|
|
SFERE DI LUCE GALLEGGIANTI RIPRODOTTE IN LABORATORIO
Le BALLS? Le riproducono in laboratorio due scienziati israeliani. E poi gli scienziati giapponesi le usano per fare disegni in cielo.
Balls of light
Quello delle sfere di luce galleggianti (note anche come “Balls of Light”) è uno dei fenomeni più curiosi o perfino misteriosi dei tempi moderni. Da qualche tempo due scienziati israeliani, Eli Jerby e Vladimir Dikhtar, dell'Università di Tel Aviv (Israele) sono in grado di riprodurle in laboratorio utilizzando un cosiddetto "Microwave Drill", e cioè una sorta di generatore di onde magnetiche a 600 watt ricavato da un comune forno a microonde domestico, che utilizza un potente raggio a microonde in grado di attraversare oggetti solidi. Senza nessuna tecnologia particolarmente avanzata dunque, bensì quella di un comunissimo forno a microonde che utilizziamo tutti i giorni in casa.
Eli Jerby (sinistra) e Vladimir Dikhtyar (destra).
I due scienziati hanno indirizzato il raggio, tramite un'asticella appuntita, verso un oggetto solido fatto di vetro, silicio e altri materiali. L'energia irradiata dall'asticella (o sonda) ha creato nell'oggetto solido una zona bollente e fusa, una specie di “macchia” incandescente, e quando la punta è stata tirata via, ha trascinato con sé parte del materiale surriscaldato, creando una colonnina di fuoco che poi è collassata in una brillante sfera infuocata che galleggiava in aria e rimbalzava lungo i bordi della recinzione metallica.
 Fonte: Physical Reviews Letter, 3 February 2006, PRL 96, 045002 (2006)La sfera infuocata sembrava una specie di tremolante medusa che galleggiava sull’aria – ha raccontato Jerby. L'oggetto incandescente misurava appena un pollice in larghezza e si è palesata approssimativamente per soli 10 millisecondi. L'esperimento è stato recensito all'inizio di questo mese nella rivista scientifica "Physical Review Letters".
Il “Microwave Drill” usato per l’esperimento.
Jerby ha dichiarato a LiveScience: "Il nostro esperimento in un certo senso conferma la teoria secondo la quale le sfere di luce originano da punti incandescenti della terra creati da fenomeni naturali, come ad esempio i lampi”. Secondo una teoria popolare le sfere di luce si formano quando un lampo colpisce la terra e vaporizza granuli minerali nel suolo. Le nano-particelle vaporizzate potrebbero allora collegarsi tra loro in catene e formare una palla lanuginosa di silicio che galleggia sull'aria. Le particelle reagiscono con l'ossigeno nell'aria, e rilasciano luce nel momento in cui bruciano. Fenomeni analoghi a queste sfere luminose, chiamati anche "Balls of Light", "Orbs" "Globi Ardenti", sono anche ritenuti essere parte in causa della formazione di cerchio nel grano o crop circles. Sono state osservate e documentate in formazioni già realizzate, così come durante la creazione della formazione. C'è anche un buon numero di ricercatori che ha avuto "incontri ravvicinati" con questo fenomeno delle sfere luminose . Ora i risultati sperimentali ottenuti dagli scienziati israeliani aggiungono argomenti nuovi alla discussione. Microonde o simil-microonde potrebbero essere in grado di riprodurre molti dei cosìddetti fenomeni collaterali ai cerchi nel grano? Ad esempio le anomalie fisiologiche scoperte sulle piante interne alle formazioni sarebbero potute essere causate dall'uso di energia a microonde. Un altro studio ha dimostrato che la composizione di ossigeno ed azoto sul terreno dove si è trovato un crop circles è stata alterata nello stesso identico modo in cui in altri terreni è stata alterata da fulmini che hanno colpito il suolo. Anche gli effetti sulle persone e sugli animali che visitano le nuove formazioni nel grano (senso di leggerezza, giramento di testa, nausea e altri sintomi) potrebbero essere spiegati dagli effetti di campi di microonde. Questo vale anche per gli strani malfunzionamenti di attrezzature tecnica usate all'interno dei nuovi crop circles. Inoltre i ricercatori americani dell'associazione di ricerca "ICCRA", di Jeffrey Wilson, hanno mostrato che all'interno delle nuove formazioni nel grano, l'aumento delle microonde e delle emissioni radioattive potrebbero essere misurate. Ancora è comunque poco chiaro e misterioso perché quei valori indicati da sofisticati strumenti di misurazione, circa dopo 10 giorni, ritornano a segnalare il normale livello di radiazione di fondo.
A questa notizia se ne aggiunge un’altra, riportata dal giornale “The New Scientist”, che illustra una nuova scoperta avvenuta in Giappone, mostrando un nuovo ed ulteriore aspetto sui fenomeni luminosi. Forme tridimensionali al plasma create nell’aria.
