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Alieni: intervista a padre BalducciALIENI: INTERVISTA A PADRE BALDUCCI
UFO, alieni e altre forme di vita nell'universo, tra realtà e finzione, tra truffatori e ciarlatani, ma qual è la posizione del Vaticano su questi "misteri" e soprattutto la fede cattolica accetta che il nostro non sia il solo mondo per cui il Messia sia stato inviato per redimere gli uomini? A questi interrogativi risponde monsignor Corrado Balducci, demonologo e scienziato esperto in ufologia a cui la Santa Sede ha chiesto di studiare questo fenomeno "con gli occhi della fede".
Le rivelazioni del Gesuita (Seconda parte dell'intervista)LE RIVELAZIONI DEL GESUITA
(Seconda parte dell'intervista)
[B] Parliamo dei suoi incarichi in seno al SIV. [G] I miei incarichi erano di carattere puramente tecnico, i più importanti erano ad esempio ricevere informazioni segretissime provenienti da un radiotelescopio del Vaticano situato in Alaska e girarle ai rispettivi destinatari…
[B] Un attimo solo, ma di quale radiotelescopio sta parlando? Non sapevo che il Vaticano possedesse una struttura del genere in tale area geografica. [G] Il Vaticano possiede e gestisce un radiotelescopio avanzatissimo, che adotta sistemi e tecnologie all’avanguardia, gestito solamente da personale appartenente all’ordine dei gesuiti e che è ubicato all’interno di un impianto industriale per il recupero del petrolio, apparentemente dimesso, sito nello stato americano dell’Alaska. Il complesso è mimetizzato perché ufficialmente le attività che vi si svolgono non sono le stesse della struttura del VATT in Arizona e sono coperte dal massimo segreto.
[B] Quando è stato costruito tale apparato e soprattutto con quali finalità visto che il Vaticano annovera già altri siti astronomici in varie parti del mondo? [G] Quello che posso dire è che è stato costruito nel 1990 con lo scopo di studiare i corpi celesti ‘anomali’ in avvicinamento alla terra, analogamente a quanto fatto per esempio dalla CIA, che tra i tanti suoi ‘occhi segreti’ annovera il telescopio gemello di Hubble, SkyHole 12.
Inoltre il SIV fu avvisato durante gli incontri con Pio XII dell’avvicinamento di un corpo celeste al sistema solare ospitante una razza aliena evoluta e molto bellicosa. Seppi ben presto che il materiale che dovevo ricevere qui a Roma ed elaborare al computer era molto interessante e segretissimo. Fu durante l’elaborazione di alcuni dati e informazioni provenienti da questo radiotelescopio che una sonda inviata nello spazio remoto, inserita all’interno di un programma di esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90 denominato SILOE, aveva fotografato un pianeta di dimensioni enormi in avvicinamento al sistema solare. I dati furono ricevuti in Alaska nel mese di ottobre del 1995. Qui cominciarono i miei problemi. Scoprii che non dovevo decrittare io i dati provenienti da quella sessione di trasmissione e si creò una situazione pericolosa. Fu allora che il mio referente mi rivelò che all’interno del Vaticano erano conviventi due fazioni che si contendevano la gestione di un tipo di informazioni con un livello di segretezza di gran lunga superiore al TOP SECRET.
[B] Potrebbe fornirmi ulteriori dettagli sul programma spaziale SILOE? Chi ha progettato la sonda, da dove è stata lanciata… [G] La sonda denominata “Siloe” prende il nome proprio dall’omonimo programma di esplorazione spaziale avviato nei primi anni ‘90. Inoltre posso aggiungere che il programma Siloe è a sua volta inserito in un altro e più vasto programma, denominato Kerigma. (Sulla natura di quest’ultimo e degli altri sottoprogrammi che lo compongono non mi e stato rivelato nulla, NdA). Per ora posso solo dirle che la sonda è stata assemblata presso l’Area 51, disponeva di un motore a impulsi elettromagnetici e, una volta completata, fu collocata in orbita da un velivolo del tipo Aurora. La sonda non disponeva di calcoli e preindicazioni sulla traiettoria e ubicazione precise di Nibiru, per cui il suo scopo era di approssimarsi al pianeta correggendo la rotta il più possibile per poi riavvicinarsi al Sistema Solare ad una distanza tale da poter trasmettere dati e immagini al radiotelescopio segreto posizionato in Alaska. La sonda venne lanciata una volta ultimato il radiotelescopio ed effettuò la trasmissione delle riprese nel 1995.
[B] Quanto da lei affermato mi spinge a rammentare alcune delle teorie formulate dal ricercatore Zecharia Sitchin in merito al noto 12° pianeta e di un suo futuro ritorno. Conosce tali studi? [G] Si, almeno negli aspetti principali; ciò che posso dirle di sicuro è che il S.I.V. in collaborazione con la Lockheed Martin inviò quella sonda che realizzò le immagini da me elaborate. Si tratta di un corpo celeste molto grande che nel giro di tre anni al massimo, a partire dal 2001, farà “sentire” la sua presenza all’interno del sistema solare.
[B] In che modo ha avuto accesso a simili informazioni? [G] Attualmente usufruisco di un’autorizzazione alla supervisione denominata ‘Secretum Omega’. Questa è la più alta classificazione di segretezza in Vaticano, equivalente al 'Cosmic Top Secret' della Nato. Esso è suddiviso in tre livelli d’informazione: dal meno dettagliato Secretum Omega livello III al Secretum Omega livello I che è il più completo. Il mio compito attualmente è di formare nuovi elementi del S.I.V. e di avviarli all’uso dei sistemi di comunicazione propri di tale organismo.
[B] In Italia le informazioni raccolte dal radiotelescopio in Alaska come giungono? [G] In Italia esistono impianti radio e antenne unitamente a due satelliti geostazionari sopra l’Italia stessa di una compagnia di telecomunicazioni americana, la Sprint International, che ha parabole nel nord e nell’estremo sud dell’Italia. Tale compagnia ha un contratto speciale con il SIV e su un canale riservato invia e riceve dati cifrati con un algoritmo di crittografia riservato e personalizzato, in uso dal 1994. Prima il SIV usava un sistema di crittografia ideato da una società svizzera che in seguito fu abbandonato, perché uno dei membri di questa società lo rivendette clandestinamente agli israeliani. Altre informazioni di carattere tecnico per ora non posso fornirle.
[B] Vorrei porle una domanda su un noto religioso italiano legato alla Chiesa, mi riferisco a Monsignor Balducci che ha pubblicamente rilasciato determinate affermazioni sulla tematica extraterrestre. Balducci per caso opera in accordo con il S.I.V.? È a conoscenza della sua esistenza? [G] Sicuramente Padre Balducci ha condotto i suoi studi e le sue ricerche in maniera totalmente autonoma senza seguire alcun tipo di programma stabilito in precedenza. Nelle sue ricerche non è mai stato ostacolato, anzi in qualche circostanza è stato in un certo modo incoraggiato.
[B] Un attimo solo, mi è sembrato di aver capito dalle sue parole che esisterebbe un programma di divulgazione. È, forse, per tale ragione che ha deciso d’incontrami e rivelarmi tali informazioni? [G] Siamo -schegge impazzite- secondo il sistema, ma consapevoli che certi eventi che stanno per verificarsi coinvolgeranno tutti gli esseri viventi del pianeta, nessuno escluso. L’umanità intera in questa attuale fase storica sta vivendo un periodo molto particolare e strettamente collegato ad alcuni eventi ‘chiave’ contenuti nel libro dell’Apocalisse. Il genere umano deve affidarsi completamente al messaggio di salvezza e di redenzione di Cristo, quello che San Paolo ha definito il Kerigma, quello che Giovanni Paolo II cerca di portare in tutte le nazioni del mondo. Crede che il Papa non sappia quanto siano vicini certi avvenimenti?
[B] Ma di tutte queste informazioni l’attuale Pontefice quanto conosce, alla luce anche delle accorate dichiarazioni rilasciate da un anno a questa parte? [G] All’interno del Vaticano esistono due correnti in contrapposizione; una è fautrice di questo programma di informazione ed è difesa anima e corpo da Wojtila, l’altra è tutta protesa ad ostacolarlo con ogni mezzo, a tal punto che alcuni elementi di questa fazione fanno parte anche di gruppi di potere occulti che, per fare un esempio, controllano il mercato petrolifero mondiale che attualmente sta incidendo sulle varie economie internazionali, con l’unico obiettivo di schiacciare ogni iniziativa legata alla diffusione d’energie pulite alternative. Gruppi come quello a cui si può ricondurre la vicenda del famoso e controverso caso ufologico 'Guardian' che lei conosce, drammaticamente autentico in gran parte, tranne in quella relativa ai fotogrammi della presunta entità aliena. Comunque la documentazione cartacea e le informazioni in esso contenute descrivono una situazione reale. La realtà spesso supera la fantasia più sfrenata; purtroppo è così. Ma di tali organizzazioni occulte, il vertice è l’SVS.
Fine dell'intervista
Le rivelazioni del Gesuita (Prima parte dell'intervista)LE RIVELAZIONI DEL GESUITA
(Prima parte)
(INTERVISTA di C. Barbato)
2001
Come è entrato a far parte del S.I.V.?
[Gesuita] Il S.I.V. annovera elementi provenienti da diverse realtà, tutte strettamente connesse alla Chiesa e composte soprattutto, almeno nella parte dirigenziale, da sacerdoti in maggioranza aderenti all’ordine dei Gesuiti, monaci Benedettini e Religiose; in tutto poco più di un centinaio di elementi. Possono sembrare pochi ma non è così se si considera che in ogni parte del mondo dove c’è un sacerdote o una suora c’è una potenziale fonte d’informazioni preziose. Altri elementi sono stati, e tutt’oggi, sono seguiti in ambienti ed istituzioni a carattere laico interne alla Chiesa come ad esempio: associazioni a carattere umanitario, schieramenti politici vicino alla Santa Sede, movimenti cattolici giovanili, ecc. Il mio iter è stato molto simile a questo. In sintesi gli elementi come me sono stati segretamente seguiti, indirizzati e formati secondo determinati criteri noti in certi ambienti. Ognuno di noi oggi si rende conto di aver avuto in passato un suo “angelo custode” nonché mentore, successivamente.
