicio (ma anche silicone e silicati) all’interno di crop circles. In un caso trovò uno strato di microcristalli di silicio bianco, talmente puro da risultare – fino ad allora – sconosciuto (almeno non conosciuto a quel grado di purezza). Inoltre è stato dimostrato che laddove è stato rinvenuto questo silicio le piante coinvolte sono cresciute circa il 400% del normale in biomassa, ed i test di germinazione hanno mostrato una crescita tremendamente consistente, rapida e solida dei gambi e delle spighe (fino a 5 volte quella “normale”). Alcuni scienziati rispettabilissimi stanno studiando questi aspetti, anziché limitarsi a dire che “non può essere, quindi non è”.
5. Il crop di Chilbolton stesso non presenta prove fisiche, chimiche o scientifiche sufficienti a sostenere che sia originato da altre entità.
Ci si potrebbe anche meravigliare del perché, nonostante anche lì vi siano vasti campi coltivati a grano, gli Stati Uniti non siano quasi mai bersaglio di questo tipo di disegni alieni: circa due terzi di tutti i cerchi nel grano si trovano in Inghilterra. Possiamo anche notare come Chilbolton sia un luogo ove sono comparsi altri crop circles nel 1999 e nel 2000. Perché gli alieni dovrebbero far ricorso ad un sistema di segnalazione che trasferisce così poche informazioni e che si può utilizzare soltanto durante i due mesi della stagione della crescita, per di più solo di notte? Da Chilbolton ci hanno anche fatto sapere – conclude il SETI - che questi recenti glifi sono apparsi (come in molti altri casi) dopo un weekend.
Su quest’ultimo punto in effetti non è stata fornita una risposta direttamente intesa a controbatterlo. Questo perché si dicono due cose. Intanto che non ci sono prove che il crop non sia umano, il che è tuttavia ovvio (ma vorremmo dire che non vi sono neppure “prove provate” che lo sia). Poi si dice che è un artefatto poiché è comparso in quel posto, in quel periodo, di notte, nel weekend ecc. Sono dati che non provano molto, né formulano alcuna teoria degna di attenzione scientifica. In altre parole, il quinto punto, è una dichiarazione generica che sostanzialmente spiega perché il SETI non crede al fenomeno dei cerchi nel grano, se non come opera dell’uomo. Ma era cosa nota, ed il dibattito sulla loro origine e natura è stato affrontato in mille sedi e da molto tempo. Non riguarda nello specifico il caso di Chilbolton, pertanto rimandiamo il dibattito in altra sede.

 

Crop circle di Chibolton e il messaggio di Arecibo (Prima parte)

CROP CIRCLE DI CHILBOLTON E IL MESSAGGIO DI ARECIBO 

(Prima parte)

Ad Arecibo, sulla costa Nord del Portorico, ricavato all’interno di una cavità naturale nella roccia, è installato da oltre 30 anni il più grande radio-telescopio del mondo. La superficie riflettente (specchio radio) è di 305 metri di diametro; è profondo 50 metri e ricopre una superficie di circa venti acri. La superficie è composta da quasi 40.000 pannelli di alluminio perforati, ciascuno dei quali misura circa 0,9 per 1,8 metri, sostenuti tramite una rete di cavi d'acciaio che scorrono al di sotto della cupola. Quello di Arecibo è un riflettore sferico (non parabolico) e il suo formato gigante è ciò che rende l' osservatorio puertoricano la più grande antenna focalizzante curvata sul pianeta, e il radiotelescopio più sensibile del mondo. E’ dotato di un trasmettitore potentissimo, che viene anche utilizzato dall’Università di Cornell e dal governo americano per studiare lo spazio lontano.
Centoquaranta metri sopra il riflettore troneggia la piattaforma di 900 tonnellate che regge le enormi antenne. Simile nel disegno ad un ponticello, è tenuta in aria da diciotto cavi, che sollevati da tre torri, sono ancorati ad altrettanti blocchi di cemento. Il sistema di fissaggio è resistente quanto funzionale, e permette la registrazione dell' altezza e dell’angolo della piattaforma con precisione millimetrica.
Appena sotto la struttura triangolare della piattaforma superiore vi è un binario circolare su cui gira il braccio di azimut. Il braccio di azimut è una struttura a forma di arco lunga 100 metri. La parte curvata del braccio comprende un altro binario, su cui sono posizionati un carrello scorrevole e una sorta di cupola per la ricezione di particolari frequenze che possono essere posizionati dovunque fino a venti gradi dalla verticale. Appese sotto la base del carrello vi sono varie antenne lineari ciascuna sintonizzata su una banda stretta di frequenze. Queste antenne guardano verso il basso e sono progettate specialmente per il riflettore sferico. Un totale di 26 motori elettrici gestisce la piattaforma, permettendo di spostare l' azimut, il carrello e la cupola in ogni posizione con precisione millimetrica.
Frank Drake (all’epoca direttore dell’osservatorio) e Carl Sagan, ritenevano che l’essere umano fosse probabilmente solo nell’universo, non tanto perché non ci fosse vita altrove, bensì perché questa vita sarebbe stata talmente lontana da non poter entrare in contatto con noi, e probabilmente nessuna civiltà potrebbe vivere abbastanza a lungo da coprire questo enorme spazio.
Fu così che il pomeriggio del 16 dicembre 1974 – essendo stato anche da poco potenziato il telescopio di Arecibo - il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) decise di utilizzare questo imponente ed avanzatissimo radio-telescopio per inviare un messaggio in codice binario verso lo spazio. Si festeggiava così il potenziamento del telescopio, lo si inaugurava, e si metteva in un certo senso alla prova l’assunzione di Drake e Salgan, i quali furono i primi artefici del contenuto del messaggio di Arecibo.
Le onde elettromagnetiche inviate da Arecibo avevano una intensità impressionante. L'invio del messaggio ha richiesto tre minuti, ed è stato effettuato una sola volta. Il messaggio è stato codificato tramite il semplice spostamento del segnale fra due frequenze, poste nella banda dei 2.380 MHz, variando la frequenza di trasmissione di 10 Hz (tecnica FSK), per indicare il valore (1 o 0) di ciascun bit, e consisteva in 1679 impulsi di codice binario (zero ed uno). Il fascio di onde elettromagnetiche inviate copriva una piccola parte di cielo, essendo indirizzato precisamente – attraverso la Via Lattea - verso un ammasso globulare di stelle chiamato M13, a circa 23.000 anni luce da noi, nella costellazione di Ercole, e comprendente centinaia di migliaia di stelle.
La comunicazione effettuata in questo modo, nella migliore delle ipotesi, avrebbe potuto ricevere risposta soltanto dopo diversi secoli, perché tanto è il tempo che ci vuole prima che il segnale di Arecibo possa fisicamente raggiungere l’ammasso M13.
Il fascio di trasmissione di Arecibo aveva una ampiezza di circa 2 minuti d'arco, che equivale più o meno ad 1/15 del diametro della luna piena. È un fascio – come detto - estremamente stretto. La possibilità che questo fascio colpisca altri Pianeti sulla sua traiettoria è secondo gli scienziati estremamente bassa, praticamente trascurabile. Vedremo che questo aspetto del problema è di una certa importanza, ma prima occupiamoci di capire cosa era scritto in questo messaggio inviato verso lo spazio profondo.
Ebbene nel messaggio erano contenute delle informazioni essenziali sulla Terra e sull’essere umano, una sorta di biglietto da visita che il terrestre porge all’eventuale abitante sconosciuto dello spazio extra-terrestre. Vi era dunque il nostro indirizzo (quello cioè della Terra, relativamente al sistema solare), la nostra foto (cioè la descrizione stilizzata di un uomo) e quella del telescopio utilizzato per inviare il messaggio; infine qualcosa sugli elementi più diffusi sul nostro pianeta (carbonio, idrogeno, ossigeno, azoto, fosforo) e qualcosa riguardo la nostra struttura biologica (il DNA e qualche elemento costitutivo della nostra biochimica). Il tutto attraverso codice binario, ovvero numeri primi.
In alto c’è dunque la rappresentazione binaria da 1 a 10, o meglio la definizione del sistema di calcolo dei numeri binari. Per comprendere questo sistema banalmente possiamo contare come faremmo normalmente, ma escludendo qualsiasi numero che non sia zero o uno. Pertanto non conteremo 1,2,3,4 ecc bensì 1,10,11,100,100 ecc..
Questa parte del messaggio è stata trasmessa per prima, e dovrebbe costituire senza dubbio l’inizio del messaggio (infatti svela il linguaggio o codice in cui il messaggio è trasmesso, fornendo la chiave di interpretazione dello stesso).
La sezione successiva contiene i valori binari 1, 6, 7, 8 e 15, che indicano i numeri atomici degli elementi primari della vita sulla Terra: idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo.
Insieme sono indicate le formule degli zuccheri e delle basi nei nucleotidi del nostro DNA. Alcune voci secondo cui erano stati introdotti di proposito degli errori al fine di smascherare dei possibili falsari risulta infondata, poiché il codice è esatto.
Poi la rappresentazione della doppia spirale dell’acido desossiribonucleico (DNA).
Sotto all’indicazione chimica del DNA c’è una rappresentazione della sua struttura a doppia elica. Al centro delle 2 eliche abbiamo un numero a 32 bit, orientato lungo l’asse dell’elica, per suggerire che il suo scopo è comunicare la dimensione complessiva delle molecole: tre bilioni, è approssimativamente il numero di nucleotidi presenti nel genoma umano.
Sotto al DNA abbiamo una stereotipizzazione del corpo umano, con due braccia e due gambe.
A sinistra dell’immagine umana è il numero binario 1110 (rappresenta il 14) scritto al centro della barra di sinistra, che è alta come l’immagine dell’uomo. La barra suggerirebbe che quel numero fornisca la dimensione della figura. Ma in quale unità di misura? Presupponendo che il destinatario del messaggio conosca la lunghezza d’onda con la quale il messaggio viene ricevuto (in unità di lunghezza d’onda…”waveleght units” = 12,6 centimetri) ciò fornisce una scala di misura. Quattordici di queste unità di misura sono 176 cm, cioè orientativamente l’altezza media dell’uomo.
A destra dell’immagine umana invece è un altro numero a 32 bit, stavolta il valore binario della popolazione terrestre (che tradotto significa circa 4,29 bilioni di persone – stima della popolazione mondiale nel 1974).br> A questo punto occorre una precisazione. Molti disegni, reperibili in internet ma anche su libri e carta stampata, riportano queste ultime 2 informazioni in modo inverso, cioè l’altezza media a destra e la popolazione a sinistra. La stessa cosa accade – come vedremo – per la rappresentazione grafica dell’antenna, che molti riportano riflessa orizzontalmente rispetto alla traduzione grafica “letterale”.
La sezione successiva è una rappresentazione semplificata del nostro sistema solare, che mostra il Sole e 9 Pianeti, sommariamente indicandone le dimensioni. La Terra è spostata direttamente sotto la figura dell’uomo ed è scalata in alto rispetto alle altre, evidenziando in questo modo che si tratta del pianeta su cui viviamo,e da cui è stato inviato il messaggio.
L’ultima sezione indica l’origine specifica del messaggio stesso: il radiotelescopio di Arecibo, e il suo diametro indicato in un numero binario in basso (100101111110. che – secondo la stessa logica di prima – significa 306 metri).
. Vediamo di capire ancora di più di questo messaggio e della modalità con cui è stato inviato. Abbiamo detto che sono stati inviati 1679 impulsi, e la ragione di questo numero risiede nel fatto che 1679 è l’unico prodotto di due numeri primi: 23 e 73. Si presume che una forma di vita dotata di intelligenza non dovrebbe ignorare delle costruzioni universali e univoche come gli elementi chimici, le frequenze, il codice binario, ed i numeri primi (mentre potrebbe facilmente ignorare delle costruzioni appartenenti al sistema umano, come le unità di misura).
Se dovessimo trasferire in una griglia questo segnale, basato appunto sui numeri primi 23 e 73, ciò potrebbe essere fatto solamente in un modo: una matrice di 23 per 73 riquadri.
La matrice comprensiva dell’intero codice binario può essere graficamente rappresentata come nelle figure qui sotto):