Il cielo di notte potrebbe essere presto illuminato con inserzioni tridimensionali e gigantesche, grazie ad un dispositivo laser giapponese che crea immagini incandescenti nell'aria sottile. Il sistema è sviluppato dall'Istituto Nazionale di Tecnologia e Scienza Industriale Avanzata (AIST) di Tokio, in collaborazione con la Burton Inc e l'Università di Keio. "Crediamo che questa tecnologia potrebbe essere utilizzata in diverse applicazioni, dal pirotecnico alla pubblicità all'aperto", dice un portavoce dell' AIST. Secondo la Burton Inc, la tecnologia potrebbe anche essere usata per segnalare casi urgenti di calamità o anche segnali stradali provvisori. Il dispositivo utilizza un effetto di ionizzazione che si verifica quando un raggio di luce laser è focalizzato su un punto specifico in aria. Questo raggio laser è invisibile all'occhio umano ma, se l'intensità della pulsazione laser supera una data soglia, l'aria collassa (esplodendo e trasformandosi) in plasma ardente che emette luce visibile. L'intensità richiesta (per questa trasformazione) può essere realizzata solamente da pulsazioni laser molto corte e potenti - infatti ogni punto di plasma, o "flashpoint", dura solamente circa un nanosecondo. Ma l'immagine risultante sembra durare molto di più a causa della persistenza di visione. Come con film e televisione, l'impressione di un'immagine continua è mantenuta rinnovando e ripetendo i "flashpoints". Il sistema di dimostrazione usa un laser infrarosso che crea cento flashpoints al secondo. Attualmente, questi possono essere proiettati da due a tre metri dall'apparato, in un spazio di circa un metro cubo. Ogni flashpoint genera un suono, uno schiocco, mentre - quando il dispositivo è i azione - da luogo ad un continuo crepitio. I sistemi precedenti usavano specchi galvanometrici per controllare il punto focale del raggio laser in due dimensioni, per creare solamente immagini bidimensionali. Ma il nuovo sistema aggiunge un motore lineare ad alta velocità che comprende una lente per controllare anche il punto focale del laser in una terza dimensione, permettendo di disegnare anche forme solide, in tri-dimensione. I ricercatori che sono dietro a questo sistema dimostrativo stanno pensando di svilupparlo portandolo ad una percentuale di pulsa<ione più alta che dovrebbe produrre più punti e quindi immagini più fluide. Versioni future dovrebbero includere anche ritratti commoventi e l'AIST ha dichiarato che dovrebbe essere possibile evolvere il sistema fino a produrre proiezioni di qualsiasi dimensione. Comunque, si possono creare solamente flashpoints bianchi, quindi una mostra a colori non sarà possibile. Questa la interessante notizia proveniente dal Giappone. Ma vi starete domandando cosa c’entra con le “BALs” e con i crop circles? Questa scoperta è certamente attinente al complesso mondo dei fenomeni luminosi, speso creati – in natura – dalla ionizzazione dell’aria (come suggeriva a suo tempo anche lo scienziato Terence Meaden). E la ionizzazione dell’aria può generare suoni come crepitii e schiocchi. A questo punto dovrebbe risultare chiara una analogia con i crop circles, laddove teniamo presente che molte testimonianze oculari di persone che avrebbero assistito alla formazione di un crop parlano di strane “luci” nell’aria, di aria carica di energia, di suoni, crepitii e scoppiettìi. L’apparecchiatura sviluppata dai giapponesi genera delle sfere di plasma ad elevate temperature, e le dispone in posizioni precise nell’aria, creando perfino dei disegni. Il tutto genera dei suoni simili a fischi, crepiti, scoppiettamenti. Sembrerebbe – anche se non è così – che stiamo parlando proprio delle Balls of Light che molti ritengono essere “le intelligenze” che generano i crop circles. In ogni caso questa scoperta, a mio avviso, potrebbe costituire un ulteriore tassello verso a comprensione di un fenomeno che ad oggi resta inspiegato. Staremo a vedere…
PRIMA FASE DELL'ESPERIMENTO

SECONDA FASE DELL'ESPERIMENTO
TERZA FASE DELL'ESPERIMENTO
 SIMBOLI DEGLI INDIANI D'AMERICA E CROP CIRCLES
Vorrei iniziare questa mia ricerca citando un celebre detto Indiano che dice:
<< La funzione dell’uomo non è quella di sfruttare, bensì è quella di sorvegliare, di essere un amministratore della Terra. L'uomo non ha né potere, né privilegi, ha solamente responsabilità. Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Noi abbiamo una responsabilità sacra, dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli, e di tutte le creature che vivono sulla terra, Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.>> <<Il cuore di ogni essere umano che si allontana dalla natura si inasprisce. La mancanza di profondo rispetto per gli esseri viventi e per tutto ciò che cresce, conduce in fretta alla mancanza di rispetto per gli uomini. Il contatto con la natura, rende i giovani capaci di sentimenti profondi, un elemento importante per la loro formazione.>>
Queste poche righe potrebbero essere interpretate in diversi modi, ma sicuramente l’obiettivo, il messaggio principale è quello di proteggere ed amare tutto ciò che ci circonda… la vita sul nostro pianeta. Da alcuni studi fatti sui Crop Circles, sono emerse diverse ipotesi ma, fra le tante, quella che prevale è quella di un segnale, un avviso del pericolo che corre il nostro pianeta Terra. È stata proprio quest’ultima ipotesi che mi ha fatto pensare agli Indiani d’America…uno dei pochi popoli che basano la loro vita sulla natura che li circonda…troviamo la natura nei loro nomi, nelle loro canzoni, nelle loro preghiere, nei loro racconti, nei simboli che distinguono le varie tribù, i loro gioielli…etc. Tutto ciò che fanno è rivolto verso la natura…con immenso rispetto. Alcuni anziani Indiani davanti a diverse persone che studiano il fenomeno, hanno decifrato dei Crop Circles… dicono inoltre di conoscere molto bene il loro significato …perché raffigurano simboli da loro usati per lunghissimo tempo. Ciò non significa che abbiamo trovato la chiave, ma ciò potrebbe esserci d’aiuto.
Non dimentichiamoci che alcuni studi effettuati hanno riscontrato diversi collegamenti tra gli Indiani ed il popolo dei Maya, si pensa che quest’ultimo si sia formato con la separazione di alcune tribù Indiane del nord.
Quest0ipotesi mi ha spinto a cercare un qualche collegamento…
Vorrei precisare che la ricerca si basa fondamentalmente sui simboli delle popolazioni Indiane. I simboli che ho inserito sono solo l'1% di quelli usati, ho cercato quelli che più si avvicinavano ai crop circles, spiegando il loro significato secondo le Tribù Indiane. Per quanto riguarda le foto né ho inserite solo alcune per non rendere il documento molto pesante, mentre per quanto riguarda le interpretazioni dei simboli con i crop circles, ho pensato che ognuno avesse il proprio modo di rapportarli ai simboli indiani, quindi di interpretare il tutto.
Possiamo iniziare con i segni o simboli più semplici come per esempio UNA LINEA ONDULATA.
La linea ondulata la possiamo trovare su alcuni Crop Circles…
|  |
Per gli Indiani rappresenta l’energia che forma la materia, e si riferisce sia all’energia spirituale sia a quella fisica.
Troviamo poi il cerchio: anche questo un simbolo spesso usato dagli Indiani, con significati differenti…
Il cerchio più piccolo rappresenta la luna, mentre quello più grandee bianco rappresenta lo spirito ed in alcuni casi è utilizzato per indicare la mascolinità, quindi, la famiglia. Mentre, il terzo cerchio è usato per indicare la femminilità con all’interno il seme maschile, quindi unione, alleanza. Ogni cosa fatta da un Indiano è contenuta in un cerchio. Questo perché il potere dell'Universo agisce secondo dei cerchi e ogni cosa tende ad essere rotonda. Anche nei Crop la figura dominante è il CERCHIO.