[B] Potrebbe fornirmi maggiori elementi sul S.I.V.? Perché è stato creato, da quanto tempo opera... [G] La struttura è top secret ma per ora posso dirle che è organizzata in maniera analoga alle altre strutture d’intelligence come CIA, MI6 l’ex KGB ecc. Non ha una sede ufficiale fissa ma sceglie di volta in volta un sito dove riunirsi, in strutture però sempre sotto la giurisdizione della Città del Vaticano. Da un punto di vista cronologico la scintilla che ha innescato l’avvio di tale organizzazione scaturisce da un evento avvenuto nella prima metà degli anni ‘50 negli Stati Uniti, per l’esattezza nel Febbraio del 1954. L’evento in questione fu l’incontro di una delegazione aliena avvenuto in California nella base di Muroc Airfield (divenuta poi la sede della base aerea di Edwards) con il presidente Dwight Eisenhower e a cui presenziò l’allora Vescovo di Los Angeles James Francis McIntyre. L’incontro venne opportunamente filmato dai militari con tre cineprese 16mm, dislocate in vari punti, caricate con pellicola a colori e motore con caricamento a molla; quest’ultima soluzione piuttosto scomoda, perché costringeva ogni operatore a cambiare bobina ogni 3 minuti circa di ripresa, fu necessaria in quanto in presenza degli alieni e delle loro astronavi i motori elettrici delle cineprese più grandi non riuscivano a funzionare. Furono girati in tutto sette rulli da trenta metri, per un totale di circa venti minuti di ripresa. Al termine dell’incontro ogni membro della delegazione terrestre giurò solennemente di non rivelare a nessuno quanto visto e sentito degli alieni. Non mi chieda che fine ha fatto il film perché credo che conosca già la risposta. Comunque, nei giorni a seguire McIntyre, probabilmente contrariato per aver prestato un giuramento che in coscienza riteneva iniquo, partì di gran fretta per Roma al fine di incontrare il Santo Padre Pio XII per riferirgli dell’incredibile evento. Ma il Vescovo McIntyre per poter giungere in Italia doveva effettuare uno scalo prima a New York per poi ripartire alla volta di Roma, il tutto con l’ausilio di un aereo privato. Il velivolo decollato in un primo momento da Los Angeles dopo circa un’ora e mezzo di volo a causa d’improvvisi problemi tecnici fu costretto ad atterrare nel cuore della notte su una pista dell’aeroporto “Skyhaven” sito a Las Vegas. Durante il periodo necessario alla riparazione dell’aereo, circa un’ora e mezzo, salì sull’aereo un personaggio che chiese di conferire con il Vescovo. L’uomo che mostrò credenziali militari delle forze armate USA ,era un colonnello dell’USAF, fu ricevuto da McIntyre. La conversazione durò circa venti minuti durante i quali quest’uomo diffidò il Vescovo dal riportare con esattezza tutta la vicenda a cui aveva assistito, in quanto l’intera questione aliena era già oggetto di studio e controllo da alcuni anni e che doveva essere d’esclusivo appannaggio dell’USAF. Il militare sottolineò che il Presidente aveva chiesto solo un parere di carattere spirituale e soprattutto di discernimento in quella situazione assai anomala e che il giuramento non si riferiva soltanto ad una possibile divulgazione di un tale evento al mondo intero ma che si estendeva anche al Santo Padre. Non ultimo il problema delle infiltrazioni di spie sovietiche all’interno dello stesso Vaticano. Il Vescovo rispose che era suo preciso dovere riferire al Papa di tale incredibile evento. Oggi si è propensi a pensare che quel guasto fu voluto preventivamente per dar luogo a quest’incontro, organizzato da alcuni militari probabilmente all’insaputa dello stesso Eisenhower. Prima di congedarsi il militare disse al Vescovo che la scelta di riportare quella notizia a Roma avrebbe creato seri problemi e a lui personalmente sarebbe potuto costare molto. Tra l’altro, quanto di quell’incontro con gli alieni fosse stato predetto in qualche messaggio di carattere divino non c’è dato sapere. Due giorni dopo il Pontefice Pio XII ricevette il Vescovo McIntyre. Dopo aver meditato molto sulle implicazioni che avrebbe potuto avere un rapporto esclusivamente militare con gli alieni, il Papa decise di istituire un servizio d’informazioni segreto con una denominazione sulla falsa riga del servizio d’informazioni militare fascista, il SIV appunto, che avrebbe dovuto raccogliere tutte le informazioni possibili sulle attività delle entità aliene e sulle informazioni che su di esse avrebbero raccolto gli americani. Era di fondamentale importanza tenere aperto il canale di comunicazione con il presidente Eisenhower. Il SIV sostanzialmente venne costituito per acquisire e gestire tutte quelle informazioni riservatissime che riguardavano soprattutto la tematica extraterrestre coordinandosi con le altre strutture d’intelligence di altri paesi. La neonata struttura si proponeva fondamentalmente di gestire gli aspetti dal punto di vista morale, filosofico, etico e religioso.
[B] Cos’è che ha fatto pensare a Pio XII che i militari americani avrebbero condiviso informazioni così delicate con il Vaticano? Come la mettiamo con il militare incontrato all’aeroporto di Las Vegas? [G] Vede, essere convocati dal presidente degli USA nel cuore della notte per un aiuto ed un supporto spirituale in una situazione che potremmo definire unica nella storia dell’uomo moderno, credo sia solo segno di stima e fiducia. A conferma di ciò le dico che una volta tornato negli Stati Uniti McIntyre e l’Arcivescovo di Detroit Edward Mooney in un secondo momento, furono i principali coordinatori delle operazioni di passaggio delle informazioni al Vaticano. Gli eventi però presero una piega inaspettata in quanto lo stesso McIntyre ed altri esponenti del SIV iniziarono ad avere degli incontri diretti, in assenza e all’insaputa dei militari, con una razza aliena di tipo nordico, apparentemente positiva, proveniente dalle Pleiadi; questi alieni misero in guardia dagli esseri che erano stati incontrati in precedenza dagli americani nel deserto della California. Questi incontri con esponenti del SIV si verificarono più volte negli USA e due volte anche all’interno dei Giardini Vaticani presso la Pontificia Accademia delle Scienze, alla presenza dello stesso Papa Pio XII. [B] Allora, quello che asserì Padre Pio da Pietralcina sull’esistenza d’esseri viventi in altri mondi che non avevano peccato e che per tale motivo hanno raggiunto un grado evolutivo elevatissimo, è vero? [G] Certamente, ma questi esseri a cui adesso si riferisce vivono su un piano dimensionale, se così si può dire, diverso pur non essendo angeli nel vero senso della parola, mentre gli alieni nordici di cui ho parlato sono esseri in carne e ossa, che seppure molto evoluti da un punto di vista tecnologico e spirituale hanno la loro corporeità. Queste creature asserirono di aver scoperto nella Chiesa Cattolica, o più precisamente nel messaggio Cristico, la presenza autentica di Dio e si dichiararono disponibili alla collaborazione per il bene dell’umanità. Fu proprio questa affermazione da parte di questi esseri che convinse Pio XII a collaborare con loro, considerandoli addirittura autentici convertiti alla fede cristiana. Probabilmente il Pontefice pensò che la Chiesa Universale doveva cominciare ad estendere il suo messaggio anche ad esseri provenienti da altri mondi. Comunque sia, questi alieni negli anni a seguire furono d’aiuto determinante per la Chiesa di Roma nel portare avanti specifici compiti nel mondo. In particolare intervennero in determinate situazioni di carattere politico e sociale di portata mondiale. In seguito anche Papa Giovanni XXIII beneficiò dell’appoggio di questi esseri che avevano sposato la causa Cristiana ma preferì rendere sempre comunque il merito a più vaghi “interventi angelici”. Papa Giovanni aveva ereditato, se così si può dire, un accordo di collaborazione tra la Santa Sede e gli alieni positivi di razza nordica stipulato con il predecessore. La cosa andò avanti per tutta la durata del pontificato di Roncalli il quale però aveva più volte espresso ai vertici del SIV il suo disappunto per l’estrema fiducia che si stava riponendo in quelle creature, tanto che oggi si è portati a pensare che uno dei motivi che diede il via al Concilio Ecumenico Vaticano II sia stata proprio la necessità di fare un primo e concreto passo verso il rinnovamento della Chiesa, anche in vista di un possibile ed imminente “contatto”.
[B] In riferimento a questi interventi o ‘mediazioni celesti’, possiamo includere anche il presunto incontro avvenuto nel 1963 tra il contattista americano George Adamski e il Papa?
[G] Ci stavo proprio arrivando. Adamski incontrò realmente il Papa. Si recò a San Pietro una volta soltanto per incontrare l’allora Pontefice il quale aveva già deciso che la Chiesa non doveva più intrattenere rapporti diretti e collaborazioni con gli alieni, seppur positivi. Giovanni XXIII riteneva inoltre inaccettabile che una simile relazione fosse rivelata al popolo cristiano. Il compito affidato dagli alieni ad Adamski fu quello di tentare un estremo ed ultimo accordo con il Pontefice ormai morente. Egli fu un messaggero per conto degli stessi esseri che incontrarono Pio XII. Queste entità incaricarono lo stesso Adamski di consegnare al Papa un dono; quest’ultimo, che conteneva una sostanza liquida che avrebbe fatto sparire in pochi giorni l’eteroplasia gastrica da cui era affetto, peggiorata in quelle ultime ore da una peritonite acuta. Il Papa non bevve quella sostanza; disse in punto di morte guardando il Crocefisso; “Quelle braccia allargate del Cristo sono state il programma del mio pontificato. Un pontificato umile e modesto quanto volete, ma di cui mi sono assunto tutte le responsabilità. Sono contento di quello che ho fatto e di come l’ho fatto....”. Tuttavia questo gesto da parte degli alieni fece concludere al Papa, con quel poco di lucidità ed energie che gli erano rimasti, che questi “fratelli del cosmo” avrebbero potuto condurre un’attività sicuramente positiva e benevola verso l’umanità ma che avrebbero dovuto operare autonomamente e distintamente alla Chiesa e, in generale, dall’operato dell’uomo che, con la preghiera, agisce secondo la Legge di Dio e, in particolare, sotto l’azione dello Spirito Santo. Con il tentativo di Adamski terminò il rapporto diretto tra queste creature ed il Papa stesso e i suoi successori, i quali fidandosi dell’illuminazione di Giovanni XXIII stabilirono che non era più opportuno avere rapporti diretti. Successivamente in un manoscritto riservato di Papa Roncalli per il suo successore, con allegato un dossier riservato sul S.I.V., il Pontefice menzionò un passo del Vangelo che chiudeva e spiegava chiaramente l’atteggiamento della Chiesa nei confronti degli esseri positivi provenienti da altri mondi:
Dal Vangelo secondo Marco ( 9, 38 e seg) In quel tempo, Giovanni rispose a Gesù dicendo: "Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i démoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri". Ma Gesù disse: "Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è per noi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa". Il senso, in estrema sintesi, è che la presunta attività positiva di questi alieni, che avevano aderito al messaggio cristico, non doveva essere ostacolata, ma “benedetta”, doveva essere però un’attività disgiunta e parallela a quella della Chiesa. Gli alieni di conseguenza erano da considerarsi alla stregua dello straniero che guarì nel nome di Cristo, e questi non gli impedì di farlo. In tal senso andrebbe inserito il discorso che il neo Pontefice, insediatosi al defunto Pio XII, fece il 5 Aprile 1961 quando rivolgendosi alla folla riunitasi in Piazza San Pietro per l’udienza generale disse: “alcune voci che prima ci erano ignote. Ma si tratta sempre di voci che dal cielo scendono sulla Terra, voci che hanno il riflesso dell’onnipotenza del Padre Celeste”. (VAI ALLA SECONDA PARTE)
Mistero di Fatima e UFO (Seconda parte)MISTERO DI FATIMA E UFO
(Seconda parte)
Le microonde e il locus coeruleus
Le proprietà delle microonde, studiate da molti scienziati (primo fra tutti il fisico nucleare James Mc Campbell), corrispondono perfettamente alle manifestazioni avvenute a Fatima, di caldo, asciugamento degli abiti e guarigioni fisiologiche. È da notare che il classico “ronzio d’api” era sentito dai testimoni ogni volta che i veggenti ricevevano un messaggio dalla “Signora”, la quale, come, detto prima, non muoveva le labbra. Sembra dunque ovvio che a Fatima sia stata senz’altro utilizzata una gamma di microonde.