 

Infatti convertendo gli "1" in quadratini neri e gli "0" in quadratini bianchi, si ha l’immagine del messaggio di Arecibo.
Torniamo ora ad occuparci di una questione di merito. Prima abbiamo accennato alla possibilità che il crop circle di Chilbolton possa rappresentare addirittura una risposta al messaggio di Arecibo. Eppure avevamo spiegato che questo messaggio non avrebbe potuto raggiungere l’ammasso m13 in tempi così brevi. Come può esserci arrivata una risposta? Prima di approfondire cerchiamo intanto di capire se può trattarsi di una risposta o meno. Vediamo in cosa consiste.
Il 13 agosto 2001, accanto al radiotelescopio SETI di Chilbolton, nei pressi di Andover, Hampshire, sul campo della Leckford, davanti all'antenna dell'osservatorio, è comparso un Crop Circle.

 

 

Fin qui nessuno poteva pensare ad una qualche forma di risposta. Il giorno seguente, 14 agosto compare nello stesso luogo un altro crop circle, riproducente un volto. A questo punto qualcuno comincia realmente ad ipotizzare qualcosa di anomalo, di “alieno”.
Da terra sembrava solamente una indecifrabile confusione, e si scoprì che si trattava di un viso solamente sorvolando la formazione dall’alto. L’immagine era stata creata più o meno come un giornale fotografico, con punti di varie dimensioni che davano l’impressione di profondità quando visti da lontano. Molti vollero vedere in questo viso una somiglianza con la famosa “Faccia su Marte”.

 

 

Non c’è però neppure il tempo di studiare a fondo quel che sta accadendo perché il 19 agosto succede qualcosa di apparentemente inspiegabile e incredibile. Sempre nello stesso luogo, a poche decine di metri dal volto del 13 agosto, appare un ulteriore pittogramma, che visto dall’alto è molto simile al grafico del messaggio di Arecibo. C’è però qualche elemento diverso, e nello stupore generale c’è chi comincia a pensare che quel disegno è la risposta al messaggio di Drake e del SETI.

Vediamo allora come appare questo nuovo e formidabile crop.
Intanto dovremmo chiederci quello che ci siamo sempre chiesti di fronte ad ogni nuovo crop circle: è autentico? Solo dopo aver appurato questo si potrà discutere se può essere o meno una risposta aliena al messaggio di Arecibo. Certamente, visto dall’alto, sembra di buona fattura. Ma ormai siamo abituati a cose ben più perfette e spettacolari, e ciò che realmente colpisce di questo crop non è la sua bellezza, ma il suo significato. In breve, non è semplice stabilire la autenticità di questo crop, e – come sempre – ci sono pareri discordanti: troppi pochi studi scientifici, e troppe opinioni. Il dott. Levengood non ha trovato nessun nodo ingrossato, cavità da espulsione, cambiamenti nel peso dei semi, tasso di crescita aumentato o una più alta concentrazione di magnetite in entrambe le formazioni di Chilbolton. Dunque opera di mistificatori? Colin Andrews, giunto dall’America per investigare su questo caso, intervistò immediatamente il Dr. Darcy Ladd, direttore del telescopio di Chilbolton. Questi spiegò che i terreni circostanti al radiotelescopio sono recitanti e di difficile accesso, e ci sono telecamere che registrano e monitorano costantemente l’area, anche in direzione del campo. Queste telecamere non avevano rilevato alcun movimento sospetto. Se poi consideriamo che all’interno del crop sono stati ritrovati circa 800 perfetti angoli retti, le probabilità che questi siano stati fatti a mano, di notte, da qualche mistificatore scendono a zero. Il Dr. Hoagland e il Dr. Bara, dell’Enterprise Mission, hanno spiegato che le probabilità di compiere un simile lavoro in quei tempi, con quella luce (solo quella lunare), in quel campo e senza errori, corrisponde circa ad una su cinque miliardi. Quindi, se vogliamo accettare che si tratti dell’opera di uomini, dovremmo almeno partire dal presupposto che sia stata fatta da diverse persone, con visori notturni e tecniche molto sofisticate. Autentico o meno allora, sarà il caso che ci occupiamo subito di venire al punto: è la risposta degli alieni al nostro messaggio di Arecibo?
Sebbene molto somigliante al grafico di Arecibo, vi sono interessanti differenze. Se si trattasse – come qualcuno sostiene – di una risposta, le differenze sarebbero spiegabili e funzionali, e si tratterebbe di un evento importantissimo nella storia dell’umanità. Ma andiamo con ordine. Quali sono queste differenze?
Partendo dal codice binario, la prima sezione in alto del messaggio sopra esaminato, non si nota alcuna differenza tra il crop del 2001 e il messaggio del 1974.
Riguardo i principali elementi che compongono la vita sulla terra invece, c’è la aggiunta del numero binario 14, che indica il silicio. Prima di tutto vorrei dire che è stupefacente come su diversi testi compaiano ancora una volta informazioni discordanti su dati che dovrebbero essere oggettivi. Molti parlano di “aggiunta” del silicio, altri parlano di silicio “in sostituzione” del carbonio. Per quanto ho potuto capire, non essendo un esperto di codice binario, la giusta affermazione è la prima. E’ una aggiunta, ma non può trattarsi di una coincidenza, perché il codice è stato ri-decifrato per inserire il Silicio nella giusta sequenza, tra ossigeno (numero atomico 8) e fosforo (numero atomico 15). Il Silicio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi, che ha come simbolo “Si” e come numero atomico il 14. E’ un metalloide tetravalente, meno reattivo del suo analogo chimico, il carbonio. E' il secondo elemento per abbondanza nella crosta terrestre, conponendone il 25,7% del peso. Si trova in argilla, feldspato, granito, quarzo e sabbia, principalmente in forma di diossido di silicio, silicati e alluminosilicati (composti contenenti silicio, ossigeno e metalli). (Vai alla seconda parte del testo)

Crop di Crabwood (Seconda parte)

L’alieno di Crabwood (Seconda parte)
 
 
 

Tornando al crop di Crabwood, Petracek sviluppa anche uno studio molto approfondito del disco dell’alieno, invertendo l’immagine fotografica positiva e negativa di questo, assegnando dei gruppi, studiando frequenze dei numeri ecc. Non potendo dilungarci qui su “esperimenti” molto lunghi, invitiamo i veri appassionati che abbiano un minimo di dimestichezza con l’inglese e con la matematica ad informarsi presso la pagina di Petracek nel sito dell’Università di Heidelberg.

Torniamo invece alla traduzione del messaggio binario.

Assumiamo, per il momento, che la parola sia BELIEVE, come molti ritengono. La traduzione letterale del messaggio sarebbe dunque la seguente:

 

"Beware the bearers of FALSE gifts & their BROKEN PROMISES. Much PAIN but still time. BELIEVE. There is GOOD out there. We OPpose DECEPTION. Conduit CLOSING (BELL SOUND)"

 

Tradotto in italiano:

 

"Diffida dei portatori di FALSI regali & le loro PROMESSE NON MANTENUTE. Molto DOLORE ma ancora tempo. CREDETE. C’è del BUONO là fuori. Opponiamo il tradimento. Canale IN CHIUSURA (suono di campana)".

 

Cosa significa?

La maggior parte delle frasi sono negative, e l’intero messaggio è piuttosto vago e generico, così che ognuno può interpretarlo come meglio crede. Ci sono frasi e pensieri incompiuti, ed è scritto in un inglese piuttosto misero (della serie “Io tarzan, tu Jane!”). Poco a che vedere con Chilbolton, dove l’alieno aveva un aspetto neutro, ed il messaggio era preciso.

Il messaggio inizia comunque con un ammonimento: diffidare dei portatori di falsi doni e delle loro promesse non mantenute. Al cospetto di questa frase il primo interrogativo che ci si pone è: chi sono questi portatori di falsi regali?

Pescando nella mitologia greca, si possono notare molte affinità con l’episodio dell’ammonimento di Laocoonte sul famoso Cavallo di Troia.

Lo fa notare Francesco Grassi, ingegnere del CICAP, che attraverso una interessante analisi fornisce uno spunto, una ipotesi per rispondere a questo interrogativo. Leggiamo dal suo sito:

 

Quando i Troiani erano partiti nottetempo lasciando sulla spiaggia in regalo un enorme cavallo di legno, appunto il “Cavallo di Troia”.  Prima di accettare il regalo che poi rappresentò la distruzione di Troia, Laocoonte, sacerdote di Nettuno, tentò di avvertire i Troiani che si erano divisi in due fazioni, quelli che credevano al regalo e quelli che invece erano scettici (Equo ne credite, Teucri. Quidquid id est, timeo Danaos et dona ferentes)”. E per rafforzare il proprio scetticismo lanciò verso il ventre del cavallo una lancia che vi si conficcò con cupo rimbombo. (Stetit illa tremens, uteroque recusso insonuere cavae gemitumque dedere cavernae).