Come si può notare nelle due foto sopra, nei simboli rappresentati sono presenti tutti questi elementi: la linea ondulata , il cerchio piccolo, sulla sinistra. Mentre, sulla destra, in quello grande con all’interno dello stesso un altro più piccolo, troviamo anche un piccolo triangolo, simbolo spesso usato dagli Indiani e che ora andiamo a vedere.
| La figura del triangolo è un’altra presenza frequente sui crop circles, ed anche per gli indiani questa figura è molto importante… Questo triangolo con la punta rivolta verso sinistra, rappresenta, il coraggio, la fiducia e la forza fisica.
Mentre l’altro, con la punta rivolta verso destra in basso, rappresenta invece il proprio talento o dono divino. Certe volte, è usato per indicare l’energia per affrontare la vita.
|  |
| Queste altre due figure invece indicano: angolo verso sinistra = il "rispetto"; angolo verso destra = la "gratitudine". Mentre gli angoli verso il basso e verso l’alto indicano, la prima "creatività", ma nello stesso tempo usare la propria intelligenza in maniera positiva, la seconda indica il "sacro". |
| Un altro simbolo che troviamo spesso tra i popoli indiani è la "U", una rivolta verso il basso ed una verso l’alto. La prima rappresenta l’ascesa spirituale, la seconda, l’insegnamento; mentre la terza figura più sotto rappresentata è quella di un crop circles con tre simboli a forma di U.
|  |
| Osservando alcuni pittogrammi, si possono notare spesso questi simboli, accompagnati da triangoli, cerchi, oppure da spirali.
Questa figura indiana a destra raffigura, partendo dall’alto: il cerchio piccolino = "lo spirito";
intorno allo spirito, il cerchio grande con 4 triangoli, cioè "il Dio";
sotto, invece, troviamo un altro cerchio con altri 4 cerchi più piccolini: quello rappresenta "la seconda fase di creazione della vita sulla terra", con le 4 razze (cerchi piccoli) che furono create per salvaguardare il mondo.
|
|  |
| A sinistra, un crop circle che rassomiglia molto alla parte inferiore della precedente figura indiana.
Sarà un caso? |
Fra i vari simboli Indiani né troviamo alcuni un pochino più “complicati” come per esempio l’unione fra le linee e il cerchio.
| Questa figura a destra indica "i raggi del Sole".
I dodici raggi raffigurano la “ruota della medicina indiana”, con le dodici direzioni della fortuna e dell’amore.
|

|
| Quest’altra figura indica "il sole in movimento", il numero 7 (dei raggi) indica l’energia nell’uomo, energia utilizzata per le guarigioni; inoltre, viene anche usato per indicare una persona buona e pacifica.
|  |
In quest’altra sono rappresentati i 4 punti cardinali: NORD – SUD – EST – OVEST. Questa figura è stata concepita per indicare il rispetto verso tutto e tutti, il rispetto dell’evoluzione altrui; ma viene anche usato per indicare "consapevolezza spirituale".
|  |
| Questa foto di crop circle presenta quasi tutte le forme che abbiamo visto fino ad ora.
Sembra contenere buona parte delle forme sopra indicate: troviamo il cerchio grande, che rappresenta lo spirito; il cerchio più piccolo (al centro) quindi potrebbe anche significare, unione, alleanza, oppure ancora femminilità; i raggi del sole quindi, la medicina, la fortuna e l'amore. |
Osservando le due figure qui a destra, la prima cosa che si pensa è che sono uguali, solamente, una più squadrata e l'altra rotondeggiante; mentre, guardando con attenzione si può invece notare che la prima figura, al centro, è composta da una linea, dove i suoi estremi non sono collegati, a differenza della seconda figura. Le estremità della linea rappresentano due fasi molto importanti della Vita: La prima estremità indica "il bambino ancora nel grembo materno", mentre l’altra estremità, "la nascita".
|
|  |
| La prima "U" che si incontra al centro indica "la madre che accoglie il figlio a braccia aperte", mentre il resto della figura indica "la strada che dovrà percorrere".La seconda figura, quella rotondeggiante, invece, indica (al centro) il "Dio Sole", colui che da la vita. Il resto della figura è "la via dello spazio da seguire". Come si può notare, la figura è chiusa, ad indicare che colui che seguirà quella strada, alla fine, rinascerà. Queste due figure, sono anche un'antica rappresentazione del labirinto minoico, dove venne rinchiuso il minotauro. Una di queste è propria della cultura Hopi, l'altra invece venne rinvenuta sull'isola di Creta, nel Palazzo di Cnosso. Ciò, per molti, sarebbe una prova dell'incontro tra queste due culture, così distanti nello spazio e nel tempo. |
Questi tre simboli (a destra) rappresentano l’acqua del mare, più precisamente le onde…. La prima raffigura mare molto agitato, la seconda figura, onde molto alte, mentre la terza, mare calmo.
|  |
| Mentre, sempre in tema di acqua, per indicare il corso di un fiume gli indiani usavano la figura del serpente. Questi simboli (a sinistra) li troviamo più o meno simili in alcuni cerchi nel grano. Ecco un altro elemento importante all’interno dei crop circles: la famosissima "spirale". Molti di questi simboli a forma di spirale furono trovati scolpiti sulla roccia. Queste figure non erano altro che delle mappe che gli indiani utilizzavano per indicare i loro spostamenti, i loro viaggi, le loro migrazioni. |
Per spiegare meglio il tutto, prendiamo come esempio la prima figura, il primo simbolo in alto. La parte sinistra indica una spirale con 4 cerchi, mentre nella spirale di destra se ne vedono solo 2. Ciò significa che la tribù aveva compiuto quattro rotazioni nello spazio nel viaggio di andata. Mentre, al ritorno, solo due.
| La stessa spiegazione vale per la seconda figura in basso a sinistra, mentre per la seconda in alto, possiamo notare che, oltre alla spirale rotondeggiante, sulla sinistra ci sono delle scale. Queste stanno ad indicare che la tribù ha raggiunto il posto stabilito e la costruzione di un nuovo villaggio, quindi di una nuova vita. L’ultima figura (in basso a destra), con la spirale squadrata, rappresenta un’altra migrazione, ma durante il viaggio il gruppo si separò, dando origine ad un’altra tribù, forse quella dei Maya.
|
|  |
Quindi, se i Maya sono spesso collegati ai crop circles grazie ai simboli, perché non farlo anche con gli Indiani d’America ?
| Uno dei più conosciuti e famosi oggetti dell’artigianato indiano è l’acchiappasogni. sempre rappresentato con un cerchio accompagnato da alcune piume. Questo bellissimo oggetto di artigianato serviva per cacciare i brutti sogni e fare in modo che quelli belli prevalessero, quindi, scacciando via lo spirito maligno della notte. Mentre osservavo uno di questi acchiappasogni ho notato che il disegno interno dello stesso avevo qualcosa di familiare...
|
|  |
Che dire di più?
| Infine, la figura più importante per tutta la popolazione Indiana… "L’ALBERO DELLA VITA".