I lavori di Mc Campbell, seguiti e completati da nuove ricerche in laboratori (come quelli condotti dall’Istituto canadese per l’Ingegneria Elettrica ed Elettronica e dai laboratori di Tolosa del Dipartimento di Studio e Investigazione di Microonde - DERMO, collegato al CNES -), avvalorerebbero l’ipotesi sul “ronzio” di Fatima. Le ricerche sulle microonde devono permettere di verificare a livello sperimentale gli aspetti secondari, fisici o d’altro tipo, causati dalla presenza di un fenomeno UFO, e anche di verificare l’influenza della sua energia sugli esseri umani e sugli animali. Il fenomeno uditivo delle microonde ci aiuterà a capire il “sistema di comunicazioni”, così come si svolge durante gli incontri ravvicinati nel corso dei quali, come a Fatima, vengono trasmessi dei messaggi laici o religiosi. Gli esperimenti prima accennati consistono essenzialmente in brevi impulsi di microonde trasmessi ai cervelli d’esseri umani. I soggetti percepivano vari suoni. La testa del soggetto era il bersaglio diretto di un’antenna conica, installata in una stanza appositamente preparata. Il soggetto sentiva dei “ronzii” o dei “piccoli scoppi” quando la gamma delle microonde era compresa tra 200 e 3000 MHz con un potenziale compreso tra 0,4 e 2mw/cm2 , con un massimo di 300mw/cm2. Se le frequenze modulate andavano da 200 a 400 Hz, i suoni venivano percepiti, come se partissero dall’interno del cranio del soggetto. È questa è una constatazione abbastanza curiosa, perché a Fatima la quarta testimone sentì le “parole dell’angelo” all’interno del suo cervello. Ma i pastorelli, non furono gli unici a sentire i ronzii. Molti resoconti di persone che si trovavano vicino ai bambini al momento del contatto con la Signora contengono il particolare del “ronzio d’api” che si poteva sentire perfettamente quando la Signora, senza muovere le labbra, si rivolgeva a Lucia. Particolare che non è stato mai appurato, in quanto i due studiosi non hanno avuto il consenso dalle autorità religiose ad interrogare l’ultima testimone ancora in vita. È comunque chiaro che il fenomeno del “ronzio” interessava una zona ben delimitata intorno ai tre bambini, e che esso proveniva senza dubbio da una sorgente esterna: è da ritenersi senz’altro parte integrante del sistema di comunicazione tra la Signora ed i bambini. Tutto porta dunque a credere che alla base del meccanismo di comunicazione vi siano le microonde. Sarebbe opportuno inoltre, secondo Fernandes, dedicarsi oltre che allo studio del comportamento fisiologico degli esseri umani e degli animali in relazione ai fenomeni UFO, anche all’analisi semantica del discorso dei “contattati”, religiosi e non, di cui l’esempio più significativo sono, i famigerati messaggi e segreti di Fatima, con la loro interpretazione mistica. In tale contesto occorre ricordare lo studio del dott. Claude Rifat sulle probabili alterazioni dei messaggi e/o contenuti stessi inerenti apparizioni UFO o mariane. Il ricercatore francese, in un’edizione passata della rivista transalpina “UFO phènomène”, evidenzia la funzione in tali casi del cosiddetto locus coeruleus, rilevante centro nervoso, preposto tra l’altro all’attività onirica, presente nel cervello dei mammiferi.
Secondo lo studioso, sarebbe possibile che le radiazioni o le fonti energetiche legate agli UFO interagiscano con le funzioni cerebrali grazie alla propagazione di microonde. Pertanto, l’alterazione o l’adattamento dei messaggi prodotte dal subconscio del testimone (in base al proprio livello culturale, credo religioso ecc.) sarebbero il semplice effetto di un’interferenza esterna con tale area cerebrale. A questo punto, però, dopo aver effettuato un'escursus sugli eventi di Fatima e sui vari risultati delle inchieste condotte in tutti questi anni, ci sembra doveroso, grazie anche al contributo personale fornitoci dal dott. Fernandes, riportare anche se sinteticamente quanto è noto sulla quarta testimone.
La quarta veggente e il piccolo telepatico
Nel libro “Messaggio di Fatima”, il cui autore è Padre Don Luciano Guerra, già parroco del santuario di Fatima, possiamo leggere: “1917: apparizione di un angelo a una certa Carolina di 12 anni e ad una piccola di Espite”. Ora, Lucia non ha mai fatto riferimento al dialogo con l’Uraniana, una delle prime definizioni con cui la veggente indicò la “signora” - termine che deriva da Uranos (divinità greca che personificava il cielo) - in quanto essa stessa le aveva affermato di venire dal cielo. Nel 1947 il futuro vescovo di Viseu, Don José Pedro da Silva, forse trovando strano questo silenzio, chiese direttamente alla veggente: “La zia Maria da Capelinha (della Cappellina) così chiamata, afferma nella sua deposizione ufficiale, che sua figlia Carolina aveva visto un angelo passeggiare nella Cova da Iria e che chiese loro di dire tre Ave Maria, dopo, aveva chiesto alla sorella che chiedesse alla Madonna cos’era “quello” e che la sorella, nelle piccole Valli, aveva chiesto alla Madonna ottenendo la risposta che era un angelo...che c’è di vero in questo?” Lucia rispose: “Non lo so, non mi ricordo niente”. È strana questa risposta - afferma Fernandes - della veggente: non si ricorda niente? Eppure si ricorda di discorsi lunghi e segreti interminabili, con termini che all’epoca non conosceva? O quel particolare su ciò che il vescovo suggerì descrivendolo con il termine “quello” è stato eliminato dal cervello di Lucia?”. La deposizione ufficiale alla quale si riferisce D.José Pedro da Silva si trova nel documento conosciuto con il nome “Interrogatorios oficiales” del 1923. Fu redatto dal Visconte de Montelo e comprende la seguente frase, nel testo integrale: “Nelle piccole Valli, Lucia chiese alla Madonna, su richiesta del testimone (zia Maria) se la Madonna era apparsa a qualcun’altro nella Cova da Iria e la Madonna rispose che non era lei bensì un angelo, il volto che Carolina, la più giovane delle figlie della testimone, di 12 anni, e che la piccola di 7 anni di Espite, avevano visto il 28 luglio, vicino all’olivo. L’angelo era basso, molto bello, con i capelli biondi, volto che Carolina vide, dopo, sopra l’olivo”. “In realtà - spiega Fernandes - la documentazione ufficiale di Fatima c’indirizza alla visita di altri esseri alla Cova di Iria, oltre alla Madonna, e ci parla di più veggenti oltre ai tre già conosciuti. Per questo consideriamo Carolina la quarta veggente di Fatima la quale ha vissuto tutti questi anni nel più completo oblio e anonimato. Ci ha dichiarato che nessuno, nemmeno qualche sacerdote, l’ha interrogata prima di noi. Ne ha parlato solo in casa a sua madre e ai fratelli. E se il Canonico Formigâo non avesse invitato sua madre a deporre, la sua testimonianza sarebbe andata completamente persa. L’anonimato, intanto, le ha portato dei vantaggi: se avessero prestato attenzione al suo racconto, sarebbe stata infastidita dalla venerazione dei credenti ed è anche possibile che l’avrebbero mandata in convento come successe con Lucia. Invece, Carolina si è sposata e, pur non avendo avuto figli, ha avuto molte sorelle e nipoti. La sua esistenza è stata normale, senza bisogno di sacrifici esagerati per aiutare i peccatori, com’è accaduto agli altri veggenti. Per parlare con lei, non è stato necessario chiedere l’autorizzazione del vescovo della diocesi. Naturalmente abbiamo registrato tutta la sua deposizione, effettuata il giorno 22 luglio 1978, la mattina di un sabato pieno di sole. Viene qui pubblicato nella versione integrale, eccetto le ripetizioni inutili”. “Io abitavo lontano - dichiarò Carolina - stavo andando a controllare un gregge al posto del padrone. Il padrone del gregge chiese a mia madre il permesso di lasciarmi andare a casa sua finché avesse trovato un guardiano per le pecore. Mia madre mi lasciò andare. Quell’uomo aveva una cameriera che veniva dalle parti di Coimbra. Una ragazzetta che andò là per farsi insegnare da me le pulizie. Un giorno ci sedemmo a controllare il gregge, che era molto tranquillo dato il caldo. Passò un carro con delle bestie che andava a nord. Era il giorno di una fiera su a nord, da Santa Caterina in su. Dato che il gregge era calmo, dissi alla ragazza: “Conceicâo, andiamo su fino alla strada (le pecore erano in una valletta) per vedere se il carro va oltre la Cova da Iria”. Andammo là, l’osservammo e il carro andò verso nord. Dopo dissi: “Conceicâo, torniamo indietro adesso perché il gregge può combinare qualche guaio e il padrone è molto irascìbile”. Mentre passavamo, abbiamo guardato l’olivo che stava lì, che era circondato da un muretto che mia madre aveva costruito per proteggerlo dal vento e abbiamo visto una “bambina” di circa 8, 10 o forse12 anni che entrava nel piccolo recinto di pietre e camminava avanti e indietro: aveva un vestito bianco, i capelli biondi lunghi fino alle spalle. Io sentivo dentro di me una voce che mi ripeteva continuamente: “Vai lì e dì tre Ave Maria.” Così dissi all’altra ragazza: “Tu non senti niente? Non senti una voce dentro di te?” “No, non sento nulla”. Poi siamo tornate dal gregge e abbiamo visto che non si era spostato e che era ancora tranquillo, così io ho detto a Conceicâo: “Torniamo a vedere se la gente vede la stessa cosa”. Ma quando siamo tornate nello stesso punto dove avevamo visto la “bambina” vedemmo un’immagine sopra l’olivo. Non so se era la stessa cosa che avevamo visto prima ma quando lo hanno chiesto a Lucia e lei lo ha chiesto alla Madonna che rispose di non era stata Lei ad apparirmi ma un angelo. Anche l’immagine