I Troiani esitavano ancora, nel dubbio che il cavallo potesse costituire un presagio favorevole, quando due terribili serpenti marini uscirono dal mare avvolgendo nella loro stretta mortale i figli di Laocoonte, con cui egli perì cercando invano di salvarli. I Troiani, convinti che quello fosse un segno del cielo, non ascoltarono il consiglio di Laocoonte e introdussero il cavallo in città, contribuendo così alla propria distruzione.

 

Che analogia può avere l'ammonimento di Laocoonte che esorta a non accettare i falsi doni dei Greci, con il "Beware the bearers of FALSE gifts" del CD alieno?



La risposta potrebbe venire da uno strano crop circle apparso nell'agosto del 1991 a Milk Hill vicino Alton Barnes (Wiltshire, UK).

 

 

Il messaggio impresso nel grano era lungo circa 55 metri, e le lettere - o glifi - avevano una altezza di 5,5 metri.

Michael Green, archeologo inglese e presidente del C.C.C.S. (Center for Crop Circles Studies), identificò queste lettere come appartenenti alla antica scrittura ebraica. Leggendo allora da destra a sinistra, notava che vi era scritto “Phehthi” o “Ptah” (antico Dio egizio della creazione) e “Ea-cheche” o “Ea-Enki” (antico Dio della saggezza sumero, amico del popolo). Secondo Green il messaggio poteva tradursi in questo modo: “THE CREATOR, WISE AND LOVING” (in italiano: “Il Creatore, Saggio e Amorevole”).

 

Robert Boerman era convinto che Green si era avvicinato molto alla traduzione, ma qualcosa ancora non quadrava. Fece così analizzare la scritta ad un suo amico ebreo che conosceva l’antica scrittura ebraica, e questi pose uno specchio alla sinistra della scritta e leggendo dallo specchio gli rivelò una differente traduzione: “Sewet Cham Anasim Gadasim”, che significa “A New Breed of People” (Una nuova stirpe di persone). Infatti “Phehthi” o “Ptah”, “Ea-cheche” o “Ea-Enki” (in tempi antichi noto anche come “Ea”, “Enki” o “Ptah”) era l‘antico Dio che, secondo le antiche tavole sumere, era responsabile della creazione dell’Homo Sapiens. Fu Zecharia Sitchin a tradurre molte di queste tavole sumere, e secondo quanto egli dice c’è un pianeta nel nostro sistema solare, con un’orbita di 3.600 anni, chiamato Nibiru ed abitato dagli Annunaki, scesi dal Paradiso. Enki, lo scienziato degli Annunaki, prese del DNA dall’Homo Erectus e lo mescolò con quello di un giovane Annunaki. Il risultato fu Adamo. In altre parole Enki fu responsabile di “una nuova stirpe” (a “New Breed of People”; “Sewet Cham Anasim Gadasim”).

 

Quelle di Green e Boerman non erano però le uniche traduzione possibili del messaggio di Milk Hill. Il Professor Gerald Hawkins (astronomo ed esperto di archeo-astronomia, autore del libro “Stonehenge Decoded”) ne diede una diversa versione, riportata dal giornale “Cerealogist”. Egli mise insieme 12 letterati cui affidò il compito di osservare il messaggio, consultarsi, studiare calcoli e possibilità, e poi tirare delle conclusioni. Le conclusioni furono le seguenti:

  

 Assunto che:

 

·        I creatori del crop hanno contrassegnato la comunicazione con delle interruzioni;

·        Le doppie linee contrassegnano le interruzioni nelle parole;

·        E’ un codice carattere-per-carattere;

·        Le linee longitudinali sul campo delimitano la base del messaggio;

·        Non ci sono abbreviazioni;

·        La comunicazione è conoscibile (il messaggio è in grado di essere conosciuto).

 

Allora, come si vede, l’inizio e la fine del messaggio corrispondono (O II ; II O), e tra le interruzioni rappresentate dalle doppie linee ci sono 2 parole.

Dopo una ricerca su circa 18.000 frasi comuni in 42 linguaggi, i 12 letterati sostengono che l’unica possibilità è che le parole siano in latino: “OPPONO” e “ASTOS”. L’unica parola con doppie lettere che comincia e finisce con la stessa lettera è infatti “OPPONO” (che significa “I oppose”, cioè “mi oppongo”). Questa parola necessita di un complemento oggetto, che è appunto la seconda parola: “ASTOS”. Questa seconda parola termina infatti con un “0-blank” che può essere solamente “OS”, plurale accusativo. L’unica parola possibile sembra dunque essere “ASTOS”, plurale di “ASTUS”, che significa “acts of craft and cunning”, cioè “atti di inganno e astuzia (intesa come furberia)”. La traduzione finale è dunque:

 

I oppose acts of craft and cunning

(Mi oppongo ad inganni e astuzie)

 


         Un’altra traduzione era stata fatta da Simon Burton nell’ottobre 1995. Egli sostiene che il messaggio è scritto in “Lingua Franca”, cioè un linguaggio intermedio tra diversi linguaggi, o il linguaggio scelto come mezzo di comunicazione tra persone che parlano lingue diverse.

Se abbandoniamo i preconcetti sul sopra e sotto, fronte e retro, destra e sinistra, possiamo supporre che le 2 parole si vengono incontro al centro, come riflesse da uno specchio. In questo caso c’è solo una lettera che risulta fuori allineamento rispetto alle altre, cioè la “L” nella parola che corre da sinistra a destra (a sinistra nella foto), e la “N” nella parola da destra a sinistra (destra nella foto). Se le ribaltiamo allineandole in modo da renderle accettabili al nostro “pregiudizio anti-dislessico”, abbiamo quanto segue:

 

O II UCCULUI II NUNC II O

 

Ora una essenza dell’alchimia è trasformare l’imperfetto nel perfetto, usando deliberatamente delle imperfezioni per nascondere il significato delle cose. Allora sostituendo una semplice linea sopra la prima “U” perfezioniamo il messaggio, che diventa “Occuli Nunc”:


OII OCCULUI II NUNC IIO

 

In inglese significa “I have hidden, at present” (“al momento sono nascosto”). Poiché si ritiene che questo crop sia stato fatto in risposta a quello realizzato da Erik Beckjord, che aveva scritto “Talk To Us!” (Parlateci!), la risposta avrebbe chiaramente senso.

 

Abbiamo allora almeno 4 diverse traduzioni del messaggio. Suonano più o meno così:



Michael Green: Il creatore saggio ed amorevole

Robert Boerman: Una nuova stirpe

Gerald Hawkins: Mi oppongo all’inganno

Simon Burton: Ora sono nascosto

 

 

Come sottolinea Boerman, queste 4 traduzioni, pur differenti, non sono in realtà incompatibili, ed anzi è possibile che si riferiscano tutte ad un unico concetto, o concetti simili. Mettendole insieme, e se la consideriamo la risposta alla domanda di Erik Beckjord (ma perché dovrebbero essere a rimorchio del messaggio Beckjord e rispondere a questo anziché comunicare cose magari più rilevanti, e in modo più chiaro?) allora potrebbe essere una stessa risposta a livelli diversi (e forse ce ne sono altri che non abbiamo ancora decifrato?): “Sono il Creatore, saggio e amorevole, di una nuova stirpe, mi oppongo agli inganni, e ora sono nascosto”.

 

Fantasie? Illazioni? Forse….


         Ci eravamo però chiesti, con Francesco Grassi, che analogia può avere l'ammonimento di Laocoonte con quello del crop di Crabwood. Ebbene se prendiamo per buona la traduzione più accreditata del crop di Milk Hill, cioè quella di Hawkins, l’analogia è evidente.

 

Leggiamo ancora cosa scrive Grassi:

  

In latino la parola "astos" fu usata per descrivere il dono del Cavallo di Troia, fatto dai Greci ai Troiani.

La nuova formazione con il volto dell'alieno è, secondo la mia interpretazione, un piccolo capolavoro artistico intriso di raffinatezze, di citazioni, di informazioni codificate, in sostanza una favolosa meta-opera.

Un'opera che appartiene a un "mito nuovo" e contemporaneamente cita un "mito storico", un'opera che soltanto "apparendo" cita sé stessa affondando le sue radici nella mitologia, perché?

Perché l'autore, o meglio gli autori, hanno consegnato ai terrestri (che si sono divisi in due fazioni: quelli che credono ai crops e quelli che invece sono scettici) una formazione "Cavallo di Troia", con allegato un CD in cui compare l'ammonimento di Laocoonte a rimanere scettici.


Accetteranno i terrestri questo "Cavallo di Troia" donato dagli alieni?


 

In conclusione: chi - o cosa -  ha creato questo crop circle? Perché?

Sono le domande di sempre, alle quali non c’è nessuna risposta certa.

Approfondendo il caso di Crabwood, dopo un primo momento di sbigottimento per l’imponenza e la bellezza del disegno, ci si accorge che forse – e sottolineamo “forse” - ci sono più elementi che possono portare a ritenere che si tratti dell’opera di qualche geniale gruppo di circlemakers, piuttosto che di misteriosi alieni. Ma perché non rivendicano - anche anonimamente - un lavoro così ben fatto? Perché spendere tempo e denaro (e deve essercene voluto per realizzare un pittogramma simile) per realizzare quest’opera? Perché far credere poi che siano stati gli alieni? E ancora: se questo pittogramma è un “hoax”, “man-made”, o un “falso” che dir si voglia, bisognerebbe interrogarsi di nuovo su quali sono i criteri per distinguere un crop autentico da un “hoax”. Le spighe piegate al suolo senza essere spezzate ad esempio, non possono più essere considerate come segno di autenticità. La qualità e la dimensione del crop neppure.

 

Comunque il nostro scopo era quello di approfondire e portare il lettore a conoscenza dei fatti (e delle ipotesi), per aiutarlo a costruirsi una propria idea o teoria. Speriamo di essere riusciti nel proposito.