Questo albero rappresenta tutto ciò che riguarda le forze della Terra, Veniva posto al centro degli accampamenti, ed intorno ad esso si eseguivano delle danze rituali.
Vorrei inserire nella ricerca anche alcune informazioni riguardo ai numeri degli Indiani. I principali numeri per il popolo indiano sono:
|  |
- Il numero 3, il triangolo, quindi la Trinità, principio, mezzo e fine; - il numero 4 ( aria, acqua, fuoco, terra) quindi la somma dei due numeri 3 + 4 = 7. Questo numero è importantissimo per il popolo, rappresenta le loro sette note musicali e viene usato in quasi tutti i riti propiziatori o sacrifici.
Vorrei terminare con un breve passo tratto dal "Mito della Creazione del Mondo" presso i popoli Indiani.
"Viene raffigurato con una Donna che arriva dal Cielo sulla terra, e nel momento che mette piedi sul pianeta, la donna da alla luce una bellissima bambina… più tardi la stessa bambina messa incinta dal vento diede alla luce due gemelli. Il primo lo chiamò Buoni Pensieri ed il secondo Cattivi Pensieri. Il primo dei figli si occupava di creare il mondo animale e vegetale, mentre il secondo dei figli. Cattivi Pensieri cercava di ostacolare i piani del fratello, quindi di rendere la vita impossibile. Arrivo al punto di nascondere il Sole, ma il fratello Buoni Pensieri lo ritrovò e lo fissò nel cielo. Dopo diverse lotte fra i due, il fratello Cattivi Pensieri diviene il Signore del “Mondo Inferiore”, mentre Buoni Pensieri lascia il pianeta Terra e scompare."
IL FENOMENO DELLE EARTH LIGHTS DI SASSALBO
E' dai primi del '900 che gli abitanti di Sassalbo, al confine tra Liguria e Toscana, vedono oggetti luminosi muoversi lungo le montagne circostanti e sopra i tetti della cittadina. In passato queste luci venivano associate alle credenze superstiziose locali ed erano sorte leggende che le interpretavano come le anime dei defunti della zona che ritornavano in visita ai loro cari. Oggi la gente di Sassalbo ha imparato a convivere con lo straordinario fenomeno e quasi non ci fa più caso. Nel 2001 un oggetto tubolare è rimasto al di sopra dei tetti per due giorni. Tutti lo hanno guardato, ma a nessuno è venuto in mente di fotografarlo tanto è forte la consuetudine di assistere a questo genere di fenomeni. Gli enti scientifici non hanno ancora dato una loro spiegazione al fenomeno. Per ora si può solamente constatare che luci di Sassalbo assomigliano inequivocabilmente a quelle di Hessdalen, in Norvegia, e di Marfa negli USA. Una équipe della Commissione per l'indagine sui Fenomeni Fortiani della Ecospirituality Foundation si è recata sul posto per raccogliere documentazioni e dati sul caso. Dopo numerose osservazioni notturne è stato finalmente possibile filmare uno dei misteriosi oggetti luminosi che solcano il cielo di Sassalbo e ora il video è in fase di analisi per comprendere qualcosa di più sul fenomeno delle Earth lights.
Le luci e le "lucette", come vengono chiamate, spesso sono state viste da interi gruppi di persone. Sassalbo diventa di colpo famosa quando il 15 ed il 16 giugno 2001 un oggetto volante non identificato viene visto da quasi tutti gli abitanti del paese. I testimoni lo descrivono come un oggetto cilindrico, di colore argenteo, che staziona nel cielo in posizione verticale, sopra la zona denominata "ospedalaccio", dal pomeriggio del venerdì fino al mattino del sabato. Basandosi sull'altezza degli alberi di faggio, alti circa 8-10 metri, comuni nella zona, molti sostengono che l'oggetto in questione sia alto almeno il doppio di questi alberi. Per quanto riguarda la posizione dell'oggetto, dal paese lo si vede stazionare appena sopra le cime degli alberi. Un testimone sostiene di aver visto l'oggetto abbassarsi tra gli alberi facendoli muovere. Dopo questo avvistamento sono tutti concordi nel dire che si registra un deciso incremento della manifestazione delle sfere luminose. Un testimone del luogo ci descrive così quello che ha visto: "Sulla montagna compaiono luci di diverse dimensioni: quelle più grandi, con un diametro stimabile fino a venti metri, sono chiare e luminosissime e si muovono avanti e indietro per poi scomparire dietro la montagna o in altra direzione. Il fenomeno può durare anche fino a 15/20 minuti. Le più piccole appaiono in basso, più vicine, e alcune possono sembrare piccole sfere metalliche. Le più piccole hanno sovente bordi indefiniti ed è come se si accendessero di luce rossastra. Mentre si ingrandiscono, il bordo circolare diventa sempre più definito. Nell'anno in corso gli avvistamenti sono stati molto numerosi".
IL VIDEO
Nell''unico video esistente compare nel buio totale una sfera luminosa che compie una specie di danza. Muovendosi cambia colore continuamente in maniera non uniforme, dal rosso all'arancione, al giallo pallido, all'azzurro. Cambia anche dimensione e ad un certo punto forma, assumendo prima un aspetto irregolare per diventare poi una specie di cono e quindi una trottola. Alla fine sembra sdoppiarsi e dal corpo principale si stacca una parte più piccola che si muove indipendentemente. Attualmente i fotogrammi sono ancora in fase di accurata osservazione e analisi.
I FOTOGRAMMI DEL VIDEO
L'oggetto filmato dall'equipe della Commissione per l'Indagine sui Fenomeni Fortiani della Ecospirituality Foundation. L'oggetto, di forma circolare, era fortemente luminoso e cambiava repentinamente colore e dimensione, scomparendo e riapparendo in varie zone del cielo.
L'oggetto, ingrandito, rivela protuberanze e macchie di differente colore che possono rivelare una superficie con diverse strutture.