continuava a ripetermi di dire tre Ave Maria là sotto quell’albero ma non mi ricordo se l’ho fatto...ero preoccupata per il gregge e così io e l’altra ragazza siamo tornate dalle pecore”. L’apparizione avvenne verso le 9.00 le 10.00 del mattino. L'operazione Fatima “Sono stati necessari - afferma Fernandes - 61 anni per trovare e confermare l’esistenza di un testimone vivo, disponibile, per la dimostrazione della nostra tesi: la presenza a Fatima d’esseri antropomorfi, modernamente associati agli UFO, come loro operatori o intermediari. Questa testimone ignorata, forse di proposito, si è dimostrata fonte d’indizi che ci ha aiutato a ricostruire il vero scenario del fenomeno, isolandolo dalla sfera religiosa nella quale fu costretto. Da ciò deriva che, per la sua natura, l’esperienza di Carolina e della giovane d’Espite dovesse rimanere nel quasi completo anonimato di una semplice deposizione, lontano da tutto e da tutti, neutralizzata dalla sua “incongruenza”. Alla fine, siamo riusciti a passare da questa discreta pista alla testimonianza orale della quarta veggente che confermava tutto l’insieme universale delle osservazioni di questo tipo di esseri, poco alti. E soprattutto, perché ci dà la conferma anticipata dei costanti scritti nell’Operazione Fatima: della manipolazione mentale, sperimentata dalla principale testimone del 28 luglio 1917. Questa manipolazione o ordine mentale, è un elemento attuale in molte delle osservazioni catalogate negli incontri ravvicinati del 3° tipo. Il bambino che Carolina e l’amica videro passeggiare vicino all’ulivo, luogo delle apparizioni della Madonna nel tredicesimo giorno del mese, non è tanto insolita negli annali dell’ufologia, come lo è stato, all’epoca, per i sacerdoti incaricati di registrare l’importante deposizione. Un essere alto come un bambino, con i capelli biondi lunghi fino alle spalle, vestito di bianco, dell’apparente età di circa 10 anni. Un bambino la cui proprietà fondamentale sembra essere quella d’impartire ordini mentali alla testimone. “Va là e recita tre Ave Marie”, una frase insistente, che cercava di condurre Carolina vicino all’olivo: qual’era il fine? “Una voce dentro di me”, tale era la sensazione assurda, ripetutamente sentita e sottolineata dalla Carreira. Tale sensazione non è inconsueta, ma si tratta, di una vera e propria manipolazione mentale, così com’è intesa nel discorso sugli incontri e i contatti con entità associate agli UFO. Da ciò, l’importanza della diversità dell’esperienza descritta e andata quasi persa”. Tra l’altro proprio in merito a quanto appena detto è alquanto illuminante la citazione che Fernandes fa al fine di corroborare l’ipotesi aliena, di alcuni casi citati dall’inquirente brasiliano Prof. Jader U. “Pereira nel suo studio ufologico comparativo ed analitico sulla morfologia ed il comportamento degli esseri alieni registrati negli incontri ravvicinati del 3° tipo. Pereira – scrive Fernandes - ha riassunto, a proposito dei comportamenti delle entità extraterrestri, sei casi di telepatia e sette di manipolazioni mentali su testimoni umani. Quest’ultime si sono verificate spesso nel corso degli anni. Dal Teerâo, nell’Irâo, il 13 ottobre del 1954, passando per Indian Head, negli USA, il 19 settembre del 1961, fino a S.Lorenzo, in Argentina, il 30 luglio del 1968. Altri casi di “condizionamento mentale” vengono ancora tenuti in considerazione da questo investigatore, anche se tramite altri mezzi. Ma, oltre a ciò, neppure la descrizione come “angelo” viene usato esclusivamente nel contesto religioso di Fatima. È curioso che, in un altro caso tipico di comunicazione mentale avvenuto in Garganta la Olla, presso Cáceres (Spagna) nel 1934, un’anziana donna adoperò un’identica espressione per definire un piccolo essere vestito di un abito luminoso che aveva incontrato. Questa donna stava lavorando nei campi quando, vedendo quest’essere avvicinarsi ad un precipizio lì vicino, ebbe la sensazione di una voce nella sua mente che le diceva di andare a casa, perché era nata sua nipote. Incamminandosi verso l’essere, lo vide correre e scomparire. Arrivata a casa, l’anziana signora ebbe la conferma di aver capito correttamente. Battezzarono così la neonata col nome di Angela, perché pensarono che la notizia della sua nascita gli fosse stata portata da un messaggero di Dio. La sua azione, come vedremo “conduce la testimone che subisce l’ordine mentale, a compiere movimenti e azioni anche contrarie alla sua volontà. E che cos’é la “voce interiore” di Carolina se non la traslazione di questa manipolazione extra-sensoriale? L’ordine impartito dal “bambino biondo” di Fatima era estraneo alla volontà della testimone. Quali erano le vere intenzioni del piccolo essere?”. I "bambini biondi" di Magonia Prima del 1917 e dopo, come giustamente gli autori evidenziano, i piccoli esseri dotati di poteri sovrannaturali sono frequenti nella memoria dei popoli che, costantemente, li registrano nella mitologia popolare, dove il razionale si trasforma e diventa un messaggio simbolico, cifrato. Diventa, quindi, difficile fare un accostamento tra i piccoli esseri che convergono dai racconti dell’ufologia, dai particolari più o meno tecnologici, e le creature che fanno parte di ciò che Jacques Vallée chiama “Magonia”, un universo tanto inattendibile quanto tutti gli universi possibili, responsabili degli UFO dei nostri giorni. Almeno, per adesso, ritornando a Vallée, vediamo che questi divide i suoi nani in due categorie: le creature negroidi identiche agli gnomi medioevali e le creature che corrispondono alle descrizioni degli elfi del Medio Evo i delle “storie di fate” presenti nel folcklore di tutte le latitudini. Per i due studiosi portoghesi questo stereotipo, biondo e telepatico, ricorda anche un’altra figura mitologica dell’Età Media: Oberon, era una creatura simile, cantata da Alfred de Vigny. “Era bello come il sole d’estate, telepatico (in quanto era in grado di leggere nel pensiero) si spostava istantaneamente e non invecchiava mai. Anche “Lutino”, un piccolo essere, viene descritto nelle leggende come un essere dagli “abbondanti capelli biondi”. La stessa archeologia fornisce ulteriori prove della sua esistenza nelle rovine dell’America latina e, propriamente, di Cuzco, in Perù (uno dei luoghi prediletti dagli UFO). Nella stessa zona, il 20 agosto 1965, vengono avvistati dei nani, mentre escono da un oggetto a forma di disco. A sua volta, il governatore di Santa Barbara - sempre in Perù - ha dichiarato solennemente di aver visto due piccoli esseri, mentre camminavano sulla neve, nel settembre del 1965. Scomparvero nel mezzo di un rumore assordante. “Lo stereotipo del “bambino” biondo – affermano gli autori - che sia gnomo del folcklore, occupante del primo tipo, umanoide del terzo tipo o sottotipo del secondo tipo, si protrae nel tempo, senza età. Fatima non è sconosciuta neppure là e non abbiamo bisogno di uscire dal nostro rettangolo continentale. Basta sentire quello che dice la gente del paesino di Malcata, in provincia di Sabugal. Lì, invece di “bambini biondi” sono i moretti incantati che giocano sulla riva del fiume Côa. Piccole creature che, secondo le espressioni locali, erano “meravilgiosi” e la loro presenza era interpretata come preannuncio di ricchezza nel sottosuolo. In questa breve rassegna di apparizioni, di esseri forse più immaginari che reali, rimane costante la somiglianza tra Oberon, il “moretto” di Malcata e il “bambino biondo” di Fatima. Esseri forse di altra natura, ma ben concreti nella loro diversità. “Non umani” per gli umani? Non lo sappiamo. Ma molto più vicini a noi di quello che potremmo supporre. Quindi, il “bambino” di Carolina non può che rappresentare una prova dell’esistenza dei non identificati e della loro presenza a Fatima”. Classificazione degli esseri celesti osservati a Fatima Pure la morfologia degli alieni, per quanto riguarda l’altezza, è fonte di studi statistici. Sarà interessante prendere in esame alcuni dati riferiti dall’investigatore spagnolo Vincent-juan Ballester Olmos, che Henry Durrant inserisce nella sua opera già citata. Su 15 casi con riferimenti all’altezza degli umanoidi osservati nella penisola iberica, Ballester Omos riferisce che 10 di essi (cioé i 2/3) erano di altezza decisamente inferiore a quella normale, anche meno di 1 metro e mezzo. Il fisico nucleare James McCampbell, autore di uno dei migliori riassunti scientifici sugli UFO, analizzò i dati sull’altezza degli esseri avvistati in 217 casi del catalogo “Magonia” di Vallée, verificando che, in 119 casi, gli esseri osservati venivano definiti, quantitativamente e qualitativamente, come nani. Anzi, la maggior parte di tali entità di bassa statura rientravano in un gruppo compreso tra i 70 centimetri e il metro e 30, ben al di sotto dei limiti della normalità per gli esseri umani. Ricordiamo anche l’analisi fatta da Gordon Creighton, specialista britannico, sul luogo dell’atterraggio in America del Sud, nel 1960. Su 51 casi, 10 si riferiscono a “piccoli uomini” e 12 a entità alte circa 90 centimetri. Olmos, comparando i casi riassunti da Pereira e quelli del catalogo di Vallée, ha stabilito il seguente quadro:
Definite le caratteristiche speciali di un certo numero di entità presenti nella fenomenologia delle “apparizioni”, prendendo in considerazione i vari gruppi degli esseri rintracciati nei moderni avvistamenti UFO, i due studiosi portoghesi sintetizzano gli attributi dell’angelo di Lucia e dell’angelo della 4˚ veggente, Carolina.