 

 

Crop di Crabwood (Prima parte)

L’alieno di Crabwood (Prima parte)

 

Nella giornata di Ferragosto del 2002, tra Pitt e Sparsholt (SU 445295; Winchester, Hampshire), nei campi della Vale Farm circondati dalla foresta di Crabwood, in un terreno di proprietà di Mike Burge, e a pochi metri di distanza da una stazione ad onde corte, appare quello che è ritenuto uno dei più imponenti e magnifici crop circles di sempre.

Raffigura un enorme viso alieno, che tiene in mano un oggetto sferico del tutto simile ad un cd-rom, all’interno del quale è scritto un messaggio in codice binario. La cornice rettangolare entro cui è disegnato misura circa 100 metri di lunghezza e 75 di larghezza. Sembra quasi che l’alieno si affaccia alla finestra, per consegnarci delle informazioni su disco.

 

Non è la prima volta che in Inghilterra appare un crop raffigurante il volto di un alieno. Era accaduto l’anno precedente a Chilbolton, in concomitanza con un altro caso molto noto: l’Arecibo Reply

Crabwood dista solamente 13 chilometri da Chilbolton, ed anche qui è presente - nelle immediate vicinanze - una stazione radio. Inoltre anche a Chilbolton il crop era realizzato all’interno di una cornice rettangolare, esattamente un anno prima (ferragosto 2001). Se molti ritengono che queste analogie testimoniano a favore della tesi del crop artificiale, realizzato dalle stesse persone che lo scorso anno avevano realizzato l’alieno di Chilbolton, è pur vero che fra i due Crops vi sono differenze sostanziali. Il disegno di Chibolton era composto da “punti” di varie misure, simili alla stampa delle foto in bianco e nero, posti su di un rettangolo regolare e orientati a 45°. Qui, a Crabwood, si è utilizzata una tecnica molto più avanzata e sofisticata, che consente - come si vede dalle immagini - una risoluzione effettiva (“crispness”) molto più elevata.

L’alieno di Crabwood è realizzato con l’alternanza di righe (o linee) orizzontali a diverse tonalità (similmente alle linee  interlacciate della televisione) la larghezza e dimensione delle quali è modulata al fine di creare delle apparenti scale di grigio. Il sistema ricorda quello della TV digitale DVT, chiamato a "scansione incrociata". Con l’avvento dell’alta risoluzione fornita dai monitor dei computer, è nata la necessità di ottenere una "scansione progressiva" per ricavare una risoluzione più elevata di quella televisiva. Il sito fenice. info in proposito scrive:

 “Proprio pochi giorni prima (il 9 Agosto 2002) la Commissione Federale per le Comunicazioni ha varato un piano secondo il quale i produttori di televisioni dovranno abilitare tutti i televisori a ricevere la TV digitale (DTV) entro il 2007. La differenza più significativa tra l'attuale standard NTSC [negli USA; da noi c'è il PAL, ndJB] e il DTV, è che l'NTSC si basa unicamente sulla scansione interlacciata, mentre il DTV dispone anche della scansione progressiva. Tanto per capirci.. L'NTSC (Comitato per il Sistema Televisivo Nazionale) è stato scelto come standard per i televisori americani nel 1953. La scansione interlacciata era comoda per mostrare un'immagine fluida sui vecchi teleschermi (con questo metodo di scansione, ogni fotogramma viene suddiviso in righe dispari, che vengono mostrate per prime, e in righe pari, che vengono mostrate successivamente). Con l'avvento dei monitor per computer ad alta risoluzione, non ci volle molto prima che si rendesse necessaria una scansione progressiva (cioè non-interlacciata), che consente ai monitor di offrire una risoluzione molto superiore rispetto a quella dei televisori, e inoltre la comodità di avere immagini più stabili e senza sfarfallìo. I dati rappresentati nel "disco" rappresentato a Crabwood appartengono a un fotogramma video di tipo interlacciato”.

  

 

Anche il metodo è sostanzialmente diverso da quello utilizzato a Chilbolton, poiché a Pitt si è utilizzata la tecnologia GPS, ovvero “Global Position System”. Si tratta – in parole povere – di un sistema di navigazione satellitare, fondato per scopi militari dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD = “Department of Defense”), e poi diffusosi per usi civili. Esso fornisce dei segnali satellitari criptati che sono ricevuti ed elaborati da un ricevitore GPS in grado di calcolare posizione (in tre dimensioni), velocità e tempo.

Come mai un anno fa non era stato utilizzato questo metodo assai più sofisticato? E’ pensabile che non lo conoscessero e che in un solo anno la “loro” tecnologia sia tanto migliorata?  Se possono produrre immagini di alta qualità nel campo perché non possono scrivere semplicemente un messaggio? Inoltre, sostiene Haselhoff, l’alieno di Crabwood, da un punto di vista di tecnica realizzativa, non è migliore di quello di Chilbolton: è composto da linee anziché da pixels individuali, e ciò lo rende più facile da realizzarsi utilizzando distanze GPS dalla cornice-bordo in cui è inscritto.La tecnologia GPS infatti, proprio perché più avanzata, facilita il lavoro e ne “nobilita” la qualità.

Il disegno di Crabwood risulta visibile solamente dall’alto, mentre è impossibile distinguerlo da terra.

 

 

E’ altresì improbabile che questo pittogramma sia stato realizzato da terra. La precisione dei dettagli lascia pensare che l’immagine sia stato composta al computer, e realizzata poi dall’alto, o almeno con un ausilio in tempo reale dall’alto.

Altre foto da terra sono state scattate da Paul Vigay il 18 Agosto. Qui sotto ne riportiamo 4, due al “cd” (la prima in dettaglio, la seconda vista dal viso dell’alieno) e 2 al particolare del centro del cd.

 

     

     

  

Le spighe sono piegate a terra e non presentano (se non occasionalmente) delle spezzature.

Mark Fussell ha detto che il grano si  presentava secco e fragile, ancora non schiacciato all’arrivo delle prime persone, i cui passi lo hanno poi parzialmente frantumato.  Lucy Pringle sostiene che nonostante il grano fosse secco e le spighe mature, le teste delle spighe, dove sono i semi, non sono state abbattute né rovinate all’interno del disco. Lo confermano alcune foto in primo piano scattate da Paul Vigay a diversi dettagli del pittogramma, poiché non sembrano mostrare che il grano sia stato toccato da nessuno.

Non si sa praticamente nulla riguardo l’analisi chimica o scientifica del suolo, o sulle spighe. Sappiamo solo di una testimonianza: Sonya Porter dichiara che le sue bacchette da rabdomante (pur non essendo lei – precisa - una rabdomante professionista) si incrociavano tra loro quando era all’interno del crop, all’incirca ogni sette passi; cosa che viceversa non accadeva all’esterno del crop. Dunque si può ipotizzare la presenza di una fonte d’acqua sotto al suolo, in corrispondenza del crop?

Le prime riflessioni su questo caso riguardano l’immagine del volto alieno. Non rappresenta un tipico “grigio” (cioè l’abitante di “Zeta Reticuli”, il “classico” alieno), il quale – a differenza di quello di Crabwood - avrebbe larghi occhi scuri senza pupilla, ed una espressione meno “malevola”.

Le linee confuse che lo circondano danno una idea di movimento, trasmettono un senso di ansietà, di incertezza su cosa stiamo vedendo. Una parte del volto, a sinistra, è nascosta, nella penombra. L’occhio in luce, spalancato, con una grande pupilla scura, sembra inquisitorio. Il viso è arcigno, le ciglia aggrottate, le guance scavate, la bocca stretta affatto sorridente, la grande testa ed il piccolo naso in ombra, quasi a voler trasmettere l’idea di un essere infido con grandi e pericolose facoltà mentali: l’intera immagine insomma non trasmette affatto serenità. Non manca però chi non concorda con questa impressione, sottolineando – tra l’altro – che non è corretto dare una valutazione secondo i “nostri” (umani) canoni e criteri di valutazione: anche se forse possiamo comunicare con loro, non siamo in grado di percepire o interpretare lo stato emozionale di un corpo alieno, e questo vale per i “grigi” come per tutte le altre forme a noi sconosciute, o diverse da noi. Non un classico “grigio” comunque, ma ricorda piuttosto uno stereotipo hollywoodiano.

Sfocando l’immagine (foto al centro, bianco e nero), questa acquista una tridimensionalità impressionante. Si vedono meglio le dita delle mani che sostengono il cd, e con un minimo di fantasia si vede discretamente bene anche la mano destra, le cui punte delle dita sono come illuminate. Anche il naso, il petto dell’alieno, tutto assume una sembianza più reale e tridimensionale. Si vedono meglio gli occhi, specialmente il destro. Il cd che tiene in mano sembra più una sfera luminosa (qualcuno vorrebbe dire “ball of light” o BOL, sfere luminose da alcuni ritenute le vere creatrici dei cerchi nel grano). Anzi, la fonte luminosa che illumina il viso dell’alieno sembra essere proprio la sfera che egli tiene in mano.

  

Difficile comunque dire se si tratti o meno di un’opera di circlemaking, magari realizzata prima al computer, con tecnologia GPS, o partendo da una fotografia renderizzata.

Non si sa molto poi riguardo i tre piccoli cerchi, che sembrano rappresentare tre stelle, sopra la spalla destra dell’alieno (sinistra in foto). Cosa sono? Per qualcuno sono 3 UFO, oggetti volanti non identificati, magari la firma dell’alieno al quadro che ha dipinto sul grano. Secondo Martin Noakes si tratta della rappresentazione della costellazione di Orione, mentre Barry Reynolds (ricercatore membro del “Southern Circular Research” e anch’egli di “Swirled News”) suggerisce che i punti – ad un attento esame – sono quattro: tre ben visibili sono le dita della mano destra dell’alieno, mentre il quarto punto, meno visibile e vicino alla spalla destra, è il pollice.

Non ci sono neppure molte testimonianze, salvo alcune eccezioni come quella della signora Mary Hill, che vive in prossimità del campo, la quale dice di aver sentito, circa all’1 di notte tra il 14 e il 15 agosto, un rumore di elicottero sorvolare a lungo la zona. Il rumore è durato circa un quarto d’ora, e poteva essere un elicottero o anche un qualche generatore di corrente. La notizia sarebbe stata vagamente confermata anche da pochissimi altri abitanti della zona. Si sospetta dunque che il velivolo (se di elicottero trattatasi) facesse da guida nella tracciatura del disegno, effettuata utilizzando un GPS controllato da un computer.