L'oggetto irradia una improvvisa luminosità azzurrina
L'oggetto, improvvisamente, prende una luminosità rossastra e diventa triangolare
All'ingrandimento rivela la forma di "albero di Natale"
L'oggetto assume la forma di una "trottola"
Infine l'oggetto, sempre all'improvviso si raddoppia
IL MISTERO DELLE EARTH LIGHTS
Le cronache di tutto il pianeta riportano le osservazioni di piccoli globi, battezzati con il nome di "Earth Lights", che appaiono occasionalmente nelle più svariate condizioni ambientali e situazioni umane. I racconti di contadini del Piemonte che narrano di queste sferette luminose che li accampagnavano al lavoro per i campi si affiancano alle testimonianze fotografiche degli astronauti degli Shuttle e delle navicelle lunari che le hanno incontrate durante le loro missioni nello spazio. Si è cercato di dare una spiegazione al fenomeno delle Earth lights, senza giungere tuttavia ad alcuna effettiva conclusione, attribuendone la causa ai fulmini globulari, ai "fuochi fatui" o di "Sant'Elmo" e ai "monopoli magnetici" prodotti dalle attività sismiche della Terra. In alcuni casi queste sfere luminose sembrano possedere una natura intelligente, come si è verificato nel caso di Hessdalen in Norvegia e in particolar modo nel caso di Venaria, in Piemonte, dove una di esse ha giocato a rimpiattino con il testimone che cercava di fotografarla. Nel prendere in esame il fenomeno dei crop circles, non possiamo trascurare o forzatamente dimenticare le numerose testimonianze che riguardano l'osservazione di sfere luminose, viste e alle volte anche fotografate mentre sorvolavano sui siti degli agroglifi di tutto il mondo. Molti testimoni hanno asserito in proposito di aver visto delle sfere luminose di varie dimensioni muoversi in cerchio al di sopra dei crop circles. Alcuni affermano addirittura di aver visto formarsi il disegno dell'agroglifo a seguito del loro ripetuto passaggio. Esiste un controverso filmato sulle sfere luminose mentre creano un crop circle. L' 11 agosto 1996, alle 5 am, a Oliver Castle (Inghilterra) furono filmate alcune piccole sfere luminose che sorvolando un campo imprimevano quasi istantaneamente un crop circle nel grano sottostante. Il video fu realizzato su un supporto analogico, pertanto apparentemente non potrebbe essere un trucco, facilmente realizzabile invece con una videocamera digitale. C'è un forte dibattito sul tema. Da una parte laboratori di ricerca asseriscono che il video è autentico, dall'altra altrettanti laboratori affermano che si tratti di un falso. Le Earth Lights non compiono solo apparizioni sporadiche e sfuggenti. Esistono almeno una trentina di luoghi sul pianeta dove esse fanno le loro apparizioni in maniera permanente, tanto da poter essere osservate e studiate dai ricercatori: Marfa in Texas, Tagish Lake in Canada, Perm in Russia, Min-Min in Australia, Cluj Napoca in Romania, la montagna di Wu Tai Shan tra la Cina e il Tibet ed altri. In Italia: Sassalbo, i monti Sibillini, Valconca, e il monte Musinè, in Piemonte.
Un globo luminoso gioca con il Concorde in volo di collaudo.
Un globo luminoso si muove attorno alla navicella spaziale Apollo 17
Un globo luminoso sorvola il crop circle di Pontecurone in Italia
LE LUCI DI HESSDALEN

La valle di Hessdalen è teatro di fenomeni luminosi anomali fin dal 1981. In base alla testimonianza diretta di scienziati, ingegneri e osservatori a questi direttamente correlati, impegnati nelle osservazioni sul campo, viene descritto un fenomeno luminoso il cui comportamento è del tutto multiforme, in termini di forma, dimensioni, colore e regime di moto. La forma più frequente è quella dello sferoide, ma appaiono anche forme lenticolari, forme allungate, forme approssimativamente triangolari od ogivali, molto spesso anche forme asimmetriche. Le dimensioni intrinseche vengono stimate tra 1 e 30 metri. Il colore è spesso bianco, ma altre volte anche giallo, rosso, verde o blu. Molto spesso si tratta di plasmoidi luminosi multipli caratterizzati da differenti colori; più frequentemente è presente l'accoppiata bianco-rosso. Le luci appaiono talora come improvvisi "flash" nel cielo. Il regime di moto è di rado rettilineo, più spesso del tutto casuale, a volte pendolare, oscillante o elicoidale. Oggetti di questo genere, che quasi mai emettono rumore, possono muoversi a velocità elevatissime (fino a 30000 km/h) e fermarsi all'improvviso. Possono scindersi in più parti e poi fondersi di nuovo in un'unica struttura. Possono rimanere in cielo per pochi secondi, così come anche per alcune ore, sia in movimento che rimanendo immobili. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di oggetti caratterizzati da un'apparenza del tutto evanescente senza contorni precisi. La loro luminosità può essere elevatissima, superando spesso 100 KW di potenza, e rimanere tale per tempi prolungati fino a 1-2 ore, fino a spegnersi di colpo. Altrettanto spesso tali oggetti sono stati visti pulsare in modo regolare o semi-regolare, e talora aumentare la frequenza di pulsazione in seguito al puntamento di torce elettriche o fasci Laser nella loro direzione. La loro direzione di percorrenza è spesso lungo l'asse nord-sud. Le quote sono di solito molto basse, da 1000 metri fino ad un metro da terra. Il fenomeno sembra manifestarsi molto spesso in stretta vicinanza col terreno, spesso caratterizzato da valli e da montagne: l'apparizione dei globi luminosi appena sopra la cima delle montagne è una caratteristica molto diffusa.