Ricorrendo nuovamente alla classificazione di Pereira, ai tre tipi principali e alle rispettive varianti selezionate, si può notare come l’integrazione tra di essi degli “esseri celesti” avvistati nella Cova da Iria sia sicuramente ammissibile, in modo da risultare che, a giudizio dei due studiosi, il tipo 3 sottotipo 2, possa identificarsi meglio nel caso dell’angelo della 4˚ veggente, mentre il tipo 2, sottotipo 3, potrà adattarsi meglio all’angelo di Lucia. Alla luce di quanto finora esposto è più che lecito asserire che gli eventi registrati a Fatima in quel lontano 1917 di “miracoloso” e religioso hanno ben poco in quanto presentano evidenti e a dir poco sconcertanti similitudini con la fenomenologia UFO. Ma degli interrogativi sorgono lo stesso: perché il regista di quei “prodigiosi” fenomeni celesti oltre ad assumere sembianze “divine” avrebbe poi promosso tutta una serie di messaggi, esortazioni alla preghiere o dal contesto tipicamente religioso nonché reiterati moniti apocalittici al genere umano? Non ultimo il famigerato “Terzo Segreto”? Inoltre, apparire alla massa di fedeli sotto l’aspetto di manifestazione “divina” adattandosi pertanto al credo religioso (cattolico nel caso in questione) quali finalità cela? Tali manifestazioni hanno un’intenzione benevola tesa al rinsaldamento della fede religiosa o comunque alla trasmissione d’insegnamenti edificanti e di moniti contro tendenze autodistruttive consustanziali alla natura umana? Oppure celerebbe ben più oscure e subdole manipolazioni delle coscienze tese ad una sorta di “asservimento subliminale” psichico dell’essere umano? Diversi sono gli interrogativi a cui occorrerebbe dare una risposta (su cui in futuro mi riservo di occuparmene) ma che di certo aprono in maniera inquietante l’intera vicenda di uno dei più importanti eventi della religione Cattolica ritenuto interamente svelato! Mistero di Fatima e UFO (Prima parte)MISTERO DI FATIMA E UFO
(Prima parte)
Le testimonianze, celate per decenni dal Vaticano, del più importante evento mariano nella storia della religione Cattolica.
Il 13 Maggio 1917 la località portoghese Cova da Iria, vicino Fatima, fu teatro di una serie d’apparizioni “miracolose” i cui protagonisti principali furono tre pastorelli, Lucia dos Santos e i due cuginetti Francesco e Jacinta Marto, divenuti poi noti come i veggenti di Fatima. Occorre precisare, che già durante i due anni precedenti i tre fanciulli avevano assistito ad insoliti eventi, il primo nel 1915 quando, assorti nelle loro preghiere, videro sugli alberi della vallata una nuvola più bianca della neve, trasparente e dalle sembianze umane. L’anno seguente, mentre i bambini stavano per accingersi a pregare, videro improvvisamente giungere da Est, sopra il bosco, una luce splendente, bianca, che prese le sembianze di un ragazzo trasparente “più brillante di un cristallo penetrato dai raggi del sole e di celestiale bellezza”. Quella figura di luce comparve numerose volte, durante i mesi estivi, sempre nella valle della Cova da Iria. E fu qui che quel fatidico 13 maggio ai tre testimoni riunitisi con un certo numero di fedeli, in quanto avvertiti precedentemente da un “angelo” annunciatore, comparve una giovane donna luminosa che ritennero essere la Vergine Maria (va ricordato che i ragazzi del tutto analfabeti praticavano solo la piccola chiesa locale). Da allora, per ben sei volte ed esattamente il 13 d’ogni mese ai piedi di un Ulivo l’entità celeste si manifestò a sempre più fedeli accorsi data la presunta natura divina dell’evento. In genere, le apparizioni della “Signora” erano preannunciate da “inusuali” manifestazioni nel cielo. La prima volta, stando a quanto dichiarò all’epoca Lucia, un riflesso di luce che si avvicinava anticipò la comparsa della Vergine. Manifestazioni, a cui fu testimone anche l’allora Vicario Generale di Leira il quale dichiarò: “Alzo gli occhi e mi metto a guardare con grande sorpresa vedo distintamente un globo luminoso che si muove verso occidente, spostandosi lento e maestoso attraverso lo spazio…Di repente, però, ecco il globo con la sua luce straordinaria scomparire ai nostri occhi. Accanto a noi stava una bambina…(Lucia dos Santos) che piena di gioia gridava: “La vedo! La vedo ancora! Adesso scende giù!”. “Passati alcuni minuti - continua il Vicario - la bambina continua di nuovo a gridare: “Eccola! Sale un’altra volta!”. E continuò gridando e seguendo il globo con lo sguardo, finché scomparve nella direzione del sole…Cosa pensi tu di quel globo? - domandò il Vicario - “Era la Madonna” rispose senza esitare….I pastorelli in una celeste visione avevano contemplato la Madre di Dio in persona; a noi era stato concesso di veder il veicolo che l’aveva trasportata dal cielo all’inospitale Serra d’Aire”. Una considerazione, quest’ultima, che non restò isolata in quanto come riportato dal libro “Le Meraviglie di Fatima” del Da Fonseca, numerosi testimoni ritennero che il globo fosse un aeroplano di luce venuto a portare la Madonna all’appuntamento con i pastorelli, per poi riportarla in Paradiso. I fiocchi di neve e il miracolo del sole I veri fenomeni “sconcertanti”, però, avvennero durante la quinta e sesta (l’ultima) apparizione. Nella prima occasione, dov’erano presenti circa 20.000, subito dopo il passaggio del solito globo luminoso si verificò una pioggia di corpuscoli di colore bianco simile a fiocchi di neve che si dissolsero nell’aria prima ancora di toccare il terreno. Un fenomeno che fu ritenuto misterioso o comunque di carattere divino, ma che oggi grazie allo studio del fenomeno UFO è stato classificato con il termine di capelli d’angelo o bambagia silicea spesso riscontrata al passaggio di UFO. Il 13 Ottobre, invece, avvenne qualcosa di eclatante in quanto a testimonianza dell’incredibile evento furono presenti circa 60-70.000 persone. Quel giorno l’enorme folla ed alcune autorità ecclesiastiche nonché diversi giornalisti si era radunata per poter assistere al “miracolo” che era stato preannunciato, dalla signora di luce, il mese precedente. Ignara di cosa dovesse accadere, la folla fradicia a causa dell’incessante pioggia, guardava nel luogo dov’erano presenti i tre pastorelli. A mezzogiorno Lucia, dopo aver chiesto di chiudere gli ombrelli, invita tutti a guardare il “sole”, comparso dopo che le nubi si erano improvvisamente squarciate, che inizia a evoluire nel cielo. La folla atterrita osserva l’astro mutare in una ruota di fuoco che invia i suoi raggi di diversi colori in ogni direzione per poi discendere a zig-zag sulle proprie teste fermarsi per alcuni istanti e ripartire con un movimento spiraliforme verso il cielo per poi arrestarsi e riprendere la sua attività. Ma lo stupore non finì lì, dato che non solo i vestiti degli astanti ma perfino la terra, anch’essa zuppa d’acqua, risultavano “inspiegabilmente” asciutti. Si iniziò a gridare al miracolo o meglio al “miracolo del sole” (V. art. "Fatima: Il prodigio del “sole”, Pio XII e gli UFO"), anche se come riportato allora dalla stampa locale, quel giorno, come ebbe a dichiarare ai giornalisti, il direttore dell’osservatorio di Lisbona, “nessuna perturbazione cosmica era stata segnalata”. Qualcuno, a questo punto, si sarà domanderà ma, allora, cosa realmente è accaduto nei pressi di Fatima e chi o che cosa si è manifestato, dato che nonostante siano trascorsi più di ottant’anni la Chiesa non si è espressa chiaramente e definitivamente su alcuni aspetti dell’intera vicenda? Fatima: una connessione Extraterrestre? Alcuni ufologi ritengono che le presunte apparizioni della Madonna di Fatima, ma soprattutto il famoso “miracolo del sole” presentino diverse e forti similitudini con gli avvistamenti di UFO. Tra i ricercatori che sostengono la tesi ufologica piuttosto che religiosa, vi sono Jacques Vallée, Paul Misraki ed altri, ma un importante contributo ad una simile ipotesi è giunto dal lavoro svolto dai ricercatori portoghesi Joaquim Fernandes e Fina d’Armada. Il primo è professore di Storia presso l’Università Fernando Pessoa di Porto, Portogallo; i suoi interessi di ricerca includono storia della scienza e antropologia comparata di religione, con un'enfasi sui fenomeni anomali; inoltre dirige il Progetto MARIAN (Multicultural Apparitions Research International Academic Network - Struttura Accademica di Ricerche Internazionali e Pluriculturali sulle Apparizioni Mariane). La d’Armada invece è una storica con un Master in Studi Femminili ed ha scritto cinque libri sulle Apparizioni di Fátima, tutti basati su documenti originali tenuti nell’archivio - tre scritti insieme con Fernandes - e centinaia di articoli. La loro inchiesta cominciò nel 1978 dopo alcuni anni di intensi sforzi, i due studiosi sono riusciti a raccogliere un’impressionante quantità di documenti e testimonianze precise per non dire definitive che suggeriscono una nuova matrice sulle apparizioni mariane avvenute a Fatima e non solo. Entrambe, a questo punto, decisero di analizzare attentamente le prime apparizioni e soprattutto di ritrovare la prima immagine dell’entità, così come risultava descritta da tutte le iniziali testimonianze dei bambini prima che fossero influenzati dai modelli religiosi. Nel 1981, i due ricercatori pubblicarono un libro (copia di cui posseggo e da cui ho tratto alcuni dati contenuti nell’articolo) di 460 pagine intitolato “Intervenção Extraterrestre em Fátima - As aparições e o fenómeno ovni” (Intervento Extraterrestre a Fatima – le apparizioni ed il fenomeno UFO) Libraria Bertrand Sarl, Lisboa 1981, pubblicato nuovamente dalla Editorial Estampa di Lisbona nel ’95, in una versione aggiornata, sotto il titolo di “Le apparizioni di Fatima ed il fenomeno UFO” (Inoltre lo scorso anno è stata data alle stampe una nuova versione inglese, risultato di venticinque anni di ricerche, intitolata: Heavenly Lights - The Apparitions of Fátima and the UFO Phenomenon ndr.). Nel volume è scritto che in virtù di un permesso rilasciato alla D’Armada, fu possibile visionare i manoscritti dell’inchiesta parrocchiale depositati nell’archivio segreto del santuario di Fatima da cui emersero informazioni e fatti. Questa vasta ricerca, durata circa sei anni – si tratta dello studio più dettagliato su questo tema, che sia mai stato pubblicato – al contrario della maggior parte dei testi che trattano questo argomento, è basata su fonti di prima mano, interrogatori originali e dichiarazioni rilasciate dai tre principali testimoni delle apparizioni, Lucia, Francisco e Jacinta, oltre ad un gruppo selezionato di un centinaio di testimoni oculari. I due ricercatori hanno scoperto alcuni particolari interessanti ed ignoti sugli eventi occorsi nel 1917 che li hanno portati a concludere che la natura dell’intera fenomenologia mariana in realtà presentava forti ed evidenti implicazioni extraterrestri. La testimonianza più importante (avvenuta per la prima volta nel ’78, dopo aver raccolto sul luogo informazioni sulla persona e di cui si fa accenno più avanti) e determinante per l’inchiesta fu quella della cosiddetta “quarta testimone“, una certa Carolina Carriera (deceduta lo scorso anno ndr), le cui osservazioni dirette e resoconti non erano mai state rivelati prima e che furono sistematicamente ignorate dalle commissioni d’inchiesta ufficiali dell’epoca, ma che fortunatamente furono rinvenute dai due ricercatori nella documentazione inedita (forse segreta). La Carreira descrive “un contatto di tipo telepatico con un essere biondo e di piccola statura che instillò nella sua testa un ordine ossessivo così descritto: “Vieni qui e recita tre Ave Maria. Vieni qui e recita tre Ave Maria .....”