A proposito dei tempi di creazione del crop, sembrerebbe appurato che il signor Sid Colles, che lavora per il signor Burge sul terreno interessato dal fenomeno, avesse notato qualcosa di insolito già il 14 Agosto attorno all’ora di pranzo, circa all’una: la cornice, e alcuni tracciati-guida (si parla di 6 “linee” complessivamente); ma non il disegno, né le spighe piegate, tanto che non se ne curò molto. La notizia “ufficiale”, cioè verificata, del crop completo, invece, arrivava il 15 Agosto alle 8 di sera, cioè circa 30 ore dopo. Se tutto ciò corrisponde al vero, si presume che la formazione possa essere stata creata in più fasi, e nell’arco di circa 1 giorno e mezzo, certamente non in pochi secondi (come si suppongono essere molte formazioni ritenute “autentiche”). Leggendo dal sito di Lucy Pringle, apprendiamo che il crop non poteva essere visto dalla strada, ed infatti veniva visto da una donna che stava andando a cavallo in un campo sovrastante quello su cui è stato realizzato il pittogramma. Il 16 mattina la donna telefonava alla radio “Ocean FM” raccontando quanto aveva visto. Il reporter “Pippa Head” si recava sul posto, lo sorvolava, e confermava che la notizia era affidabile.

E ancora: Stephen Short, della vicina cittadina di Warnford, il 21 Agosto ha conversato con 3 giovani ragazzi, i quali gli avrebbero detto che la notte tra il 14 e il 15 Agosto si trovavano nei pressi del campo su cui era apparso il crop circle, e avevano visto delle strane luci danzare nel cielo per poi scomparire come stelle cadenti.

Il 25 Agosto Lucy Pringle era al telefono con la signora Marie, la quale gli disse di aver sentito, la mattina del 15 Agosto verso le 11 - 11:30 di mattina, un forte odore di bruciato che proveniva dal campo adiacente alla sua casa (lo stesso del crop). Lucy Pringle racconta di aver riscontrato anche delle difficoltà di registrazione con una telecamera, e di aver provato all’interno del crop una sorta di forte apatia e confusione, giramenti di testa, e cose di questo genere, aggiungendo la sua testimonianza a quella di tanti altri che hanno provato sensazioni analoghe quando situati all’interno di crop circles.

Altro dettaglio piuttosto curioso è il ritrovamento di un “LED” sul campo.

 

 

E’ stato trovato da Freddy Silva la mattina dopo il ritrovamento della formazione. Silva lo ha poi recapitato a Paul Vigay, esperto di elettronica, il quale ha verificato che si tratta di un semplice LED (Light Emitting Diode) connesso ad una batteria tramite un pulsante di accendimento/spegnimento. Era rivestito con un nastro in plastica, ed ancora tiepido, probabilmente non era stato lasciato da molto tempo. Funzionava ancora. Vigay non è in grado di dirci a cosa possa essere servito; forse come strumento luminoso nel buio; potrebbe essere stato perduto dai creatori del pittogramma, o anche essere stato messo lì come falsa traccia per sviare le indagini.

Altra coincidenza sospetta è la recente uscita del film “Signs”, in cui si parla di alieni dall’aspetto malevolo (come quello di Crabwood) che creano crop circles. Qualcuno allora interpreta questo crop come parte di una campagna mediatica atta a dipingere gli alieni come entità negative, o a promuovere il film prodotto dalla Disney.

 

      Ciò che rende però questo crop circle tra i più interessanti e discussi di sempre, è non solo la qualità grafica e la dimensione del disegno, ma la presenza del cd (che alcuni scettici chiamano ironicamente pizza), all’interno del quale c’è un messaggio in codice. L’attenzione degli studiosi si è così focalizzata soprattutto su questo aspetto.

 

Occupiamoci allora di questo oggetto sferico tenuto dall’alieno con la sua mano sinistra, che sporge dalla cornice entro cui è raffigurato il volto, è che ha le sembianze di un cd-rom.

 

  

 

Se si guardasse la superficie di un disco DVD o CD-ROM con un enorme ingrandimento, si vedrebbero dei quadratini usati per rappresentare i bit dell'informazione digitale. Lo stesso metodo è stato usato nella formazione di Crabwood. A un primo sguardo, i quadratini sembrano organizzati in cerchi concentrici, ma osservando attentamente ci si accorge che si tratta di una spirale.

Per l’esattezza quindi, più che di un cd-rom, si tratterebbe di un DVD, poiché i blocchi non sono organizzati secondo un struttura concentrica bensì spirale.

 

Si ritiene che l’alieno di Crabwood sia la dimostrazione di come si possa avere una comunicazione bidirezionale con una razza extraterreste. Per avere tale comunicazione la prima cosa da fare è stabilire un mezzo di comunicazione. Il fatto che la formazione è apparsa accanto a una stazione a onde corte, la quale punta in direzione del crop stesso, fa ritenere che il mezzo scelto siano le onde corte.

 

 

 

 

La presenza della stazione però – sottolinea un articolo su edicolaweb.net - potrebbe essere spiegata anche diversamente, tenendo cioè conto del fatto che essa costituisce un perfetto ripetitore di segnali di microonde. Tale antenna potrebbe essere stata usata per ricevere e ritrasmettere, o per amplificare le microonde che avrebbero avuto un ruolo nel formare il crop sul campo. E’ noto infatti che in molti crop sono coinvolte le microonde, utilizzate in qualche modo ad arte per realizzare tali disegni. Inoltre – volendo spingersi verso teorie azzardate – va ricordato che Bill Hamilton ha recentemente scritto a Linda Howe valutando l’ipotesi affatto remota che i crop possano essere creati da militari usando un raggio laser o maser posto su di un satellite in orbita.

 

In ogni caso torniamo al concetto di comunicazione bidirezionale di cui avevamo iniziato a parlare. Se è di comunicazione che stiamo parlando, e se il disco di Crabwood contiene un messaggio, allora deve esserci anche un protocollo, cioè un formato concordato tra mittente e destinatario che permetta la trasmissione (e la comprensione) del messaggio tra i due. Un protocollo è affidabile nella misura in cui dispone di una struttura-dati (ci dice che aspetto hanno i dati, e se sono stati o meno compressi); di un controllo-errore (il protocollo deve stabilire un modo per determinare se il messaggio è stato trasmesso e ricevuto correttamente); di un fine-trasmissione (il modo in cui il dispositivo che trasmette indica che ha finito di inviare il messaggio) e di una conferma-ricezione (il modo in cui il dispositivo che riceve indica che ha ricevuto il messaggio).

Questi elementi sarebbero tutti presenti nella formazione di Crabwood. La struttura-dati, come abbiamo già visto,  è costituita da un messaggio digitale sequenziale essenzialmente strutturato come un DVD, con lettura a spirale dal centro verso l’esterno.

Per quanto riguarda il “controllo-errore” si ritiene che il più probabile metodo di verifica è costituito dall'immagine stessa dell'alieno, che si direbbe fungere da fotogramma di confronto (comparison frame): “se riusciamo a generare la stessa immagine a partire dai dati che abbiamo decodificato, allora sapremo anche come codificare un'appropriata risposta al messaggio. Purtroppo però le uniche immagini disponibili di questa formazione sono state scattate ad angoli obliqui, il che rende assai difficoltoso il compito di analizzare la codifica dei dati - poiché gli angoli obliqui rendono estremamente difficile (se non impossibile) distinguere l'esatta spaziatura dei quadratini nella spirale”.

Non fa eccezione a questa logica l’elemento di “fine trasmissione”: i segmenti dell'area dove inizia la spirale (start of spiral) e di quella dove finisce (end of data marker) sono più lunghi di qualsiasi altro segmento nella spirale dei dati.

  

 

I lettori CD/DVD leggono i dati dal centro del disco verso l'esterno, fino a che trovano un marcatore di fine-dati (end of data marker) - che dice al lettore di fermarsi. La formazione di Crabwood mostra chiaramente una sequenza di fine-dati nel margine esterno della spirale. Con ogni probabilità, si tratta di un messaggio di fine-trasmissione usato nel protocollo extraterrestre per indicare che il dispositivo trasmittente ha finito di inviare l'intero messaggio”.

Invece la “conferma-ricezione” è qualcosa che spetta a noi, a chi ha ricevuto il messaggio. Tutto dipenderà da cosa l'umanità sceglierà di fare di questo messaggio.

 Tutto ciò può aver senso nell’ottica di una speranza: che si tratti di una comunicazione proveniente da una razza aliena.

A questo proposito Jay Goldner, ricercatore, avrebbe scoperto che la formazione di Pitt contiene al suo interno due numeri primi: 59 (linee orizzontali) e 17 (sezioni dal centro del cd). I numeri primi sono quegli speciali numeri divisibili solamente per 1 o per sé stessi, e non è un mistero che sono ritenuti – anche per questa loro caratteristica – tra gli elementi di possibile comunicazione con eventuali intelligenze extra-terrestri.

Ma che si tratti di effettiva comunicazione con altre specie non umane non è affatto appurato, né unanimemente condiviso. Abbiamo però riportato quanto scritto sul sito “fenice” (e la nota di Jay Goldner) perché interessante, e di aiuto per successive riflessioni, a prescindere dalla soluzione o meno del caso e dalle personali opinioni di ciascuno.

Altre riflessioni interessanti, sebbene opinabili e non conclusive, le ha fatte il già menzionato Paul Vigay, il quale ci fornisce tre spunti.

 1- Il primo  pensiero che ho avuto appena visto il disco mostrato dall’alieno – racconta Vigay – è che somigliava molto a quei vecchi dischi metallici che facendo ruotare gli intagli su una puntina producevano delle note, un pò come nell’antica “scatola musicale” vittoriana, predecessore del fonografo. Sarebbe interessante fare una simulazione al computer e fare suonare il disco dell’alieno di Crabwood da una “scatola vittoriana”. Cosa ne verrebbe fuori? La risposta non c’è, perché Vigay in questo caso si è limitato a lanciare la proposta, ma nessuno per ora ha raccolto il suo invito a sperimentare.