Dal Progetto Hessdalen al Progetto EMBLA
Il fenomeno luminoso di Hessdalen viene studiato scientificamente fin dal 1984, quando una commissione di ricercatori professionisti guidati dall'ingegnere elettronico Erling Strand, ora professore assistente all'Østfold College di Sarpsborg, portò alla creazione del "Project Hessdalen". Nel 1984 ebbe luogo una campagna strumentale di misurazione con la quale si dimostrò che il fenomeno luminoso è correlato con perturbazioni magnetiche, produce marcatissime tracce radar, e determina talora balzi improvvisi dell'emissione radio (HF). Subito dopo il 1994, anno in cui si svolse a Hessdalen un importante convegno internazionale di fisica per discutere del fenomeno, nacque una collaborazione tra il Project Hessdalen e il sottoscritto. Ciò portò alla messa a punto di svariati progetti di ricerca strumentale mirati a testare le varie teorie sul tappeto, e ad un'ulteriore analisi dei dati acquisiti nel 1984. Questa analisi, che potè confermare tutto quanto effettuato a suo tempo dal Project Hessdalen, fornì anche un nuovo risultato: alcune componenti del fenomeno mostrano una significativa correlazione con l'attività solare. Questa correlazione, pur restando tale dal punto di vista della statistica, non ebbe un seguito dal momento che, nel corso della stessa indagine, si osservò che il fenomeno mostrava anche caratteristiche completamente autonome senza alcuna correlazione con la ionizzazione solare. Il 1995 segna una svolta importamente: è l'anno in cui il sottoscritto coinvolge in questa ricerca anche il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), in particolare il Prof. Stelio Montebugnoli, dirigente tecnologo della Stazione Radioastronomica di Medicina (BO). In quell'anno ebbe così luogo il primo di quattro workshop italo-norvegesi dove al Prof. Strand si aggiunse anche il Prof. Bjorn Gitle Hauge. Nascono così le basi del "Progetto EMBLA", che porterà in seguito anche all'effettuazione di missioni scientifiche italiane a Hessdalen. Nel 1998 il Prof. Strand dà vita alla AMS (Automatic Measurement Station), un vero e proprio osservatorio computerizzato, provvisto di videocamere automatiche, magnetometro, analizzatore di spettro radio e radar. In particolare le videocamere in uso (di diverso tipo) hanno consentito, e consentono tuttora, di monitorare in tempo reale il fenomeno luminoso a Hessdalen. Ciò ha permesso al sottoscritto di costruire una statistica obiettiva dalla quale emerge che il fenomeno luminoso si verifica maggiormente nei periodi invernali e nelle ore che vanno dalle 22 alle 01, e che esso presenta una distribuzione assolutamente uniforme nel cielo (e talora sulla terra) senza mostrare aerovie preferenziali. Nel 2000 ebbe luogo la prima spedizione italiana a Hessdalen, denominata EMBLA 2000. Questa missione era soprattutto dedicata al monitoraggio del fenomeno nel campo radio, in particolare nella finestra delle onde lunghe (VLF), progetto che fu suggerito da Flavio Gori di NASA Inspire. Gli analizzatori di spettro approntati da Montebugnoli e dai tecnici suoi collaboratori, vennero installati per un mese all'interno dell'osservatorio norvegese. Ciò portò all'acquisizione di un'enorme quantità di dati, dai quali emersero caratteristiche altamente peculiari, in primo luogo la rilevazione degli stessi identici segnali rilevati 16 anni prima dai norvegesi nelle onde corte: balzi improvvisi dell'emissione radio con elevata caratteristica di periodicità. Ma soprattutto la rilevazione di segnali mai registrati prima: segnali marcatamente "doppler" che permettevano di misurare velocità fino a 100.000 km/sec. Un'analisi del sottoscritto ha portato all'elaborazione di un modello fisico dal quale emerge che i "plasmoidi" luminosi di Hessdalen sembrano essere oggetti rapidamente rotanti in grado di espellere particelle a velocità quasi-relativistica e collimate da un fortissimo campo magnetico. Nel corso della stessa missione fu anche possibile documentare e riprendere con videocamera e camera fotografica l'apparizione di fenomeni di luce, alcuni dei quali dalle caratteristiche altamente peculiari. La missione EMBLA 2000 deve la sua realizzazione anche al neonato Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), un istituto privato di ricerca diretto dallo studioso Renzo Cabassi, da lui creato per promuovere uno studio scientifico dei fenomeni luminosi anomali in atmosfera. Il CIPH finanziò il sottoscritto per partecipare a questa missione come supervisore scientifico in appoggio ai tecnologi del CNR. Il CIPH ha invece completamente gestito sulla base dei fondi e della strumentazione messi a disposizione, la spedizione EMBLA 2001, missione questa completamente dedicata allo studio eminentemente ottico del fenomeno luminoso. Per un mese intero (agosto 2001), sono state effettuate osservazioni sul campo usando un telescopio riflettore, una camera CCD, una sofisticata videocamera CCD, uno spettrografo a bassa dispersione, varie macchine fotografiche e tutta una serie di detector portatili messi a disposizione dal CNR (presente anche quest'anno assieme a Flavio Gori, ma per un periodo limitato di tempo). Questa missione, di cui il sottoscritto è stato direttore scientifico, ha consentito di portare ad una maggiore comprensione del profilo fenomenologico dei globi luminosi, dal quale è emerso che:
1) il fenomeno è costituito da molti sferoidi secondari che sembrano vibrare attorno ad un comune baricentro, alcuni dei quali vengono palesemente espulsi dal corpo centrale,
2) il fenomeno è in grado di cambiare forma e colore in tempi rapidissimi, manifestando in continuazione delle pulsazioni irregolari. Da un punto di vista fisico, si è potuto dimostrare sia spettroscopicamente che fotometricamente che il fenomeno luminoso si comporta nel 95% dei casi come un plasma termico con una temperatura paragonabile a quella della fotosfera solare. Purtuttavia si è dovuto prendere atto di due fattori peculiari: a) la luminosità aumenta solo per via dell'aumento della superficie irradiante e non per via dell'aumento della temperatura che resta pressoché costante senza alcun effetto di raffreddamento: ciò porta a ritenere che si tratti di un plasma confinato all'interno di un fortissimo campo magnetico e che la struttura approssimativamente globulare dei plasmoidi sia dovuta ad un tipo di "forza centrale" che simula la gravità - si pensa in questo caso a mini buchi-neri o a monopoli magnetici - e che fa assumere ai plasmoidi un aspetto simile a quello di una "stella in miniatura", b) così come rilevato nella missione dello scorso anno, una esigua ma significativa parte degli oggetti rilevati non mostra alcuna caratteristica di plasma bensì quella di oggetti solidi illuminati uniformemente, facendo ritenere che la fenomenologia di Hessdalen sia dovuta alla sovrapposizione di due fenomeni dalle caratteristiche differenti oppure da due comportamenti differenti di uno stesso fenomeno. Nel corso di EMBLA 2001 si è potuto anche rilevare l'altissimo livello di elettrificazione dell'intera valle di Hessdalen, in forma di specie di lampi globulari che vengono rilevati ovunque, così in cielo come in terra. Nel corso delle prossime missioni programmate a Hessdalen si sta tuttora progettando di utilizzare uno spettrografo ad alta risoluzione e un "imaging radar".