. Inoltre, venne raccolta una sorprendente descrizione da parte di Lucia, quando, intervistata dal giornale locale “Parochial Enquiry” parlò di una “signora molto luminosa, alta circa un metro e dieci centimetri, dall’apparente età di 12 o 15 anni, che indossava un abito molto aderente: una gonna stretta, una giacca ed un mantello, tutti decorati da cordoni dorati cuciti sopra, sul capo portava qualcosa che le nascondeva i capelli e le orecchie, gli occhi erano neri, aveva, inoltre, dei cerchietti ai lati del collo. Veniva dall’alto e svaniva gradualmente nella direzione opposta, non eseguiva movimenti facciali e non muoveva le labbra ma solo le mani di tanto in tanto. Aveva una sfera luminosa nella mano sinistra tenuta all’altezza della vita e voltava le spalle ai testimoni quando se n’andava”. LO STUDIO DEI DOCUMENTI E I TEST IN LABORATORIO I ricercatori, hanno, tra l’altro, ricostruito gli spostamenti della Signora luminosa (la cui descrizione è chiaramente non conforme alla classica iconografia mariana) fino a luogo dove avveniva l’incontro con i tre pastorelli. Dall’analisi degli incartamenti esaminati i ricercatori stabilirono che l’entità si muoveva all’interno di un fascio luminoso troncoconico che si allungava e ritraeva proveniente da una “nube” che, a differenza delle altre, procedeva controvento. La presenza del fascio luminoso venne confermata dalla testimonianza diretta di Gilberto dos Santos che per ben due volte poté scorgere un fascio di luce, che dall’alto, arrivava fino all’ulivo delle apparizioni e che egli denominò “strada”. Tale fenomenologia non è nuova nell’ambito della casistica ufologica moderna in quanto analizzata in numerosi casi d’avvistamento. Gli autori, attraverso la loro inchiesta, sono riusciti a determinare i parametri della distanza del presunto “fenomeno solare”, avvenuto il 13 ottobre del 1917, rispetto alle posizioni dei testimoni al suolo. I due studiosi hanno scoperto che tutti loro si trovavano all’interno di una fascia larga circa 70 metri che attraversava l’area della Cova da Iria, dove aveva avuto luogo lo spettacolare fenomeno denominato “miracolo del sole”. Questa fascia, orientata in direzione sud-nord, conteneva tutti i testimoni che hanno riferito d’effetti secondari rilevati durante il suddetto fenomeno, quando “l’oggetto solare” (che mimava il sole) era disceso con una terrificante parabola sopra la folla di circa 60.000 persone presenti. Gli effetti notati all’interno della fascia furono: 1) un improvviso ed intenso calore. 2) l’asciugarsi istantaneo degli indumenti e del terreno inzuppati dal precedente temporale. 3) effetti fisiologici o “guarigioni miracolose”. Conseguenze che vennero rilevate all’avvicinarsi dell’oggetto (lungo circa 25 metri) che “imitava” il sole e la cui altezza da terra, secondo le testimonianze, era pressappoco come quella di un pino. Questi tre effetti insieme con le testimonianze sono sufficienti a stabilire la realtà dei fatti, in quanto si tratta di fenomeni provocati da una sorgente esterna ai testimoni. Tali effetti demoliscono le ipotesi esplicative del fenomeno solare in quanto risultato di una semplice allucinazione collettiva. Come del resto anche l’ipotesi di proiezioni d’immagini mentali caratteristiche degli stati ipnotici o simili non calza con le varie visioni di Fatima. Durante lo studio sugli aspetti cromatici del fenomeno solare descritto nel ‘17 i ricercatori scoprirono, con sorpresa, che le testimonianze dell’epoca erano simili alle caratteristiche riscontrate nei moderni avvistamenti UFO. In aggiunta, le manifestazioni del ‘17 descrivevano incredibilmente gli esperimenti di laboratorio condotti dell’astrofisico Jean-Pierre Petit del CNRS francese e Maurice Viton sull’MHD (magnetoidrodinamica) [1], che solo 65 anni dopo hanno visto la luce. Abbiamo potuto stabilire che a Fatima il cromatismo del sole era cambiato in funzione del fattore d’accelerazione del fenomeno. Alcuni ricercatori francesi in passato, fra cui Aimè Michel, hanno spiegato il fenomeno come un fascio di gas in movimento, generati dall’energia scaturita dall’oggetto (o fonte ignota) ben reale sulla Cova da Iria ed i suoi credenti. Un’altra spiegazione, molto affascinante, è quella della possibilità che delle microonde abbiano potuto servire da veicolo di comunicazione tra l’entità e i pastorelli. Infatti alcuni testimoni molto vicino al luogo delle “apparizioni” poterono sentire dei “ronzii d’api”, effetto che è stato spesso registrato nei casi di incontri ravvicinati, e che sono state anche rilevate nei campioni prelevati dal biofisico americano W. Levengood nei terreni situati all’interno dei “crop circles”. (VAI ALLA SECONDA PARTE).
Il S.I.V.IL S.I.V. (Servizio informativo del Vaticano)
Il ricercatore Cristoforo Barbato ci fa pervenire il seguente comunicato.
In seguito alla mia opera di divulgazione, iniziata nel 2005, sul coinvolgimento del Vaticano nella questione UFO-Alieni, grazie alle sconcertanti informazioni rivelatemi nel 2000-2001 da un gesuita operante in seno al SIV, Servizio Informazioni del Vaticano, alcuni ufologi e non hanno espresso sbrigativi e sommari giudizi strettamente personali sull’intera vicenda denotando una chiara vena polemica fine a se stessa. Una cosa quest’ultima che soprattutto tra gli addetti ai lavori emerge oggi più che mai nel panorama ufologico nazionale è che francamente denota una mancanza di conoscenza di base in materia ed una sterilità di fondo nell’ambito della seria ricerca investigativa. Tuttavia, va precisato che non tutti erano in grado di comprendere appieno certe informazioni non essendo giustamente addentro ad un certo tipo di discorsi e non comprendendo realmente i sottili meccanismi legati al mondo dell’intelligence, soprattutto in tema di UFO/Alieni. In effetti posso testimoniare che a parte qualche ufologo tra cui Roberto Pinotti che era già a conoscenza del SIV numerosi sono stati anche gli addetti ai lavori che hanno manifestato delle riserve parallelamente al notevole interesse su tutta la vicenda. Inoltre,“singolare coincidenza”, in occasione di alcune manifestazioni a cui ho partecipato sono stato in maniera riservata avvicinato fisicamente (o in seguito per posta elettronica) da personaggi (dalle comprovate credenziali) legati ad ambienti di tipo massonico ed ex esponenti dell’intelligence militare italiano che mi hanno apertamente confermato l’esistenza del SIV. “Qualcuno”, com’era prevedibile, ha tentato contattandomi via mail anche di avvicinarsi subdolamente ed in maniera dilettantesca in qualità di insider dei servizi segreti italiani evidentemente per divertirsi o magari su suggerimento di terzi, magari chissà a sua volta anche lui ufologo. Il tutto ovviamente è stato debitamente smascherato in quanto non essendo un novizio in campo ufologico “qualcuno” credeva di avere trovato lo sprovveduto ingenuo di turno che va dietro a qualsiasi cosa. Comunque sia, aldilà delle personali opinioni che ognuno può liberamente fare, la veridicità di certe realtà o fatti andrebbero basate attraverso un serio lavoro di ricerca investigativa è non sulle mere opinioni. Un esempio lampante su cui viene manifestato un certo scetticismo è l’effettiva esistenza del Servizio Informazioni del Vaticano e della possibile collaborazione in materia di UFO tra l’intelligence USA e lo Stato Vaticano. La nascita del servizio segreto della Santa Sede Dopo capillari ricerche, bibliografiche e non, ho trovato un’importante conferma in un testo di storia moderna che ai più dirà forse poco. Il testo in questione risale addirittura ai primi anni ’90 precisamente nel 1991 all’estero e nel 1993 nella versione edita in Italia dalla Newton Compton Editori. Il volume in questione, oggi una rarità in quanto è praticamente introvabile, s’intitola: RATLINES - Gli archivi dei servizi segreti americani svelano l’esistenza di una rete clandestina nel Vaticano per permettere la fuga dei criminali di guerra nazisti, destinati a diventare agenti segreti dei paesi occidentali. Gli autori sono Mark Aarons & John Loftus, il primo un giornalista, il secondo invece è stato procuratore presso il Ministero della Giustizia americano ed ha avuto accesso a documenti riservati; dai file classificati della CIA alle informazioni “top secret” sul nucleare fino ai file segreti della NATO con accesso COSMIC. Ebbene in questo volume proprio nel primo capitolo ad un certo punto si parla delle attività svolte durante e negli anni successivi la Seconda Guerra Mondiale dall’allora monsignor Giovanni Battista Montini e vi si legge che: “Come Pio XII, Montini proveniva da una benestante famiglia cattolica in buoni rapporti con potenti figure all’interno del Vaticano. Anch’egli aveva condotto una brillante carriera nell’ambito della Segreteria di Stato e aveva instaurato stretti rapporti con leader politici italiani cattolici. I servizi segreti statunitensi descrivevano Montini come una delle “persone più autorevoli all’interno del Vaticano”, che “per molti anni è stato una personalità importante all’interno della Segretaria di Stato vaticana”…..Montini e l’altro Segretario di Stato, monsignor Tardini, erano di certo tra le “personalità più influenti del Vaticano”. Entrambi erano costantemente e quotidianamente in contatto personale con Pio XII, ma soprattutto Montini godeva di un particolare rapporto confidenziale e presentava “una certa affinità di