 2- Il secondo spunto ha a che fare con la cimatica, e cioè – in breve – lo studio dell’interazione tra suono e materia (per cui quest’ultima verrebbe modellata dal suono). Il pioniere della cimatica fu il fisico Ernst Chladni, esperto di musica e di acustica, che iniziò suonando un violino sul bordo metallico di un piano su cui aveva posto della sabbia. Si accorse che la sabbia reagiva alle onde musicali disponendosi in determinate forme, e i toni musicali prodotti facevano muovere le particelle di sabbia che si disponevano secondo forme “mandala”.

 

   

 

Secondo Vigay il disco di Crabwood potrebbe rappresentare una sorta di “cymatic mandala”. Parzialmente collegato a questo tema, è il campo di ricerca sulle possibili griglie del sistema planetario. Esisterebbe una armonia internazionale basata sulla musica o sul suono della griglia del sistema planetario. Vigay, nel corso delle sue ricerche, avrebbe  individuato un diagramma della griglia del sistema planetario basata su un “Lambdoma Matrix” che origina da uno dei poli.

 

 

Il “Lambdoma Matrix” è una scoperta attribuita  a Pitagora, ancora oggi relativamente sconosciuta (http://www.lambdoma.com/). Apparentemente è una sorta di tavola matematica delle divisioni e moltiplicazioni. Ci si è poi accorti però che ha una relazione molto stretta con gli intervalli musicali in serie armoniche specifiche, e può essere tradotta in frequenze sonore. Difficile stabilire un nesso diretto tra  questo “suggerimento” di Vigay e il crop di Crabwood, ma sembra interessante come spunto di riflessione ai fini di eventuali future indagini.

 3- Il terzo e ultimo spunto è ancor più suggestivo. Se provassimo a visualizzare il disco di Crabwood in termini di sfera tridimensionale e sovrapponessimo la sequenza binaria sulla superficie della sfera, giungeremmo ad un modello scientifico utilizzato per studiare l’entropia dei buchi neri.

 

    

Secondo la fisica teorica la quantità di informazioni che può essere nascosta in un buco nero non è infinita, e molti scienziati sono convinti di ciò. Sono convinti che si possa anche iniziare a calcolare la quantità delle informazioni contenute in un buco nero a partire da un singolo, semplice numero: il numero puro, noto come il “nat number” di Bekenstein, che è esattamente l’area di superficie dell’orizzonte del buco nero, divisa quattro volte il quantum elementare dell’area. Questo permette di ricavare una incredibile connessione tra massa pura, massa del buco nero, e informazioni contenute.

A costo di rischiare di apparire largamente superficiali ed imprecisi agli occhi di un fisico, e incomprensibili agli occhi di tutti gli altri, ci siamo limitati – per ovvie ragioni - a esporre quel che al nostro scopo interessa, e cioè il solo “concetto” (come del resto ha fatto nei suoi articoli on-line Paul Vigay, da cui abbiamo attinto traducendoli in italiano), semplificando il più possibile (per chi volesse approfondire: http://sundoc.bibliothek.uni-halle.de/habil-online/00/00H153/habil.pdf;).

 Torniamo dunque ad interpretare il disco che l’alieno di Crabwood ci porge. Una cosa è certa: contiene dati digitali. Hanno un senso? Si, è il testamento di un alieno all’umanità, vociferano alcuni. Ma andiamo per gradi. Intanto è – senza dubbio - un messaggio digitale sequenziale. Anzi il messaggio è stato decodificato in tempi talmente rapidi dopo la sensazionale scoperta, da generare perfino qualche sospetto. Anche perché la prima  decodifica è stata fatta, probabilmente, da un anonimo visitatore del sito di Linda Moulton-Howe, che si firmava semplicemente “Richard”. Difficile dire chi sia stato il primo a decodificare il messaggio, poiché si è aperta una vera e propria gara, per cui circolano vari nomi. Ne scegliamo uno a caso: Richard Brain, analista informatico americano. Egli sostiene che l’informazione è rappresentata in 8 bit di identica lunghezza, e sono stati usati caratteri ASCII. Per separare i blocchi è stato usato l’esadecimale in lingua inglese.

Già questo genera dei sospetti e dei rilievi critici, da parte degli scettici: il codice ASCII (a differenza della composizione dei numeri primi, della struttura armonica dell’idrogeno, del “PI” o altri numeri irrazionali ecc.) non è un linguaggio universale riconosciuto come valido per comunicare con altre forme di vita intelligenti. E’ semplicemente l’invenzione di un gruppo di informatici. Appare piuttosto improbabile che forme di intelligenza aliene abbiano potuto utilizzare il codice ASCII per scrivere poi un messaggio da tradurre in lingua inglese. Si pongono allora alcune domande: chiunque abbia realizzato quest’opera, conosce dunque sia l’ASCII che  l’inglese? e perché scrivere in inglese e non in un’altra lingua? Non sarebbe stato più comodo e veloce scrivere direttamente in inglese?. Tuttavia va precisato che il messaggio sul cd, se è scritto in codice ASCII, è pur sempre in linguaggio binario: lo stesso che abbiamo utilizzato noi terrestri per inviare nello spazio il messaggio di Arecibo. Inoltre non è poi così assurdo che gli alieni possano avere familiarità con i nostri linguaggi universali e con la tecnologia computeristica. Se poi il messaggio fosse stato scritto direttamente in inglese, non sarebbe stato forse obiettato che il messaggio in inglese è “troppo umano”?

 Comunque andiamo avanti, e vediamo come è stato tradotto il messaggio binario. Lo scienziato e ricercatore Haselhoff ha usato ingrandimenti delle immagini del disco di Crabwood scattate da Lucy Pringle, ed è stato in grado di costruire piccoli quadratini o “Pixels” da sovrapporre all’immagine tramite un computer. A questo punto, partendo dal centro e procedendo a spirale verso l’esterno, si ha un “1” se li grano è alzato, e uno “0” se piegato. Ogni 9 posizioni si riscontra un piccolo ciuffo di grano rialzato, più piccolo dei “Pixel” standard. Va probabilmente interpretato come divisore tra le cifre. All’interno di ogni marcatore-divisore ci sono cifre a 8 “pixel”, che probabilmente corrispondono agli 8 bits per byte usati dai computer. Bisogna sapere che adoperando 8 bit si può rappresentare tutto, partendo da "00000000" che rappresenta lo 0 decimale, fino a "11111111" equivalente al numero 255 decimale.

Il binario è il linguaggio usato dai computer: per convertire il binario nel nostro alfabeto viene adoperato un codice chiamato ASCII, inventato da specialisti del settore informatico nel 1960 e composto da 128 caratteri che rappresentano numeri e lettere dell’alfabeto. Utilizzando quindi una codifica binaria a 8 bit e rappresentato in carattere ASCII, il messaggio è traducibile in lingua inglese.

 L’immagine sottostante ci aiuta a comprendere come è stata fatta la “traduzione”.

 

 

Nella creazione di un CD o DVD i primi dati vengono posti all’inizio della spirale, ossia al centro di questa, allo scopo di indicare all’esecutore come devono essere interpretati.

Per l’esattezza i primi bit di dati posti all'inizio (centro) della spirale  sono le informazioni di “setup”, quelle che dicono al lettore come interpretare e riprodurre i dati. Nella formazione di Crabwood questo sistema elaborato di setup è stato evitato, e i dati vengono presentati - senza “preamboli" - sotto forma di zero e uno, che rappresentano i puntini bianchi e neri usati per formare l'immagine dell'alieno.

Come accennato, i dati sono stati letti partendo dal centro e seguendo lungo la spirale, trovando i dati rappresentati in binario: 1 se il grano è eretto, 0 se è abbattuto.


Seguendo questo metodo si giunge alla traduzione completa dell’intero disco.

 

La prima curiosità, difficile da spiegare, riguarda l’utilizzo di maiuscole e minuscole mescolate senza un apparente senso (come la parola “OPpose” o “COnduit”). Qualcuno ritiene che, se si conoscono sufficientemente bene alcuni tra i maggiori casi ufologici, spesso si riscontrano degli aspetti ambigui, verosimilmente non casuali ma lasciati di proposito come elementi di confusione, capaci di far interrogare anche gli scettici su un fenomeno che altrimenti questi bollerebbero sic et simpliciter  come “burla”.  Si potrebbe obiettare però che questi elementi di ambiguità, quando anche posti in essere volontariamente dagli artefici, non testimoniano di per sè una origine aliena degli artefici stessi.

Altri, nel caso della parola Oppose, hanno fatto notare che “OP” è l’abbreviativo per indicare l’Order of Preachers dei Domenicani, ma questa a noi sembra essere una ipotesi remota del tutto trascurabile e probabilmente non inerente.

Una riflessione più interessante è quella che vuole le maiuscole, laddove raggruppate tra loro, contenere un secondo messaggio cifrato, anagrammato. Sono stati fatti alcuni tentativi, ma ci sono due grandi difficoltà che impediscono di avere risultati attendibili. Il primo è l’incertezza sulla parola “EELRIJUE” o “BELIEVE”, di cui ci occuperemo tra poco; il secondo è che anagrammare su oltre 40 lettere è assai complesso (ci vorrebbe un generatore di anagrammi potentissimo), ed i risultati possibili sono tantissimi. Ci ha provato l’ingegner Eltjo Haselhoff (anagrammando considerando attendibile la parola “believe”) su tutte le lettere maiuscole del messaggio (sotto raggruppate in ordine alfabetico)

 AABBBCCCDDEEEEEEEEFGGIIIIIKLLLMMNNNNOOOOOOOOPPPPRRSSSSTTVW.

 Il risultato è che emergono delle interessanti frasi come: “A SECRET CODE IS BROKEN, PROOF FOR MAN MADE CROP CIRCLE”, oppure potrebbero apparire i nomi di alcuni importanti ricercatori e scienziati che si sono occupati di questo tema, come “DICKINSON”, “WILLIAMS” “LEVENGOOD”.  Ma l’ingegnere non è stato in grado di completare questa operazione, per le difficoltà sopra menzionate.