Le peculiarità di Hessdalen
Gli abitanti di Hessdalen e della zona limitrofa, come ad esempio il lago Oyongen, riportano fin dal 1981 testimonianze dal carattere eminentemente ufologico che non si limitano solamente alla descrizione di sfere di luce evanescenti ma anche di oggetti nettamente strutturati di varie forme: dischi, triangoli, ovoidi e sigari volanti tra i più citati. Prima che le missioni EMBLA venissero intraprese, gli scienziati, incluso il sottoscritto, hanno ritenuto che queste testimonianze null'altro fossero che una interpretazione fantasiosa degli abitanti di un fenomeno di sicura origine naturale, mediata da un immaginario collettivo ben radicato nel mondo: il mito delle astronavi o aeronavi aliene. La prima osservazione sul campo (EMBLA 2000) ha permesso di rilevare, assieme ad una stragrande preponderanza di luci non strutturate, anche la presenza di oggetti che presentano una struttura ben netta: un triangolo di luci prima, un piccolo ovoide a debole luminosità poco dopo. Durante la seconda osservazione (EMBLA 2001) si è potuto rilevare qualcosa di simile ad un ellissoide schiacciato. Si prende serenamente atto anche di questi "dati discrepanti", nella piena consapevolezza che fare scienza significhi analizzare tutti i dati a disposizione, e non selezionarli in funzione di convenienze accademiche preconcette guidate da una presa di posizione, di per sè ideologica, che ben poco ha a che fare con un sano e obiettivo positivismo di fronte ai fatti osservati. Il positivismo resta, anzi avanza proprio quando la scienza ha il coraggio di procedere anche nei sentieri più impervi. Ciò non significa affatto che la presenza di "eventi strutturati" a Hessdalen propenda a favore di visite ET, anzi è molto ragionevole ritenere che i governi che tuttora eventualmente esperimentino congegni volanti a tecnologia esotica sceglierebbero proprio località come Hessdalen per operare indisturbati nel migliore dei camuffamenti: la coesistenza di luci anomale legate al territorio e di macchine volanti nate da qualche mente degli "Skunk Works" permetterebbe a qualche governo di operare segretamente facendo credere all'opinione pubblica che Hessdalen è una base aliena. Dunque il fatto di aver rilevato anche "eventi strutturati" a Hessdalen non è una prova che la Terra sia visitata da ET. Purtuttavia questa possibilità in sé non è affatto esclusa dalla scienza ufficiale: la Terra può essere raggiunta in vari modi canonicamente accettati e se ne discute all'interno dell'establishment ufficiale da almeno 20 anni, sulla base della pubblicazione di articoli su riviste del prestigio del Journal of the British Interplanetary Society, e da qualche anno nell'ambito del progetto SETV (Search for Extraterrestrial Visitation) nato all'interno della NASA. Non esistono allo stato attuale prove scientifiche che la Terra sia visitata da intelligenze allogene, ma esistono tutte le procedure per cercare queste prove, che devono passare attraverso un rigorosissimo screening. Restano per ora accertati due fatti: a) che a Hessdalen sussiste una sovrapposizione di fenomeni apparentemente molto diversi tra loro, quelli attribuibili ad un plasma (in preponderante maggioranza) e quelli tipici di solidi uniformemente illuminati, b) gli stessi fenomeni di plasma offrono caratteristiche in tutto anomale dal punto di vista termodinamico. A prescindere dalla soluzione ultima della fenomenologia di Hessdalen nella sua globalità, ciò che spinge i ricercatori a effettuare investigazioni in quella vallata è la necessità di comprendere il meccanismo fisico con cui si manifesta l'energia dei globi luminosi o di qualunque cosa ad essi eventualmente correlata, ora abbastanza ben conosciuta dal punto di vista fenomenologico. Si tratta di un patrimonio di inestimabile importanza per l'umanità: la pressoché costante apparizione di globi di luce in grado di restare accesi per oltre un'ora emettendo a volte un megawatt di potenza non può lasciare indifferente la comunità dei ricercatori che operano nella fisica fondamentale. Ancor più, queste apparizioni sembrano venire incontro al bisogno urgente dell'umanità di dotarsi di una fonte di energia non inquinante ma potentissima e durevole. Di natura ET o non-ET poco importa. Ciò che importa è che la scienza che sta nascendo ad Hessdalen è rivolta ad un'umanità in crisi, e all'unico paradiso all'interno del sistema solare, meritevole di essere salvato.
Risultati raggiunti nell'arco di 10 anni nella ricerca di Hessdalen
Dall'esperienza acquisita in una prima fase con l'analisi dei dati ottenuti da precedenti misurazioni Norvegesi e in una seconda fase eseguendo le tre missioni sul campo nell'ambito del Progetto EMBLA [5, 6, 7, 8], può essere ritenuto acquisito il seguente quadro fenomenologico:
* Il fenomeno luminoso, di colore principalmente bianco e più raramente rosso, si verifica più di frequente nella stagione invernale, per lo più di notte con un picco di frequenza verso mezzanotte. Non mostra traiettorie preferenziali ma si distribuisce dappertutto in cielo e talora sul terreno.
* A volte il fenomeno luminoso, che appare spesso diverse decine di metri al di sopra della cima delle colline, mostra un movimento erratico su distanze molto brevi (d £ 100 m) con spostamenti quasi istantanei da un punto all'altro.
* Nella maggior parte dei casi il fenomeno luminoso visto da grande distanza mostra elevata luminosità e ha l'apparenza di un globo luminoso senza struttura. In pochi casi mostra un certo tipo di struttura geometrica, generalmente a basso livello di luminosità .
* Il fenomeno luminoso è¨ sempre preceduto da lampi luminosi di brevissima durata (dell'ordine di una frazione di secondo) che appaiono dappertutto nella valle e che emettono una potenza compresa fra i 10 e i 300 W. A volte tali lampi sono stati registrati anche a brevissima distanza (fino a 5 m) dall'osservatore.
* La distribuzione a 3-D della luce degli oggetti luminosi, che in condizioni atmosferiche ottimali mostra un andamento ripido e rettilineo, è¨ drasticamente diversa da quella - una Gaussiana con ali esponenziali - che ci aspetterebbe da un plasma standard. La distribuzione effettivamente osservata dei fenomeni di luce, che è sintomatica di un solido uniformemente illuminato, si potrebbe spiegare come fenomeno naturale di tipo BL ("Ball Lightning") solo se le sfere luminose fossero composte da un agglomerato di nanoparticelle di Silicio generate e rese incandescenti da una forte scarica elettrica, oppure composte da un particolare stato della materia somigliante a quello di un solido. In caso contrario si è obbligati a pensare ad un sistema artificiale di illuminamento.