temperamento” col pontefice. Il loro intimo rapporto personale si estendeva a faccende di alta politica. In pratica, Montini era l’assistente personale di Pio XII; quest’ultimo gli affidava “compiti particolarmente delicati e difficili da realizzare”. Durante la guerra, il Papa chiese a Montini di organizzare il Servizio Informazioni del Vaticano, il cui compito apparente era quello di rintracciare persone scomparse, profughi e prigionieri di guerra. Ma i servizi segreti statunitensi sospettavano che il suo ruolo andasse ben oltre gli scopi umanitari……Inoltre, essendo uno dei migliori diplomatici della Santa Sede, Montini controllava la politica estera “con riferimento alla politica italiana”…..tutti questi compiti delicati portarono Montini al centro delle attività clandestine del Papa” (Montini nel 1945 è a capo della II Divisione del segretariato di Stato del Vaticano, da cui dipende l’Ufficio Rifugiati. È questo l’ufficio che, insieme ai servizi segreti americani, porta a termine in quel periodo l’”operazione conventi” che evacuerà i criminali di guerra nazisti oltre atlantico travestiti da preti e con passaporto falso. Ndr). Sempre in merito al Servizio Informazioni del Vaticano alla sua genesi la cui supervisione fu concessa a Montini da Pio XII si apprende che l’esercito americano aveva tenuto d’occhio le attività sospette di questa agenzia a scopi umanitari fin dal marzo del 1944, notando che era stata “organizzata per occuparsi di messaggi assistenziali radiofonici rivolti ai prigionieri di guerra in Nord Africa o provenienti da loro”. A tale proposito più avanti si afferma che: “Nella lotta all’ultimo sangue sostenuta dalla Chiesa contro il comunismo, il Papa optò per lo spionaggio e tutto ciò che esso comportava. Prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, il gruppo di diplomatici che stava attorno al Papa aveva reclutato gli agenti necessari per la successiva battaglia contro il comunismo che doveva essere quella definitiva. (Il Vaticano aveva già registrato tentativi d’infiltramento al suo interno di spie sovietiche sul finire della guerra, una minaccia che si sarebbe poi intensificata nel corso della Guerra Fredda è che fu seriamente contrastata a sua volta dall’intelligence USA. Particolare che emerge anche dall’intervista al gesuita. v. art. Secretum Omega. ndr.). È possibile far risalire la genesi di queste attività alla richiesta che il Papa fece a Montini di organizzare il Servizio Informazioni del Vaticano. L’esercito americano aveva tenuto d’occhio (attraverso l’OSS e il CIC ndr) le attività sospette di questa agenzia a scopi umanitari fin dal marzo del 1944, notando che era stata “organizzata per occuparsi di messaggi assistenziali radiofonici rivolti ai prigionieri di guerra in Nord Africa o provenienti da loro”. Gli americani ritenevano che fosse in atto un non meglio identificato tipo di attività clandestina e diedero ordini affinché, per motivi di sicurezza, il Servizio Informazioni del Vaticano non si ampliasse. Tuttavia, stando ai rapporti successivi, il Servizio Informazioni del Vaticano si ampliò, dopo la guerra, fino a diventare una forza in campo spionistico. Per qualche tempo, i servizi segreti americani si interessarono attivamente alle reazioni del Vaticano alla “minaccia rossa”. Infatti, a quanto si diceva, alcuni “alti ufficiali dei servizi segreti alleati” erano, da prima del crollo del nazismo, in “stretti rapporti con alti dignitari vaticani”. Nell’ottobre del 1945, gli americani notarono “la preponderante influenza presso la curia esercitata dai padri gesuiti, che presentano sempre progetti concreti e ragionati”…..Verso la fine del 1947, i servizi segreti statunitensi ricevettero dei rapporti incredibili sul coinvolgimento del Vaticano nelle operazioni clandestine anticomuniste. Jack Neal, capo della Division of Foreign Activity Correlation del Dipartimento di Stato, un gruppo spionistico segretissimo collegato al Foreign Service statunitense, inviò una comunicazione al direttore dell’FBI J.Edgard Hoover, al capo del servizio segreto della Marina e ai diplomatici americani presso la Santa Sede: “…una fonte, considerata attendibilissima, ha riferito che il Servizio Informazioni del Vaticano, che ha il suo quartier generale nella Città del Vaticano, costituirebbe il servizio spionistico della Santa Sede…”. L’Asse Montini-Angleton Ulteriori rivelazioni sulla figura chiave di Montini emergono durante lo sviluppo dei capitoli successivi ed in particolare quando viene affrontata l’attività svolta dai servizi segreti americani nei confronti del vaticano. In effetti, si apprende che Montini venne ingaggiato tra l’altro quale fonte di informazioni segrete per il capo del controspionaggio americano James Jesus Angleton. Un legame quest’ultimo tra i due che avrebbe poi agevolato la carriera di Angleton all’interno della CIA quando Montini divenne Papa Paolo VI. Angleton (figlio di un colonnello dell’OSS James Hugh Angleton grazie al quale nell’agosto del 1943 entrò a far parte anch’egli dell’Ufficio Servizi Strategici OSS. James Hugh Angleton, oltre ad aver diretto la filiale italiana della National Cash Register guidò anche la Camera di commercio americana in Italia, ed ebbe estesi contatti con i servizi segreti di Mussolini. Inoltre da alcuni documenti emergerebbe che egli fu anche socio d’affari di Allen Dulles futuro direttore della CIA) trascorse i primi anni della guerra a Londra ma in seguito alla resa dei tedeschi in Italia, predisposta da Dulles e dal Vaticano, fu assegnato a Roma con la nomina a tenente dell’OSS incaricato di gestire le attività di controspionaggio. Dopo circa un anno venne incaricato di gestire l’Unità Speciale di Controspionaggio dell’OSS SCI-Z meglio nota come Unità Z formata da agenti inglesi e americani, fu anche membro della sezione X-2 ed era l’unico ad avere l’autorizzazione d’accesso alle segretissime informazioni inglesi del sistema di decrittazione ULTRA. La X-2, nota ufficialmente come SSU Strategic Services Unit, è stata definita da alcuni storici ed ex-agenti dell’OSS quali Peter Tompkins: “la più indipendente, la branca più pericolosa, quella che si occupava del controspionaggio”. In seguito allo scioglimento dell’OSS nel 1945 per volere del presidente Truman ed al suo ridisegnamento come SSU (Unità Servizi Strategici) Angleton rimase a Roma divenendo in poco tempo l’ufficiale di grado più alto dell’intelligence USA in Italia. Angleton comandava tutte le attività segrete, spionaggio e controspionaggio, in Italia per l’SSU, da poco appunto succeduto all’OSS che in realtà sarebbe divenuto subito dopo CIG Central Intelligence Group precursore della CIA costituitasi poi nel 1947. In virtù dell’esperienza maturata durante la guerra in attività di controspionaggio rientrato in patria nell’estate del ‘47 contribuì alla nascita del Mossad, il servizio segreto israeliano, e nel dicembre dello stesso anno fu assunto dalla CIA quale assistente del Direttore dell’OSO Ufficio Operazioni Speciali. Nel 1949 Angleton avanzò di livello all’interno dell’OSO e divenne assistente speciale del capo della CIA l’ammiraglio Roscoe Hillenkoetter (direttore dal 1947 al 1950 e noto tra l’altro per essere stato membro del famigerato gruppo segreto Majestic-12); quello stesso anno i vertici dell’intelligence militare decisero di classificare il fenomeno degli allora “dischi volanti” con il livello di “massimo segretezza”. Nel febbraio del 1953 Dulles divenne il nuovo Direttore della CIA, Angleton (amico di Dulles dai tempi della guerra) ottenne una serie di “vantaggi”; fu così che verso la fine del 1954 promosse James alla carica di Vicedirettore e Capo del Controspionaggio. Angleton aveva accesso diretto alle informazioni di Dulles e a tutte quelle estere, relative agli UFO, provenienti dall’IAC Comitato Consultivo d’Intelligence creato per occuparsi delle implicazioni comportate dagli UFO alla sicurezza nazionale. Egli mantenne tale incarico fino al 1974 quando coinvolto dallo scandalo Watergate fu costretto a dimettersi dall’allora direttore William Colby. Una conferma effettiva dell’operato clandestino condotto durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale dall’intelligence americano in Italia ed in particolare da James Jesus Angleton giunge da una serie di documenti segreti declassificati in USA negli anni ’90. Nel gennaio del 1994 in un’area nei pressi di Washington D.C. venne inaugurata una sede dei National Archives al cui interno erano custoditi filmati coperti fino ad allora dal segreto di stato, documenti militari delle due guerre mondiali, numerosi microfilm che testimoniano il lavoro d’intelligence svolto dopo i conflitti e la più grande documentazione sullo scandalo Watergate e l’assassinio di John Kennedy. A tale proposito nel febbraio del 2003 alcuni quotidiani italiani pubblicarono alcuni articoli in merito proprio ad incartamenti venuti alla luce ed inerenti segreti italiani legati al conflitto ed all’attività occulta esercitata nel dopoguerra dall’intelligence USA in Italia che hanno fatto discutere. Un paio di questi articoli sono stati pubblicati dal quotidiano “La Repubblica” il 9 febbraio e sono: “Ricerca in archivi USA: La Decima MAS” di Antonio Monda e “Quando gli Usa arruolavano la Decima Mas” un pezzo inchiesta inerente le carte dei servizi segreti sul 1945 a firma dei giornalisti Attilio Bolzoni e Tano Gullo. Quest’ultimo riporta che: “Dagli archivi dell'intelligence Usa esce un altro pezzo di storia italiana del dopoguerra, gli accadimenti di un Paese che in quegli anni - svelano gli atti desecretati dalla Cia - è il più grande laboratorio di manipolazione politica clandestina. Ossessionati dal pericolo bolscevico, turbati dall’apparato e dalla forza del Pci, preoccupati dai tatticismi di De Gasperi, rassicurati dalle diffidenze della Santa Sede verso la Democrazia cristiana ancora alleata con Togliatti (tra le alte sfere vaticane qualcuno già accarezzava l’idea di far nascere un secondo e più conservatore partito cattolico), i servizi segreti Usa avevano costruito nella Penisola una rete spionistica per condizionare i passi della nascente Repubblica. Un esercito di uomini pronti a tutto che, già nella primavera del 1945, nei fatti è quella Gladio che “ufficialmente” nascerà qualche anno più tardi. I documenti che raccontano cosa avvenne sono tutti conservati nel palazzo di cristallo e cemento degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti d’America, tra i boschi di College Park nel Maryland, a una trentina di chilometri da Washington. Erano carte top secret fino a qualche tempo fa, carte provenienti dagli schedari dell’Oss (Office of Strategic Services), l’antenato della Central Intelligence Agency. Al centro di quella “rete” c’è il giovane James Jesus Angleton, capo del controspionaggio americano a Roma dal ‘44 al ‘47, nome in codice “Artefice”….. I collegamenti tra servizi Usa e quelli vaticani ci sono da sempre e si intensificano nella fase bellica quando Allen Dulles (uno dei capi dell’Oss in Europa) stringe, in Svizzera nel 1942, rapporti con il frate domenicano belga Felix Morlion. Ma è dopo la Liberazione che la partita diventa decisiva. In un dossier dell’Oss senza data ma infilato tra i fascicoli dei “rapporti con il Vaticano” – “La guerra segreta in Italia” - gli 007 di Washington scrivono che “...poiché i suoi obiettivi spirituali (della chiesa cattolica ndr) sono mondiali, il Vaticano è il centro più esaurientemente informato del mondo”.” Sempre in merito ad Angleton ed al Vaticano nell’altro articolo di A. Monda si legge che: “James Angleton, responsabile del controspionaggio nel nostro paese fino al 1955, seguiva con preoccupazione le scelte politiche del centro che guardava a sinistra di De Gasperi, e si assicurava con lettere a propria firma che fosse garantita l’immunità alla Decima Mas e al principe Junio Valerio Borghese. Un rapporto del febbraio del 1946 controlla il lavoro diplomatico svolto da due prelati che diventeranno pontefici che rispondono al nome di Angelo Roncalli e Giovanni Battista Montini…..”