 Secondo altre ipotesi, ad oggi non verificate e difficilmente verificabili, potrebbe anche esserci un ulteriore livello di comprensione del messaggio, che potrebbe essere stato codificato, e decifrabile, non in linguaggio binario, bensì trinario (“trinary”). La logica trinaria è di tipo digitale, su tre livelli, rappresentati dai numeri -1,0,1 (oppure 0,1,2): al numero più piccolo corrisponde la falsità logica, al più grande la verità logica, e all’intermedio la neutralità logica (né vero, né falso). Allora anziché suddividere le unità solamente tra 0 (grano appiattito) e 1(ciuffo quadrato, non appiattito) si potrebbe suddividere quest’uno tra 1 e -1, poiché il grano non appiattito è a forma di quadrato ma – a volte – anche di triangolo…

 Tornando alla principale curiosità di questo messaggio inserito nel “DVD” dell’alieno, essa è relativa - come accennato - alla traduzione della parola BELIEVE. Come si nota è posta, nell’immagine sopra, in grassetto. Questo perché non è appurato che si tratti della corretta traduzione. Scrivere dati binari su un campo di grano non è evidentemente così facile come scriverli su un supporto magnetico, e non è facile per chi legge doverli interpretare. Senza considerare poi che gli agenti atmosferici possono aver inciso sul disegno. Fatto sta che la parola in questione, trasformata in inglese da codice binario, sarebbe letteralmente “EELRIJUE”. Ma secondo altri “EELI!UVE", o "EELIJDE", oppure "EELIJVE", piuttosto che "EELIRJUE". In ogni caso una parola che non ha un chiaro ed immediato significato.

 

 

Secondo Paul Vigay la parola scritta è EELIJ?E”, dove il punto interrogativo è una lettera che non si riesce a decifrare, ma verosimilmente si tratta di una “V”, e quindi la parola sarebbe “EELIJVE”. Ad una attenta analisi ammette che la “J” potrebbe essere invece una “E”, ma a suo avviso non è possibile che la “E” iniziale possa essere una “B” (contrariamente a quanto dirà, come vedremo tra poco, Martin Keitel); quindi contesta che la traduzione corretta sia “BELIEVE”.

 

 

 Per Richard Brain invece la parola potrebbe essere "EELIE?E", con significati ancora dubbi, oppure ELI, equivalente all’italiano “Indicatore del Linguaggio Inglese” nel codice Braille, un formato perfetto per comunicare idee complesse.
Secondo altri ancora sarebbe il nome del luogo ove vi sarebbe "del buono", quindi un riferimento ad una stella o ad un pianeta.

Martin Keitel, inizialmente è convinto che la parola correttamente tradotta sia "EELI!UVE"

 

 

In un secondo momento però cambia idea e tenta di vedere se la parola giusta possa essere o meno “BELIEVE”. Sostiene allora – contrariamente a Paul Vigay – che leggendo la prima lettera come 01000010 invece di 01000101, la “E” diventerebbe una “B”.  Fin qui potrebbe essere corretto, ma il problema è che c’è un extra-bit, segnalato nell’immagine sotto col punto rosso. La freccia indica invece il separatore di bit.

 

 

Le tre lettere successive sono invariate, e quindi fin qui la traduzione sarebbe “BELI”. Le ultime 2 lettere secondo Keitel erano “v” ed “e”, quindi per ottenere “BELIEVE” mancava una ulteriore “e” prima della “v” e dopo la “i”. Keitel ammette che possa esserci, ma di nuovo con un problema: ci sono 4 extra-bits (0101) inutilizzati, tra i due separatori (indicati dalla freccia rossa in alto a destra, tra i due punti rossi che sono i separatori). Quindi una traduzione “alla lettera” dovrebbe essere: “B1ELIE5VE”. Ma se ammettiamo che la parola è “BELIEVE”, dobbiamo ritenere anche che i creatori del messaggio abbiano commesso un errore. Oppure – ne è convinto Keitel, pur non producendo alcuna evidenza delle sue affermazioni – l’inglese è soltanto uno dei livelli di comprensione e traduzione di questo messaggio, dietro li quale ce ne sono altri che probabilmente forniscono delle informazioni relative ad DNA, e forse in qualche modo correlate al calendario Maya e Azteco.

 

Le curiosità che riguardano questa parola non finiscono qui. Essa infatti è anche posta in una posizione centrale all’interno del messaggio, tra due punti; quindi potrebbe essere una parola importante, o solo un separatore di due messaggi (è preceduta da 15 parole che si riferiscono alla nostra situazione “locale”, e seguita da 10 parole che si riferiscono a entità extraterrene). C’è di più: la lunghezza della parte che precede questa parola (e che si riferisce alla nostra realtà “locale”) costituisce esattamente i 3/5 della lunghezza dell’intero messaggio; quella che segue (cioè la parte “extraterrestre”) esattamente i restanti 2/5. Vojtech Petracek, fisico dell’Università di Heidelberg, si chiede: è una coincidenza che il nostro RNA-DNA polimerizza in una struttura 3’5’ mentre, come suggerito già nell’Arecibo Reply di Chilbolton (www.cropfiles.it/special/Chilbolton_Arecibo_Reply.pdf) la struttura 2’5’ riguarda gli alieni? E che l’orientamento della spirale su cui è scritto il messaggio ricordi molto l’elica del DNA? Molti altri dubbi vengono sollevati da Petracek (http://www.physi.uni-heidelberg.de/~petracek/glyphs/about_uk02dl.html), il quale alimenta anche il mistero riguardante un curioso fatto avvenuto il 25 agosto di quel 2002: tutti i dati relativi al crop di Crabwood, e solamente quelli, sono stati misteriosamente cancellati dall’archivio del sito, alle ore 3:15. Non c’era traccia di  hackers e non si capisce cosa possa essere successo. Inoltre i numeri 25 e 3-15 potrebbero avere a che fare con la decifrazione del pittogramma di Crabwood (per dettagli si rimanda al sito di Petracek). Storie suggestive insomma, perfino inquietanti, e che forse varrebbe la pena di approfondire, ma poste in questi termini –ci perdoni il professore – sembrano forse attenere più alla fantascienza che non alla scienza.

Si fa riferimento poi ad un altro pittogramma apparso in quei giorni a Crooked Soyl, che descriverebbe il nostro DNA insieme al ciclo di precessione della Terra di 26.000 anni (http://www.phy6.org/stargaze/Iprecess.htm) evidenziando come ci sia un rapporto diretto tra i numeri di “squares” (quadrati) che costituiscono l’immagine del crop, e i due valori suddetti (DNA e ciclo precessionale).

Le anomalie dei Crop Circle

LE ANOMALIE DEI CROP CIRCLE
 
 
 
 
 
 
 
STORIA: I cerchi nel grano risalgono almeno al 1920, se non prima (i resoconti più antichi rinvenuti sinora risalgono al 1590).
 
DISTRIBUZIONE: Essi appaiono in tutto il mondo (ad es. nel 1997 in  USA, Australia, Brasile, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra).
 
ESECUTORI-NON-UMANI/SUPER-UMANI? Alcuni cerchi sono apparsi in un campo circondato da telecamere ad infrarossi e rilevatori di movimento; non è stata rilevata alcuna attività umana. 
 
TESTIMONI UMANI/ACUSTICI: Almeno una dozzina di persone ha testimoniato di aver visto formazioni createsi davanti ai loro occhi. In un caso — Vivien & Gary Tomlinson — questo evento è stato accompagnato da un rumore estremamente forte tipo "flauti di Pan", che ha addirittura perforato i timpani di Vivien. 
 
VISIBILI CAMBIAMENTI NODALI: I nodi sugli steli delle piante delle formazioni mostrano spesso una elongazione o un accrescimento nodale ben oltre cause naturali spiegabili, come il fototropismo o il geotropismo negativo. A volte, sono evidenti larghi buchi o “cavità di espulsione”, dove l'umidità li ha fatti scoppiare.
 
ALTERAZIONI CELLULARI: Oltre il 90% dei campioni studiati ogni anno provenienti dalle formazioni mostrano microscopici buchi nelle cellule nodali, che indicano una vampata di calore di un microsecondo.
 
ANNERIMENTO DA CARBONE: Alcune piante nelle formazioni sono state ritrovate ricoperte da un sottile strato di carbone.
 
CAMBIAMENTI NELLA GERMINAZIONE: I semi provenienti da una formazione mostrano marcate  differenze nella germinazione rispetto ai campioni di controllo. La velocità di germinazione a volte è molto aumentata, oppure lenta e inconsistente, o addirittura il seme si rifiuta del tutto di germogliare. 
 
STELI SUL PERIMETRO: Alcuni steli, che si trovano al di là degli steli del perimetro, vengono attratti nella corrente - questo non succede quando la formazione viene creata con tavole o rulli.
 
SELETTIVITà DELLE COLTURE: E' stato osservato in molte occasioni che particolari steli di un'altra coltura, o a volte di altre piante, come i cardi, rimangono in piedi, mentre il frumento giace piatto.
 
STELI RICURVI DI COLZA: Le prime formazioni inglesi si trovano spesso nella colza da olio, nella quale gli steli vengono trovati ricurvi. Questo è un effetto impossibile da falsificare, dal momento che gli steli della colza sono molto fragili. Alcuni campioni prelevati dalle formazioni continuano a piegarsi fino a formare una spira di 360 gradi.
 
RAPPORTO AZOTO/NITRATO: Nel 1995, l'Agricultural Development and Advisory Service riscontrò un aumento dei rapporti azoto / nitrato all'interno di alcune formazioni, ma il dipartimento ADAS che fece i test venne immediatamente messo a tacere. Da allora questa ricerca è stata ripresa da Jim Lyons, che nel 1998 affermò che di nuovo i risultati indicavano un aumento, e che sarebbero stati presto pubblicati. (Non li ho ancora trovati).
 
DILATAZIONE TEMPORALE: Sono stati svolti 2 gruppi separati di esperimenti che dimostrano che gli orologi posti all'interno delle formazioni perdono o guadagnano tempo in confronto a quelli posti all'esterno.
 
ANOMALIE MAGNETICHE: Si possono riscontrare effetti magnetici in alcune formazioni mediante una bussola, che può deviare di vari gradi rispetto al vero nord. Se si trascina una calamita attorno alla formazione, si trovano a volte particelle di ferro attaccate ad essa. Sono anche state trovate, in un campione scomposto mediante centrifuga, particelle parzialmente fuse di magnetite meteorica.
 