* La luminosità presenta una variabilità temporale dell'ordine di un secondo o meno, e viene prodotta una potenza dell'ordine dei 100 kW nelle fasi di massimo. Nella maggior parte dei casi le pulsazioni irregolari o semiregolari terminano con pochi cicli della durata media di 5 secondi. In altri casi il fenomeno si ripete nell'arco di molti altri cicli su un periodo di parecchi minuti o più.
* La luminosità aumenta drasticamente a causa della apparizione improvvisa di molte piccole sfere luminose intorno ad un più grande nucleo luminoso. Per via di ciò, l'aumento di luminosità è causato solo dall'aumento dimensionale della superficie luminosa complessiva che è formata da un grappolo di sfere luminose. Alcune delle sfere luminose secondarie spesso vengono espulse dal nucleo.
* Il fenomeno produce luce mantenendo una "temperatura di colore" costante, comportandosi come una lampada con le fasi di "acceso" e di "spento".
* Gli spettri di migliore qualità mostrano tre picchi ben distinti, di circa 500 Ã… di ampiezza, ciascuno dei quali può assomigliare sia ad un ammassamento di righe spettrali vicinissime tra loro e non risolte, che a un tipo di emissione di luce molto simile a quella prodotta dai sistemi di illuminazione LED (Light Emitting Diode).
* Il fenomeno luminoso produce una fortissima marcatura infrarossa (come risulta dall'utilizzo di sistemi di visione notturna ) anche quando è¨ molto debole nella banda ottica o invisibile.
* Il fenomeno luminoso è¨ spesso accompagnato da una perturbazione magnetica di tipo pulsante (con un periodo di pochi Hz) e da piccoli "picchi" oscillanti, di brevissima durata, nelle onde ratio e nella banda delle frequenze HF e VLF.
* A volte nella banda delle frequenze VLF si registrano segnali di tipo Doppler di lunga durata, principalmente quando il fenomeno luminoso non è visibile.
* Il fenomeno luminoso mostra sovente forti tracce radar anche quando è otticamente debole o quasi invisibile. In alcuni casi in cui è visibile non mostra alcuna traccia radar.
* Il fenomeno luminoso mostra una capacità foto-reattiva quando vi si indirizza contro un fascio di luce Laser, raddoppiando sistematicamente il suo periodo di pulsazione.
* E’ altamente verosimile che il fenomeno luminoso sia in grado di rilasciare sul terreno microparticelle di ferro sferoidali.
Solo una teoria fisica quantitativa in grado di spiegare contemporaneamente tutti questi accertati aspetti fenomenologici nell'ambito di un quadro unitario, sarà l'unica scientificamente accettabile.


Visitare anche il sito http://www.itacomm.net/ph/
NUOVO MISTERO SI STA DIFFONDENDO: I CERCHI DI LUCE.
Un fenomeno curioso che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni è quello dei “cerchi di
luce” (circles of light).
Recentemente sono stati osservati anche in Italia, e se ne comincia a parlare anche da noi.
I cerchi di luce appaiono sulle facciate dei palazzi, sull’asfalto, su macchine, autobus: croci stondate e quadrati irregolari iscritti in una circonferenza perfetta e fatti solo di luce.
Dopo l’enigma dei crop circle, gli elaborati disegni impressi sulle spighe nei campi di grano, è questo il nuovo mistero che fa discutere scienziati, ufologi e cultori di misticismo.
I primi avvistamenti dei cerchi di luce iniziano nell’88 e da allora, foto e segnalazioni si sono moltiplicate in tutto il mondo.
Le immagini luminose si manifestano quando il cielo è limpido e il sole è molto forte: i disegni però si stagliano su pareti e vetrate non in maniera diretta, ma con un angolo perpendicolare, come se i raggi solari potessero rimbalzare nell’ombra creando queste magiche proiezioni.
Generalmente appaiono a forma di “X” all’interno di un rettangolo o quadrato, sebbene la casistica ha identificato sei diverse varietà di disegni.
Appaiono solamente in presenza di sole e si muovono in funzione dell’angolo del sole e della rotazione terrestre.
Appare dunque un certo che sono in funzione della luce solare.
Gli scienziati e gli ottici spiegano questo fenomeno sostenendo che si tratta di riflessi luminosi, che possono venire deformati dal fatto che la sorgente riflettente non è troppo liscia, soprattutto a causa della solidificazione del vetro.
I due pannelli sono spesso non perfettamente allineati e, anche in considerazione della rarefazione dell’aria al loro interno, possono, al ricorrere a determinate condizioni atmosferiche, generare questi eventi.
Fino ad oggi la spiegazione più sensata sembra questa, ma sono molte le persone che si oppongono a questa visione così razionale del fenomeno.
Alcuni parlano di “Maitreya” e di segnali di cambiamento inviati da questa entità; c’è chi dice che meditando vicino ai cerchi di luce questi divengano più brillanti; c’è chi parla di alieni, ecc.
Anche se la spiegazione degli scienziati e degli ottici sembra essere la più plausibile, è errata.
Infatti questi fenomeni si manifestano anche in assenza di pannelli riflettenti o finestre nelle vicinanze.
se dipendesse da riflessi di finestre il fenomeno dovrebbe, in quel posto, verificarsi regolarmente (mentre non sempre è così, poiché in alcuni posti il fenomeno si è materializzato per poche ore e poi non si è mai più visto). Inoltre il ripetersi delle stesse forme geometriche mal si concilia con la teoria ottica dei riflessi concavi di pannelli o doppi pannelli riflettenti e con l’ipotesi della solidificazione del vetro, le quali dovrebbero generare delle forme riflesse di forma variabile, random.
Infine i riflessi solari, proprio per una ragione dettata dalla fisica riguardante il limite di coerenza della luce solare, di circa 1 micrometro, non potrebbero risultare così nitidi.
Ora iniziamo a vedere alcune foto dei cerchi di luce.
  
Nelle foto possiamo notare la chiara visibilità delle croci all'interno dei cerchi.
Persone che studiano la geometria sacra hanno identificato alcune volte la riproduzione, in questi fenomeni, della vesica pisces (o fiore della vita). Michael Glikman, studioso di crop circles, ritiene possa esserci una importante similitudine e delle possibili relazioni tra il fenomeno dei cerchi nel grano e i cerchi di luce.
L’unico mistero che resta è perché i cerchi di luce generano una simile meraviglia.
|