. I rapporti tra CIA e Vaticano Ulteriori conferme sull’effettiva collaborazione dell’intelligence USA con i servizi segreti della Santa Sede emergono dal testo pubblicato in Italia nel 1996 dalla Marco Tropea Editore intitolato “L’eredità messianica - Dai Primi cristiani al Priorato di Sion ai giorni nostri i rapporti tra fede e potere” e scritto da M. Baigent, R. Leigh e H.Lincoln. Nel capitolo 24 al paragrafo intitolato”Mosse della CIA” viene riportato che: “L’OSS, o Office of Strategic Services (Ufficio dei Servizi Strategici), venne creato sul modello dell’MI6 e del SOE (Special Operations Executive) inglesi, e con il loro aiuto. Ne fu il primo direttore il generale William (Wild Billy) Donovan….A capo dell’OSS, William Donovan intuì subito il potenziale significato del Vaticano per le operazioni di controspionaggio. Migliaia di sacerdoti cattolici erano presenti in Europa, in ogni paese, ogni città, praticamente ogni villaggio. Migliaia di sacerdoti cattolici fungevano anche da cappellani per le forze armate di ogni nazione in guerra. Questa rete era già impegnata in attività di controspionaggio; trasmetteva grandi quantità di informazioni al servizio segreto del Vaticano stesso. Uno dei quattro direttori di settore del servizio segreto vaticano era monsignor Giovanni Montini, che in seguito sarebbe diventato Papa Paolo VI. Quindi Donovan intrecciò stretti legami con il Vaticano….Nel periodo successivo alla guerra, gli Stati Uniti si affrettarono a sfruttare l’apparato creato da Donovan, soprattutto in Italia. Nel 1948, nell’imminenza delle elezioni italiane, la CIA appena formata si imbarcò in una complessa operazione clandestina per precludere ogni prospettiva di vittoria comunista. Sotto la guida di James Angleton, ex direttore dell’OSS a Roma, e in seguito direttore del controspionaggio per la CIA, milioni di dollari vennero fatti pervenire in segreto alla Democrazia Cristiana, mentre ulteriori fondi venivano incanalati in giornali e altri strumenti di propaganda…..Come già detto(gli autori ribadiscono un punto affrontato un paio di pagine prima), il viaggio di Joseph Retinger negli Stati Uniti a nome del Movimento Europeo portò, il 29 marzo 1949, alla creazione dell’American Committee on a United Europe, o ACUE. Ne era presidente William Donovan. Il vicepresidente era l’ex direttore dell’OSS in Svizzera Allen Dulles. Segretario era Gorge S. Franklin, che era anche direttore del Consiglio per i Rapporti con l’Estero e in seguito diventò un coordinatore della Commissione Trilaterale. Il direttore esecutivo dell’ACUE era un membro attivo della CIA, Thomas Braden, all’epoca capo dell’International Organisation Departement della CIA. Sotto la guida di questi uomini, l’ACUE decise di sostenere il Movimento Europeo di Joseph Retinger…..parzialmente finanziati dalla CIA, Joseph Retinger e altri membri del Movimento Europeo strinsero alleanza con il principe Bernhard d’Olanda, con il primo ministro italiano e con Sir Gubbins, ex direttore del SOE inglese. Assieme all’allora direttore della CIA, il generale Walter Bedell Smith, questo gruppo creò una “commissione d’esperti” che si riunì per la prima volta nel maggio 1954 all’hotel de Bilderberg, nella città olandese di Oosterbeek. Ebbero così inizio le Conferenze Bilderberg.” (Il famigerato Gruppo Bilderberg è una sorta di organismo segreto di facciata del Governo Oombra costituito da eminenze grigie delle élite europee e nord-americane. I suoi membri, banchieri, politici, universitari, editori, giornalisti e funzionari internazionali degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa Occidentale si riuniscono ogni anno per discutere l’assetto politico, economico e sociale planetario. Ndr.). Sempre nel 1954 ed appena un mese prima della nascita del Bilderberg negli USA avvenne un incontro segreto con esseri alieni presso la base di Muroc Airfield (oggi Base Aerea di Edwards) in California e a cui presenziò il presidente americano Eisenhower. Riprendendo quanto è scritto nel volume di Baigent e Co. Emerge inoltre che: “Anche il Movimento Europeo di Joseph Retinger, sponsorizzato dalla CIA, fu attivo in Italia e consolidò ulteriormente i legami tra i servizi segreti americani e il Vaticano. Retinger si assicurò il sostegno del dottor Luigi Gedda, suo vecchio amico, che era medico personale di Pio XII nonché presidente dell’Azione Cattolica, Retinger riuscì a ottenere anche il sostegno del futuro papa Paolo VI, e l’azione cattolica diventò un altro importante destinatario dei fondi della CIA. I rapporti tra CIA e Vaticano divennero più stretti nel 1963, quando papa Giovanni XXIII morì e gli succedette Paolo VI, ovvero Giovanni Montini, arcivescovo di Milano. Come abbiamo detto, Montini era già in rapporto con la CIA e ne aveva ricevuto fondi. Anche durante la guerra aveva lavorato con i servizi segreti americani, passando informazioni dal Vaticano all’OSS e viceversa...I rapporti tra Vaticano e CIA sono proseguiti negli anni. Stando a Gordon Thomas e Max Morgan-Witts (Il primo giornalista irlandese, con noti agganci coi servizi segreti occidentali, noto per le sue inchieste investigative nel mondo dell’intelligence e del terrorismo mentre l’altro è un produttore televisivo inglese ndr.), nel novembre 1988 ci sarebbe stato un incontro privato tra papa Giovanni Paolo II e il direttore della CIA a Roma. Questo incontro portò all’accordo in base al quale il Papa avrebbe ricevuto ragguagli settimanali dalla CIA (v. “The Year of Armacheddon” Gordon Thomas e Max Morgan-Witts). A conferma di quanto scritto nel volume di Baigent, Leigh e Lincoln il Corriere della Sera del 26 agosto 2003 pubblica l’articolo “Montini, una scelta americana per l’Italia XX” del giornalista Ennio Caretto in merito ad una ricerca condotta dal quotidiano italiano negli archivi di Washington. “Donovan - scrive Caretto - ha già un suo uomo al Vaticano, il frate domenicano Felix Morlion, fondatore della «Pro Deo», da lui spostato nel ’41 da Lisbona, un covo di spie britanniche destinate a divenire illustri, dal diplomatico Kim Philby, una «talpa» sovietica, ai romanzieri Graham Greene e Ian Fleming (il padre di James Bond). Ma al capo dell’Oss preme ottenere la collaborazione del giovane monsignor Giovanni Battista Montini, allora segretario di Stato in pectore, il futuro Papa Paolo VI. L’ambasciatore americano in Vaticano Myron Taylor, l’ex presidente della United Steel, e il vice Harold Tittman gli hanno segnalato che Montini non è solo il braccio destro e confidente di Pio XII, ma è anche vicino a leader politici italiani come Alcide De Gasperi e il suo delfino Giulio Andreotti......E’ monsignor Montini a offrire all’Oss un «servizio di informazioni riservate» della Chiesa tra le due Italie, quella liberata a Sud e quella ancora occupata dai tedeschi a Nord..”. Considerazioni finali Alla luce di quanto finora esposto emerge chiaramente che il SIV sarebbe stato preesistente già prima degli anni ’50 addirittura già sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Ora tutto ciò potrebbe porre sotto una luce negativa quanto rivelatomi dal gesuita in seno alla creazione del SIV in seguito l’incontro di Muroc avvenuto nel Febbraio del 1954 (v. art. Secretum Omega) per cui si potrebbe concludere che, anche se non in mala fede, non abbia detto proprio tutta la verità, almeno da un punto di vista temporale. A questo punto è probabile che sulla stessa falsa riga dell’OSS che in seguitò diede vita alla CIA il Vaticano ridisegnò nuovamente il SIV, al fine di interagire operativamente, strutturandolo in maniera compartimentalizzata alla stessa stregua delle strutture d’intelligence sviluppatesi dopo la guerra vedi CIA, Mossad, KGB ecc. A questo punto dotandosi di una nuova “veste” risulterebbe in un certo qual modo sensato e non necessariamente contraddittorio o falso quanto asserito dal gesuita. Del resto ho sempre preventivato che alcune delle informazioni ricevute potessero non essere fedeli o precise al 100% in quanto, nel caso dei rivelatori una caratteristica che si riscontra sempre è che non forniscono mai un quadro completo per quanto dettagliato possa essere. Inoltre (e questo si riallaccerebbe a quanto appena detto) sarebbe opportuno evidenziare quanto a livello d’intelligence stessa negli Stati Unti avvenne proprio nel 1954 in seguito agli incontri di Muroc e che videro protagonista il famigerato Majestic-12. Quest’ultimo, noto anche come MJ-12, venne concepito nel settembre del 1947 dal Presidente Truman all’interno di un’operazione “ultra top secret” di ricerca e sviluppo dell’Intelligence USA. Nel dicembre 1954 l’MJ-12, in seguito ad Ordine Esecutivo Segreto (Order Number 54-12) del presidente Eisenhower, fu elevato a Comitato all’interno del National Security Council - NSC (Consiglio Nazionale per la Sicurezza) assumendo la denominazione di “Gruppo 54/12”. Ma la storia non finisce qui…. |
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