GUASTI ELETTROMECCANICI: E' stato notato che molti dispositivi elettronici si guastano all'interno delle formazioni, incluse telecamere, strumentazione televisiva, batterie e registratori a nastro. Spesso fuzionano perfettamente a un passo dalla formazione. Molte troupe televisive hanno raccolto pesanti interferenze. I telefoni cellulari, se le batterie funzionano, spesso non trasmettono o ricevono se sono all'interno della formazione. Anche le mietitrici combinate si sono guastate parecchie volte mentre mietevano le formazioni.
 
ANOMALIE FOTOGRAFICHE: Si sono avute molte anomalie fotografiche nelle formazioni, ma quella più inspiegabile mostra un effetto fantasma in una parte dell'immagine; le persone fotografate all'interno di una formazione sono registrate in due immagini, ma in quella fantasma le loro posizioni relative sono cambiate!
 
SCOMPIGLIO MESTRUALE: alcune formazioni hanno causato uno scombussolamento del ciclo mestruale femminile, e in alcuni casi, persino sanguinamento post-menopausa dopo una visita ad una formazione. 
 
EFFETTI ENDOCRINI: Lucy Pringle ha annunciato i risultati di un test nel quale i livelli di melatonina in 2 soggetti si sono innalzati significativamente dopo aver visitato una formazione. La melatonina è prodotta nella ghiandola pineale, ed ha molti effetti, che includono la produzione da parte della ghiandola pituitaria, e quindi dell'ippotalamo, queste ultime 2 a turno, che inibiscono la produzione dell'ormone delle gonadi. Questo potrebbe spiegare gli effetti mestruali. La melatonina può causare anche euforia e sonno REM — lo stato di sogno che corrisponde ad attività theta nel cervello. Ci può anche essere una connessione con le anomalie magnetiche, dal momento che Serena Roney Dougal ha scoperto che i campi elettromagnetici possono influenzare la produzione di melatonina.
 
GLOBI LUMINOSI:Molte persone hanno riferito di aver avvistato globi luminosi di notte, sopra i campi di frumento nei quali il giorno successivo vengono scoperte nuove formazioni. Sono stati registrati molti filmati di globi di luce nelle formazioni, a parte l'infame filmato di Oliver’s Castle. Persino i falsificatori di crop-circles hanno ammesso di aver incontrato ‘lampi di luce, colonne di luce, e globi di luce‘, mentre si trovavano sui campi di frumento.
 
CURE MIRACOLOSE: Lucy Pringle riferisce di aver portato molte persone con  artrite e reumatismi all'interno delle formazioni che, ella sostiene, sono in seguito migliorati. Una donna affetta dal  morbo di Parkinson smise di tremare per 24 ore, e una persona sorda riacquistò l'udito in maniera permanente.
 
PORCOSPINI MORTI E CANI DECAPITATI: Nel 1991-93, in Canada, (in 2 eventi separati), 2 porcospini vennero trovati morti nelle formazioni. Uno era annerito e quasi disintegrato. L'altro era completamente schiacciato. (link ai porcospini morti e ai cani decapitati)
 
CAVALLI TERRORIZZATI E CANI ULULANTI: Si sono visti cavalli rifiutarsi di entrare in una formazione, persino se frustati dalla moglie di un contadino avvilito. I cani spesso abbaiano  infuriati la notte dell'arrivo della formazione. Il cane di un contadino si fermò a 15 metri da una nuova formazione ed abbaiò quando il suo proprietario vi entrò. Il secondo giorno si avvicinò fino a 10m, il terzo giorno a 5m, e il quarto giorno il cane entrò nella formazione.
 
ACQUA SOTTERRANEA: Secondo Glenn Broughton e Steve Page, che hanno continuato le ricerche iniziate da Brian Grist, il 90% delle formazioni nel sud dell'Inghilterra giacciono su acquifere (rocce che trasportano acqua — principalmente gesso, calcare e sabbia verde).
 
CONFIGURAZIONE INTRICATA: Il frumento in una formazione genuina viene spesso trovato in una configurazione a strati, con ogni strato che gira in direzione diversa. Alcuni dei cerchi più piccoli esterni, si trovano spesso arrotolati in coni con un buco nel centro — gli steli sono intrecciati come "corn dollies" (bambole di frumento?). Un altro effetto è l'impacchettamento, in cui il frumento è attorcigliato in fasci dove viene disteso, con le foglie avvolte attorno a gruppi di 4 o 5 gambi.
 
ANOMALIE RADIOATTIVE: La formazione di Grasdorf in Germania (1992), registrò un livello di radiazione del 76% sopra il livello legale di sicurezza nei posti di lavoro in Germania; si abbassò più tardi ad un livello inferiore, cosa normalmente impossibile - i livelli di radiazione sono normalmente costanti. Michael Hesemann ha suggerito la possibilità che il contatore Geiger stava rilevando “un'energia sino ad allora sconosciuta”.
 
 
RUMORE TRILLANTE: Un ronzio di 5 - 5.2 KHZ, o un  rumore “trillante” è stato udito e registrato in molte formazioni. Venne rilevato da un tecnico del suono della BBC, e registrato sul suo nastro, poco prima che la sua  telecamera si guastasse. Sebbene si dica che il suono sia identico al richiamo dell'usignolo, il nastro della BBC è stato analizzato  da uno specialista della NASA, che ha affermato che non si tratta del canto di un uccello. Per di più, nel famoso caso UFO di  Billy Meier, nel 1975—76, Meier hregistrò un ronzio di 5.2 KHZ.
 
RAPIDA APPARIZIONE DIURNA: Il “Julia Set”, una figura  frattale di 151 cerchi che venne ritrovata a Stonehenge nel luglio del 1996, apparve in una chiara giornata, tra le 17.30  el le 18.15, secondo un pilota che sorvolò la zona, e che tornò indietro 45 minuti più tardi. Due altri testimoni — un agricoltore, e una guardia di sicurezza a Stonehenge confermarono che quel giorno non c'era assolutamente niente poco prima in quel posto.
 
INSETTI ATTACCATI ALLE PIANTE: In alcune formazioni, sono state trovate mosche attaccate al frumento, tramite le ali, come se le ali si fossero parzialmente fuse, o con la lingua.
 
SOSTANZA BIANCA: A volte nelle formazioni si trova una sostanza bianca appiccicosa, o polvere bianca cristallina o a volte una  sostanza bianca simile a ragnatela che ricorda i "capelli d'angelo" relativi agli UFO. Il Dott. Levengood ha esaminato alcune di queste sostanze, e ha trovato un composto di silicio-idrogeno che si forma ad una temperatura di oltre 3000 gradi Celsius.
 

Storia dei Crop Circle

STORIA DEI CROP CIRCLE
 
 

Dalla fine degli anni '70, nei campi dell'Inghilterra, sono sorti i Crop Circles, ovvero i cosiddetti "cerchi nel grano", anche se il termine crop significa "raccolto", quindi sarebbe più esatto definirli "cerchi nelle coltivazioni", non solo nel grano. Dalle semplici forme degli anni '70 si è arrivati a forme molto più complesse fino ai giorni nostri. questi cerchi e questi pittogrammi in genere sono realizzati mediante la piegatura alla base delle spighe. Nessuna spiga è stata piegata o rotta lungo lo stelo, operazione molto difficile da compiere, specialmente se si tratta di un numero rilevante di spighe. Infatti, esistono crop circles dal diametro di anche 300 metri. Nel centro del crop circle si hanno le spighe avvolte a treccia, questo lascia dedurre che lo stesso crop possa essere stato realizzato con un movimento circolare avente origine o fine in questo "centro", come se fosse stato opera di un vortice o di una particolare tromba d'aria. In effetti, questa è la teoria di alcuni studiosi come ad esempio Terence Meaden, professore di fisica e meteorologo, presentato dai media come "uno dei massimi esperti mondiali in fatto di trombe d'aria e movimenti dell'atmosfera in genere". Lo stesso ha proposto la teoria dei "vortici di plasma", "mini-vortici sono spesso ricchi di polvere o altri detriti e, a causa della frizione interna che si crea, si caricherebbero elettricamente. Inoltre, essi avrebbero le stesse proprietà elettromagnetiche dei fulmini, ad eccezione dell'effetto calorifico: si tratterebbe, insomma, di plasma freddo." Ma l'ipotesi crolla nel momento in cui ci sono da spiegare i pittogrammi più complessi, formati da numerosi cerchi disposti in ordine intelligente o da figure troppo particolari per essere state create dalla natura. Attualmente, gli studiosi sono divisi a riguardo. In generale, esistono tre correnti di pensiero contrapposti:

- coloro che danno al fenomeno una spiegazione di carattere naturale;

- quelli che credono che tutti i crop circles siano opera degli uomini;

- e quelli che pensano che dietro molti crop circles (non tutti, visto che alcuni sono chiaramente opera dell'uomo) ci possa essere un'intelligenza extraterrestre.

Gli appartenenti a quest'ultima categoria di persone sono molti, anche perché sono molti gli indizi che lascerebbero supporre l'ipotesi aliena:

- la perfetta piegatura delle piante (come se fosero state pressate al suolo da una fonte di calore);

- le anomalie genetiche delle spighe e la differenza genetica tra quelle più centrali e quelle più periferiche al crop circle (ciò influisce sui "nodi" delle spighe, che nelle spighe più centrali sono dilatati come se una fonte di calore li avesse fatti esplodere;

- la presenza di tracce di microonde, specie nel centro dei pittogrammi;

- la presenza di insetti morti, in particolare mosche, come se fossero state colte all'improvviso da una forte energia che in certi casi le ha fatte esplodere sparpagliandone i resti tra le spighe;

- il fatto che molti crop circles, anche molto estesi, siano sorti all'improvviso, anche nel giro di poche ore;

- la presenza di presunte "sfere luminose", viste volare di notte in prossimità dei crop circles; alcune di esse sono state anche fotografate e filmate;

- il fatto che la zona interessata dal fenomeno sia vicina a siti archeologici che da sempre sono stati oggetto d'interesse dei cosiddetti fanta-archeologi, clipeologi e appassionati di misteri, quali Stonehenge, Avebury Hill etc.

Ma i crop circles non si trovano solo in Inghilterra. Si è riscontrata la loro comparsa anche in altri posti come in Germania e in Italia, pur se in minor misura, anche se di sicuro sono molti i casi non ufficializzati dai mass media. Molti crop circles infatti compaiono e scompaiono nell'indifferenza e nell'ignoranza delle persone, che non li sanno vedere o li vedono e non li sanno riconoscere.